<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-6617010577768309280</id><updated>2012-01-30T12:57:01.090-08:00</updated><category term='sindacato'/><category term='lavoro'/><category term='Storia'/><category term='Territorio'/><category term='precariato'/><category term='Assemblea'/><category term='crisi'/><category term='Razzismo'/><category term='migranti'/><category term='Religione'/><category term='Tfr'/><category term='Repressione'/><category term='manifestazioni'/><category term='Politica internaz.'/><category term='salari'/><category term='Scuola'/><category term='onale'/><category term='Pensioni'/><category term='CCNL'/><category term='guerra'/><category term='sciopero'/><category term='sicurezza'/><category term='Nucleare'/><category term='società'/><category term='Economia'/><category term='Politica Nazionale'/><title type='text'>LA CLASSE OPERAIA</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Riccardo Di Palma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07016977001527571666</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_ESHXVLfeB_E/SO5qOT68TuI/AAAAAAAAA0o/q2K88kT8llc/S220/Rickivariop.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>1741</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6617010577768309280.post-4422896526334489219</id><published>2012-01-30T12:35:00.000-08:00</published><updated>2012-01-30T12:57:01.106-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica Nazionale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Economia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica internaz.'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='crisi'/><title type='text'>MONTI È UNA BOLLA, SE NON ESPLODE SI SGONFIERÀ</title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;Il vertice europeo davanti all'anno terribilis 2012. Chi ha inter&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255);"&gt;esse a difendere la dittatura tedesca?&lt;/span&gt;&lt;span style="display: block;" id="formatbar_Buttons"&gt;&lt;span onmouseover="ButtonHoverOn(this);" onmouseout="ButtonHoverOff(this);" onmouseup="addImage();" onmousedown="CheckFormatting(event);;ButtonMouseDown(this);" class=" on" style="display: block;" id="formatbar_Add_Image" title="Aggiungi immagine"&gt;&lt;img src="http://www.blogger.com/img/blank.gif" alt="Aggiungi immagine" class="gl_photo" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-kCNZchABZkg/TycBCRH8qwI/AAAAAAAAL6w/3fv733Vgdv8/s1600/tab-debito-mondiale1p.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-kCNZchABZkg/TycBCRH8qwI/AAAAAAAAL6w/3fv733Vgdv8/s320/tab-debito-mondiale1p.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5703528591556127490" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Presentiamo ai lettori due tabelle che rendono l'idea di come, il 2012, sia come un imbuto, una strozzatura per i debiti "sovrani", di converso per i mercati finanziari internazionali. Tutti in un botto, il grosso a partire dalla primavera prossima, scadono la bellezza di 7.609 miliardi di dollari di titoli. I possessori di questi titoli, in gran parte le più grosse banche d'affari, i fondi speculativi e i gruppi assicurativi, batteranno cassa, li porteranno all'incasso.&lt;br /&gt;E' opinione diffusa, tra gli analisti (vedi il summit di Davos), che non tutti gli stati riusciranno ad onorare queste scadenze, ad essere solvibili. Per quanto le cifre assolute di giapponesi e americani siano pressoché doppie rispetto a quelle dell'eurozona, è proprio sulla capacità di rimborso dell'Unione europea che si addensano le più fosche nubi. Da cosa dipenda l'abbiamo detto più volte e lo ripetiamo. Il debito giapponese è anzitutto questione interna, visto che la gran parte non gira nei mercati finanziari internazionali. Gli USA d'altra parte hanno il dollaro, che resta la principale moneta di scambio mondiale, posseggono il più grande esercito di tutti i tempi (a difesa dell'ordine mondiale), e Wall Street è la piazza la cui caduta non converrebbe a nessun paese capitalista.&lt;br /&gt;Invece lo spazio economico dell'euro è il più fragile a causa delle storture native gravissime che tutte convergono su due cause complementari: la moneta unica da una parte e, dall'altra, i Trattati di Maastricht e di Lisbona i quali, massima assurdità, non sono tanto trattati politici, ma trattati stringenti di politica economica, monetaristi e liberisti al tempo stesso.&lt;br /&gt;Dove sta l'assurdità? Nessun governo serio si impiccherebbe mai ad un dogma economicista, e nemmeno ad una data dottrina. L'economia conosce dei cicli, espansivi o recessivi ad esempio. Ogni economia è infine parte dell'economia mondiale, e deve adattarsi in maniera flessibile e repentina agli scambi, agli andamenti delle partite correnti. Può quindi vedersi obbligata, ad agire su più leve, tra cui ad esempio quelle della politica monetaria, della svalutazione competitiva, del credito, del mercato del lavoro ecc., per far fronte ai mutamenti, spesso repentini.&lt;br /&gt;La prussiana costruzione dell'euro, in un mondo competitivo che corre a velocità forsennate, solo per questa sua estrema rigidità, è destinata a sfracellarsi. Ed è come minimo singolare che mentre i governi "europeisti" (ovvero quelli che portano l'Unione allo sfascio) fanno della "flessibilità" del mercato del lavoro un mantra, esibiscono la più tetragona ottusità, persistano nel difendere ad ogni costo, contro ogni evidenza, i Trattati di Maastricht e di Lisbona. Come si vede americani ed inglesi non commettono lo stesso errore, anzi, da paesi leader del liberismo, sono stati lesti nell'adottare misure di tipo keynesiano, ovvero non di austerity ma di quantitive easing, di sostegno ampio al ciclo economico depresso.&lt;br /&gt;L'eurozona sembra una gabbia di matti, di dogmatici, di sacerdoti dell'ortodossia liberista e monetarista, ciò malgrado le loro dottrine abbiano fatto evidente fiasco. Se questi ierocrati si ostinano nella loro posizione, è anche perché gran parte delle sinistre europee li sostengono de facto, non vogliono prendere atto che l'Euro è stata sì una scommessa ambiziosa, ma una scommessa già persa. Solo la miopia o il servilismo verso le oligarchie banacarie (anti)europeiste può spiegare tale atteggiamento suicida.&lt;br /&gt;Rispondevo giorni fa a chi ritiene che se l'euro è sotto attacco è per un piano preciso della finanza anglosassone e americana. Spiegavo che questa è una corbelleria, che se cadono l'euro e l'Unione sarebbe un disastro catastrofico, più ancora che per i Bric, per Usa e Regno Unito. La verità sta dunque al lato opposto. L'euro e l'Unione cadranno appunto, non per cospirazioni esterne, ma a causa dell'opera distruttrice degli oligarchi e dei governi europei.&lt;br /&gt;La Germania della Merkel è il primo assassino dell'Unione e dell'euro. Nessu&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-QWpQAgjHGDs/TycBNulDVtI/AAAAAAAAL68/2ec88gFF2IE/s1600/tabella-emissioni-2p.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 270px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-QWpQAgjHGDs/TycBNulDVtI/AAAAAAAAL68/2ec88gFF2IE/s320/tabella-emissioni-2p.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5703528788441388754" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;no toglie dalla testa del sottoscritto che la rigidità tedesca, la cocciutaggine nel perseverare in una politica economica d'austerità, recessiva e monetarista, si spiega solo a patto di ritenere che la Germania da l'euro per morto e che per Berlino si tratta solo di salvare il salvabile, ovvero, anzitutto, gli interessi del capitalismo tedesco.&lt;br /&gt;Come spiegare altrimenti che invece di un'inversione di rotta, la Germania insiste nell'adottare il cosiddetto Fiscal compact, ovvero regole ancora più stringenti sulla disciplina di bilancio (pareggio di bilancio e sanzioni automatiche per chi sfora), riduzione del debito al 60% del Pil, ecc. Quindi ancora tenace opposizione agli Eurobond, a che la Bce possa comprare i titoli dei Piigs, a rafforzare davvero  i "fondi salvastati" come l'Esm.&lt;br /&gt;E' oramai evidente che gli interessi del capitalismo tedesco e quelli della maggior parte dei paesi eurozona divergono, che queste divergenze diventeranno più forti in futuro.  Nei prossimi mesi, se ci saranno altre scosse nei mercati finanziari (crack bancari e default degli stati), esse potrebbero esplodere in maniera fragorosa.&lt;br /&gt;Chi ha interesse a difendere la  dittatura tedesca sull'eurozona? Non certi i popoli europei, anzitutto quelli dei cosiddetti "paesi periferici", tra cui quello italiano. L'interesse dei popoli va in direzione opposta: abbattere questa dittatura. Dovrebbero capirlo anche quelli che si ostinano a difendere un morto che cammina, l'euro. E' grottesco che il governo Monti-Quisling e i suoi principali sostenitori (Confindustria, Pd anzitutto), i quali sono sodali della Merkel e difensori dell'Unione-Quarto-Reich, si spaccino per i più decisi paladini dell'euro.&lt;br /&gt;Noi non amiamo certo quest'Unione neo-imperialista, ma ciò non ci esime dal denunciare questi post-mussoliniani come distruttori non solo del nostro paese, ma dello stesso disegno europesita. Monti e i suoi accoliti stanno preparando la corda con cui saranno impiccati. Come saranno impiccati? Chi li impiccherà? Speriamo saranno spazzati via da una sollevazione popolare. Ma per questa occorre ancora tempo. Un tempo che forse noi non abbiamo, ma che nemmeno Monti ha. Questo appiccicoso ragioniere, questo "curatore fallimentare" potrebbe essere disarcionato dalla tigre che pensa di poter cavalcare, una tigre troppo forte per lui: la tigre della crisi sistemica.&lt;br /&gt;Le sue misure antipopolari crudeli, le sue manovre tecniche, non eviteranno la burrasca che si approssima. La burrasca dei debiti sovrani, la burrasca che si abbatterà sull'eurozona nei prossimi mesi, con annessi default bancari a grappolo. A questo si aggiunga che solo in primavera il popolo lavoratore comincerà a sentire sulla carne l'effetto delle misure adottate nell'ultimo periodo.&lt;br /&gt;La caduta di Berlusconi, per quanto avvenuta per un golpe degli oligarchi, ha avuto il salutare effetto che, almeno, si discute di cose serie. Ma le cose sono serie, intendiamo le tendenze obiettive, non tanto perché se ne parla, ma perché sono inesorabili. Dalla discussione sulle cose serie si passerà alle cose serie vere e proprie.&lt;br /&gt;Tutto è possibile.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Moreno Pasquinelli, &lt;a href="http://sollevazione.blogspot.com/2012/01/monti-e-una-bolla-se-non-esplode-si.html#more"&gt;Sollevazione&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6617010577768309280-4422896526334489219?l=laclasseoperaia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/feeds/4422896526334489219/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6617010577768309280&amp;postID=4422896526334489219' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/4422896526334489219'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/4422896526334489219'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/2012/01/monti-e-una-bolla-se-non-esplode-si.html' title='MONTI È UNA BOLLA, SE NON ESPLODE SI SGONFIERÀ'/><author><name>Riccardo Di Palma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07016977001527571666</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_ESHXVLfeB_E/SO5qOT68TuI/AAAAAAAAA0o/q2K88kT8llc/S220/Rickivariop.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-kCNZchABZkg/TycBCRH8qwI/AAAAAAAAL6w/3fv733Vgdv8/s72-c/tab-debito-mondiale1p.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6617010577768309280.post-5069677951131256546</id><published>2012-01-30T09:46:00.000-08:00</published><updated>2012-01-30T09:54:03.512-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica Nazionale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Economia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='crisi'/><title type='text'>TREMONTI TARDO NO-GLOBAL</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Una volta il pronunciamiento lo facevano i militari&lt;/span&gt; – così scrive Giulio Tremonti nel suo ultimo libro “Uscita di sicurezza” - &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Occupavano la radio-tv, imponevano il &lt;/span&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-O9897tm59Mk/TybZH0H1mkI/AAAAAAAAL6k/8mOu1JWlu2Y/s1600/tremonti%2Bpoker.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 178px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-O9897tm59Mk/TybZH0H1mkI/AAAAAAAAL6k/8mOu1JWlu2Y/s320/tremonti%2Bpoker.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5703484706385140290" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;coprifuoco di notte eccetera. Oggi, in versione postmoderna, lo si fa con l’argomento della tenuta sistemica dell’euro (…) lo si fa condizionando e commissariando governi e parlamenti (…) Ed è la finanza a farlo, il pronunciamiento , imponendo il proprio governo, fatto quasi sempre da gente con la sua &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;stessa uniforme, da tecnocrati apostoli cultori delle loro utopie, convinti ancora del dogma monetarista; ingegneri applicati all'economia, come era nel Politburo prima del crollo; replicanti totalitaristi alla Saint-Simon&lt;/span&gt;”.&lt;br /&gt;Viviamo dunque in un periodo a rischio per la democrazia, che non è minacciata dai militari, bensì dai banchieri, tecnici e funzionari del capitale finanziario cosmopolita. Ma non è la prima volta che Tremonti elabora un’interpretazione, come dire, “tardo no-global” dei processi di crisi che investono il mondo capitalistico, cioè una versione critica (più da “destra” che da “sinistra”, con tutte le ambiguità e gli equivoci che ormai accompagnano tali categorie ideologiche) contro la globalizzazione ultra-liberista.&lt;br /&gt;Dopo il fallimento di Lehman Brothers, Tremonti affermò che “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;un mondo era finit&lt;/span&gt;o” con “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;la globalizzazione finanziata dal debito&lt;/span&gt;”. Ed aggiunse che bisognava “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;fare nuove regole e le regole devono farle i governi e le autorità vietando i paradisi fiscali e i bilanci falsi delle aziende. Le crisi finiscono prima o poi e alla fine di questa turbolenza l’Italia sarà più forte di prima e più forte degli altri&lt;/span&gt;”. Ma rammento altre sue dichiarazioni che avrebbero potuto incontrare i consensi di Casarini e compagni, comprese le mie simpatie, se non fosse stato per la conoscenza dell’autore, vale a dire il super ministro dell’economia del precedente governo Berlusconi. E visto che si tratta di un personaggio di alto profilo e di enorme potere, non sono mancate le occasioni politiche in cui a certi discorsi Tremonti avrebbe potuto far seguire almeno un gesto concreto di coerenza. Né avrebbe mai potuto farlo, come si può facilmente immaginare.&lt;br /&gt;Tuttavia, ciò non muta la sostanza delle cose, né impedisce di concordare con Tremonti nel momento in cui analizza criticamente le dinamiche del capitalismo finanziario dall’interno, un mondo che ben conosce e frequenta. Ma più che un teorico del mercatismo selvaggio, di cui pure è stato in passato un promotore dichiarato, oggi Tremonti si professa (ed è) un appassionato e convinto fautore del protezionismo. Lo stesso mutuato dalla Lega, ma spiegato meglio. Il fatto è che per argomentarlo Tremonti deve ricorrere a fatti che svelano i contenuti delle manovre finanziarie e le tendenze autocratiche del capitalismo finanziario. Analizzata dall’interno tale realtà risulta molto più inquietante di quanto si possa supporre. E’ forse questa la chiave interpretativa per provare a comprendere le contraddizioni di Tremonti. Che sono esattamente le stesse che emergevano dalle pagine del suo precedente libro, “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La paura e la speranza&lt;/span&gt;”.&lt;br /&gt;Probabilmente si potrebbe apprezzare Tremonti come intellettuale se avesse avuto mano libera e non fosse stato un “burattino” come molti politici d’oggi. In tal senso Tremonti non si distanzia molto da una tradizione ideologica “di destra” che identifica nel mercato un fattore disgregante e che oggi, in netto (e colpevole) ritardo rispetto al movimento “no-global”, denuncia le promesse tradite dalla globalizzazione neoliberista.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Lucio Garofalo&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6617010577768309280-5069677951131256546?l=laclasseoperaia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/feeds/5069677951131256546/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6617010577768309280&amp;postID=5069677951131256546' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/5069677951131256546'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/5069677951131256546'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/2012/01/tremonti-tardo-no-global.html' title='TREMONTI TARDO NO-GLOBAL'/><author><name>Riccardo Di Palma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07016977001527571666</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_ESHXVLfeB_E/SO5qOT68TuI/AAAAAAAAA0o/q2K88kT8llc/S220/Rickivariop.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-O9897tm59Mk/TybZH0H1mkI/AAAAAAAAL6k/8mOu1JWlu2Y/s72-c/tremonti%2Bpoker.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6617010577768309280.post-5754048322552421237</id><published>2012-01-26T13:41:00.000-08:00</published><updated>2012-01-26T13:49:03.765-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Repressione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Territorio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica Nazionale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='società'/><title type='text'>DOPO LE BASTONATE, LA SANTA INQUISIZIONE</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Neppure il tempo di commentare il brutale pestaggio dei pescatori che ieri protestavano dinanzi a Montecitorio, con lo stato di polizia che mostra i muscoli dinanzi ai lavoratori,&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-DokSdrLYgW8/TyHJJQ9rq3I/AAAAAAAAL6E/FwQgtVjkns4/s1600/TAV%2BDONNA%2BFERITA.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-DokSdrLYgW8/TyHJJQ9rq3I/AAAAAAAAL6E/FwQgtVjkns4/s320/TAV%2BDONNA%2BFERITA.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5702059764237446002" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; che già si apre un nuovo capitolo della saga, con la magistratura al servizio della lobby del tondino e del cemento che ordina rastrellamenti in tutta Italia, a carico di chi lotta contro il TAV.&lt;br /&gt;Sarebbero una quarantina (fra arresti e consegne ai domiciliari) le persone inquisite nell'ambito di un'operazione partita alle luci dell'alba a carico di soggetti che si battono contro l'alta velocità, gran parte dei quali non risiedono in Val di Susa, pur venendo definiti dai media come elementi di spicco del novimento NO TAV.&lt;br /&gt;Tutti i procedimenti giudiziari riguarderebbero gli scontri avvenuti in quel di Chiomonte a cavallo fra la fine di giugno e l'inizio di luglio ed avrebbero come oggetto reati personali, senza alcuna volontà (ha sottolineato il procuratore Caselli) di agire politicamente contro il movimento NO TAV.&lt;br /&gt;Chi ha vissuto in prima persona quelle giornate, sa bene che al contrario, da parte di chi gestisce la macchina repressiva e nel buio ne arma la mano....&lt;br /&gt;la volontà di colpire, intimidire ed allontanare dal proprio proposito chiunque avesse l'ambizione di lottare contro la devastazione del territorio ad opera del cantiere per i treni ad alta velocità è sempre stata molto forte, ancorché dimostrata sul campo in maniera inequivocabile.&lt;br /&gt;Come stanno a dimostrare i lacrimogeni lanciati ad altezza uomo in faccia a manifestanti pacifici, che ancora oggi a distanza di molti mesi peregrinano fra un ospedale e l'altro, per sottoporsi ad interventi chirurgici finalizzati a ricostruire le ossa della faccia devastate.&lt;br /&gt;Come stanno a dimostrare i pestaggi gratuiti documentati in decine e decine di  filmati e il lancio sistematico di migliaia di lacrimogeni al gas cs, cancerogeni ed estremamente nocivi per la salute.&lt;br /&gt;Come sta a dimostrare il clima &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-VXsXy89vAso/TyHJgBU4G5I/AAAAAAAAL6Q/hHyG78uwuXs/s1600/TAV%2Bcarrozzina%2Banarcoinsurrezionalista.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 298px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-VXsXy89vAso/TyHJgBU4G5I/AAAAAAAAL6Q/hHyG78uwuXs/s320/TAV%2Bcarrozzina%2Banarcoinsurrezionalista.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5702060155176754066" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;di "terrore" costruito in Val di Susa, attraverso la prevaricazione, le perquisizioni arbitrarie, le minacce fisiche, che non sono mai mancate da giugno in poi.&lt;br /&gt;Il capitolo degli arresti di stamattina s'inserisce perfettamente nel clima di questi giorni e rende il senso di una precisa volontà politica della dittatura tecno/finanziaria, che intende intimidire qualsiasi italiano abbia intenzione di opporsi all'esproprio bancario delle persone e dei territori.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Se non chini la testa ti mandiamo all'ospedale e se non hai ancora capito la lezione ti sbattiamo pure a marcire in galera, attraverso la magistratura che è al nostro servizio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Resta solo da capire cosa ne pensino gli italiani non ancora lobotomizzati e se esista la consapevolezza del fatto che &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;quando inizi a chinare la testa sarai costretto a continuare a farlo,&lt;/span&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;senza avere più nessuna prospettiva di rialzarla.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Marco Cedolin&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6617010577768309280-5754048322552421237?l=laclasseoperaia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/feeds/5754048322552421237/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6617010577768309280&amp;postID=5754048322552421237' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/5754048322552421237'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/5754048322552421237'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/2012/01/dopo-le-bastonate-la-santa-inquisizione.html' title='DOPO LE BASTONATE, LA SANTA INQUISIZIONE'/><author><name>Riccardo Di Palma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07016977001527571666</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_ESHXVLfeB_E/SO5qOT68TuI/AAAAAAAAA0o/q2K88kT8llc/S220/Rickivariop.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-DokSdrLYgW8/TyHJJQ9rq3I/AAAAAAAAL6E/FwQgtVjkns4/s72-c/TAV%2BDONNA%2BFERITA.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6617010577768309280.post-2204314310634939878</id><published>2012-01-24T14:07:00.000-08:00</published><updated>2012-01-24T14:21:46.318-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica Nazionale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='onale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='salari'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Economia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavoro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='crisi'/><title type='text'>GOVERNO DI TECNICI....DELLA PROPAGANDA</title><content type='html'>Non sappiamo cosa abbiano bevuto in 8 ore di consiglio dei ministri, ma in compenso sappiamo cosa vorrebbero dare da bere agli italiani&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-Y4Tw2-L6GV8/Tx8u2Iy15cI/AAAAAAAAL5s/-9c4lrugfR0/s1600/Monti%2Bconsenso%2Blargo%2Bcome%2Bculo.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 305px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-Y4Tw2-L6GV8/Tx8u2Iy15cI/AAAAAAAAL5s/-9c4lrugfR0/s320/Monti%2Bconsenso%2Blargo%2Bcome%2Bculo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5701327160882881986" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se non altro Berlusconi, quando parlava di crescita, si riferiva principalmente a quella dei capelli.&lt;br /&gt;Per il resto non risparmiava promesse, ma sulle cifre si manteneva nel vago. I professori invece sparano. Hanno la licenza, loro. 8-11-12 è un terno un po' compresso, da non giocare ma da tenere a mente.&lt;br /&gt;Bersani si è dichiarato entusiasta di un Consiglio dei ministri durato 8 ore, anche se lui lo avrebbe fatto durare 5 minuti di più... Ma cosa avranno bevuto in quelle 8 ore? D'accordo, hanno l'auto blu (sapete, non le hanno ancora eliminate tutte) e non rischiano il palloncino, ma la cosa rimane inquietante. Come possono aver concepito l'8-11-12 senza l'aiuto di qualche sostanza?&lt;br /&gt;Il bello è che la stampa finge di crederci e rilancia la barzelletta: 8-11-12. Insomma, secondo questi imbroglioni professionali, che evidentemente la Bocconi l'hanno frequentata con profitto, gli effetti del loro decreto «sfascia Italia» - pardon, «cresci Italia», che sennò si offendono - sarebbero racchiusi in questi tre numeri magici.&lt;br /&gt;Occupazione + 8%, Pil +11%, salari reali +12%. Una pacchia? Come risponderebbe il ragionier Fantozzi: «una boiata pazzesca».&lt;br /&gt;Vorrebbero far credere al popolino che dietro queste cifre vi sia la scienza, quando invece c'è solo (nel migliore dei casi) la fede, e (nel peggiore) la malafede. Che i professori al governo siano degli invasati del liberismo non c'è dubbio, ma forse in questo caso la malafede prevale sulla stessa fede ultra-liberista.&lt;br /&gt;Ma fingiamo che di sola fede si tratti. Qual è il Talmud dal quale attingono tanta certezza? Per quel che ne sappiamo si tratta in particolare di uno studio dell'Ocse. Fingiamo ora che l'Ocse sia un organismo attendibile e disinteressato, esente da vizi ideologici, e fingiamo anche che le previsioni economiche di lungo periodo abbiano un qualche senso. Bene, dopo tutte queste finzioni, qual è la previsione dell'Ocse? Crescita del Pil del 4% in dieci anni, dell'8% in venti, dell'11% (ecco la cifra magica) in...sessanta anni!&lt;br /&gt;Ovviamente le proiezioni dell'Ocse sull'effetto delle liberalizzazioni non sono per niente affidabili, tantomeno sono affidabili le previsioni così proiettate in avanti, basti pensare a quelle sul Pil di solo sei mesi fa rispetto a quelle aggiornate (e capovolte) di tre giorni fa...&lt;br /&gt;Ma i professori hanno fatto di più. Hanno preso i dati dell'Ocse sul Pil ed hanno estrapolato quelli, ancora più immaginari, su occupazione e salari reali. E qui arriviamo a delle assurdità che si commentano da sole.&lt;br /&gt;In Italia gli occupati sono 23 milioni. Un aumento dell'8% equivarrebbe ad un incremento di 1.840.00 (unmilioneottocentoquarantamila) occupati. E questo grazie a che cosa? A 500 notai ed a 5mila farmacisti in più? Ai quali si dovrà comunque detrarre il numero (certamente assai maggiore) dei posti di lavoro persi nei piccoli negozi, nelle edicole, nei distributori di carburante spazzati via dalla deregulation dei professori.&lt;br /&gt;Eh già, questi prezzi occupazionali e sociali non sono calcolati né dall'Ocse né da Palazzo Chigi, ma ci sono. Ed in effetti c'è qualcosa di curioso nel chiamare liberalizzazioni un insieme di norme che hanno l'unico effetto di favorire la grande distribuzione.&lt;br /&gt;Negli specchietti (per le allodole) che impazzano sui giornali c'è anche un capitolo «banche», peccato che non si capisca cosa ci stia a fare. Immancabile pure quello sulle «assicurazioni», ma in questo caso si capisce bene che le norme varate sono tutte a vantaggio delle compagnie, non certo degli assicurati.&lt;br /&gt;La cosa è così evidente che i giornali che si sono avventurati nell'indicare gli ipotetici risparmi medi a famiglia si sono ben guardati dal citare eventuali risparmi in questi settori. Ma il capitolo risparmi - cioè, in teoria, riduzione dei prezzi - è quello più fantasioso di tutti.&lt;br /&gt;Il fatto è che è proprio da qui, dato che si da per scontato il loro blocco in termini reali, che dovrebbe arrivare l'incremento del 12% dei salari, o meglio del loro potere d'acquisto. A salario erogato costante (in termini reali), solo un -12% dei prezzi determinerebbe infatti un +12% del potere d'acquisto. Ora, siccome i professori hanno commesso l'imprudenza di sparare cifre, è con le cifre che li ricopriremo di ridicolo.&lt;br /&gt;A quanto ammonta la spesa media annua delle famiglie italiane? Ce lo dice l'Istat (dati 2010): la spesa media annua è di 29.436 euro. Se volessimo credere al -12%, dovremmo avere risparmi annui a famiglia per 3.532 euro. Ora, a tutto c'è un limite, e ad una simile panzana nessuno crederebbe. Non per questo la stampa embedded demorde. Agevolata in ciò da alcuni fiancheggiatori di complemento.&lt;br /&gt;Solo che, nella foga di voler dimostrare l'indimostrabile, è un continuo incespicare sui numeri. Ricordate, 3.532 euro di risparmi è la cifra che corrisponderebbe al 12% sparato dai professori, in soccorso ai quali sono sopraggiunte le ineffabili «associazioni dei consumatori», guidate da consumati demagoghi sempre pronti a invocare la forca per chi sciopera. Per questi trafficoni il risparmio sarebbe però di 1.800 euro! Caspita, la metà, però sempre una bella somma. E poi, chissà, forse la cifra dei professori è solo una previsione a sessanta anni!&lt;br /&gt;Come si risparmino questi 1.800 euro non è cosa che possa uscire dall'attività neuronale di chi dirige le associazioni di cui sopra, e rimane un bel mistero della fede. Eh già, la fede, guarda un po' quante volte torna fuori. Ma costoro hanno fatto le cifre e noi siamo curiosi di vedere come possano tornare i conti. Andiamo perciò a leggere l'autorevole Corriere della Sera, che se non altro, rispetto ad esempio al Sole 24 Ore, ha il merito di rischiare qualche numero.&lt;br /&gt;Curiosamente il Corriere annuncia risparmi per 400 euro - un nono del governo, 4,5 volte meno dei «consumatori» - ma poi nella tabella si leggono ipotetici risparmi per soli 324 euro. Scusate la pignoleria, quasi genovese, ma qui hanno provocato con i numeri e con i numeri li vogliamo seppellire.&lt;br /&gt;Da cosa deriverebbero queste minori spese annue? Udite, udite: 23 euro dai trasporti ferroviari, 18 dai farmaci, 92 dalle prestazioni professionali, 58 dai carburanti, 82 dalla deregulation nel settore del commercio, 52 dall'energia elettrica. Ora, a parte il fatto che non si vede il perché la completa deregolamentazione degli orari dei negozi dovrebbe abbassare i prezzi, né si capisce quale norma possa favorire la riduzione delle tariffe elettriche, come venire a capo di questa fiera del numero impazzito?&lt;br /&gt;Forse un modo c'è. Perché aguzzando l'ingegno vien da ricordarsi che nel campo delle liberalizzazioni (termine elegante per dire privatizzazioni) non siamo all'anno zero. E allora è possibile andare a vedere qual è stato l'effetto sui prezzi delle liberalizzazioni già fatte, tra l'altro ben più importanti di quelle enfaticamente messe in campo dal governo del professor Quisling.&lt;br /&gt;Citiamo allora una fonte insospettabile (o comunque sempre ritenuta piuttosto attendibile), come la Cgia di Mestre, ripresa a dicembre dall'ancora più insospettabile Repubblica. Secondo lo studio della Confederazione degli artigiani, con le liberalizzazioni,  i prezzi non solo non sono diminuiti, sono letteralmente esplosi.&lt;br /&gt;Vediamo. Nel campo delle assicurazioni, la liberalizzazione della Rc auto ha visto un aumento dei prezzi del 184,1% dal 1994, mentre nello stesso periodo l'inflazione è salita del 43% (aumento uguale a 4,2 volte rispetto al costo della vita). Nello stesso periodo il costo dei servizi bancari e finanziari è cresciuto del 109,2% (aumento di 2,5 volte superiore a quello dell'inflazione). I trasporti ferroviari sono cresciuti, tra il 2000 e il 2011, del 53,2% contro un'inflazione del 27,1%. In crescita, sia pure in misura minore, anche i prezzi dell'energia elettrica e dei servizi postali.&lt;br /&gt;In conclusione, su 11 prodotti liberalizzati in vario modo negli ultimi vent'anni, solo due (farmaci e telefonia) hanno fatto registrare una diminuzione dei prezzi. Ma, notoriamente, la telefonia rappresenta un caso a parte, dato che la riduzione dei prezzi è strettamente connessa sia con le enormi trasformazioni tecnologiche avvenute nel settore, sia con l'impressionante aumento del volume complessivo del traffico telefonico. Niente a che fare, perciò, con la liberalizzazione.&lt;br /&gt;Dunque, se le proiezioni sui costi futuri dei servizi e delle merci liberalizzate appaiono inattendibili e fin troppo interessate, l'analisi dei costi di quel che è già stato ampiamente liberalizzato mette in luce un quadro del tutto opposto a quel che ci vorrebbero far credere i liberalizzatori.&lt;br /&gt;Perché le cose vadano così è fin troppo evidente. Lo dice lo stesso segretario della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi: «&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Purtroppo, in molti settori si è passati da una situazione di monopolio pubblico a vere e proprie oligarchie controllate dai privati&lt;/span&gt;». Forse che i professori non lo sanno? Certo che lo sanno, ed è proprio per questo che fanno quello che fanno.&lt;br /&gt;Prezzi a parte, il testo definitivo del decreto si conoscerà solo a metà settimana, ma molte cose sono già note, e sono tutte pessime: deregulation contrattuale per i ferrovieri (il disinteressato Montezemolo ringrazia), trivella selvaggia nelle aree protette nonostante le rassicurazioni del ministro, addirittura carceri privante modello Usa. E poi... dagli al tassista che è lui il colpevole della crisi.&lt;br /&gt;Quello sulle liberalizzazioni è un decreto antipopolare, che fa il paio con quello di dicembre, che il governo vorrebbe rendere più accettabile propagandando una riduzione dei prezzi del tutto immaginaria. Altro che «cresci Italia», con l'affermarsi della linea liberalizzatrice e privatizzatrice, che in Italia ha iniziato ad affermarsi vent'anni fa, l'economia nazionale ha cominciato ad andare a rotoli. Ed altrove non è che le cose siano andate diversamente.&lt;br /&gt;Perché allora insistono tanto? E' solo per un accanimento ideologico? C'è anche questo, c'è che le stesse classi dominanti non sanno più dove battere la testa, ma nel frattempo si ingegnano a privatizzare tutto il privatizzabile, a precarizzare tutto il precarizzabile, a speculare su tutto in attesa di tempi migliori.&lt;br /&gt;Sanno benissimo che non vi sarà alcuna crescita nei prossimi anni, e proprio per questo lavorano per difendere i profitti intensificando lo sfruttamento, cancellando ogni diritto ed ogni elemento di socialità. A pagare sarà il popolo lavoratore. Che potrebbe però iniziare a ribellarsi. La Sicilia insegna e siamo convinti che non si tratti di un fuoco di paglia. Se «cresci Italia» è il nome del loro decreto, «sollevati Italia» dev'essere il nome del nostro programma.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Emmezeta, &lt;a href="http://sollevazione.blogspot.com/2012/01/8-11-12-monti-da-i-numeri-al-lotto.html"&gt;Sollevazione&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6617010577768309280-2204314310634939878?l=laclasseoperaia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/feeds/2204314310634939878/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6617010577768309280&amp;postID=2204314310634939878' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/2204314310634939878'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/2204314310634939878'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/2012/01/governo-di-tecnicidella-propaganda.html' title='GOVERNO DI TECNICI....DELLA PROPAGANDA'/><author><name>Riccardo Di Palma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07016977001527571666</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_ESHXVLfeB_E/SO5qOT68TuI/AAAAAAAAA0o/q2K88kT8llc/S220/Rickivariop.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-Y4Tw2-L6GV8/Tx8u2Iy15cI/AAAAAAAAL5s/-9c4lrugfR0/s72-c/Monti%2Bconsenso%2Blargo%2Bcome%2Bculo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6617010577768309280.post-6931140969638041577</id><published>2012-01-21T09:01:00.000-08:00</published><updated>2012-01-21T11:12:04.036-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica Nazionale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica internaz.'/><title type='text'>IERI LA VEHRMACHT, OGGI LO SPREAD</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dietro il “nein” pronunciato dalla signora Merkel si nasconde il segno inequivocabile di una volontà di egemonia tedesca nell’area dell’euro e di un espansionismo fina&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-tOW4Q0Wq-ds/Txr0IJh05YI/AAAAAAAAL5U/BCkbAbR2jjs/s1600/Merkel%2Bnazi%2Beuro.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 236px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-tOW4Q0Wq-ds/Txr0IJh05YI/AAAAAAAAL5U/BCkbAbR2jjs/s320/Merkel%2Bnazi%2Beuro.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5700136699224712578" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;nziario che si avvale di armi più potenti, devastanti e penetranti dei panzer, quali lo “spread”.&lt;br /&gt;Si conferma in tal modo l’ipotesi secondo cui sta prevalendo chiaramente un orientamento verso una crescente e progressiva “germanizzazione” dell’euro-zona, una tendenza funzionale esclusivamente agli interessi del capitale finanziario internazionale.&lt;br /&gt;Ciò che in tempi passati non riuscì al cancelliere imperiale prussiano, Otto von Bismarck, né al Führer del Terzo Reich, Adolf Hitler, sta riuscendo oggi alla signora Angela Merkel.&lt;br /&gt;Il progetto egemonico tedesco era palese fin dall’inizio, ma si sta concretizzando seriamente e prepotentemente soltanto oggi. Basti pensare alle insopportabili condizioni-capestro imposte dalla Germania ai Paesi dell’euro-zona che versano in evidenti difficoltà finanziarie. Ma è un dato di fatto assolutamente innegabile che nessun Paese europeo, neppure la Francia, possa permettersi di pagare un prezzo simile.&lt;br /&gt;Tuttavia, mentre le mire espansionistiche del regime hitleriano si limitavano a voler imporre un predominio militare tedesco in Europa, il capitale finanziario cosmopolita, che si ripara dentro il bunker tedesco, conquista e divora le ricchezze del mondo intero.&lt;br /&gt;Recentemente, i titoli di Stato decennali tedeschi, messi all’asta, hanno dato un interesse negativo. Ciò vuol dire che gli investitori finanziano lo Stato tedesco affinché questo gli conservi i loro soldi. Non è mai successo nella storia dell’economia finanziaria: non solo ci rimettono l’inflazione, non solo perdono la mobilità dei propri capitali, ma addirittura pagano affinché i propri soldi siano assicurati dentro il bunker tedesco.&lt;br /&gt;La signora Merkel sta riuscendo ad addomesticare la Francia per farne un potente vassallo della propria economia. Per il resto il povero Monti continua a chiedere che “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;la Germania faccia la sua parte&lt;/span&gt;” per l’Europa, senza capire, o (meglio) non potendo affermare, che è esattamente questa la parte della Germania, ossia solo per sé stessa.&lt;br /&gt;Alludendo alla Germania, Monti ha anche affermato: “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Nessun Paese europeo è talmente forte da pensare di andare avanti da solo ad affrontare l’economia globale&lt;/span&gt;”. Ebbene, simili dichiarazioni sono tutto quello che Monti e gli altri possono tentare di fare, cioè scombinare le carte prima che Berlino concluda il gioco. Non hanno altro a cui ricorrere.&lt;br /&gt;Ora, se la Germania non può rinunciare in toto all’Europa ed isolarsi, neppure l’Europa può rinunciare alla Germania e perire. Ma Berlino non è disposta a svenarsi per sorreggere i Paesi in bilico che compromettono l’equilibrio dell’euro; vuole mollarli e restringere l’area dell’euro solo ai Paesi che reggono sul piano del debito. Quelli che vogliono rimanervi possono farlo solo all’interno della politica restrittiva fissata da Berlino e cedere parti pregiate dei loro apparati produttivi al controllo tedesco. E’ la condizione (capestro) indispensabile affinché Berlino possa giocare un ruolo stabile all’interno del mercato globale e reggere lo scontro con le superpotenze economiche.&lt;br /&gt;Il potenziale di accumulo di capitali detenuto dalla Germania è impressionante; ce n’è abbastanza per mettere mano alla progressiva infiltrazione massiva all’interno delle economie di alcuni Paesi e controllare settori che le sono strategicamente convenienti.&lt;br /&gt;Le leggi italiane non consentono ancora di superare certi limiti e, soprattutto, limitano la partecipazione straniera al capitale delle banche al di sotto di una soglia oltre la quale si ritiene compromesso l’interesse nazionale; ciò vale anche per  le grandi industrie, le reti ferroviarie, i porti, ecc. Ma gran parte delle piccole e medie industrie del Nord lavorano già da decenni su commissioni tedesche. Inoltre, se i vincoli di protezione della ricchezza nazionale dovessero essere aboliti, o aggirati, sarebbe davvero uno scherzo per la Germania investire i ponderosi depositi di danaro che ha accumulato nelle sue banche per acquisire la ricchezza degli altri Paesi, a cominciare dal controllo delle banche di Stato. Già oggi, ad esempio, nella sola Campania, esistono 18 sportelli della Deutsche Bank localizzati nelle aree turistiche. L’imponente circuito turistico della costiera amalfinata, Capri, e così via, è da tempo sotto controllo tedesco.&lt;br /&gt;In Portogallo è avvenuto qualcosa di simile ma su più larga scala. Il gov&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-z-rzayo4knU/TxryrujnYVI/AAAAAAAAL5I/df_4kqidoGc/s1600/Merkel%2Bnein.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 280px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-z-rzayo4knU/TxryrujnYVI/AAAAAAAAL5I/df_4kqidoGc/s320/Merkel%2Bnein.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5700135111436493138" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;erno portoghese ha “liberalizzato” il Banco do Espirito Santo, la banca privata più importante del Portogallo. Il governo ha ritirato la propria partecipazione e sono subentrate, con una quota del 28%, investitori stranieri, per l’esattezza tedeschi, con dietro la Bundesbank.&lt;br /&gt;Questi investitori hanno imposto subito un “rafforzamento”, cioè una ricapitalizzazione, del Banco per “permettergli di contribuire alla crescita del Paese”, in conseguenza del quale essi sono arrivati al 47%. Inoltre, comprano sottobanco quote dei soci più deboli o più disponibili. Il governo portoghese ha dato il suo placet, in deroga alla legge vigente, “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;per il bene del Paese&lt;/span&gt;”. Naturalmente sono in atto interventi di ristrutturazione e licenziamenti. Nell’immaginario collettivo dei Portoghesi il Banco rappresenta la ricchezza nazionale e si può dire che tutte le altre banche portoghesi dipendono direttamente da esso. Formalmente i tedeschi sono soci di minoranza, “aiutano il Portogallo”, non hanno leso alcun principio nazionale, ma di fatto sono i veri padroni.&lt;br /&gt;Costretti dalle condizioni-capestro imposte dalla Germania, i Paesi europei non avrebbero altra scelta che consegnare le loro economie in mani tedesche e diventare tributari della Germania, come lo sono già oggi, in larga parte, il Portogallo e la Grecia, i cui governi e le cui banche centrali non possono investire senza il nulla osta della Bundesbank, che è il loro principale creditore. Hitler pensava che l’occupazione militare dell’Europa gli avrebbe permesso di divorare le loro ricchezze. Ma oggi, il capitale finanziario ha trovato armi molto più potenti e penetranti dei panzer della Wehrmacht.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Lucio Garofalo&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6617010577768309280-6931140969638041577?l=laclasseoperaia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/feeds/6931140969638041577/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6617010577768309280&amp;postID=6931140969638041577' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/6931140969638041577'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/6931140969638041577'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/2012/01/ieri-la-vehrmacht-oggi-lo-spread.html' title='IERI LA VEHRMACHT, OGGI LO SPREAD'/><author><name>Riccardo Di Palma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07016977001527571666</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_ESHXVLfeB_E/SO5qOT68TuI/AAAAAAAAA0o/q2K88kT8llc/S220/Rickivariop.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-tOW4Q0Wq-ds/Txr0IJh05YI/AAAAAAAAL5U/BCkbAbR2jjs/s72-c/Merkel%2Bnazi%2Beuro.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6617010577768309280.post-3564049276017268647</id><published>2012-01-21T04:14:00.000-08:00</published><updated>2012-01-21T04:26:47.657-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica Nazionale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Economia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica internaz.'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='crisi'/><title type='text'>LA LENTA AGONIA DELL'EUROPA</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Oggi, 20 gennaio, avrebbe dovuto essere la giornata dell’incontro romano tra Monti, Merkel e Sarkozy. Dopo tanti vertici inutili, un vertice annullato. Sul perché della &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-2f3DhTRSGZ4/Txqu1-6lBTI/AAAAAAAAL48/djeBjzUgfzc/s1600/euro%2Bbrucia.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 255px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-2f3DhTRSGZ4/Txqu1-6lBTI/AAAAAAAAL48/djeBjzUgfzc/s320/euro%2Bbrucia.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5700060520835777842" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;cancellazione si sa solo che è stata richiesta dall'Eliseo.&lt;br /&gt;Strana questa Europa. Nata a 6, cresciuta a 9, poi a 15, fino ad arrivare a 27. Per Prodi, un pensionato di lusso dell'UE che qualcuno vorrebbe come presidente della repubblica, sarebbe dovuta arrivare a Vladivostock... E invece ora, nel momento della verità, si è ridotta a 3, con l’Italia del professor Quisling cooptata non per il suo peso ma per i suoi debiti… Ma anche i 3 procedono in ordine sparso.&lt;br /&gt;Si è parlato, nei mesi scorsi, di un asse carolingio Parigi-Berlino. Esiste ancora questo asse? Vediamo: «&lt;span style="font-style: italic;"&gt;L'egoismo dei tedeschi è criminale&lt;/span&gt;» (20 luglio); «&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ai tedeschi interessa solo difendere i loro interessi&lt;/span&gt;» (16 novembre); «&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La Merkel ci crea un gran caos in Europa. Tutto diventa complicato. Ci fa andare di corsa verso la catastrofe&lt;/span&gt;» (30 novembre).&lt;br /&gt;A chi appartiene questo europeissimo fraseggio? Secondo il ben informato Le Canard Enchainé, le amichevoli dichiarazioni rivolte alla Germania sono uscite - ovviamente in privato - dalla bocca, meglio dal becco, del galletto francese che sa solo guardare alla sua (improbabilissima) rielezione alla presidenza.&lt;br /&gt;Già, le elezioni. Se Parigi deve mostrare in qualche modo i muscoli, specie dopo la perdita della tripla A, a Berlino guardano alle politiche del 2013 badando bene a non dar segni di cedimento su quelli che sono (o almeno sembrano) gli interessi nazionali.&lt;br /&gt;E' questa l'Europa reale, disvelata dalla crisi finanziaria e dai possibili crack dei debiti pubblici. Ecco, allora, che il signor Wolfgang Franz, principale consigliere economico della Merkel, dice semplicemente che «&lt;span style="font-style: italic;"&gt;l'Italia può farcela da sola&lt;/span&gt;», suscitando la piccata reazione del governo italiano che precisa di non aver chiesto niente alla Germania.&lt;br /&gt;Ora, lasciando da parte l'ipocrisia tedesca e la menzogna italiana, la questione è questa: se l'Italia può (meglio deve) fare da sola (e così pure la Spagna, il Portogallo, l'Irlanda e magari perfino la Grecia) a cosa serve l'Europa? E se tutto va ben Madama la Marchesa, perché agitarsi tanto?&lt;br /&gt;La verità è che &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;la situazione si sta aggravando.&lt;/span&gt; Non lo diciamo noi, così spesso etichettati come catastrofisti. Lo dice espressamente Mario Draghi, mai come in questa occasione bellamente ignorato da politicanti e scribacchini di ogni colore. In Italia poi, dopo aver consumato quantità industriali di inchiostro per convincere sulla bontà dell'Europa e dei suoi massimi dirigenti, il pensiero unico europeista non sa più che pesci prendere.&lt;br /&gt;Ma qual è la natura delle tensioni, meglio degli incomponibili interessi, che paralizzano i vertici dell'UE? Qualcuno, a sinistra - e, quel che è peggio, anche in tempi recentissimi - ha continuato ad immaginare una sorta di disegno imperiale della Germania. Una specie di rivincita sulla Seconda Guerra Mondiale, come se la sconfitta sotto le bombe fosse stata rovesciata con la vittoria a suon di esportazioni targate euro. Un progetto che si completerebbe con il folle disegno di edificare un'Europa a propria immagine e somiglianza, non più attraverso il credo in un'ideologia razzista, bensì con la semplice imposizione di rigide regole di bilancio made in Germany.&lt;br /&gt;Questa visione delle cose, tanto facile da far passare nell'immaginario collettivo grazie alla forza evocativa dei famosi ricorsi storici, è però completamente infondata. Non grandi strateghi abbiamo di fronte, quanto piuttosto miseri ragionieri di quart'ordine. Se la Germania avesse davvero un ambizioso piano imperiale, ben altre mosse avrebbe dovuto fare! Esattamente quelle che gli chiedono i fanatici dell'euro.&lt;br /&gt;Infatti, se la partita fosse di quella natura, le considerazioni sugli interessi immediati passerebbero in secondo piano rispetto alle esigenze geopolitiche ed alla strategia di lungo periodo. In tutta evidenza, le cose non stanno così. Il mostro europeo è ancora in grado di fare immensi danni, ma non si vede davvero quale futuro possa avere. E' allora normale che l'agonia dell'euro, ben lungi dal suscitare una qualche solidarietà, abbia fatto scattare il più classico dei si salvi chi può.&lt;br /&gt;E' in quest'ottica piuttosto angusta che va valutato il comportamento tedesco, tutto incentrato sul pervicace rifiuto di pagare il conto al ristorante Euro, dove pure si è gozzovigliato a più non posso.&lt;br /&gt;In Italia, l'idea di una Germania votata alla conquista dell'Europa, ha alimentato (e forse alimenta ancora) due posizioni speculari: quella antitedesca degli ultras del modello americano, quella filo-tedesca della corrente euroasiatista. I primi chiedono un'Europa più americana e sognano gli Stati Uniti d'Europa; i secondi vedono in un'Europa a guida tedesca un elemento di resistenza al dominio americano.&lt;br /&gt;Quanto siano infondate, e fuori dalla realtà, queste due visioni, ce lo dicono i fatti. Sulla seconda in particolare, un fatto: gli Usa non vogliono in alcun modo la fine dell'euro. Non la vogliono per ragioni economiche, non la vogliono per ragioni geopolitiche. Le ragioni economiche stanno nel fatto che il crack dell'euro farebbe sentire i suoi effetti anche sulla finanza d'oltreoceano. Per capire le ragioni geopolitiche basta invece osservare la totale subalternità dell'UE di fronte ai voleri della Casa Bianca, una subalternità che potrebbe venir messa in discussione dagli inevitabili scossoni prodotti dalla fine della gabbia europea.&lt;br /&gt;Certo, come molti osservano, ci sono settori della finanza americana (per non parlare delle agenzie di rating) che speculano sulla crisi europea. Ma è (o almeno dovrebbe) esser noto che così come il capitalismo non ha una direzione strategica a livello globale, neppure quello americano ce l'ha. Ci sono le multinazionali, i colossi della finanza, le cupole della speculazione, ma c'è pure il governo di Washington, che qualcosa conterà ancora... E per quel che è possibile osservare la Casa Bianca vuol salvare l'euro, non affossarlo.&lt;br /&gt;Concludiamo queste brevi note con una notizia di ieri. Secondo le stime degli estremisti del Fondo Monetario Internazionale, la recessione in corso sarà ben più profonda e duratura di quanto annunciato fino ad ora. Per l'Italia si prevede un -2,2% nel 2012 e (ancora più significativo) un -0,6% nel 2013. Eccola la mitica ripresa! Scrivevamo già dall'inizio della scorsa estate che si sarebbe andati verso una gravissima recessione. Allora il governo, ma anche l'UE, prevedevano per il 2012 un +1,5%!&lt;br /&gt;Non era difficile valutare gli effetti nefasti della politica draconiana iniziata da Tremonti e completata da Monti. Non era difficile scorgere i caratteri tipici di quella che abbiamo definito sindrome greca.&lt;br /&gt;Già, la Grecia! E chi ne parla più? In mano agli strozzini dichiarati degli hedge fund e - peggio! - a quelli in guanti bianchi dell'attuale governo guidato da Papademos, il Monti greco, il Paese sta andando a picco. Forse a marzo si avrà la seconda puntata del default finanziario, quel che è certo è che il Pil (costantemente in rosso dal 2008!) sta precipitando. Oh, come è bello l'euro!&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Leonardo Mazzei, &lt;a href="http://www.antimperialista.it/index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=1901:la-lenta-agonia-delleuropa&amp;amp;catid=171:unione-europea"&gt;Campo Antimperialista&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6617010577768309280-3564049276017268647?l=laclasseoperaia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/feeds/3564049276017268647/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6617010577768309280&amp;postID=3564049276017268647' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/3564049276017268647'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/3564049276017268647'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/2012/01/la-lenta-agonia-delleuropa.html' title='LA LENTA AGONIA DELL&apos;EUROPA'/><author><name>Riccardo Di Palma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07016977001527571666</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_ESHXVLfeB_E/SO5qOT68TuI/AAAAAAAAA0o/q2K88kT8llc/S220/Rickivariop.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-2f3DhTRSGZ4/Txqu1-6lBTI/AAAAAAAAL48/djeBjzUgfzc/s72-c/euro%2Bbrucia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6617010577768309280.post-7172313870890696505</id><published>2012-01-20T05:55:00.000-08:00</published><updated>2012-01-20T06:21:42.113-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='manifestazioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sciopero'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavoro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='crisi'/><title type='text'>SUL MOVIMENTO DEI FORCONI E LA RIVOLTA POPOLARE IN SICILIA</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mentre scriviamo è in atto in tutta la Sicilia la protesta organizzata da Movimento dei forconi, Aias ed altre associazioni minori che si sono man mano aggregate. &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-ACFPWDqhVjc/Txl3KlGxaGI/AAAAAAAAL38/AJYlr2QPzvA/s1600/Movimento%2Bforconi.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-ACFPWDqhVjc/Txl3KlGxaGI/AAAAAAAAL38/AJYlr2QPzvA/s320/Movimento%2Bforconi.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5699717827056986210" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Si tratta di una realtà eterogenea, le cui potenzialità erano note, ma la cui portata sociale si potrà cominciare a verificare a partire da questa settimana. Di fatto, dopo la protesta degli anni ottanta degli “abusivi per necessità”, non si erano più verificati movimenti così diffusi e radicali, in grado di intercettare il crescente malcontento e di dare delle risposte alla crescente voglia di protagonismo, da anni repressa nei meccanismi del clientelismo e della delega.&lt;br /&gt;Un movimento di tal fatta non poteva non destare l’attenzione di chiunque abbia interesse a creare un clima di “rivolta” per pescare nel torbido, o da parte di chi sente sia giunto il momento di portare allo scoperto le proprie rivendicazioni corporative. E’ così che la destra, da tempo attenta agli sviluppi di questo movimento, ne canta le lodi, e dove può, partecipa in maniera anonima con i suoi militanti ai blocchi stradali; è il caso di Forza Nuova e di altre sigle della galassia neofascista; è il caso dell’arcipelago indipendentista. E’ anche il caso di Zamparini, l’industriale presidente del Palermo calcio, e del suo Movimento per la gente, costituito per lottare contro Equitalia. Quest’ultimo pare abbia anche fornito risorse economiche al Movimento, ovvero a “Forza d’Urto”, la sigla unificante sotto cui si svolgono le manifestazioni di questi giorni.&lt;br /&gt;La sinistra, anche quella rivoluzionaria, aristocraticamente, ha osservato da lontano e con fastidio quanto andava nascendo in mezzo a categorie – contadine in particolare – sprofondate in una profondissima crisi, andando a cercare i peli nell’uovo. Eppure di occasioni in questi mesi ve ne sono state per incontrare i “forconi”, ad esempio nel movimento contro il Muos di Niscemi.&lt;br /&gt;Gran parte dei fondatori e degli aderenti al Movimento dei forconi (come pure all’Aias, il sindacato degli autotrasportatori), provengono dal bacino elettorale del centro-destra o dell’MPA, questo è notorio. Può bastare questo a definire i “forconi” un movimento di destra, o addirittura fascista?&lt;br /&gt;Una delle cause scatenanti del loro scendere in piazza è infatti l&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-91FN40ID8Bs/Txl4CUkmcdI/AAAAAAAAL4U/txJwUkMkMvw/s1600/tricolorebruciato.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 98px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-91FN40ID8Bs/Txl4CUkmcdI/AAAAAAAAL4U/txJwUkMkMvw/s320/tricolorebruciato.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5699718784691368402" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;a delusione verso i governi regionale e nazionale nei confronti delle rispettive categorie degli agricoltori, dei camionisti dei pescatori, ecc.; oggi gridano, assieme a tanta gente, contro Lombardo e contro i deputati tutti, chiedendo che se ne vadano; oggi si organizzano per consegnare le tessere elettorali, avendo perso la fiducia nella democrazia parlamentare.&lt;br /&gt;Noi dobbiamo analizzare il movimento a partire da una dichiarazione retroattiva di voto? (una exit pol molto post-datata), o a partire da quanto ne scrivono Forza Nuova e camerati?, o a partire dalle simpatie del singolo personaggio?, oppure dobbiamo dare un giusto peso a una rivolta sociale che comincia a definirsi, dopo anni che scriviamo e critichiamo la calma piatta regnante e che ci interroghiamo sul perchè la gente non si ribelli? Adesso la gente si sta ribellando; porta nei blocchi stradali tutto il suo disgusto, la sua disperazione, la sua rabbia, e le sue certezze: non ostenta un obiettivo specifico; non è la rivolta contro la discarica o la tav o i licenziamenti; non è più solo la protesta dei contadini contro la concorrenza sleale e le leggi del mercato, o quella dei camionisti contro il caro-carburanti, o dei piccoli commercianti snervati dalle tasse e dalla Serit, ma comincia a delinearsi come la protesta diffusa di tutti; una rivolta contro lo sfruttamento; contro un infame trattamento per il Sud e la Sicilia, contro lo Stato esattore della povera gente, costretta, assieme alle piccole imprese – quindi ciò che regge l’economia di intere regioni – al fallimento. Questa è la novità che non si riesce a cogliere, e che invece noi poniamo alla base del nostro ragionamento.&lt;br /&gt;Certamente siamo su un terreno scivoloso. Ma quando mai le rivolte sociali sono state linde e chiare, politicamente corrette, esenti da contraddizioni, orientate a sinistra, eccetera eccetera?&lt;br /&gt;Noi che viviamo nel profondo Sud sappiamo bene come i fascisti abbiano progressivamente occupato spazi sociali e fisici lasciati vuoti dai movimenti di sinistra, radicali e anche rivoluzionari. Sappiamo bene come le strategie del neofascismo siano improntate ad approcci formalmente non ideologici, volti a creare consensi nei quartieri e laddove regna la rabbia e l’emarginazione. Del resto non è una novità dal punto di vista storico, e non è più neanche una caratteristica del solo meridione.&lt;br /&gt;Ma sappiamo anche che il &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-AQIWwMdYV2Q/Txl3p-lWEJI/AAAAAAAAL4I/6kec_DS9y4A/s1600/AVOLA.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 225px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-AQIWwMdYV2Q/Txl3p-lWEJI/AAAAAAAAL4I/6kec_DS9y4A/s320/AVOLA.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5699718366472048786" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;terreno perduto si riconquista metro per metro standovi sopra, non lontani; sappiamo anche che le contraddizioni della gente possono essere portate alla luce del sole se si sta in mezzo alla gente. Abbiamo fatto delle scelte che ci impongono di stare laddove il popolo soffre e soprattutto laddove si ribella e mette in discussione assetti sociali e politici, privilegi e ruberie, corruzione e meccanismi truffaldini del consenso. Avremmo dovuto farlo prima; avremmo dovuto essere stati noi a tessere le fila di questo movimento di protesta e di lotta. Non è stato così, ma questo non vuol dire che la cosa non ci riguardi.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Sicilia Libertaria&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;iframe src="http://www.youtube.com/embed/lHMMaZKWDtU" allowfullscreen="" frameborder="0" height="275" width="500"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6617010577768309280-7172313870890696505?l=laclasseoperaia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/feeds/7172313870890696505/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6617010577768309280&amp;postID=7172313870890696505' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/7172313870890696505'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/7172313870890696505'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/2012/01/sul-movimento-dei-forconi-e-la-rivolta.html' title='SUL MOVIMENTO DEI FORCONI E LA RIVOLTA POPOLARE IN SICILIA'/><author><name>Riccardo Di Palma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07016977001527571666</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_ESHXVLfeB_E/SO5qOT68TuI/AAAAAAAAA0o/q2K88kT8llc/S220/Rickivariop.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-ACFPWDqhVjc/Txl3KlGxaGI/AAAAAAAAL38/AJYlr2QPzvA/s72-c/Movimento%2Bforconi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6617010577768309280.post-1554004977354196328</id><published>2012-01-19T09:23:00.000-08:00</published><updated>2012-01-19T10:10:55.678-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica Nazionale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica internaz.'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='crisi'/><title type='text'>VI HA SPAVENTATO IL 2011? IL 2012 SARA' PEGGIO!</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’anno nuovo è cominciato peggio di come era finito quello vecchio.&lt;br /&gt;Dalla mezzanotte del 31 dicembre sono aumentate le tariffe di luce &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-hB6hOFBSThE/TxhaKslJIyI/AAAAAAAAL3k/dwj3KQGEhHA/s1600/benzina.gif"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-hB6hOFBSThE/TxhaKslJIyI/AAAAAAAAL3k/dwj3KQGEhHA/s320/benzina.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5699404468249502498" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;(+ 4,9%), gas (2,7%) ed autostrade (3,52%). Si tratta di tariffe amministrate, decise cioè direttamente dai pubblici poteri.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Ci sono stati poi altri aumenti di altre tariffe amministrate, come il canone RAI (per chi lo paga), e di tariffe controllate, come quelle delle assicurazioni per le auto. In sei regioni sono aumentate anche le accise regionali sulla benzina.&lt;br /&gt;Il grosso degli aumenti di capodanno riguarda l’autotrasporto e questo, in un paese dove l’80% delle merci viaggia su gomma, si trasformerà in un ulteriore aumento dell’inflazione. L’ennesimo aumento delle tariffe autostradali merita qualche considerazione specifica, visto che si tratta di una delle più cospicue rendite percepite da pochi “imprenditori” privati (in particolare la famiglia Benetton) a scapito della collettività.&lt;br /&gt;Dal 2000 (anno successivo alla privatizzazione della società Autostrade) i pedaggi autostradali sono aumentati del 52,6% (in media per tutta la rete, in alcuni tratti di più, in altri meno). Nello stesso periodo il costo della vita è aumentato del 27,1%.&lt;br /&gt;Nel 2011, utilizzando come riferimento i dati dei primi 9 mesi del 2011 e quelli dell’anno precedente, la società Atlantia (proprietaria della società Autostrade S.p.A., concessionaria di una grossa parte della rete autostradale) dovrebbe avere incassi da pedaggi pari a 3 miliardi 400 milioni di euro. Di tutti questi soldi allo stato vanno solo 309 milioni di euro come oneri concessori. La redditività è altissima: il margine operativo lordo è del 62,1% pari a 2 miliardi 413 milioni di Euro. Né vale il discorso che la società Autostrade effettua investimenti sulla rete. Ad oggi hanno completato – secondo quanto dichiara la stessa società Atlantia – solo il 62% del piano di investimento elaborato nel 1997 (quando Autostrade era ancora di proprietà dell’IRI) e il 33% del piano del 2002. Secondo la &lt;a href="http://www.bancaditalia.it/interventi/integov/2011/cf_10/cf10/cf10_considerazioni_finali.pdf"&gt;Banca d’Italia&lt;/a&gt; i dati più recenti sono anche peggiori: “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;sono stati completati meno del tre per cento degli investimenti decisi nel programma del 2004, il programma più recente, quello del 2008, è ancora in fase di studio&lt;/span&gt;”.&lt;br /&gt;Nel 2011 Gilberto Benetton (proprietario di Atlantia, insieme alla sua famiglia) ha così incrementato il proprio patrimonio personale di 300 milioni sul 2010: adesso possiede un patrimonio personale di 2,4 miliardi di dollari. E poco meno hanno i suoi tre fratelli Giuliana, Carlo e Luciano. Nessuno dei loro patrimoni è stato intaccato in alcun modo di tutte le manovre economiche varate sia da Berlusconi, che, anzi, gli ha prolungato le concessioni autostradali da trenta a cinquanta anni, sia da Monti.&lt;br /&gt;Dopo non averli toccati nella “fase uno” delle lacrime e sangue ai danni di lavoratori e pensionati adesso il governo provvederà a fargli fare altri soldi con la “fase due” delle feste e regali per ricchi e potenti. Spacciano la “fase due” come quella del rilancio dell’economia, solo per mascherare la stessa formula che da circa trenta anni sta mettendo in ginocchio il paese: precarietà, privatizzazioni e liberalizzazioni gattopardesche.&lt;br /&gt;Gli unici ad avere i soldi per poter acquistare a prezzo stracciato i servizi di pubblica utilità che saranno privatizzati sono proprio quelli (come i Benetton per autostrade) che si sono arricchiti con la crisi. Abbiamo già visto a cosa servono le privatizzazioni: a regalare pezzi di patrimonio pubblico a pochi privati che sfruttano situazioni di monopolio (o fanno accordi di “cartello” come per banche, benzina e assicurazioni) per trarne profitti altissimi.&lt;br /&gt;Lo stesso vale per le case degli enti regalate ai politici. In questo governo c’è chi lo sa bene: Filippo Patroni Griffi, Ministro per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione, è proprietario di una casa, con vista sul Colosseo e sul Palatino, a 50 metri di distanza da quella comprata da Scajola “a sua insaputa”. Patroni Griffi la casa l’ha comprata “in piena consapevolezza” dall’INPS. Il problema è che ha pagato, per una casa di 109 metri quadrati con vista Colosseo e Palatino, solo 177 mila 754 euro nel 2008. Il valore commerciale dell’appartamento, tanto per capire di quanto stiamo parlando, supera il milione di euro. Oltre ad avere il dubbio di come mai abbia pagato così poco, resta il mistero di come uno che faceva il giudice abbia ottenuto una casa qualificata come “popolare” con un canone d’affitto intorno agli 850 euro l’anno. Sarà per l’eccessivo dispendio di denaro dovuto all’acquisto della casa che mantiene, nonostante sia da anni in aspettativa e fuori ruolo, lo stipendio di presidente di sezione del Consiglio di Stato, a cui ha cumulato – in omaggio alla lotta ai privilegi – lo stipendio di ministro.&lt;br /&gt;Le altre privatizzazioni, quelle dei terreni demaniali, stanno facendo rinascere il latifondo, che finirà per uccidere la già stremata agricoltura italiana. Per quanto riguarda le liberalizzazioni faranno la solita manfrina per fare poco o nulla. Del resto hanno annunciato che adotteranno “i suggerimenti provenienti dall’Autorità Antitrust”, cioè quella stessa Autorità che in questi anni si è contraddistinta per non aver fatto nulla contro il cartello delle assicurazioni, delle banche, dei petrolieri e della televisione. Si limiteranno ad abolire le tariffe minime decise dagli ordini professionali e non toccheranno nessuno dei privilegi, tanto per non far esempi, dei notai. Sull’orario dei negozi, punteranno a favorire la grande distribuzione commerciale a scapito dei piccoli esercenti, come se il problema del crollo dei consumi fosse che i negozi sono chiusi la notte e non che non ci sono soldi. L’unico elemento di incertezza è nello scontro tra la grande distribuzione commerciale e i petrolieri per la liberalizzazione della vendita di carburante. Devono trovare un modo per abbassare i prezzi perché il consumo di carburanti è crollato dopo gli ultimi aumenti ed hanno paura che non entrino in bilancio tutti i soldi iscritti per l’aumento delle accise.&lt;br /&gt;Il nodo “politico” vero della “fase due” sarà la riforma del mercato del lavoro. La presa in giro è che la stanno presentando come “riorganizzazione degli ammortizzatori sociali”. Peccato che i soldi non ci siano e si limiteranno a redistribuire la miseria! Fa addirittura ridere la proposta del “modello danese”: libertà di licenzi&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-T9xe6FmisGc/TxhaXDW1tZI/AAAAAAAAL3w/q34yxd-UDRc/s1600/inflazione%2B1.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 224px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-T9xe6FmisGc/TxhaXDW1tZI/AAAAAAAAL3w/q34yxd-UDRc/s320/inflazione%2B1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5699404680521954706" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;amento e un’indennità di disoccupazione molto alta con una struttura statale di riqualificazione e di ricollocamento efficace. Peccato che per adesso approvino solo la libertà di licenziamento. Per il resto non ci sono i soldi, tra due mesi diranno che “l’Italia non è la Danimarca” e rimarrà solo la disoccupazione. Se proprio vogliono adottare il “modello danese”, comincino con una alta indennità di disoccupazione e poi parliamo del resto! Un’escamotage per abolire l’art. 18 dello Statuto dei lavoratori ed il conseguente divieto di licenziamenti discriminatori (checché ne dicano, quelli per motivi economici già li possono fare ed infatti li fanno) è la proposta di abolirlo solo per i nuovi assunti. Tempo un paio d’anni, ci sarà un valzer di attività tra un’impresa e un’altra dello stesso padrone e diventeranno tutti “nuovi assunti”.&lt;br /&gt;In ogni caso, mentre aspettate la “fase due”, non vi crediate che, con il capodanno, sia finita la “fase uno”. Gli effetti delle manovre economiche varate nel corso del 2011 si devono ancora vedere tutti. Nel 2011, l’impatto della manovra è stato di 2,8 miliardi, nel 2012 la manovra sarà di 48,3 miliardi di Euro: 17 volte di più e nei due anni successivi sarà ancora peggio fino ad arrivare agli 81,2 miliardi di Euro nel 2014. Non è neanche detto che tutti questi soldi bastino ad evitare il default dell’Italia.&lt;br /&gt;L’Italia è in recessione. I consumi del periodo natalizio sono calati di quasi il 20% (tra l’altro aumentando molto gli acquisti “made in China” – più economici – per i regali). Nel mese di novembre 2011, prima dei recenti aumenti, è addirittura diminuito il consumo di benzina (-8,1%) e gasolio (-4,2%), oltre ai consumi elettrici (-2%). L’ISTAT ha certificato il calo del PIL nel terzo trimestre (subito dopo le manovre estive) di -0,2%. Il quarto trimestre sarà andato sicuramente peggio, alla luce della diminuzione dei consumi (nel terzo trimestre erano scesi “solo del -0,4%). Questo significa che il PIL italiano nel 2011, invece di crescere dell’1,1% (come previsto nelle manovre estive) o dello 0,6% (come avevano previsto a settembre) crescerà di meno dello 0,5% (addirittura diminuirà su base annua se dovessero avverarsi le previsioni di confindustria di un calo del PIL del -0,7% nel quarto trimestre).&lt;br /&gt;Nel 2012 andrà anche peggio. Ad oggi le previsioni sono per una diminuzione del PIL del 2%, ma tendono a peggiorare (un mese fa parlavano di diminuzione dell’1%, quest’estate di crescita dell’1,3%). Siccome il problema è il rapporto deficit/PIL, se diminuisce il PIL deve diminuire anche il deficit per mantenere il valore inalterato. Oltretutto, diminuendo il PIL, diminuiscono le entrate e il deficit peggiora. In linea di massima ogni punto di PIL in meno obbliga a fare una manovra aggiuntiva di 8 miliardi di Euro. Il che significa una manovra aggiuntiva tra i 16 e i 24 miliardi di euro per il 2012.&lt;br /&gt;Inoltre, nonostante tutti i proclami di avvenuto risanamento, il tasso di interesse sui BTP rimane superiore al 7%. Nella manovra economica di Monti hanno stimato che il tasso d’interesse fosse al 5,8% nel 2012 con una spesa per interessi di 94,2 miliardi. Se i tassi si manterranno al 7% la spesa per interessi diventerà di circa 112 miliardi di Euro. Con un ulteriore aggravio per 17,8 miliardi di euro. E non è finita. Il nuovo trattato europeo “fiscal compact”, che verrà discusso alla fine di gennaio per essere firmato a marzo prevede, oltre a un rapporto deficit/PIL massimo dello -0,5% annuo, che ci sia un rientro verso il rapporto debito/PIL del 60% con una progressione di un ventesimo l’anno. Per l’Italia, che ha un rapporto debito/PIL del 120% significa una manovra di 46 miliardi di euro per il 2012, altrimenti scatteranno le sanzioni automaticamente.&lt;br /&gt;Insomma ci sarà obbligatoriamente una manovra per un ammontare tra i 20 e gli 87 miliardi di euro per il 2012, in un paese in recessione questo significa accentuare la recessione, dover fare un’altra manovra e finire in quella spirale recessiva da “tragedia greca” da cui non si esce. Questi fattori, noti a tutti gli operatori economici, sono quelli mantengono alto lo spread: se i mercati credessero davvero che l’Italia possa arrivare al pareggio di bilancio nel 2013 e possa tener fede al fiscal compact, lo spread sarebbe poco superiore allo zero. Non ci credono quelli che investono i soldi, guadagnandoci dalla crisi e non ci crediamo neanche noi, che della crisi paghiamo il conto. Insomma, aspettiamoci il peggio.&lt;br /&gt;E nel massacro sociale che si prepara, aspettiamoci anche una svolta autoritaria. Ormai, quando anche le banche non escludono la possibile uscita dall’euro, la paura del default potrebbe non bastare, a un governo che non ha il consenso sociale, per imporre questi sacrifici.&lt;br /&gt;Ricordiamoci che, in questi casi, fa molto comodo un “nemico interno”: il clandestino, la criminalità, il terrorismo, gli anarchici.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Fricche&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6617010577768309280-1554004977354196328?l=laclasseoperaia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/feeds/1554004977354196328/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6617010577768309280&amp;postID=1554004977354196328' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/1554004977354196328'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/1554004977354196328'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/2012/01/vi-ha-spaventato-il-2011-il-2012-sara.html' title='VI HA SPAVENTATO IL 2011? IL 2012 SARA&apos; PEGGIO!'/><author><name>Riccardo Di Palma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07016977001527571666</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_ESHXVLfeB_E/SO5qOT68TuI/AAAAAAAAA0o/q2K88kT8llc/S220/Rickivariop.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-hB6hOFBSThE/TxhaKslJIyI/AAAAAAAAL3k/dwj3KQGEhHA/s72-c/benzina.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6617010577768309280.post-3969218753008363548</id><published>2012-01-18T11:11:00.000-08:00</published><updated>2012-01-18T11:16:13.377-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Economia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica internaz.'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='crisi'/><title type='text'>IL GIOCO AL MASSACRO DI TROIKA E AGENZIE DI RATING</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“La Grecia é insolvente e farà default”. E’ questo in sintesi il verdetto feroce e senza appello dell’agenzia di rating Fitch. Un giudizio grave, spacciato come “previsio&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-WZOGGtMqCpE/TxcaT-qkAXI/AAAAAAAAL3Y/1IDGLoREPrA/s1600/Grecia%2Bgi%25C3%25B9%2Bpollice%2Bverso.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 280px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-WZOGGtMqCpE/TxcaT-qkAXI/AAAAAAAAL3Y/1IDGLoREPrA/s320/Grecia%2Bgi%25C3%25B9%2Bpollice%2Bverso.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5699052784002007410" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ne” ma che in realtà, in virtù dell’enorme potere di influenzare i mercati concesso a queste agenzie private da mercati e diplomazie, contribuirà non poco ad affossare il già martoriato paese proprio mentre sono in corso le trattative di Atene con la troika e i i creditori privati ai quali il governo ellenico chiede un taglio del debito.&lt;br /&gt;Fitch ha evocato lo spettro di un default disordinato, oltre che ormai certo. Il prossimo 20 marzo Atene dovrà rimborsare bond per ben 14,5 miliardi di euro e, secondo il responsabile dei rating sovrani europei di Fitch, Edward Parker, è «molto improbabile» che il Paese ellenico riuscirà a farlo. Finora l'agenzia di rating ha sempre liquidato come inutile e dannoso ogni tipo di accordo che preveda una svalutazione del debito in mano ai privati: il previsto dimezzamento del debito ellenico, seppure su base volontaria - sostiene Fitch -, equivale a un default di fatto. Fitch prevede così chela Grecia sarà il primo partner dell'eurozona a dichiarare insolvenza trascinando gli altri Piigs – in particolare Italia e Spagna - e aprendo la strada alla dissoluzione del blocco dell'euro. Un'eventualità, quest'ultima, che per la banca d’affari JPMorgan rappresenta uno «scenario distruttivo» per l'eurozona, che «soffrirebbe una grave crisi di fiducia riguardo alla sua capacità di sopravvivere». Uno scenario catastrofico che è in parte frutto della speculazione e del gioco al massacro di chi, negli ambienti finanziari e politici, mira al ‘tanto peggio tanto meglio’.&lt;br /&gt;Secondo gli analisti tutto dipenderebbe dal coinvolgimento dei privati nel “salvataggio” ellenico, preteso a gran voce da Berlino e accettato obtorto collo dalla Francia, che fa i conti con una esposizione verso il debito greco per 55 miliardi contro i 23 della Germania. L'accordo sullo swap del debito è infatti la 'precondizione’ per l'ok al secondo piano di aiuti alla Grecia da almeno 130 miliardi. Un’altra precondizione è l’ulteriore e rapido taglio di posti di lavori nel settore pubblico e decurtazioni salariali e pensionistiche.&lt;br /&gt;I greci lo sanno bene e da ieri sono impegnati in un nuovo sciopero ‘quasi’ generale. La Grecia è di nuovo paralizzata da un blocco che in molti settori arriverà a 48 ore. Un’accoglienza ai rappresentanti di Bce, Fmi e Commissione Europea in arrivo venerdì che da ieri sta paralizzando il trasporto pubblico nelle altre principali città del paese, in particolare quelle dell’Attica, la regione della capitale. Ieri alcune migliaia di manifestanti - lavoratori del settore pubblico, giornalisti, precari - hanno sfilato in corteo ad Atene dalla centralissima Piazza Clathmonos rispondendo all’appello della Centrale del Lavoro di Atene (Eka). Un’ora prima un’altra manifestazione si era svolta in piazza Omonia organizzata dal Pame, il sindacato del Partito Comunista (KKE). Durante il comizio i rappresentanti del sindacato comunista hanno accusato non solo il governo greco ma anchela Troikae l’Unione Europea in generale di aggravare la situazione del popolo greco con le loro misure di presunto risanamento. In tarda mattinata circa 10 mila persone hanno sfilato da Piazza Omonia fino al Ministero del Lavoro. Nel frattempo altre migliaia di persone si sono radunate per protestare contro il governo direttamente in Piazza Syntagma, davanti al Parlamento. Qui a fine mattinata un gruppo di giovani incappucciati ha aggredito un poliziotto in borghese infiltrato tra la folla: dopo averlo picchiato gli avrebbero anche sottratto la pistola prima di darsi alla fuga.&lt;br /&gt;A scioperare, oltre ai lavoratori dei trasporti, sono anche i medici ospedalieri, i lavoratori della società delle telecomunicazioni OTE e gli avvocati. Ferme anche le organizzazioni sindacali dei lavoratori in tutti i mezzi d'informazione, pubblici e privati, che si stanno astenendo dal lavoro da ieri mattina alle 06.00 per 48 ore.&lt;br /&gt;E’ questo il clima in cui oggi il premier Papademos incontra i leader socialista Giorgos Papandreou e dell’estrema destra Giorgos Karatzaferis, in vista delle trattative con i rappresentanti della troika e con il direttore generale dell'Iif, Charles Dallara. Ai partiti che sostengono il suo esecutivo Papademos sta chiedendo di dire si a tutte le misure previste per ottenere il ‘si’ dell’Unione Europea e delle banche internazionali ad un nuovo piano di salvataggio. Un salvataggio al quale i lavoratori greci, stando agli ultimi sondaggi, non credono affatto, visti i risultati disastrosi di quelli precedentemente imposti nonostante le massicce proteste popolari. Tra le nuove ‘ricette anticrisi’ Papademos intende introdurre l’abolizione del contratto nazionale di lavoro per varie categorie, l’ulteriore taglio di tredicesima e quattordicesima per chi ha ancora ce l’ha, la riduzione dello stipendio minimo garantito nel settore privato.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Marco Santopadre&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6617010577768309280-3969218753008363548?l=laclasseoperaia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/feeds/3969218753008363548/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6617010577768309280&amp;postID=3969218753008363548' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/3969218753008363548'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/3969218753008363548'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/2012/01/il-gioco-al-massacro-di-troika-e.html' title='IL GIOCO AL MASSACRO DI TROIKA E AGENZIE DI RATING'/><author><name>Riccardo Di Palma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07016977001527571666</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_ESHXVLfeB_E/SO5qOT68TuI/AAAAAAAAA0o/q2K88kT8llc/S220/Rickivariop.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-WZOGGtMqCpE/TxcaT-qkAXI/AAAAAAAAL3Y/1IDGLoREPrA/s72-c/Grecia%2Bgi%25C3%25B9%2Bpollice%2Bverso.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6617010577768309280.post-1616571982024275485</id><published>2012-01-14T10:25:00.000-08:00</published><updated>2012-01-14T11:22:07.718-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica Nazionale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Economia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica internaz.'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='crisi'/><title type='text'>QUALE RATING PER L'EUROPA?</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La mossa di Standard&amp;amp;Poor's di rivedere ieri le posizioni debitorie di nove stati europei ha suscitato grandi volate di stracci e sceneggiate tra il vittimista e l'iste&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-oB2763jP8R4/TxHVSg6adZI/AAAAAAAAL28/N1kNOZjPVQE/s1600/_57881031_jex_1289324_de27-1.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 180px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-oB2763jP8R4/TxHVSg6adZI/AAAAAAAAL28/N1kNOZjPVQE/s320/_57881031_jex_1289324_de27-1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5697569517649687954" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;rico nei salotti dell'Europa dei bancarottieri e dei liberisti.&lt;br /&gt;Non che la S&amp;amp;P, una delle agenzie di rating più rapaci e colluse con l'1% del grande capitale statunitense (il suo presidente Harold McGraw siede nel board della potente lobby conservatrice del Business Roundtable, e non a caso è stata l'unica a togliere la tripla A ad Obama durante la crisi del debito dello scorso agosto), non avesse già cucinato un pasto indigesto preparando il terreno agli attacchi speculativi – anche alla Francia – dello scorso novembre: ma era un piatto che qualsiasi classe politica anche solo attenta alla propria autoconservazione avrebbe potuto evitare. Eppure non solo si è mandato giù il pastone, ma ci si accinge anche a pagare il conto.&lt;br /&gt;Paga la Francia, il cui presidente Sarkozy credeva di ergersi a grande moralizzatore della finanza con una Tobin Tax edulcorata e invece si avvia ad essere estromesso dal potere alle prossime elezioni primaverili sulla scia dei suoi omologhi dei paesi dell'Europa latina: in una sorta di specchio grottesco e deformato dei cambi ai vertici del mondo arabo, con i funzionari delle Troike UE-BCE-FMI e Moody-Fitch-S&amp;amp;P nel ruolo di kingmaker al posto del proletariato in rivolta.&lt;br /&gt;Paga l'Austria, le cui banche sono sovraesposte verso un'Ungheria stritolata da una parte dai diktat dell'austerità ordoliberista europea, dall'altra da un regime interno strutturalmente incapace di articolare una propria soluzione di uscita dalla crisi, anche con il ricorso a misure di politica economica sempre più autoreferenziali e ad un governo dei propri conflitti interni sempre più repressivo.&lt;br /&gt;Paga l'Italia, o meglio quegli italiani cullati dalla speranza di dire addio alle manovre stangata (promessa già odiosamente truffaldina ed irreale, quando si assume il pareggio di bilancio a livello costituzionale con un debito pubblico al 118% del PIL): e che invece si trovano cornuti e mazziati quando il signor Monti giustifica proprio con la moltiplicazione del debito alimentata dalla S&amp;amp;P  quelle misure di macelleria sociale ed attacco indiscriminato al mondo del lavoro già da tempo in cantiere - misure peraltro auspicate dalla stessa agenzia.&lt;br /&gt;Ma nessuno può dirsi al sicuro davanti ai segnali inquietanti che vengono da più fronti dell'economia globale. La bolla dell'immobiliare cinese, cresciuta nella sinergia tra fondi speculativi occidentali e devastazioni ambientali e sociali locali sembra aver raggiunto il picco. Gli Stati Uniti, la gravità del cui debito complessivo è stata finora oscurata dalla catastrofe europea, si preparano ad una nuova, grande iniezione di liquidità per l'estate, per puntellare le proprie esportazioni ed arginare la disoccupazione dilagante.&lt;br /&gt;Il sipario alla fine delle olimpiadi di Londra 2012 (come per Atene 2004) non calerà solo sui giochi, ma anche su un Regno &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-OBKJ9adHTfE/TxHVuvc4y9I/AAAAAAAAL3I/5WZwD0T0yME/s1600/1082771-rating.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 179px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-OBKJ9adHTfE/TxHVuvc4y9I/AAAAAAAAL3I/5WZwD0T0yME/s320/1082771-rating.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5697570002588715986" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Unito completamente privato di mezzi di produzione e riproduzione industriale e sociale a tutto (effimero) vantaggio della finanza autoreferenziale della City.&lt;br /&gt;E allora davanti al rischio prospettivo dell'austerità occorre contare su un paniere di pratiche conflittuali ben diversificato e ripartire dalle transnazionali della lotta, dell'insolvenza dal basso e dei beni comuni. Dagli audit popolari sul debito alle autoriduzioni di massa, dalla resistenza alle delocalizzazioni speculative a quella alle commesse delle cricche militari (di casa nostra come della penisola arabica), dalla lotta alle grandi opere inutili a quella dentro, contro ed oltre l'università perpetuatrice – ideologicamente e strutturalmente – del giogo liberista. Allora e solo allora si tornerà ad intravedere una nuova, e rivendicabile, qualità di tripla A: Alterità, Autorganizzazione, Autonomia.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Wally Crash&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6617010577768309280-1616571982024275485?l=laclasseoperaia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/feeds/1616571982024275485/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6617010577768309280&amp;postID=1616571982024275485' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/1616571982024275485'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/1616571982024275485'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/2012/01/quale-rating-per-leuropa.html' title='QUALE RATING PER L&apos;EUROPA?'/><author><name>Riccardo Di Palma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07016977001527571666</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_ESHXVLfeB_E/SO5qOT68TuI/AAAAAAAAA0o/q2K88kT8llc/S220/Rickivariop.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-oB2763jP8R4/TxHVSg6adZI/AAAAAAAAL28/N1kNOZjPVQE/s72-c/_57881031_jex_1289324_de27-1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6617010577768309280.post-5990410926758063983</id><published>2012-01-12T11:36:00.000-08:00</published><updated>2012-01-12T11:41:46.352-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica Nazionale'/><title type='text'>SE LA LEGA INVESTE IN TANZANIA</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 51, 255);"&gt;O, della quintessenza della globalizzazione.... e del potere corrompente del denaro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sulla Lega e le sue miserabili performance barricadere delle ultime sett&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-Qc-WtFVWYfs/Tw82iQkyJ3I/AAAAAAAAL2k/wpaeKbyg1HI/s1600/logo-lega-nord-tanzania1.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-Qc-WtFVWYfs/Tw82iQkyJ3I/AAAAAAAAL2k/wpaeKbyg1HI/s320/logo-lega-nord-tanzania1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5696832015839668082" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;imane ci eravamo già espressi con metodo e puntigliosità non più di una decina di giorni fa. Ma la notizia uscita ieri merita qualche considerazione in più. Mentre i padani ben insediati a Roma fanno finta di opporsi ad uno status quo che hanno ben contribuito a creare, tanto per dare il contentino di una misera rappresentazione di un'improbabile 'ritorno alle origini' per un esercito straccione di camicie verdi, scoppia un nuovo scandalo tra le mani del senatur. Dopo la già poco onorevole candidatura del Trota, promosso per lignaggio familiare (raddoppiata dalle recenti intercettazioni sui festini a base di cocaina e altri servigi) un nuovo pasticciaccio brutto ci conferma che La Lega Nord è in tutto e per tutto uguale a qualunque altro partito. Né il suo personale politico brilla per spiccate qualità morali...&lt;br /&gt;Scopriamo così che, proprio come tutti gli altri attori della politica e dell'imprenditoria che conta italiota, i Padani investono in paradisi off-shore... decisamente fuori portata. Già una volta commentammo che il vecchio adagio ("Francia o Spagna...") ben si addiceva alle avventure ciociare dei nostalgici di un'inesistente passato mitico celtico. Oggi potermmo aggiungere "Francia, Spagna.&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-D7Ah0WluEm4/Tw82o-5rezI/AAAAAAAAL2w/ZtfH2Pg4iE8/s1600/lega-africa.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 224px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-D7Ah0WluEm4/Tw82o-5rezI/AAAAAAAAL2w/ZtfH2Pg4iE8/s320/lega-africa.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5696832131354557234" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;.. o Tanzania... basta che se magna!".&lt;br /&gt;Qualcuno si scandalizza perché i soldi investiti sarebbero - tra le alte cose - denari provenienti dal finanziamento pubblico ai partiti, quindi soldi cui in qualche modo abbiamo contribuito tutt* a versare. A noi ci sembra che la lezione sia un po' da scorgersi su un altro livello. I campioni a parole del localismo e della territorialità, i nemici giurati dei tecnocrati oggi al governo, i difensori integerrimi della padanità che non vuole mischiarsi e che per questo s'inventano leggi razziste e disumane, sono in fondo ben disponibili, per fare un po' di soldi in più, ad andare ad investire nell'Africa più profonda e lontana...&lt;br /&gt;La vera lezione di questa ennesima figuraccia è piuttosto la conferma della compiuta finanziarizzazione e globalizzazione del Capitale, altro che interramento padano... Quello che in fondo Bossi dovrebbe rispondere ai sui detrattori sarebbe un: "E' la globalizzazione, baby"... ma lui no, lui proprio non può!&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Maelzel&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6617010577768309280-5990410926758063983?l=laclasseoperaia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/feeds/5990410926758063983/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6617010577768309280&amp;postID=5990410926758063983' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/5990410926758063983'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/5990410926758063983'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/2012/01/se-la-lega-investe-in-tanzania.html' title='SE LA LEGA INVESTE IN TANZANIA'/><author><name>Riccardo Di Palma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07016977001527571666</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_ESHXVLfeB_E/SO5qOT68TuI/AAAAAAAAA0o/q2K88kT8llc/S220/Rickivariop.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-Qc-WtFVWYfs/Tw82iQkyJ3I/AAAAAAAAL2k/wpaeKbyg1HI/s72-c/logo-lega-nord-tanzania1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6617010577768309280.post-4987848918610877024</id><published>2012-01-11T09:50:00.001-08:00</published><updated>2012-01-11T10:10:02.044-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica Nazionale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Economia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='crisi'/><title type='text'>LA COSTITUZIONALIZZAZIONE DEL GOLPE</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Bisogna riconoscere a Ernesto Galli Della Loggia il pregio della chiarezza. E una radicale insofferenza per la democrazia.&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-blAsG5b9ldA/Tw3NCq5hKTI/AAAAAAAAL2Y/vlTWRTi2JbM/s1600/monti%2Bgoldman-sachs%2Bpadrino.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 259px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-blAsG5b9ldA/Tw3NCq5hKTI/AAAAAAAAL2Y/vlTWRTi2JbM/s320/monti%2Bgoldman-sachs%2Bpadrino.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5696434549452515634" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Nel suo editoriale di oggi, sul non proprio secondario Corriere della sera, prende atto di un avvenuto cambiamento nella forma di governo e indica la via per renderlo irreversibile. Una sortita che coivolge contemporaneamente il piano istituzionale (e costituzionale), la cultura politica in questo paese e i rapporti tra società e politica. Insomma, i fondamentali.&lt;br /&gt;Il cuore del suo ragionamento è “l'emergenza”, come si conviene per ogni invocazione tecnocratica e un tantinello golpista. Il riconoscimento al governo Monti-Napolitano – direttamente chiamato in causa come coautore della “svolta”, canalizzatore abile del disperato bisogno popolare di una figura carismatica - è per aver inaugurato “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;un modo nuovo di governare”, che elimina “le snervanti trattative, le infinite mediazioni, le mezze misure&lt;/span&gt;”.&lt;br /&gt;È assolutamente vero. I “corpi intemedi” tra la società e il potere statuale sono stati bypassati con il loro stesso consenso, sotto la pressione dell'”emergenza” rappresentata dallo spread. Decenni di poteri e diritti hanno cominciato a essere travolti – siamo solo agli inizi - senza incontrare in fondo molta resistenza. Poteri in gran parte intollerabili (le lobby di interessi marginali come tassisti e farmacisti, le posizioni di rendita a partire dallo strapotere di quella immobiliare, le amministrazioni locali – e centrali - colluse con la malavita organizzata), certo. Ma anche diritti assolutamente fondanti una democrazia all'altezza del nome; da una pensione, un'istruzione e un welfare decenti, a un mercato del lavoro in cui quest'ultimo non sia soltanto “merce”, ma soggetto attivo. L'esempio peggiore viene dal ministro dell'interno, Anna Maria Cancellieri, che equipara come “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;perturbazioni dell'ordine pubblico&lt;/span&gt;” la rapina di Torpignattara e gli scioperi per Fincantieri, il killer fascista di Firenze e le manifestazioni No Tav. Delitto e diritto, stesso problema?&lt;br /&gt;Una caratteristica tutta propria del governo Monti-Napolitano è dunque proprio la “cultura tecnocratica”, che si traduce in un truce tentativo di spazzar via insieme gli uni e gli altri, le pretese degli “intermediatori d'affari” e le conquiste dei lavoratori. Trattandoli come se fossero la stessa cosa, “rendite”, privilegi” e via inanellando falsi ideologici e castronerie fattuali.&lt;br /&gt;Ma tutto questo a Galli Della Loggia non basta. Avverte la fragilità istituzionale e politica – di legittimazione, dunque - di un governo piovuto dai cieli di Francoforte e Bruxelles. E chiede di rendere strutturale questo “golpe gentile”, costituzionalizzandolo. O almeno rafforzando la cornice istituzionale e procedurale che può consentire, una volta scaduto il mandato, di perpetuare quel “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;modo di governare&lt;/span&gt;” che sceglie la classe dirigente dall'alto e non più tramite l'incerta selezione elettorale. Insomma, di “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;mostrare capacità di decisione, prontezza, non lasciare marcire i problemi, scegliere donne e uomini nuovi&lt;/span&gt;”.&lt;br /&gt;Ma come si fa a costituzionalizzare il “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;governo d'eccezione&lt;/span&gt;”? Sono lontani i tempi di Carl Schmitt e del nazionalismo fascista, ma il problema si ripropone. Senza che peraltro si intraveda più un Hans Kelsen, un “cultore delle regole astratte” degne di una democrazia “nei limiti della sola ragione”.&lt;br /&gt;Galli Della Loggia è più terra-terra. Visto che i partiti si sono così graziosamente disposti a farsi da parte nella gestione dell'emergenza, perché non chiedere loro l'ultimo sforzo prima di scomparire? Mettano mano, dunque, a “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;le regole che presiedono alla formazione e al funzionamento del governo &lt;/span&gt;[...] &lt;span style="font-style: italic;"&gt;la legge elettorale da un lato e dall’altro le prerogative dell’esecutivo e del suo capo, cioè gli articoli della Costituzione che regolano tale materia&lt;/span&gt;”.&lt;br /&gt;Un governo “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;forte&lt;/span&gt;” (anche se torna utile affiancargli ancora l'aggettivo “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;democratico&lt;/span&gt;”), che “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;va dritto allo scopo&lt;/span&gt;”. Inutile chiedere ai golpisti chi decida di quale sia “lo scopo” giusto. È un riassetto di modello sociale e di poteri, mica un pranzo di gala... La “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;coesione sociale&lt;/span&gt;” che ci viene chiesto di rispettare è quella che ci consegna un remo da spingere a tempo, nulla di più.&lt;br /&gt;È un progetto ambizioso, ma con un tallone d'Achille davvero grande: il tempo. Per ora sfrutta al meglio un consenso popolare dovuto al sollievo anti-berlusconiano. Ma, con quel programma di “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;riforme&lt;/span&gt;” sanguinolente, non può durare molto. Si vede già dalla forte riduzione della popolarità di Napolitano, passato dal ruolo di “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;garante della Costituzione&lt;/span&gt;” a suo picconatore finale.&lt;br /&gt;Alla mobilitazione sociale e politica spetta quindi il compito di dar battaglia sulle misure concrete. Non tanto per “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;vincere subito&lt;/span&gt;”, quanto per frenare questo impeto golpista, deviarne il corso e il calendario. Fino a farlo deragliare.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Dante Barontini&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6617010577768309280-4987848918610877024?l=laclasseoperaia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/feeds/4987848918610877024/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6617010577768309280&amp;postID=4987848918610877024' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/4987848918610877024'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/4987848918610877024'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/2012/01/la-costituzionalizzazione-del-golpe.html' title='LA COSTITUZIONALIZZAZIONE DEL GOLPE'/><author><name>Riccardo Di Palma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07016977001527571666</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_ESHXVLfeB_E/SO5qOT68TuI/AAAAAAAAA0o/q2K88kT8llc/S220/Rickivariop.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-blAsG5b9ldA/Tw3NCq5hKTI/AAAAAAAAL2Y/vlTWRTi2JbM/s72-c/monti%2Bgoldman-sachs%2Bpadrino.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6617010577768309280.post-3013582106133834224</id><published>2012-01-09T10:42:00.000-08:00</published><updated>2012-01-09T12:20:02.099-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica Nazionale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='crisi'/><title type='text'>UN BLOCCO SOCIALE CONTRO IL REGIME DEI BANCHIERI</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La crisi odierna è inequivocabilmente dovuta a fenomeni di sovrapproduzion&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-Cm4CrbGGNbs/TwtLqyZFLAI/AAAAAAAAL2M/UwIFCTEFd68/s1600/Monti%2Bmo%2Bso%2Bcazzi%2Bvostri.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 318px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-Cm4CrbGGNbs/TwtLqyZFLAI/AAAAAAAAL2M/UwIFCTEFd68/s320/Monti%2Bmo%2Bso%2Bcazzi%2Bvostri.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5695729352193682434" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;e e sottoconsumo, in sostanza deriva da una restrizione dei mercati che è un effetto della variazione della morfologia sociale. L’enorme rigonfiamento della massa proletarizzata, con la riduzione di gran parte dei ceti medi alla condizione salariata, significa che non ci sono abbastanza compratori per le merci: il proletariato non può ricomprare tutte le merci che esso stesso ha prodotto. Ma ciò rappresenta un’antinomia del capitalismo, dato che non può esistere una società composta esclusivamente da borghesi e proletari.&lt;br /&gt;La razione di miseria obbligatoria imposta a paesi come Portogallo, Grecia, Italia, Spagna e progressivamente a tutti i popoli europei, non basterà a fermare la caduta di rendimento del capitale finanziario, per cui serviranno altre manovre finanziarie che spingeranno sempre di più verso una condizione di insopportabilità dei sacrifici imposti ai proletari. Ormai il capitalismo non ha più nulla con cui tacitare la protesta sociale, anzi, per sopravvivere è costretto ad estorcere sempre di più e in dosi sempre maggiori.&lt;br /&gt;Se Obama è costretto a raddoppiare i fondi sociali di assistenza con cui vengono finanziati sottobanco i grandi supermercati dei distretti popolari al fine di non fare esplodere rivolte, se in Europa si procede all’abolizione di ogni copertura di welfare (pensioni, sanità, scuola, ecc.), se neppure uno solo dei grandi economisti borghesi è stato in grado di prospettare un modo per uscire dalla crisi e stabilizzare l’economia, tutto questo procedere verso il disfacimento totale del capitalismo ha una sua ragione d’essere ed è l’irrazionalità del capitalismo rispetto alle ragioni dell’intera umanità.&lt;br /&gt;Oggi la miseria obbligatoria imposta dal proconsole della BCE per l’Italia, Mario Monti, al solo fine di garantire il pagamento degli interessi del debito pubblico italiano al capitale finanziario internazionale può valere qualche settimana di ripresa dei titoli italiani. Più del 97% di questi titoli sono incettati dalle banche che esigono i pagamenti, pena il default: sono le grandi banche mondiali, a cui la BCE e le banche italiane sono consociate. Di ripresa nemmeno l’ombra, anzi prosegue la liquidazione sistematica dell’industria e del piccolo commercio. La crisi abbatte chi non è abbastanza forte da resisterle: si contano già 60-70 mila piccoli esercizi commerciali chiusi con relativo numero di disoccupati, per lo più clandestini, dato che erano clandestini anche come lavoratori. Questa ecatombe forza il mercato in direzione dei grandi gruppi commerciali, cioè dei grandi supermercati nei quali i prezzi sono stabiliti nell’ambito dei commerci internazionali. Ci avviamo verso un commercio con forti connotazioni autocratiche, verso cui i consumatori non dispongono di alcun mezzo di influenza e di contrattazione.&lt;br /&gt;Al momento i grandi centri commerciali mantengono i prezzi al di sotto di quelli del piccolo commercio, fa parte della strategia per liquidare quest’ultimo e la quantità di merci vendute assicura ai grandi gruppi margini soddisfacenti di profitto, dato anche che possono servirsi di lavoro precario a basso costo. Quando essi avranno imposto condizioni di monopolio, allora potranno esercitare tutta la loro forza per spremere i consumatori.&lt;br /&gt;Il piccolo commercio è stata una delle attività fondamentali della piccola borghesia urbana. Le sue attuali condizioni di reddito non sono dissimili da quelle dei proletari. Ma molta della sua sopravvivenza dipende dall’evasione fiscale sistematica, da essa  concepita come lotta di sopravvivenza contro lo Stato e la concorrenza. Essa è oggi un rimasuglio di ciò che era quando il fascismo la mobilitò contro il movimento operaio.&lt;br /&gt;Crollata l’illusione berlusconiana in cui essa si riconosceva completamente, oggi la piccola borghesia urbana si trova sul baratro della sua scomparsa come ceto sociale. Il capitale finanziario la sacrifica per acquisire il potere enorme di monopolizzare i commerci e utilizzarlo come forma di controllo e pressione sociale. E’ noto che i capitali dei grandi gruppi commerciali sono consociazioni internazionali gestite dalle banche.&lt;br /&gt;E’ evidente che per gli ultimi residui della piccola borghesia urbana e commerciale le prospettive future sono uno status di proletarizzazione, disoccupazione e precarietà. Ma bisogna stare attenti poiché è proprio da questi ambienti sociali che stanno riemergendo le tesi complottiste, l’antisemitismo di ritorno, il razzismo contro gli extra-comunitari.&lt;br /&gt;Di fronte alla proletarizzazione forzata della piccola borghesia urbana, il proletariato non può più combattere con gli strumenti, ormai anacronistici, della democrazia parlamentare borghese, un nemico di classe che ha finalmente gettato la maschera, uscendo allo scoperto e ponendosi direttamente al vertice di Stati come Italia e Grecia.&lt;br /&gt;Un’analisi della situazione che sia attendibile, onesta e coerente, non può non generare una presa di posizione ferma ed intransigente di fronte all’inasprimento della crisi e alle soluzioni “lacrime e sangue” adottate dai governi in un quadro capitalistico. Governi che non sono più condizionati in modo occulto e latente, come succedeva all’interno dei precedenti scenari parlamentari, da lobby che fanno capo alle grandi banche d’affari e all’alta finanza, ma sono un’emanazione diretta e palese del potere capitalistico, poiché al vertice degli Stati, in Grecia e in Italia, si sono insediati ufficialmente dei regimi guidati da tecnocrati e alti funzionari del sistema bancario e finanziario internazionale.&lt;br /&gt;Su questo punto non si può non concordare, a meno che non si voglia negare l’evidenza.&lt;br /&gt;In un quadro di crescenti ingiustizie e diseguaglianze sociali, è inevitabile che le proteste, frutto della disperazione dilagante, non saranno più facilmente gestibili con gli strumenti tipici della legalità costituzionale e della democrazia liberale borghese, e da semplici movimenti di indignazione e contestazione pacifica e non violenta, potranno assumere la forma delle rivolte o dei tumulti di massa, ovvero una veste insurrezionale.&lt;br /&gt;Pertanto, serve la formazione di un blocco sociale e popolare, di impronta classista, che sia in grado di esercitare un ruolo antagonista, intransigente e deciso, contro il regime dei banchieri, che è (per l’appunto) un’emanazione diretta e palese, persino dichiarata, di un blocco economico molto agguerrito che fa capo agli affari (di classe) del sistema bancario e dell’alta finanza internazionale, che sono evidentemente contrapposti in maniera irriducibile agli interessi del mondo del lavoro produttivo e salariato, precisamente a quelli delle cl&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-H1aV_-nQfyE/TwtLcp85VDI/AAAAAAAAL2A/3SOvw8JO9lA/s1600/Monti%2Bricetta%2Bcrisi%2Bnostro%2Bculo.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 286px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-H1aV_-nQfyE/TwtLcp85VDI/AAAAAAAAL2A/3SOvw8JO9lA/s320/Monti%2Bricetta%2Bcrisi%2Bnostro%2Bculo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5695729109409813554" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;assi operaie e, più in generale, delle masse proletarizzate.&lt;br /&gt;Ma come e con quale durata temporale si potrebbe conseguire un simile obiettivo? E con quali metodi di lotta è possibile, oltre che necessario, agire per concretizzare tale progetto? Ed è un traguardo di breve termine, o di medio e lungo periodo? Sempre che sia realizzabile. Inoltre, ammesso che lo sia, il processo dovrà e potrà svilupparsi dal basso, quindi compiersi in modo spontaneo ed auto-organizzato, o dovrà essere diretto dall’alto, cioè da un soggetto politico che si configuri come avanguardia rivoluzionaria?&lt;br /&gt;A tutti questi interrogativi, che non sono affatto accademici, astrusi o peregrini, bensì estremamente pratici, occorrerebbe dare una risposta. Una risposta che eventualmente può giungere solo dal basso, ovvero dal magma ribollente delle lotte sociali e materiali.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Lucio Garofalo&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6617010577768309280-3013582106133834224?l=laclasseoperaia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/feeds/3013582106133834224/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6617010577768309280&amp;postID=3013582106133834224' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/3013582106133834224'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/3013582106133834224'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/2012/01/un-blocco-sociale-contro-il-regime-dei.html' title='UN BLOCCO SOCIALE CONTRO IL REGIME DEI BANCHIERI'/><author><name>Riccardo Di Palma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07016977001527571666</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_ESHXVLfeB_E/SO5qOT68TuI/AAAAAAAAA0o/q2K88kT8llc/S220/Rickivariop.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-Cm4CrbGGNbs/TwtLqyZFLAI/AAAAAAAAL2M/UwIFCTEFd68/s72-c/Monti%2Bmo%2Bso%2Bcazzi%2Bvostri.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6617010577768309280.post-4390996569712944556</id><published>2012-01-07T02:12:00.000-08:00</published><updated>2012-01-07T07:10:24.684-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='precariato'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica Nazionale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sindacato'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='salari'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sciopero'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavoro'/><title type='text'>LE REAZIONI DEI PADRONI, FRA ART. 18 E PRECARIATO DIFFUSO</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il mondo politico-economico si sta interrogando, in questi mesi, sulla riforma del mercato del lavoro per rendere più competitivo il paese. Queste parole e queste giustificazion&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-wSaClTi6P8E/Twhd3hASAOI/AAAAAAAAL1I/zJ0pPrK8Ltk/s1600/art%2B18%2Btu%2Btogli%2Bnoi%2Briprendiamo.bmp"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 222px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-wSaClTi6P8E/Twhd3hASAOI/AAAAAAAAL1I/zJ0pPrK8Ltk/s320/art%2B18%2Btu%2Btogli%2Bnoi%2Briprendiamo.bmp" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5694904937143730402" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;i sono state alla base di tutte le recenti riforme del lavoro di questo ventennio, riforme che hanno portato l’Italia ad essere il paese che è cresciuto di meno al mondo e quello col più alto grado di precarietà d’Europa.&lt;br /&gt;Nella retorica padronale, l’abolizione dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori consentirebbe all’impresa di adattarsi meglio alle contingenze economiche, rendendo più veloce lo snellimento delle maestranze nei periodi di recessione. Nella retorica filo-padronale dei falsi amici dei lavoratori invece, essendo cambiate le condizioni di vita e di lavoro nelle società, non ha più senso inchiodare un lavoratore per cinquant’anni allo stesso posto di lavoro, e la possibilità di cambiare spesso attività sarebbero così incentivate, e sarebbero uno stimolo e un traguardo anche per il lavoratore stesso. Insomma, una flessibilità buona da opporre al concetto di precarietà cattivo. Vediamo brevemente come questo modo di impostare il discorso è assolutamente falso.&lt;br /&gt;1) I datori di lavoro sono già liberi di licenziare a proprio piacimento i lavoratori nei periodi di recessione economica. Premesso che la tutela contro il licenziamento illegittimo esiste in tutti i paesi d’Europa, l’Italia è ad oggi il paese europeo più flessibile e con meno vincoli al licenziamento. Secondo gli indici OCSE (strictness of employment protection), liberarsi di un dipendente è molto più facile per un imprenditore italiano che per un suo concorrente europeo. Al capo opposto c’è la Germania, tanto osannata di questi tempi per la sua famosa “produttività” e crescita economica, che evidentemente non si basa sulla facilità di licenziare i lavoratori.&lt;br /&gt;Oltre a questo, in Italia è talmente facile, e sin da subito previsto, il licenziamento per motivi economici, che è l’unico paese ad avere come protezione sociale la Cassa Integrazione Guadagni. E cioè lo Stato, sapendo bene che il licenziamento per il lavoratore può essere sempre possibile, ha previsto sin dagli anni settanta un sistema di sostegno al reddito per il lavoratore licenziato per crisi aziendale, in attesa di essere richiamato dall’azienda. La truffa, semmai, è che il lavoratore messo in cassa integrazione non viene conteggiato come “disoccupato”, perché formalmente non licenziato, anche se nei fatti quelli che tornano a lavorare nell’azienda dopo il periodo di cassa integrazione sono veramente pochi. Questa truffa si riversa anche nelle statistiche sulla disoccupazione, per cui sembra sempre che l’Italia sia nella media europea, quando nel resto d’Europa, non esistendo l’istituto della Cassa Integrazione, i lavoratori che nel nostro paese vengono conteggiati come occupati ma in CIG, sono contati semplicemente come disoccupati.&lt;br /&gt;Per chiudere, poi, bisognerebbe anche che qualcuno ci spieghi il processo per cui, se un imprenditore può licenziare più agevolmente, poi l’economia dovrebbe tornare a crescere. E’ una visione del mondo che sta solamente nella mente di quegli economisti liberisti. Licenziare più agevolmente significa solamente contribuire a deprimere ulteriormente i consumi, dunque a produrre e investire di meno nella produzione, quindi ad assumere meno lavoratori. Sarebbe dunque una norma anti-economica e recessiva da evitare come la peste.&lt;br /&gt;2) L’abolizione dell’articolo 18 converrebbe anche ai lavoratori stessi, rendendo più flessibile e più agevole il cambio da lavoro a lavoro. Questa è un’altra palese idiozia. Mentre il datore di lavoro è subordinato ad una norma che gli impedisce di licenziare senza giustificato motivo (cosa che però non è così, come abbiamo visto), nulla vieta al lavoratore di licenziarsi e di cambiare lavoro ogni qualvolta lo desideri. Insomma, l’articolo 18 obbliga il padrone ma non il lavoratore, che non ha altro obbligo nei confronti del datore di lavoro se non quello di preavvertirlo qualche giorno prima della volontà di porre fine al suo rapporto di lavoro. Dunque il lavoratore è già tutelato ampiamente rispetto alla sua presunta volontà di cambiare lavoro anche ogni settimana, se così volesse.&lt;br /&gt;Detto questo, poi, stiamo sempre parlando di ipotesi tecniche; nella realtà, chi ha un lavoro se lo tiene stretto tutta la vita, a meno di non trovarne uno migliore. E questo il lavoratore è liberissimo di farlo: sono i padroni che non stanno garantendo il lavoro, non i lavoratori che non vogliono adattarsi alla flessibilità.&lt;br /&gt;Fatta dunque questa premessa sull’assurdità di assegnare all’abolizione dell’articolo 18 un qualsiasi compito di risollevamento delle sorti economiche dell’Italia, veniamo all’altro grande dibattito molto in voga di questi tempi, e cioè quello della riforma del mercato del lavoro in vista di un superamento della precarietà. Distinguere fra le ipotesi Ichino, Boeri, Garibaldi, Sacconi o Madia non ha assolutamente senso, visto che tutte partono da un concetto comune: abolire le 46 tipologie contrattuali precarizzanti attuali, abolire il contratto a tempo indeterminato standard, e creare un unico contratto che per i primi tre anni funzioni come contratto precario d’apprendistato, per poi trasformarsi automaticamente in contratto a tempo indeterminato. Anche qui, siamo in presenza del teatro dell’assurdo.&lt;br /&gt;1) Tutti i contratti precarizzanti, in teoria, funzionano così. E infatti, le varie tipologie contrattuali a tempo determinato non prevedono un rinnovo continuo all’infinito, ma quasi tutte obbligano il datore di lavoro ad assumere a tempo indeterminato dopo un certo numero di rinnovi. Il problema è che, raggiunto quel certo numero di rinnovi, l’imprenditore non rinnova più il contratto al lavoratore ma chiama un altro lavoratore al suo posto. Così rinnova il tempo a disposizione per poter sfruttare il lavoratore a tempo determinato. Cosa cambierebbe con le ipotesi di riforma proposte in questi giorni? Assolutamente nulla, visto che il datore di lavoro continuerebbe a licenziare appena la legge gli obbliga di assumere stabilmente il lavoratore.&lt;br /&gt;2) Detto questo, anche qui non si riesce a capire la ratio dei ragionamenti: secondo questi professoroni, il superamento della precarietà avverrebbe eliminando il contratto a tempo indeterminato e creando un unico grande contratto precario per tutti i lavoratori. A quel p&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-ZpcYhvv8cg8/TwheWdCQiMI/AAAAAAAAL1o/FfS4uxgoEfM/s1600/Precari%2Bstabilizzazione%2Bdella%2Bprecariet%25C3%25A0.bmp"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-ZpcYhvv8cg8/TwheWdCQiMI/AAAAAAAAL1o/FfS4uxgoEfM/s320/Precari%2Bstabilizzazione%2Bdella%2Bprecariet%25C3%25A0.bmp" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5694905468654225602" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;unto, se le riforme sin qui pensate avessero luogo, tutti i lavoratori italiani, nessuno escluso, entrerebbero nel mondo del lavoro con un contratto precario d’apprendistato. Bel modo di eliminare la precarietà.&lt;br /&gt;Di passaggio, andrebbe anche ricordato che questa riforma assomiglia molto a quella che cercò di fare il governo francese nel 2006 con il contratto unico CPE (contratto di primo impiego). Riforma che è costata alla Francia mesi e mesi di mobilitazioni generali sindacali e studentesche, prontamente ritirata dal governo. Non avendo tale capacità mobilitante, né il senso della difesa dei propri diritti che hanno assorbito nel tempo i cittadini francesi, temiamo che se davvero una di queste proposte dovesse arrivare in parlamento incontrerebbe assai poca resistenza, visto che la metà dei proponenti viene dalle fila del Partito Democratico. Anche questo, è un po’ il segno dei tempi.&lt;br /&gt;Dunque, in conclusione, il dibattito attorno alle eventuali riforme del mercato del lavoro attraversa tutto lo spettro possibile del liberismo economico e sociale. E’ tutto interno a ricette economiche da scuola di Chicago, a cui purtroppo contribuisce attivamente anche il partito che dovrebbe fare opposizione in parlamento. Anche su questo, conviene non lasciare il campo del dibattito unicamente all’opzione liberista, ribadendo con forza che non esiste nessuna flessibilità positiva, che il lavoro è un diritto e che chi nel tempo si è guadagnato, con le proprie lotte di classe, le presunte “garanzie” che in questi tempi stanno venendo meno, non è un nemico generazionale del precariato odierno. Non è togliendo i diritti a chi se li è conquistati che miglioreranno le condizioni dei precari, ma sarà solo la lotta per raggiungere e ampliare quei diritti che può farci uscire dal tunnel neoliberista odierno.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Militant&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6617010577768309280-4390996569712944556?l=laclasseoperaia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/feeds/4390996569712944556/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6617010577768309280&amp;postID=4390996569712944556' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/4390996569712944556'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/4390996569712944556'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/2012/01/le-reazioni-dei-padroni-fra-art-18-e.html' title='LE REAZIONI DEI PADRONI, FRA ART. 18 E PRECARIATO DIFFUSO'/><author><name>Riccardo Di Palma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07016977001527571666</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_ESHXVLfeB_E/SO5qOT68TuI/AAAAAAAAA0o/q2K88kT8llc/S220/Rickivariop.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-wSaClTi6P8E/Twhd3hASAOI/AAAAAAAAL1I/zJ0pPrK8Ltk/s72-c/art%2B18%2Btu%2Btogli%2Bnoi%2Briprendiamo.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6617010577768309280.post-415177566396822273</id><published>2012-01-05T11:45:00.000-08:00</published><updated>2012-01-05T11:54:45.917-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica Nazionale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sindacato'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavoro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='crisi'/><title type='text'>IL NODO DELLA CONCERTAZIONE</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Assistiamo da più parti, e da diverso tempo, ad un attacco a tutto campo nei confronti della cosiddetta “concertazione”, cioè quell’insieme di relazioni fra parti soci&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-5LmItxwLu_8/TwX_78Q6zMI/AAAAAAAAL04/OuJ6l2y2ZjU/s1600/camusso%2Bmarcegaglia%2Bcisl%2Buil%2Bunoxtutti2.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 226px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-5LmItxwLu_8/TwX_78Q6zMI/AAAAAAAAL04/OuJ6l2y2ZjU/s320/camusso%2Bmarcegaglia%2Bcisl%2Buil%2Bunoxtutti2.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5694238709134314690" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ali e governo per riformare determinati aspetti dell’economia e del mondo del lavoro. E’ un attacco diretto e ultimativo: le riunioni che il governo decide (unilateralmente) di svolgere con i sindacati vengono definite “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;riti fuori tempo e fuori bilancio&lt;/span&gt;”, con cui una parte, solitamente le parti sociali, cioè i sindacati, vorrebbe imporre ai governi di turno la loro visione del mondo e dei rapporti sociali.&lt;br /&gt;Ecco alcune definizioni e opinioni dominanti oggi la retorica politica e mediatica, che descrivono quello che dovrebbe essere il mostro da abbattere, cioè la concertazione, che per troppi anni ha incatenato le sorti dell’Italia in un economia para-socialista e consociativa (nei media, queste caratteristiche divengono sinonimi):&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;“&lt;span style="font-style: italic;"&gt;..i sindacati vogliono concorrere alla definizione delle misure che il governo presenterà al parlamento..&lt;/span&gt;”  “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La concertazione è stata per molti anni il totem intoccabile della democrazia consociativa..&lt;/span&gt;”  “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Quando chiede la concertazione, un sindacato pretende per i propri soci più poteri di quanti ne abbia un cittadino qualunque, vuole essere..un contropotere, un passaggio obbligato..”   “Se abbiamo vissut&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;o al di sopra dei nostri mezzi e accumulato un enorme debito pubblico, lo dobbiamo anche alla concertazione.&lt;/span&gt;”&lt;br /&gt;(dal Corriere della Sera e Repubblica del 4/01/12)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Ora, il problema della concertazione semmai è di tutt’altro spessore: per anni&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; i sindacati, con la scusa della concertazione, si sono piegati ed hanno acconsentito alle peggiori riforme del mercato del lavoro in cambio di qualche privilegio e qualche riconoscimento sindacale.&lt;/span&gt; In più, hanno pensato di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;sostituire la lotta nei luoghi di lavoro, le lotte sindacali, col tentativo di raggiungere gli stessi miglioramenti sociali tramite tavoli&lt;/span&gt; permanenti con i governi, credendo davvero possibile raggiungere tramite il compromesso ciò che non riuscivano a raggiungere tramite la lotta. Abdicando di fatto alla conflittualità sociale per sedersi attorno ad un tavolo, convinti che i governi davvero prendessero in considerazioni le proposte solamente perché ragionate e discusse in un ambito istituzionale.&lt;br /&gt;Quello che però è attaccato nei discorsi e nei ragionamenti odierni non è questo tipo di visione, ma proprio il fatto che il governo di turno dovrebbe discutere con le parti sociali le riforme – sociali, appunto – che interessano i lavoratori, dei quali i sindacati dovrebbero essere i rappresentanti. In un ottica democratico-liberale, infatti, la concertazione dovrebbe essere proprio uno dei punti fondamentali con il quale portare avanti le riforme sociali. La concertazione infatti non prevede conflitto sociale, e finchè il sindacato è attaccato al tavolo delle trattative i padroni sapranno benissimo che non si arrischierà a pericolose fughe in avanti. E’ da questo punto di vista che noi dovremmo chiedere &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;la fine della concertazione&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;perché cioè anestetizza le lotte di classe.&lt;/span&gt; Se invece a chiedere la fine della concertazione sono proprio quegli esponenti della democrazia liberale che hanno tutto l’interesse a mantenerla, i conti non tornano più. La fine della concertazione infatti, in quest’ottica, diventerebbe fine del ruolo del sindacato nel concertare le riforme del mercato del lavoro. Premesso che non dovrebbe essere (solo) questo il ruolo del sindacato, nella visione liberale (e liberista, i due termini vanno sempre a braccetto e solo in Italia sono presenti due definizioni per uno stesso concetto) la soluzion&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-Tl0sRKsyeys/TwX_jC-C-lI/AAAAAAAAL0U/CLGKarYpIts/s1600/Cgil%2Bcamusso%2Bconcertare.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 255px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-Tl0sRKsyeys/TwX_jC-C-lI/AAAAAAAAL0U/CLGKarYpIts/s320/Cgil%2Bcamusso%2Bconcertare.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5694238281437477458" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;e sarebbe che il governo andasse spedito nelle sue riforme senza ascoltare alcuna parte sociale. Tranne, forse, la parte “sociale” dei padroni, e cioè la Confindustria.&lt;br /&gt;E’ questo il livello del dibattito oggi presente in Italia nel campo delle riforme sociali: i sindacati, tramite la concertazione, hanno determinato il livello di debito pubblico italiano, proprio perché non hanno consentito le liberalizzazioni e le migliorie al mercato del lavoro, le sole che avrebbero potuto far crescere l’Italia e abbattere il debito pubblico. Di fronte a questa narrazione, che definire tossica è fargli un complimento, oggi come oggi rischiamo di rimanere disarmati. O difendiamo la concertazione come mediazione al ribasso ma pur sempre mediazione, o non ci esprimiamo al riguardo, lasciando così passare il concetto della fine della concertazione come ennesimo risultato positivo di questo governo, che sta spostando sempre più verso destra ogni qualsiasi discorso politico ed economico. A fronte di tutto questo, sarebbe importante non lasciare ai soli sindacati confederali CGIL-CISL-UIL, e alle rappresentanze politiche formalmente di sinistra PD-IDV-SEL questo argomento, che invece dovrebbe interessarci e toccarci molto più di quanto non sembri.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Militant&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6617010577768309280-415177566396822273?l=laclasseoperaia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/feeds/415177566396822273/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6617010577768309280&amp;postID=415177566396822273' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/415177566396822273'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/415177566396822273'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/2012/01/il-nodo-della-concertazione.html' title='IL NODO DELLA CONCERTAZIONE'/><author><name>Riccardo Di Palma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07016977001527571666</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_ESHXVLfeB_E/SO5qOT68TuI/AAAAAAAAA0o/q2K88kT8llc/S220/Rickivariop.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-5LmItxwLu_8/TwX_78Q6zMI/AAAAAAAAL04/OuJ6l2y2ZjU/s72-c/camusso%2Bmarcegaglia%2Bcisl%2Buil%2Bunoxtutti2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6617010577768309280.post-3837077972618169178</id><published>2012-01-05T08:41:00.000-08:00</published><updated>2012-01-05T08:43:43.229-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica Nazionale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Economia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica internaz.'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='crisi'/><title type='text'>IL VERO FINE DELLE TEORIE COMPLOTTISTE</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il “manuale” delle concezioni complottiste è il Mein Kampf di Hitler, nonché le opere di Alfred Rosenberg, l’ideologo ufficiale del nazional-socialismo. In particolare, il M&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-G0D_-exr7uA/TwXTGdtX6xI/AAAAAAAAL0I/Mn_hMz3zdI8/s1600/Monti%2Bbilderberg%2Bgoldman%2Bbanche.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 209px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-G0D_-exr7uA/TwXTGdtX6xI/AAAAAAAAL0I/Mn_hMz3zdI8/s320/Monti%2Bbilderberg%2Bgoldman%2Bbanche.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5694189411887475474" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ein Kampf rappresenta una sorta di “bibbia” contemporanea per i suoi epigoni. Senza correre il rischio di esagerare si potrebbe definire il Mein Kampf come il “testo sacro” dei sostenitori più fanatici del complottismo, il modello teorico e la principale fonte d’ispirazione a cui attingono le più assurde dietrologie esoteriche di matrice nazista o cripto-nazista. Ma lo stesso Hitler si ispirò a sua volta ad un libro intitolato L’ebreo internazionale, scritto da Henry Ford, il noto imprenditore americano. Nel Mein Kampf Hitler cita testualmente frasi deliranti tratte da questo libro che influenzò notevolmente l’ideologia antisemita alla base della propaganda hitleriana. Tutta la dottrina nazista era ossessionata dalla retorica incentrata sulla teoria esoterica del complotto giudaico per il dominio del mondo (gli Illuminati). La tesi della cospirazione giudaica discende dagli scritti di Rosenberg, il quale era convinto di rinvenire prove a favore delle sue idee nei famosi Protocolli di Sion. Non a caso Hitler (come gran parte dell’élite nazista) nutriva una passione viscerale per l’occultismo e l’esoterismo, l’astrologia e l’alchimia (gli stessi colori ufficiali del vessillo nazista sono i colori sacri dell’alchimia: nero, rosso e bianco), la magia e il mondo del paranormale. Ma al di là delle visioni mistiche e deliranti di Hitler e Rosenberg, il fascino delle ideologie esoteriche si spiega in virtù della loro ingenuità farisaica e semplicistica, del conservatorismo codino e forcaiolo, nella misura in cui offrono all’immaginario collettivo una sorta di comodo e rassicurante capro espiatorio identificabile in “cospiratori” che agiscono per corrompere e dominare il sistema, che siano gli Ebrei piuttosto che i massoni, o gli untori di manzoniana memoria.&lt;br /&gt;In materia di complotti e trame segrete, la storia offre numerosi esempi di congiure di palazzo, tradimenti ed episodi cospirativi, dai tempi degli antichi imperatori romani, dall’assassinio ordito contro Giulio Cesare ai casi di regicidio più recenti, ai tentativi falliti contro lo stesso Hitler, ma le trame “oscure” del potere non sono riducibili a vicende che servono solo a mistificare la realtà delle cose, a banalizzare la narrazione storica sul potere. La cui natura è più articolata, estesa e complessa di quanto le farneticanti dietrologie esoteriche lascino supporre. Il potere vigente nel quadro capitalistico, si pensi alle grandi banche d’affari, alle multinazionali, alle famigerate agenzie di rating, alle società assicurative, e ai “mostruosi” comitati d’affari e di potere che fanno capo al capitale finanziario cosmopolita, al di là dei nomi delle singole soggettività, a prescindere da ogni comoda narrazione mistica o esoterica, è costituito da un’entità anonima estremamente complessa e articolata, difficilmente identificabile in una sola, “onnipotente” personalità, o in un blocco compatto di individui criminali e privi di scrupoli, ed è tantomeno rappresentabile come un’associazione segreta e cospirativa su scala mondiale, come si tende a fantasticare nell’immaginario collettivo.&lt;br /&gt;Oggi, il fine ultimo di queste dietrologie è di camuffare o mistificare la reale natura delle crisi capitalistiche, e di questa crisi in particolare, per non scaricare le colpe sul sistema. Il quale, a seguire queste ipotesi fino in fondo, potrebbe funzionare benissimo se non fosse corrotto e sabotato da presunti cospiratori, ovvero da congiure giudaiche, piuttosto che massoniche, o di altra origine. Siamo ancora agli “untori” di Manzoni e simili congetture sono pericolosissime poiché distolgono l’attenzione dalle vere e irrisolvibili (almeno all’interno del quadro capitalistico) cause della crisi. Il capitale finanziario cosmopolita è un’entità anonima e impersonale. E’ vero che vi sono personaggi che fanno praticamente parte di quasi tutti i consigli d’amministrazione delle principali banche d’affari del mondo, e ciò può appunto ingannare il giudizio, ed è vero che le banche riescono in qualche modo ad imporre un indirizzo uniforme alla finanza globale, ma questo dato reale è più un prodotto dei complessi meccanismi che esse gestiscono e non possono cambiare, anziché il risultato di una cospirazione planetaria vera e propria. Non a caso, le banche per coordinarsi sono costrette a stipulare accordi su accordi, a condurre trattative estenuanti. Le banche hanno interessi comuni che gestiscono insieme, ma non funzionano come un centro cospirativo: ricordano invece una banda di ladri che si mettono d’accordo su chi derubare, ma poi ciascuno tenta di accaparrarsi la parte più cospicua del bottino. E nell’attuale crisi del capitale finanziario esse stesse provocano rimedi che finiscono per aggravare il male medesimo. Dunque, se è giusto parlare di capitale finanziario globale, considerando l’insieme dei fenomeni e le loro concatenazioni, non significa affatto che esista un disegno cospirativo unificato ed organico, come credeva Hitler. E come sostengono i suoi epigoni sparsi, di ieri e di oggi.&lt;br /&gt;Il sottoscritto non nega l’esistenza del regime dei banchieri, in Italia e in Grecia, di tecnocrati quali Monti, Draghi e via discorrendo, che sono funzionari ed esecutori del capitale finanziario internazionale. Sin dal primo momento mi sono impegnato per denunciare pubblicamente, con vari articoli, la natura autoritaria e antidemocratica, golpista e criminale, di questi regimi politici. Nel contempo cerco di far capire che, malgrado il salto di qualità compiuto a livello politico-organizzativo dal capitale finanziario cosmopolita, un’entità anonima che si incarna ovviamente in alcune figure che fanno capo alle grandi banche d’affari, alla BCE, al FMI, alle agenzie di rating e così via, tuttavia ciò non mi impedisce di andare oltre questa elementare evidenza che è sotto gli occhi di tutti e che il sottoscritto non è così sciocco da negare, visto che esiste un regime dei banchieri che si è ufficialmente insediato al vertice delle gerarchie statali in Italia e in Grecia. Quello che fino a ieri era un potere “occulto” che agiva “dietro le quinte”, giusto per usare una terminologia cara ai fanatici dei complotti, oggi è uscito allo scoperto, perciò nessuno, tranne chi è cieco o in malafede, si azzarda a negarne l’esistenza. Eppure, la struttura del potere capitalistico è molto più vasta, articolata e profonda di quanto appaia e di quanto gli ottusi simpatizzanti o fautori delle dietrologie esoteriche vogliono farci credere. Ed è superfluo ripetere ancora quanto ho già precisato a proposito della complessità e della natura impersonale del capitalismo finanziario.&lt;br /&gt;Il punto critico dell’analisi che bisogna elaborare, è la proletarizzazione massiva che porta ad un sottoconsumo sempre più esiguo, ovvero alla miseria di massa, ma questa è (per l’appunto) l’irreversibile conseguenza del dominio del capitale finanziario, che non equivale ad una congiura. Il problema  è capire se di fronte all’insorgere della protesta di massa dei proletari, il complesso del capitale finanziario è o meno in grado di coordinarsi, oppure se una iniziativa forte del proletariato può accentuarne le divisioni e le contraddizioni interne. Se si trattasse di un centro cospirativo unitario e coeso la domanda non avrebbe senso e, per vincerlo, servirebbe allearsi con alcuni settori della borghesia. Conviene mettere in luce quella che è l’implicazione pratica più interessante e notevole dell’intero discorso, portando alle estreme conseguenze il sillogismo implicitamente contenuto nelle dietrologie occultiste: se il potere, nella fattispecie il capitale finanziario cosmopolita, fosse realmente una struttura compatta e monolitica, priva cioè di contraddizioni e divisioni interne, una sorta di centro cospirativo chiuso e settario, come pretendono di credere e farci credere i fautori delle concezioni complottiste, allora temo che questo tipo di potere sarebbe assolutamente invincibile ed inviolabile e non esisterebbero possibilità di salvezza, o di riscatto, per il genere umano. E’ questa la conseguenza finale, ovviamente implicita, che scaturisce dal ragionamento insito nelle concezioni complottiste oggi tanto in voga. Ed ecco svelato il loro “trucco”.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Lucio Garofalo&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6617010577768309280-3837077972618169178?l=laclasseoperaia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/feeds/3837077972618169178/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6617010577768309280&amp;postID=3837077972618169178' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/3837077972618169178'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/3837077972618169178'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/2012/01/il-vero-fine-delle-teorie-complottiste.html' title='IL VERO FINE DELLE TEORIE COMPLOTTISTE'/><author><name>Riccardo Di Palma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07016977001527571666</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_ESHXVLfeB_E/SO5qOT68TuI/AAAAAAAAA0o/q2K88kT8llc/S220/Rickivariop.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-G0D_-exr7uA/TwXTGdtX6xI/AAAAAAAAL0I/Mn_hMz3zdI8/s72-c/Monti%2Bbilderberg%2Bgoldman%2Bbanche.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6617010577768309280.post-3772915771004918075</id><published>2012-01-03T12:39:00.000-08:00</published><updated>2012-01-03T12:59:11.102-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica Nazionale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica internaz.'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavoro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='crisi'/><title type='text'>2012: QUALE SARA' LA GOCCIA CHE FARA' TRABOCCARE IL VASO?</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il 17 dicembre del 2010, in una cittadina della Tunisia rurale, Sidi Bouzid, un giovane ambulante si diede fuoco sotto la Prefettura in segno di protesta contro la mis&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-Npqa522PVEk/TwNpC6AImoI/AAAAAAAALzw/xoiSIIOw8xQ/s1600/Mohamed_Bouazizi.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-Npqa522PVEk/TwNpC6AImoI/AAAAAAAALzw/xoiSIIOw8xQ/s320/Mohamed_Bouazizi.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5693509852576914050" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;eria e i soprusi della polizia. Si chiamava Mohammed Bouazizi. Un gesto disperato ma fu la scintilla che incendiò la prateria. Come all'unisono milioni di cittadini si sollevarono, prima in Tunisia, poi in Egitto, in quasi tutti i paesi arabi. Regimi totalitari apparentemente inossidabili, tanto più perché sostenuti dall'Occidente, caddero come birilli —a conferma, avrebbe detto Mao, che sono le masse che cambiano davvero la storia. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Anche in Italia, sotto i nostri occhi, si son tolti la vita diversi Mohammed Bouazizi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;L'altro ieri, primo gennaio, a Bari, un pensionato di 74 anni si è suicidato gettandosi dal balcone di casa. La ragione ce la spiega un &lt;a href="http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/bari/notizie/cronaca/2012/2-gennaio-2012/inps-devi-ridarci-pensionema-anziano-si-toglie-vita-1902722142056.shtml"&gt;quotidiano&lt;/a&gt;: «&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Avrebbe dovuto restituire cinquemila euro all'Inps, ma la paura di non farcela e di perdere anche la casa nella quale abitava, unica sua proprietà, l'ha divorato, sino a portarlo al suicidio.&lt;/span&gt; (...) &lt;span style="font-style: italic;"&gt;L'anziano percepiva una pensione sociale di 450 euro e un'altra, per gli anni trascorsi all'estero, di 250 euro, complessivamente 700 euro al mese. Nei giorni scorsi ha ricevuto la lettera dell'Inps nella quale l'ente riferiva di avergli corrisposto indebitamente, per un errore di calcolo, cinquemila euro n&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;egli ultimi anni, denaro da restituire con rate di 50 euro al mese&lt;/span&gt;».&lt;br /&gt;Non è il primo caso di suicidio causato da ingiustizia sociale. Ce ne sono stati altri soprattutto negli ultimi anni. La statistica non se ne occupa. Gli intellettuali nemmeno. I politici manco a parlarne. Questi casi sono socialmente troppo scandalosi per poterne parlare con la solita superficiale demagogia. Meglio tacere e far finta di niente.&lt;br /&gt;Questo atteggiamento di indifferenza tuttavia, lo assume anche la stragrande maggioranza dei cittadini "normali". In cuor loro, almeno i tanti che questa crisi economica e sociale fa soffrire, sono toccati da queste notizie, di sicuro hanno sentimenti di empatia e di comprensione verso chi giunge a gesti tanto estremi. E però, alla fine, girano lo sguardo da un'altra parte, fanno finta di niente, continuano nel loro alienante tran tran.&lt;br /&gt;Per cui doppia incazzatura. A quella triste per il suicidio di un proletario, almeno nei cuori delle persone sensibili, si aggiunge l'altra, la rabbia sorda per l'ignavia della gente. Ma com'è possibile che non si faccia come in Tunisia? Quanti altri Bouazizi ci vorranno affinché il popolo di ribelli? Quante altre goccie di sangue dovranno scorrere affinché si ritenga colma la misura?&lt;br /&gt;In altri termini: quando la quantità si trasformerà in qualità?&lt;br /&gt;Gli scienziati che analizzano i fenomeni fisici e i chimici saprebbero dare una risposta certa. Essi risponderebbero, per fare un esempio lampante che, date determinate condizioni e costanti di temperatura e pressione, l'acqua non può che bollire a cento gradi. Potrebbero dunque prevedere il momento esatto in cui il coperchio inizia a sobbalzare.&lt;br /&gt;Non è così nella sfera sociale. Le variabili, le incognite, sono troppe e non calcolabili con esattezza. Allora tutto è lasciato al caso? No. Per quanto non ci sia una corrispondenza automatica tra causa ed effetto, anche la società ubbidisce a determinate leggi causali. Politicamente parlando: non è decisivo discettare sul "momento esatto", sul "quando" dell'esplosione sociale. In politica conta individuare la tendenza generale, la tendenza dominante o preponderante. E quindi, per chi vuole cambiare lo stato di cose esistente, conta scommettere, puntare sulla tendenza di fondo, agire affinché essa possa dispiegarsi pienamente.&lt;br /&gt;E' una questione di rapporti di forza. Senza forza non si cambierà niente, e la massima espressione di forza non è l'azione minoritaria di questo o quel gruppo, fosse anche di pistoleros. La forza sociale al suo massimo grado è quella che solo grandi masse in movimento possono dispiegare.&lt;br /&gt;Compito della "minoranze creative", delle "avanguardie" come si sarebbero detto un tempo, non è dunque tanto quello di scatenare artificialmente il conflitto, ma di attrezzarsi a dargli una direzione, uno sbocco politico.&lt;br /&gt;Questo non vuol dire affatto starsene alla finestra. Possono presentarsi situazioni in cui occorre dare l'esempio, far sì che certe battaglie diventino esemplari e conducano alla vittoria, per quanto parziale. Tuttavia due sono i compiti fondamentali delle "minoranze creative". Il più importante, certamente, è raggiungere la necessaria massa critica per poter, al momento opportuno, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;orientare l'inevitabile solle&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-ODPisnYE63E/TwNsBFW1WuI/AAAAAAAALz8/C6r4jmuQODo/s1600/Monti%2Bci%2Bappecora.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 271px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-ODPisnYE63E/TwNsBFW1WuI/AAAAAAAALz8/C6r4jmuQODo/s320/Monti%2Bci%2Bappecora.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5693513119800056546" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;vazione popolare.&lt;/span&gt;  Ma questo obiettivo, a sua volta, dipende da un altro: possedere idee chiare sulle cose da fare per orientare la sollevazione, poiché è solo grazie a queste idee che è possibile innescare un processo virtuoso di raggruppamento di forze, convincere migliaia di cittadini all'impegno politico, a partire da quelli più sfruttati e oppressi.&lt;br /&gt;Il lettore penserà, a questo punto, che ho dato a questo mio intervento un titolo "ingannevole" visto che non so dire quando il vaso traboccherà. Sono tuttavia certo che la temperatura sta aumentando e che il coperchio salterà. Per essere più preciso: penso che non manca molto ad un nuovo collasso finanziario ed economico, che andiamo verso un default combinato bancario e dei debiti sovrani. Penso che il luogo di questo collasso imminente sarà l'Europa e che l'epicentro sarà l'Italia. Il governo Monti sarà obbligato e prendere misure antipopolari ben più draconiane per salvare il sistema. Dovrà rastrellare una montagna di soldi, dovrà attuare una colossale rapina sociale.&lt;br /&gt;Non sarà una goccia ma un flusso. La temperatura sociale salirà improvvisamente. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Non è questione di anni, è questione di mesi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Solo degli irresponsabili possono restare alla finestra. Solo dei miopi possono ancora giocare alla "politica di sinistra", continuando a fare a rimpiattino col Partito democratico, puntando tutto o quasi sull'ipotesi elettorale. Chi ha sale in zucca deve mollare l'ancora, avere il coraggio di lanciare l'allarme e di chiamare a raccolta, su un &lt;a href="http://sollevazione.blogspot.com/2011/12/movimento-popolare-di-liberazione.html"&gt;programma politico d'emergenza&lt;/a&gt; coloro che non hanno paura e che sentono che siamo alle porte di una svolta storica.&lt;br /&gt;Per questo, tra l'incudine della confusione e del disincanto, e il martello della catastrofe storica che incombe, ritengo anch'io che vada dato un segnale. Che l'assemblea del 4-5 febbraio del &lt;a href="http://www.antimperialista.it/index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=1856:movimento-popolare-di-liberazione&amp;amp;catid=78:italia"&gt;Movimento Popolare di Liberazione&lt;/a&gt; possa esserlo.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Piemme, &lt;a href="http://sollevazione.blogspot.com/2012/01/un-altro-pensionato-si-ammazza.html#more"&gt;Sollevazione&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6617010577768309280-3772915771004918075?l=laclasseoperaia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/feeds/3772915771004918075/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6617010577768309280&amp;postID=3772915771004918075' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/3772915771004918075'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/3772915771004918075'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/2012/01/2012-quale-sara-la-goccia-che-fara.html' title='2012: QUALE SARA&apos; LA GOCCIA CHE FARA&apos; TRABOCCARE IL VASO?'/><author><name>Riccardo Di Palma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07016977001527571666</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_ESHXVLfeB_E/SO5qOT68TuI/AAAAAAAAA0o/q2K88kT8llc/S220/Rickivariop.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-Npqa522PVEk/TwNpC6AImoI/AAAAAAAALzw/xoiSIIOw8xQ/s72-c/Mohamed_Bouazizi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6617010577768309280.post-2884430415333303196</id><published>2012-01-02T12:56:00.001-08:00</published><updated>2012-01-02T13:21:21.994-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica Nazionale'/><title type='text'>I "MONTI BOYS"</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'Italia è finita «&lt;a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=43495&amp;amp;sez=HOME_INITALIA&amp;amp;npl=&amp;amp;desc_sez="&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;nelle migliori mani&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;» (Pierferdinando Casini in versione salva-Italia), quelle del «&lt;a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=43491&amp;amp;sez=HOME_INITALIA&amp;amp;npl=&amp;amp;desc_sez="&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;genero ideale dei tedeschi&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;», cioè della Merkel (Mario Monti, in versi&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-c2o1kN0nz40/TwIaK4gDiII/AAAAAAAALzY/m2fiVCCWKxw/s1600/bersani%2Bvendola%2Bcasini%2Be%2Bfini.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 245px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-c2o1kN0nz40/TwIaK4gDiII/AAAAAAAALzY/m2fiVCCWKxw/s320/bersani%2Bvendola%2Bcasini%2Be%2Bfini.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5693141653217577090" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;one penosamente autoironica). Un genero che non fa logorroiche conferenze stampa, ma «&lt;a href="http://www3.lastampa.it/politica/sezioni/articolo/lstp/436247/"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;bagni di realtà&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;» (Pierluigi Bersani in versione bagnino romagnolo), anche se «&lt;span style="font-style: italic;"&gt;manca qualcosa per il sociale&lt;/span&gt;» (a smacchiare leopardi si diventa pignoli).&lt;br /&gt;Ora si comprende la novembrina disperazione dei comici. Non tanto per la dipartita del capo-comico, il premier-barzellettiere che faceva ridere per molte cose ma di certo non per le sue barzellette, quanto l'arrivo dei Monti boys, attempati signori che in attesa di un qualche riciclaggio politico devono pure inventarsi qualcosa. E con loro non c'è gara. Non sappiamo come andrà con tassisti e avvocati, ma almeno l'esercizio della professione di comico è già liberalizzato.&lt;br /&gt;Ad ogni buon conto, anche l'ex capo del governo non ha voluto essere da meno: «&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Mie dimissioni solo per senso dello Stato&lt;/span&gt;», l'originale e commovente &lt;a href="http://www.repubblica.it/politica/2011/12/31/news/berlusconi_dimissioni_reponsabili-27427228/"&gt;risposta&lt;/a&gt; al Wall Street Journal che si è permesso di scrivere quel che anche i sassi già sapevano sul ruolo della Merkel nel suo licenziamento. Un tempo, di fronte al disvelamento di un siffatto segreto di Pulcinella, avremmo avuto fuoco e fiamme. Oggi, il Buffone ha chiesto a Capezzone di chiedere una smentita al Quirinale, che ha chiesto a Berlino di approvare la smentita. E per certe cose l'Europa funziona... Tempi grami dunque per il Pdl, che deve stare al gioco, lasciando a gridare solo il Giornale: «&lt;a href="http://www.ilgiornale.it/interni/le_stata_la_culona/31-12-2011/articolo-id=564900-page=0-comments=1"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;E' stata la Culona&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;», titolo del 31 dicembre.&lt;br /&gt;Ma torniamo ai Monti boys. Se per Enrico Letta, il nipote dello zio, «&lt;a href="http://www.enricoletta.it/?p=6422"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;nell'Europa unita non esistono ingerenze&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;» - benissimo, provi lui a scegliere il prossimo cancelliere tedesco... - il culmine dell'esaltazione viene naturalmente raggiunto da Eugenio Scalfari. Leggiamo il suo &lt;a href="http://www.repubblica.it/politica/2011/12/31/news/scalfari_31_gennaio-27423993/"&gt;editoriale &lt;/a&gt;su la Repubblica del 31 dicembre: «&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Questo governo è stato un'innovazione per il fatto stesso di esistere e di esser nato con queste modalità peraltro perfettamente costituzionali. Questa innovazione non è una rondine pellegrina ma un decisivo aggiornamento della democrazia parlamentare. Questo è un evento positivo con il quale la dolorosa e sofferta emergenza ci compensa&lt;/span&gt;».&lt;br /&gt;Questo governo è un'innovazione, già ma di che tipo? Scalfari non si nasconde, e precisa che la novità consiste nelle modalità con cui è nato, che rappresentano un decisivo aggiornamento della democrazia parlamentare. Oh bella! Che si cerchi di giustificare la correttezza formale delle mosse che hanno portato al golpe bianco di novembre, si può comprendere. Che addirittura si definisca il commissariamento del Paese un decisivo aggiornamento della democrazia parlamentare, sembrerebbe davvero un po' troppo, ma evidentemente così non è per il vecchio capo di Repubblica, a dimostrazione di dove può arrivare l'antiberlusconismo di marca scalfariana. Un antiberlusconismo che è egemone nella sinistra.&lt;br /&gt;Ecco l'illuminante &lt;a href="http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/notizia.php?IDNotizia=481408&amp;amp;IDCategoria=2685"&gt;fraseggio&lt;/a&gt; di Nichi Vendola (intervista a Tgcom24 del 27 dicembre): «&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Pd ha dimostrato una grande generosità sostenendo il governo Monti nonostante i sondaggi riconoscessero la vittoria alla coalizione del patto di Vasto&lt;/span&gt;». «&lt;span style="font-style: italic;"&gt;In ogni caso noi non romperemo con Bersani per questo atto di generosità, perché la cosa più importante è mantenere la prospettiva. Noi non siamo il governo Monti e vogliamo chiudere la stagione del berlusconismo con una svolta a sinistra. Monti faccia la sua opera nel tempo più breve possibile e poi la parola passi alla democrazia&lt;/span&gt;».&lt;br /&gt;Dunque, il Pd è generoso (con chi?). Noi non romperemo per questo (si può mai rompere per un atto di generosità?). Monti faccia la sua opera (se è per questo sta già facendo...) e poi la parola passi alla democrazia (cioè al voto).&lt;br /&gt;Questo ciarlatano riconosce dunque nel governo Monti una sospensione della democrazia parlamentare, ma anziché annunciare una dura opposizione - ci mancherebbe! - chiede solo di fare presto. Da notare il "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;faccia la sua opera&lt;/span&gt;", a sancire il via libera al massacro sociale in atto. Del resto, per Vendola, quello attuale «&lt;span style="font-style: italic;"&gt;E' un governo costruito reclutando eccellenze&lt;/span&gt;» e tanto basta.&lt;br /&gt;I Monti boys sono dunque di vario ti&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-sefulZdIF7k/TwIbg2kLtEI/AAAAAAAALzk/kpMctBS3Bpc/s1600/IN%2BEUROVISIONE.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 236px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-sefulZdIF7k/TwIbg2kLtEI/AAAAAAAALzk/kpMctBS3Bpc/s320/IN%2BEUROVISIONE.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5693143130166768706" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;po. Ci sono i fanatici (Casini, Fini, Rutelli, Veltroni, Letta junior, Scalfari) interessati ad utilizzare l'uomo della Trilateral come testa di ponte per i loro disegni politici; ci sono i fedeli sostenitori alla Bersani, con la frasetta pronta su qualcosina da migliorare, ma sempre sull'attenti quando c'è da votare; ci sono i finti dissidenti («oppositori», anche se finti, sarebbe davvero una parola troppo grossa) alla Vendola.&lt;br /&gt;Tre diverse tipologie, per tre diverse esigenze politiche, ma tutte e tre convergenti su un punto: Monti deve svolgere il suo lavoro. Che poi sia un lavoro sporco, assai simile allo strozzinaggio, questo sembra non interessare a nessuno.&lt;br /&gt;Del resto questo è il Paese il cui presidente della repubblica, che appena possibile faranno santo, si è rivolto ieri sera agli italiani citando come esempio del «&lt;span style="font-style: italic;"&gt;bene comune&lt;/span&gt;» le missioni militari all'estero. Niente di strano per l'uomo che ha voluto la partecipazione  all'aggressione alla Libia, ma c'è ancora qualcuno che crede che tutti i mali dell'Italia fossero targati Berlusconi?&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;MdS, &lt;a href="http://www.antimperialista.it/index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=1875:i-lmonti-boysr&amp;amp;catid=78:italia"&gt;Campo Antimperialista&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6617010577768309280-2884430415333303196?l=laclasseoperaia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/feeds/2884430415333303196/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6617010577768309280&amp;postID=2884430415333303196' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/2884430415333303196'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/2884430415333303196'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/2012/01/i-monti-boys.html' title='I &quot;MONTI BOYS&quot;'/><author><name>Riccardo Di Palma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07016977001527571666</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_ESHXVLfeB_E/SO5qOT68TuI/AAAAAAAAA0o/q2K88kT8llc/S220/Rickivariop.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-c2o1kN0nz40/TwIaK4gDiII/AAAAAAAALzY/m2fiVCCWKxw/s72-c/bersani%2Bvendola%2Bcasini%2Be%2Bfini.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6617010577768309280.post-7490078735651433446</id><published>2012-01-01T11:28:00.000-08:00</published><updated>2012-01-01T11:33:15.100-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Economia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='crisi'/><title type='text'>LA REALTA' NON E' MAI COME SEMBRA</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E’ assolutamente capziosa e fuorviante quella congettura di origine fascistoide, oggi estremamente diffusa, secondo cui l’attuale crisi economica sarebbe il &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-kbeyRXWIYm8/TwC0o4fuYrI/AAAAAAAALzA/gFmtbJXbX-4/s1600/capitalism%2Blucchetto%2Brotto.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-kbeyRXWIYm8/TwC0o4fuYrI/AAAAAAAALzA/gFmtbJXbX-4/s320/capitalism%2Blucchetto%2Brotto.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5692748543449522866" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;risultato di occulte trame politico-finanziarie internazionali, per l’esattezza sarebbe il frutto di un complotto “demo-plutocratico” ed “ebreo-massonico” ordito su scala mondiale. E’ questa un’interpretazione di marca nazi-fascista attualmente molto in voga, in quanto è accreditata non solo presso quei settori che fanno tradizionalmente capo alla destra estrema e radicale, ma incontra vasti consensi e adesioni anche presso frange vagamente riconducibili all’area multiforme ed eterogenea dell’antagonismo ideologico politico che abitualmente viene apostrofato in modo dispregiativo come “rosso-bruno”.&lt;br /&gt;Capita di avere frequenti scambi di opinione con presunti o sedicenti compagni, i quali sono realmente convinti che la crisi economica sarebbe stata causata intenzionalmente dai padroni delle grandi banche e dai signori dell’alta finanza, esponenti di comitati d’affari e di potere: per intenderci, si tratta di mostruose società bancarie e finanziarie come la famigerata Goldman Sachs, il turpe Club Bildeberg, l’abominevole Commissione Trilaterale e via discorrendo. Sono deduzioni capaci di suggestionare e convincere una particolare tipologia di utenti del web, un’ampia percentuale dell’opinione pubblica internauta, forse perché quel genere di tesi sembra corrispondere alla realtà delle cose. Sembra, ma la realtà non è mai (o quasi mai) come risulta dalle circostanze apparenti.&lt;br /&gt;Di norma, le insinuazioni dietrologiche attingono a fonti di natura fascista o cripto-fascista, piuttosto che fascio-comunista o “rosso-bruna”, come si usa dire oggi. Infatti, tali argomentazioni sono promosse soprattutto da parte di soggetti e formazioni politiche che si richiamano palesemente all’ideologia fascista e leghista. Tuttavia, nell’attuale fase storica, la confusione ideologica è talmente sovrana che simili illazioni finiscono per riscuotere simpatie persino a sinistra, in ambienti e movimenti politici che dichiarano di ispirarsi alla storia e alla cultura della cosiddetta “sinistra antagonista”.&lt;br /&gt;Probabilmente, la “misteriosa” ragione che consente di spiegare il successo di simili teorie, risiede nell’immediatezza e nella facilità di comprensione che discendono dal loro carattere riduttivo e semplicistico. Non a caso, tali asserzioni si limitano a cogliere e denunciare solo i momenti esterni dei fenomeni, ma non riescono a penetrare in profondità, non vanno a ricercare le cause ultime, per scoprire l’origine dei processi. Al contrario, la visione dialettica, organica e totale, propria del materialismo storico anche in versione volgare, suggerisce di esplorare al di là delle manifestazioni esteriori, oltrepassando la fenomenologia superficiale, cioè i dati e gli aspetti epifenomenici, per desumere le contraddizioni strutturali che si riparano sotto un cumulo di orpelli e artifizi apparenti e che rappresentano le cause reali di un fenomeno storicamente determinato.&lt;br /&gt;Riprendendo il tema iniziale, che concerne la crisi economica in corso, il pensiero di provenienza marxista non pretende affatto di porsi in termini esaustivi o definitivi, ma è in ogni caso superiore, sia intellettualmente che scientificamente, dialetticamente e qualitativamente, rispetto ai comodi stereotipi, alle banali percezioni e persuasioni comuni, alle teorie complottistiche di matrice para-fascista o cripto-fascista, e rispetto altresì alle idee ufficialmente accettate e sponsorizzate dalle élite capitaliste. L’analisi marxista non si accontenta di registrare ed esaminare i fenomeni superficiali, ma investiga a fondo i processi, per estrapolare le radici profonde e sviscerare le effettive dinamiche delle crisi capitalistiche, che costituiscono un elemento storico ricorrente. In tal senso, muovendo da informazioni e indizi rilevati costantemente, l’interpretazione marxista permette ed impone di indagare in profondità i devastanti fenomeni di crisi che sconvolgono periodicamente il sistema capitalista, fornendo una versione estremamente attendibile, rigorosa e razionale, che è senza dubbio più vicina e rispondente alla realtà rispetto alle varie concezioni pseudo-scientifiche, ai numerosi luoghi comuni, alle vulgate nazional-popolari e alle ottuse dietrologie propagandate dalla feccia fascistoide.&lt;br /&gt;Provo a ricostruire, se possibile, in una sintesi sommaria, inevitabilmente semplificata, le linee essenziali dell’analisi marxista (ma sarebbe più corretto dire marxiana) delle crisi capitaliste. A partire dalla tendenza intrinsecamente e peculiarmente capitalistica, cioè la tendenza alla sovrapproduzione e al sottoconsumo, al crollo periodico del saggio di profitto. Si tratta di una poderosa e imponente teoria scientifica esposta nel Capitale di Marx e basata, com’è noto, sul metodo dialettico e sulla filosofia storico-materialista.&lt;br /&gt;L’impianto teorico-scientifico di scuola marxista, più esattamente di impronta marxiana, utile a comprendere e spiegare anche l’odierna crisi capitalistica, procede a rilevare e investigare un complesso di fatti significativi e cicli storici ricorrenti, che possono configurarsi come “leggi”, da intendersi in chiave non meccanicistica, né deterministica, bensì in un’ottica dialettica che comprende la totalità delle contraddizioni immanenti nella realtà storica, tra cui il fenomeno più frequente e rilevante è costituito senza dubbio dalla cosiddetta “caduta tendenziale del saggio di profitto”. Il saggio di profitto è semplicemente il valore medio che si può dedurre dall’insieme degli utili capitalistici individuali. E’ la stessa concorrenza tra i singoli capitalisti che finisce per ottenere un risultato che è opposto alle intenzioni, perciò invece di aumentare, i profitti crollano. Si evince che l’eventualità della crisi è insita nell’anarchia strutturale che caratterizza il modo di produzione capitalistico. Per tale ragione i profitti e, di conseguenza, i salari, tendono a diminuire, quantomeno in termini relativi, ovvero in rapporto con l’inflazione, e non come valore monetario nominale, vale a dire in termini di valore assoluto. Ma la causa ultima delle crisi che investono periodicamente l’economia capitalista, risiede nell’impoverimento progressivo dei lavoratori, i quali formano la massa dei consumatori.&lt;br /&gt;La radice nascosta delle crisi capitalistiche affonda nel problema del sottoconsumo, cioè nella contrazione crescente dei consumi di massa, un elemento che agisce in aperto contrasto con la tendenza del mercato ad estendere il bacino dei consumatori. Pertanto, anche l’attuale crisi è stata generata da fenomeni di sovrapproduzione e sottoconsumo, che si ripetono &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-6gQddKuQ-G4/TwC001q-p6I/AAAAAAAALzM/2VSCcrELdmo/s1600/Salari%2Bitaliani_senza_soldi.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 258px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-6gQddKuQ-G4/TwC001q-p6I/AAAAAAAALzM/2VSCcrELdmo/s320/Salari%2Bitaliani_senza_soldi.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5692748748849850274" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ciclicamente nella storia del capitalismo moderno. In altri termini, tutto ciò significa che il modo di produzione capitalistico, concepito tout court, al di là dei rivestimenti e delle manifestazioni esteriori, o delle forme organizzative, a prescindere dalla fenomenologia superficiale, racchiude in sé le cause latenti della crisi in corso, come di quelle precedenti. Cause che si annidano in profondità, nelle disfunzioni e nelle incongruenze irrazionali e di ordine strutturale, in quanto connaturate al sistema stesso.&lt;br /&gt;L’unica alternativa per scongiurare eventuali scenari catastrofici, è quella di una fuoriuscita globale e definitiva da un capitalismo destinato al collasso. Ciò significa restituire valore al lavoro collettivo, rilanciando la centralità del lavoro produttivo in un assetto di autogestione dei lavoratori. Non basta appropriarsi dei mezzi produttivi, né rovesciare il quadro dei rapporti di forza vigenti, ma occorre rivoluzionare il modo di organizzare e gestire la produzione stessa. Le aziende capitaliste sono nate per ricavare profitti privati, non per soddisfare le istanze vitali delle persone. E’ la loro natura intrinseca ad essere viziata. Perciò, bisogna riconvertire le imprese alla produzione di beni di prima necessità, cosicché il valore d’uso recuperi il suo antico primato sul valore di scambio, e l’autoconsumo delle unità produttive locali, politicamente autogestite in termini di democrazia diretta, si imponga sulle false esigenze consumistiche indotte dal mercato, evitando di subordinare i bisogni umani alle aride e spietate leggi del profitto.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Lucio Garofalo&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6617010577768309280-7490078735651433446?l=laclasseoperaia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/feeds/7490078735651433446/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6617010577768309280&amp;postID=7490078735651433446' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/7490078735651433446'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/7490078735651433446'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/2012/01/la-realta-non-e-mai-come-sembra.html' title='LA REALTA&apos; NON E&apos; MAI COME SEMBRA'/><author><name>Riccardo Di Palma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07016977001527571666</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_ESHXVLfeB_E/SO5qOT68TuI/AAAAAAAAA0o/q2K88kT8llc/S220/Rickivariop.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-kbeyRXWIYm8/TwC0o4fuYrI/AAAAAAAALzA/gFmtbJXbX-4/s72-c/capitalism%2Blucchetto%2Brotto.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6617010577768309280.post-2209207446061718030</id><published>2011-12-30T10:01:00.000-08:00</published><updated>2011-12-30T11:57:02.989-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica Nazionale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='crisi'/><title type='text'>L'ANNO CHE NON VERRA'</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Da sempre Capodanno rappresenta Il simbolico spartiacque fra un anno che sta morendo, con tutto il suo carico di accadimenti (buoni e cattivi) ed uno che st&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-jtuVtTlSBC8/Tv4Xf49KPwI/AAAAAAAALy0/FW4CtKJFwBg/s1600/Monti%2Bcapodanno.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-jtuVtTlSBC8/Tv4Xf49KPwI/AAAAAAAALy0/FW4CtKJFwBg/s320/Monti%2Bcapodanno.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5692012815675178754" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;a nascendo, vestito per l’occasione di carezzevoli illusioni e condito di languide speranze. Una sorta di limbo dove rimanere per un istante sospesi fra il prima e il poi, a tracciare bilanci di vita e sognare vite che non ci apparterranno mai, prima che la giostra del divenire stemperi l’attimo ed il futuro si faccia presente, riportandoci alla realtà.&lt;br /&gt;Guardare al 2012 che arriva, ostentando speranza ed ottimismo rappresenta però, più che in altre occasioni, un’esperienza dedicata a pochi intimi, dal momento che la ratio e la matematica ci riporterebbero immediatamente sulla terra, rendendoci consapevoli del fatto che il nuovo anno sarà molto peggiore del precedente, essendo state poste tutte le basi (ma proprio tutte) perché ci si ritrovi a rimpiangere gli ultimi dodici mesi, nonostante abbiano rappresentato il gradino più basso della storia recente nazionale ed internazionale.&lt;br /&gt;In Italia nel lasso di tempo di un paio di settimane è stata alienata ogni residua e fittizia illusione di democrazia e le banche, nella persona dell’usuraio Monti, hanno di fatto esautorato i camerieri politici dal loro ruolo di mestieranti della commedia, ridimensionandoli ad arredamento del palazzo, oltretutto molto costoso e kitsch......&lt;br /&gt;Il problema in sé potrebbe apparire di secondaria importanza, dal momento che il bestiario politico da tempo immemorabile prendeva ordini dal padrone, ma purtroppo così non è, perché dovendo il servo politico confrontarsi ogni 5 anni con il teatrino elettorale, si trovava giocoforza costretto a svolgere una minima opera di mediazione. E’ pur vero che il sistema monopartitico creato in occidente scimmiottando il modello americano garantiva ampi margini di sicurezza, privando il cittadino di qualsiasi possibilità di scegliere realmente, così come è vero che la classe politica aveva ormai assunto un carattere puramente autoreferenziale.&lt;br /&gt;Ma è altrettanto lapalissiano il fatto che qualsiasi governo politico avesse inteso mandare i cittadini a vivere sotto i ponti, togliendo loro il proprio patrimonio e la possibilità di sostentarsi economicamente, avrebbe trovato comunque qualche difficoltà nel perpetrarsi nel tempo.&lt;br /&gt;Monti e la congrega di banchieri da lui rappresentati non sono espressione delle urne e con le urne non dovranno confrontarsi mai. Incarnano esclusivamente i grandi interessi finanziari, sono servi alle dipendenze del denaro e il denaro non è dotato di sensibilità sociale, non è incline alle mediazioni, non deve moderarsi temendo di perdere voti, non possiede sentimenti e neppure pietà. Persegue un solo scopo, moltiplicarsi all’infinito nella manier&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-INzAQnc_6ac/Tv4B0infRZI/AAAAAAAALyo/XBMxvoe_gxU/s1600/Monti%2Bno%2Bnuove%2Bmanovre%2Bci%2Btira%2Bsotto%2Bdritto.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 207px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-INzAQnc_6ac/Tv4B0infRZI/AAAAAAAALyo/XBMxvoe_gxU/s320/Monti%2Bno%2Bnuove%2Bmanovre%2Bci%2Btira%2Bsotto%2Bdritto.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5691988981200143762" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;a più rapida possibile, poco importa quali siano i costi in termini di macelleria sociale, dal momento che conosce un solo costo, quello monetario.&lt;br /&gt;La dittatura del denaro è in assoluto la peggior forma di governo possibile, nel 2011 ne abbiamo avuto un primo assaggio con la soppressione delle pensioni per tutte le nuove generazioni (e buona parte delle vecchie), l’aumento indiscriminato di tasse e costi a carico di una popolazione già fortemente impoverita, la riduzione delle opportunità di lavoro. Ma solo nel 2012 saremo in grado di apprezzare la reale dimensione del disastro che sta precipitando sulle nostre teste e il contatto con la realtà risulterà con tutta probabilità drammatico.&lt;br /&gt;Il 2011 è stato anche l’anno in cui si è dovuto prendere coscienza della disarmante vulnerabilità dei cittadini qualora intendano difendere il territorio in cui vivono da grandi e piccole opere di devastazione ambientale. L’illusione (da me più volte condivisa) che una popolazione fortemente determinata e con la forza dei numeri potesse opporsi alle ruspe ed ai cantieri si è palesata di fatto priva di fondamento. Non esistono più remore nel bastonare cittadini inermi e quando monta la protesta le forze dell’ordine sono disposte ad uccidere, senza che la stampa e l’opinione pubblica considerino la cosa disdicevole.&lt;br /&gt;In una situazione di questo genere ogni forma di resistenza fisica, più o meno pacifica, non può che risultare perdente, dal momento che si tratta di un confronto impari, dove chi mena ti può anche ammazzare restando dalla parte della ragione.&lt;br /&gt;Non è un caso che tutte le opere più controverse siano state costruite o cantierizzate con l’uso della violenza, dalla base militare americana Dal Molin al TAV in Val di Susa, passando attraverso inceneritori, autostrade, centrali a carbone, turbogas e chi più ne ha ne metta.&lt;br /&gt;Ai cittadini non resta altra via che protestare con le bandierine attraverso cortei pacifici (che magari contribuiscono a creare la carriera di qualche politico o sindacalista d’accatto) nell’attesa che l’opera sia completata, o confrontarsi militarmente con "soldati" che arrivano dall’Afghanistan, con la consapevolezza che quando ti ritroverai in ospedale verrai tacciato come una “bestia violenta” che ha ricevuto ciò che si meritava.&lt;br /&gt;Ma il 2011 è stato anche l’anno dello sdoganamento definitivo delle guerre di conquista coloniale attraverso il metodo della rivoluzione colorata, costruita, finanziata e pilotata dal colonizzatore.&lt;br /&gt;La Libia ha dimostrato chiaramente come la pratica garantisca ampie prospettive di successo a fronte di costi economici tutto sommato esigui. In pochi mesi un prospero paese è stato distrutto, chi lo governava da decine di anni ammazzato come un cane, i civili che lo sostenevano sterminati in massa. Il tutto senza che nessuno avesse nulla da obiettare e con la compiacenza di tutte le istituzioni internazionali, ormai palesemente braccio burocratico della colonizzazione occidentale.&lt;br /&gt;Dopo l’inferno libico la strada è tracciata e c’è da scommettere che i prossimi inferni saranno ancora peggiori e, se possibile, perfino più raccapriccianti.&lt;br /&gt;E’ stato anche l’anno dei droni, usati in maniera sempre più massiccia per sterminare le popolazioni, mentre all’altro capo del mondo un ragazzotto si cimenta con il joystik come si trattasse di un videogame. Delle telecamere ormai più numerose delle vetrine che filmano ogni attimo della tua vita. Della guerra al contante, con l'imposizione agli anziani pensionati di aprire un conto corrente. Dei movimenti che s’indignano a comando. Dei benpensanti che difendono la costituzione quando hanno interes&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-hblNYW-MbrA/Tv4Be8go9gI/AAAAAAAALyc/nwjIiXGRMO0/s1600/anno-nuovo.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 230px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-hblNYW-MbrA/Tv4Be8go9gI/AAAAAAAALyc/nwjIiXGRMO0/s320/anno-nuovo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5691988610193618434" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;si per farlo, ma ne dimenticano l’esistenza subito dopo. Della farsa dei referendum, studiati ad arte per raggirare chi votava. Del disastro di Fukushima, troppo presto caduto nell'oblio. Dell'assassinio dell'ologramma di Bin Ladin. Dei troppi “movimenti” che avevano fatto delle piazze le loro case quando governava Berlusconi, ma sono evaporati con l’arrivo di Monti. Dei sindacati che dopo avere svenduto tutto non sanno più cosa mettere in saldo e dei saldi ormai anticipati a Capodanno, perché iniziarli a Natale potrebbe risultare disdicevole.&lt;br /&gt;In alto i calici e brindiamo, a cosa? Ad una morte inconsapevole con il sorriso sulle labbra, che in fondo è meglio di quando te l’aspetti.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Marco Cedolin&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6617010577768309280-2209207446061718030?l=laclasseoperaia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/feeds/2209207446061718030/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6617010577768309280&amp;postID=2209207446061718030' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/2209207446061718030'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/2209207446061718030'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/2011/12/lanno-che-non-verra.html' title='L&apos;ANNO CHE NON VERRA&apos;'/><author><name>Riccardo Di Palma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07016977001527571666</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_ESHXVLfeB_E/SO5qOT68TuI/AAAAAAAAA0o/q2K88kT8llc/S220/Rickivariop.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-jtuVtTlSBC8/Tv4Xf49KPwI/AAAAAAAALy0/FW4CtKJFwBg/s72-c/Monti%2Bcapodanno.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6617010577768309280.post-6172191370569574774</id><published>2011-12-29T09:21:00.000-08:00</published><updated>2011-12-29T09:41:14.774-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='precariato'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavoro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='crisi'/><title type='text'>IL LOBBYING DELLE BANCHE DIETRO LA FLEXSECURITY</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un po' alla volta il governo Monti sta smentendo il suo presunto s&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-bSWSRWFB3B0/TvymJLpYslI/AAAAAAAALyE/SwbdM9lFPjg/s1600/Crisi%2BSANGUE%2BDEI%2BVINTI.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 219px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-bSWSRWFB3B0/TvymJLpYslI/AAAAAAAALyE/SwbdM9lFPjg/s320/Crisi%2BSANGUE%2BDEI%2BVINTI.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5691606705764872786" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;tile istituzionale, lasciandosi andare alle provocazioni tipiche di chi non abbia intenti trasparenti. La sortita del ministro Elsa Fornero sull'abolizione dell'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, non solo ricalca le performance a cui ci aveva già abituato il suo predecessore Sacconi, ma ha seguito anche un rituale ormai scontato nei minimi dettagli.&lt;br /&gt;Dopo le ovvie reazioni dei sindacati, il ministro ha esibito infatti il consueto vittimismo arrogante. Nelle sue esibizioni televisive, la Fornero ha fatto venire in mente le parole di fra Cristoforo che descrivono l'atteggiamento del potente malintenzionato: "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Può adirarsi che tu mostri sospetto di lui, e, nello stesso tempo, farti sentire che quello di che tu sospetti è certo: può insultare e chiamarsi offeso, schernire e chiedere ragione, atterrire e lagnarsi, essere sfacciato e irreprensibile.&lt;/span&gt;"&lt;br /&gt;L'articolo 18 dello &lt;a href="http://www.dplmodena.it/statuto_dei_lavoratori.htm"&gt;Statuto dei Lavoratori&lt;/a&gt; in sé non ha nulla a che vedere con la cosiddetta flessibilità dato che si trova nel Titolo II, che tratta "della libertà sindacale", cioè stabilisce le modalità di reintegro nel posto di lavoro nei casi di chiaro intento discriminatorio per motivi sindacali, politici o religiosi, previsti all'articolo 15. Nello stesso Titolo II c'è anche l'articolo 17, che fa divieto ai padroni di costituire sindacati di comodo, un articolo che non risulta sia mai stato applicato.&lt;br /&gt;L'attacco all'articolo 18 ha quindi una valenza pretestuosa e propagandistica, che implica in effetti un attacco alla stabilità del rapporto di lavoro, cioè mira all'istituzione della cosiddetta &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"flexsecurity": una precarizzazione di massa&lt;/span&gt;. I lobbisti cantori della flexsecurity - fra cui si distingue per zelo l'onnipresente Pietro I(n)chino - promettono mirabilie, tra le quali la certezza per il lavoratore di guadagnare di più; ma si tratta di retorica priva di pezze d'appoggio.&lt;br /&gt;Nei suoi progetti di legge, I(n)chino arriva sino a proporre un preavviso al licenziamento che potrebbe giungere ad un massimo di dodici mesi, e poi corsi di formazione, ricollocazioni, ecc.; il tutto in base ad una figura idealizzata di imprenditore, previdente, preveggente e premuroso. Non si capisce poi perché il padronato dovrebbe accettare davvero tutti questi vincoli al licenziamento visto che, in base alla &lt;a href="http://www.lavoro.gov.it/NR/rdonlyres/0ADB71B0-289C-4ADD-AE82-7BAC28013AF2/0/19910723_L_223.pdf"&gt;Legge 223 del 1991&lt;/a&gt; sulla mobilità, può già disfarsi dei lavoratori come e quando vuole.&lt;br /&gt;Non è un caso che Confindustria dia il suo entusiastico appoggio allo slogan della flexsecurity, ma poi si guardi bene dal prendere impegni precisi. In base al grado di concretezza che esibisce nelle sue &lt;a href="http://www.pietroichino.it/?p=17835"&gt;argomentazioni&lt;/a&gt;, I(n)chino avrebbe potuto spingersi anche a promettere ai lavoratori che la flexsecurity possa far ricrescere i capelli.&lt;br /&gt;A quanto se ne sa, il governo Monti vorrebbe spacciare la flexsecurity come provvedimento per la "crescita", ma l'unico risultato certo della flexsecurity prospettato sinora, riguarda il vincolare la vita del lavoratore a delle "card", così descritte in un &lt;a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=302&amp;amp;ID_articolo=62&amp;amp;ID_sezione=686&amp;amp;sezione"&gt;articolo&lt;/a&gt; su "La Stampa" dello scorso anno: "Smart card. (...) la “flex security card”, una smart card con microchip, che consente l’ingresso nel mondo dei servizi di orientamento e contiene i dati personali crittografati e un borsellino elettronico ricaricabile (e-valet) per acquisti di servizi di “life long learning”, cioè di orientamento e di apprendimento continuo."&lt;br /&gt;Insomma, si sta parlando di un servizio di carte di credito obbligatorie, che rappresenterebbero l'unico filo di continuità nel rapporto lavorativo; un business delle carte di credito ovviamente gestito dalle banche. Le banche sono universalmente odiate e disprezzate, ma è l'infanzia della politica a misurare il potere reale sulla base del consenso o della popolarità. La potenza ideologica del lobbying bancario sta invece nella sua capacità di dissimularsi, cioè nel creare i fantasmi di emergenze (il default, la rigidità del lavoro, ecc.), per presentare la soluzione al "problema" sempre e solo dal punto di vista degli interessi delle banche, lasciando però questi interessi in ombra o sullo sfondo. I lobbisti delle banche si celano fra le persone più insospettabili ed in tutti gli anfratti delle istituzioni.&lt;br /&gt;Ipotesi complottiste? No, &lt;a href="http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;amp;langpair=en%7Cit&amp;amp;u=http://www.fms.treas.gov/news/press/financial_agent.html"&gt;parola del Tesoro statunitense&lt;/a&gt;: "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Dipartimento del servizio di gestione finanziaria del Tesoro (FMS) ha designato Comerica Bank come suo agente finanziario a una nuova iniziativa per dare a milioni di americani unbanked la possibilità di utilizzare una carta di debito prepagata per la ricezione di sicurezza sociale e altri pagamenti delle prestazioni federali. Il "Direct Express ®" carta offre un'alternativa più sicura e più conveniente per assegni cartacei. Comerica Bank è stata selezionata, in parte, a causa della sua esperienza di emittente della carta prepagata per milioni di beneficiari di prestazioni, in particolare per i programmi di governo statale.&lt;/span&gt;"&lt;br /&gt;Si trattava di distribuire denaro pubblico, perciò il Tesoro statunitense avrebbe potuto istituire, con minori costi, una propria card; ma nel 2008 il Tesoro ha deciso lo stesso di riconvertire l'assistenza per i poveri in assistenza a favore dei ricchi. Insomma, alla fine sono sempre i poveri a dover versare l'elemosina ai ricchi. La beneficiata nella circostanza è &lt;a href="http://translate.google.it/translate?hl=it&amp;amp;sl=en&amp;amp;u=http://www.comerica.com/&amp;amp;ei=-yf4TqOONMOg4gTricmNCA&amp;amp;sa=X&amp;amp;oi=translate&amp;amp;ct=result&amp;amp;resnum=1&amp;amp;ved=0CC8Q7gEwAA&amp;amp;prev=/search%3Fq%3Dcomerica%2Bbank%26hl%3Dit%26rlz%3D1W1ACAW_itIT338%26prmd%3Dimvns"&gt;Comerica Bank&lt;/a&gt;, un grosso e secolare istituto di credito texano, che ha la sua sede centrale a Dallas.&lt;br /&gt;Potrebbe essere lo spunto per una nuova serie televisiva di "Dallas". I discendenti di J.R., invece di occuparsi del business del petrolio, si dedicherebbero a quello che si prospetta come il maggiore business degli anni 2000: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;lo sfruttamento della crescente miseria&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Comidad&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6617010577768309280-6172191370569574774?l=laclasseoperaia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/feeds/6172191370569574774/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6617010577768309280&amp;postID=6172191370569574774' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/6172191370569574774'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/6172191370569574774'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/2011/12/il-lobbying-delle-banche-dietro-la.html' title='IL LOBBYING DELLE BANCHE DIETRO LA FLEXSECURITY'/><author><name>Riccardo Di Palma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07016977001527571666</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_ESHXVLfeB_E/SO5qOT68TuI/AAAAAAAAA0o/q2K88kT8llc/S220/Rickivariop.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-bSWSRWFB3B0/TvymJLpYslI/AAAAAAAALyE/SwbdM9lFPjg/s72-c/Crisi%2BSANGUE%2BDEI%2BVINTI.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6617010577768309280.post-2604416515091539410</id><published>2011-12-28T12:10:00.000-08:00</published><updated>2011-12-28T12:44:34.276-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica Nazionale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='salari'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pensioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Economia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica internaz.'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavoro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='crisi'/><title type='text'>"EQUA" RIPARTIZONE DEI "SACRIFICI" SUGLI STRATI DELLA CLASSE PROLETARIA</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il presidente della Repubblica ha invitato il “popolo sovrano” a preservare (?) lo sviluppo dell’amata Patria “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;con sacrifici anche per i ceti meno abbienti e più deboli&lt;/span&gt;”.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-1rEFVuOMntI/Tvt9o89VDtI/AAAAAAAALxg/S1p7tksRVNI/s1600/napolitano_cuoco_ue_thumb.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 290px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-1rEFVuOMntI/Tvt9o89VDtI/AAAAAAAALxg/S1p7tksRVNI/s320/napolitano_cuoco_ue_thumb.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5691280696624352978" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;A questo punto, e alla presenza di “concetti” così nobilmente espressi dal Capo dello Stato, ci sia almeno consentito rispettosamente di “esternare” tutta la nostra… perplessità sui pensieri emanati da una tanto nobile figura costituzionale: veniamo, infatti, alle attuali stangate che si abbattono sui proletari e sulle loro famiglie.&lt;br /&gt;Si salvi chi può! Secondo Adusbef e Federconsumatori, la “manovra salvifica“ del governo Monti avrà ricadute fino al 2014 pari a 1.129 euro l’anno a famiglia, che, sommando le misure 2011 del precedente governo Berlusconi, saliranno a 3.160 euro l’anno. Incideranno sulle capacità di consumo in termini “devastanti” pari al 7,6 per cento annuo.&lt;br /&gt;Si tratta — così viene precisato — di “ri cadute” comprensive di tagli e imposte, fra cui aumenti dell’Iva, l’Imu sulla casa, le accise sulla benzina, bollo sui depositi, eccetera. E le Associazioni di lor signori sono costrette ad ammettere che:&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;"&lt;span style="font-style: italic;"&gt;una delle conseguenze di mancati interventi a sostegno delle famiglie  con redditi medio-bassi (attraverso politiche fiscali e sostegni  sociali) sarà quello di accentuare la recessione economica e le  diseguaglianze nella distribuzione della ricchezza.&lt;/span&gt;"&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Recessione già pienamente in atto e ora ufficialmente confermata dall’Istat.&lt;br /&gt;Tutto questo senza considerare la successiva stangata che sta per abbattersi coi provvedimenti che sono al varo del Governo tecnico (fra cui i “geni” della Bocconi) e dedicati al lavoro (siamo o non siamo una Repubblica fondata sul lavoro salariato e sul suo sfruttamento per sviluppare lo sviluppo del capitale, del profitto e della ricchezza altrui?) e al rilancio della crescita di questo vampiro succhia sangue che altro non è che il modo di produzione e distribuzione capitalistico.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’eterogeneo schieramento politico della classe dirigente (leggi: borghesia) nelle sue fazioni di destra, sinistra e centro, tutte lautamente stipendiate per affollare Camera e Senato, fa buon viso (debitamente mascherato) al ricatto che quotidianamente i despota del bel mondo finanziario ci impongono. Un ricatto che consente alla borghesia di mantenere tutti i suoi poteri, mentre salariati, pensionati, disoccupati e relative famiglie versano lacrime amare. Le varie operazioni avvengono a capo chino, s’intende, per non disturbare la Banca europea nella conduzione (sempre per il bene del popolo sovrano, ovvero per la maggioranza dei sudditi di sua Maestà il Capitale) delle sue sporche manovre volte ad una adeguata remunerazione della massa di capitali che s’aggira sopra le nostre teste.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Gli ultimi provvedimenti di questi giorni concedono alla Bce e alla Banche centrali dei vari Stati il benestare per la concessione a tutte le altre banche di prestiti (durata 36 mesi) per un tetto di 2.000 miliardi di euro. Lo faranno in cambio di obbligazioni da loro emesse, di titoli dei debiti sovrani al valore di rating e di crediti cartolarizzati. Tutto al tasso dell’1%, quindi il differenziale tra questo costo dei prestiti e il rendimento delle aste dei debiti sovrani in scadenza (con interessi in media attorno al 6% e più) diventa più che allettante per le banche e per i loro acquisti di titoli col denaro ricevuto in prestito. Immediatamente (21 dicembre) sono stati messi a disposizione dalla Bce 500 miliardi di euro; gli italici istituti hanno intascato 116 mld con 40 mld di titoli in garanzia. In alto i cuori: si prospettano ottimi investimenti finanziari e speculativi!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Rimane il problema di un “rilancio della domanda” di merci sui mercati. L’Italia, con il neo ministro dello Sviluppo, Passera, parla di giocare in extremis la carta del finanziamenti a infrastrutture (ferrovie, porti, strade, forse qualche scuola e qualche carcere…), affinché le merci… corrano meglio e più in fretta verso acquirenti solvibili sempre in calo. Intanto si taglia e si “riforma”, cioè si riducono spese inutili e sprechi. Gli esperti del Bel Paese calcolano possibili risparmi dai 10 ai 15 miliardi di euro. La ricetta è fatta con formule d’obbligo che la classe dirigente lancia da decenni come cortina fumogena a copertura dell’arrosto che divora.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il ministro del Welfare, Fornero, in preghiera davanti al suo totem privato — salviamo il dio profitto! - invita gli altri ad abbattere i propri totem (ma son sempre i medesimi…) e i sindacati a fare “discussioni intellettualmente oneste e aperte”. Su queste basi… fantomatiche il dialogo da una parte e dall’altra è certamente impossibile e la “battaglia verbale” non può che svolgersi a bassi livelli. D’altra parte la Fornero ha una sua logica (che è quello del capitale, sia chiaro): affinché sia “permesso” ai giovani di entrare nel mercato del lavoro, “con una retribuzione bassa….”, occorre fargli posto consentendo alle imprese di licenziare chi, per la sua anzianità e per la “rigidità” del suo contratto, costa troppo e fisicamente, data l’età produce anche meno. Qui il discorso segue un filo logico, quello del capitale, indubbiamente impeccabile. E dietro una querelle di questo spessore, sotto le bandiere dell’equità generazionale, la Confindustria (Centro studi) interviene con toni drammatici: si prevede per il 2012 un crollo dell’1,6% del Pil e un forte aumento della disoccupazione. Rispetto agli inizi del 2008 si valuta che vi saranno 800.000 occupati in meno. Viene data come&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;"&lt;span style="font-style: italic;"&gt;molto probabile […] una attenuazione del reintegro delle persone in Cig e l’aumento dei licenziamenti, con un tasso di diso&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;ccupazione che p&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;otrà raggiungere il 9%.&lt;/span&gt;"&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;(Aggiungiamo: quello ufficiale, poiché nella realtà si salirà almeno al 12% e più!) I più colpiti saranno come sempre i giovani e fra di essi quelli con una minore istruzione. E’ probabilmente che proprio per questi motivi Governo e Confindustria si apprestano a stracciare quel che rimane, anche formalmente, dell’articolo 18 affinchè la cifra degli 800mila occupati in meno possa essere raggiunta in tutta tranquillità!&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quanto al Pil, fino al 2013 vi saranno soltanto diminuzioni, come s’è detto (e senza aumenti di Pil il capitalismo agonizza!). La ripresa, si spera, sarà solo dello 0,6% nel 2013… Come se non &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-JDeWrGLlgDw/Tvt_hBR677I/AAAAAAAALx4/LMgd9BLjjbU/s1600/Monti%2BDracula.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 230px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-JDeWrGLlgDw/Tvt_hBR677I/AAAAAAAALx4/LMgd9BLjjbU/s320/Monti%2BDracula.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5691282759368765362" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;bastasse, si fa osservare da parte degli industriali che si tratterebbe di uno&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;"scenario ottimistico [… basato] sull’idea e la speranza che la crisi  dell’area dell’euro venga superata rapidamente, che ci consenta di  bloccare il credit crunch e che rientrino rapidamente le tensioni sui  tassi d’interesse a lungo termine, con il rendimento dei Btp sotto il 5%  entro la primavera…"&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se poi dovesse addirittura crollare l’euro, allora “si salvi chi può”: vi potrebbe essere&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;"un tracollo del Pil tra il 25-50% e una perdita tra i 6 e i 9 milioni di posti di lavoro per ciascun Paese."&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Un default generale, con un deragliamento della stessa “locomotiva” tedesca.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;Ben scavato, vecchia talpa!&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Davide Casartelli&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6617010577768309280-2604416515091539410?l=laclasseoperaia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/feeds/2604416515091539410/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6617010577768309280&amp;postID=2604416515091539410' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/2604416515091539410'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/2604416515091539410'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/2011/12/equa-ripartizone-dei-sacrifici-sugli.html' title='&quot;EQUA&quot; RIPARTIZONE DEI &quot;SACRIFICI&quot; SUGLI STRATI DELLA CLASSE PROLETARIA'/><author><name>Riccardo Di Palma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07016977001527571666</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_ESHXVLfeB_E/SO5qOT68TuI/AAAAAAAAA0o/q2K88kT8llc/S220/Rickivariop.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-1rEFVuOMntI/Tvt9o89VDtI/AAAAAAAALxg/S1p7tksRVNI/s72-c/napolitano_cuoco_ue_thumb.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6617010577768309280.post-7073093820835964696</id><published>2011-12-27T09:22:00.000-08:00</published><updated>2011-12-27T10:06:32.913-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica Nazionale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sindacato'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='salari'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pensioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavoro'/><title type='text'>UN ALTRO "CICLO DI VITA"</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Capiamolo bene: questi tecnici piovuti da Marte sono qui per riformarci il “ciclo di vita”.&lt;br /&gt;L'espressione è sfuggita per la prima volta al ministro più esposto de&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-qqoeor7_IhE/TvoIgVFdS6I/AAAAAAAALxU/x0cqj8-EBxY/s1600/Monti%2Bbisturi.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-qqoeor7_IhE/TvoIgVFdS6I/AAAAAAAALxU/x0cqj8-EBxY/s320/Monti%2Bbisturi.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5690870430644915106" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;l governo, quella Elsa Fornero che - occupandosi di pensioni e lavoro – proprio non può nascondere le proprie deliberazioni sotto lo spesso tappeto delle questioni solo “tecniche”. Ogni sua mossa tocca infatti immediatamente “il ciclo di vita” di ognuno di noi. Ci fa male, insomma.&lt;br /&gt;Ma che vuole dire? Lasciamo al loro delirio i sacerdoti della ”biopolitica”, che hanno trovato qui un gancio cui appendere formulazioni fantasiose e stantie sulla presunta “novità” della politica post-moderna: il “disciplinamento e messa a valore dei corpi”. Come se la politica - nell'ultimo milione di anni - si fosse occupata di cose diverse dall'organizzazione delle popolazioni e dalla redistribuzione delle richezza prodotta secondo (mutevoli e mutabili) rapporti di forza tra le classi sociali... Ossia di esseri umani, corpulenti o macilenti, gaudenti o dolenti.&lt;br /&gt;L'&lt;a href="http://www.corriere.it/editoriali/11_dicembre_22/ferrera-generazioni-prive-difese_96b8d8f0-2c64-11e1-a06d-72efe21acfe6.shtml"&gt;editoriale&lt;/a&gt; di Maurizio Ferrera sul Corsera ha il pregio di dare qualche concretezza a un'espressione un po' troppo rarefatta, attaccando il sistema di welfare in vigore in Italia. I punti dolenti di questo sistema sono davvero molti, ne facciamo tutti esperienza ogni giorno. E' vero, “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;L'ingresso nel mercato del lavoro è un calvario, quasi privo di accompagnamenti che non siano quelli familiari e clientelari. Quando si esce dalla casa dei genitori, quando arrivano i figli, quando si cerca di conciliare famiglia e lavoro bisogna fare salti mortali: i servizi non ci sono. Durante la fase adulta solo la metà dei lavoratori italiani gode di prestazioni paragonabili a quelle degli altri Paesi Ue, gli altri si devono arrangiare come possono&lt;/span&gt;”.&lt;br /&gt;Possiamo forse contestarlo? Naturalmente no. Ma, come avrebbe detto Totò, quando un editoriale del Corsera sembra darci ragione deve essere letto fino in fondo, perché “voglio proprio vedere dove questo vuole arrivare”.&lt;br /&gt;Non troppo lontano. “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Invece di sostenere il ciclo di vita a partire dall'infanzia, con un occhio di riguardo per i più deboli, il welfare ha finora privilegiato la fase della vecchiaia, per giunta con eccessivo riguardo per i più f&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;orti&lt;/span&gt;”. Chi di noi non si indigna per l'assegno pensionistico percepito ogni mese da Amato o Ciampi, Draghi o Cirino Pomicino?&lt;br /&gt;Ma ce l'ha davvero con loro? Naturalmente no, ci mancherebbe... Ce l'ha con “l'improduttività” di chiunque resti fuori dal ciclo lavorativo, anziano o giovane che sia. Ma non si può prendersela con i giovani disoccupati che non riescono a iniziare a lavorare, né con i cinquantenni licenziati o cassintegrati che nessuno vuole assumere. E quindi meglio giocare l'antica carta delle divisione tra buoni e cattivi, tra giovani e anziani, tra “scoperti” e “protetti”.&lt;br /&gt;Lasciamo Ferrera al suo triste compito di imbonitore e osserviamo invece i tratti salienti del “disegno ambizioso” che questo governo vuol mettere in pratica. Il “ciclo di vita” viene a coincidere con il “ciclo di lavoro”, senza tregue che non siano dettate dalle crisi contingenti. Si può rimanere senza lavoro, se le aziende chiudono e riducono il personale. Ma non si può più avere diritto al riposo, al vivere una porzione anche piccola di vita liberata dalla prestazione salariata. A meno di non esser ricchi, ovviamente.&lt;br /&gt;E' assolutamente evidente che l'Italia non è la Danimarca o la Svezia. E che quindi la flexsecurity, qui, non avrebbe mai il grado di&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-n--kOz9R6b0/TvoGsbZC-DI/AAAAAAAALw8/z-NnUQtPrnI/s1600/Monti%2Bfase%2Bdue%2Bserve%2Bsterminare%2Bsopravvissuti%2Bfase%2Buno.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-n--kOz9R6b0/TvoGsbZC-DI/AAAAAAAALw8/z-NnUQtPrnI/s320/Monti%2Bfase%2Bdue%2Bserve%2Bsterminare%2Bsopravvissuti%2Bfase%2Buno.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5690868439472863282" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; copertura dei periodi di disoccupazione lassù assicurati (messi peraltro in discussione dal prolungarsi della crisi globale). E' assolutamente evidente, dunque, che la “riforma del ciclo di vita” – qui – si traduce in un obbligo alla precarietà generale. Un nuovo modello sociale, in definitiva, che non prevede spazi di autonomia, contrattazione, sottrazione di energia e tempo al diktat capitalistico della messa a valore.&lt;br /&gt;E' assolutamente evidente che da questa crisi pensano di poter uscire "riducendo il capitale in eccesso", ma che non possono usare la guerra come avvenuto fino all'avvento dell'arma nucleare. Parliamo della "guerra simmetrica", tra potenze di pari grado, in cui la distruzione di capitale altrui e di pare del proprio costituisce la condizione di riavvio di una nuova fase di espansione. Di struggere una Libia o in Iraq assicura riserve di petrolio, ma non aiuta "la ripresa", come si è visto. Eppure devono distruggere capitale in eccesso: finanziario, industriale, commerciale, umano. Quella "riforma del ciclo di vita" ha un significato molto più sinistro, insomma.&lt;br /&gt;E' assolutamente evidente, infine, che indietro non si torna. Di fronte a un assalto con queste ambizioni non ci si può illudere di “resistere” cercando di riannodare il filo di relazioni sindacali o partitiche già dissolte, alla ricerca del “recupero” di condizioni giuridiche e contrattuali ormai affossate. Da qui inizia una storia nuova, un conflitto sociale su altre basi, in cui la retorica dei diritti acquisiti deve lasciare progressivamente il campo alla pratica degli interessi da affermare. Non è semplice, ma non c'è altra strada. Ce lo dicono gli uomini della Trilateral paracadutati dentro Palazzo Chigi. Sarà bene prenderne atto.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Dante Barontini&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6617010577768309280-7073093820835964696?l=laclasseoperaia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/feeds/7073093820835964696/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6617010577768309280&amp;postID=7073093820835964696' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/7073093820835964696'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/7073093820835964696'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/2011/12/un-altro-ciclo-di-vita.html' title='UN ALTRO &quot;CICLO DI VITA&quot;'/><author><name>Riccardo Di Palma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07016977001527571666</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_ESHXVLfeB_E/SO5qOT68TuI/AAAAAAAAA0o/q2K88kT8llc/S220/Rickivariop.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-qqoeor7_IhE/TvoIgVFdS6I/AAAAAAAALxU/x0cqj8-EBxY/s72-c/Monti%2Bbisturi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6617010577768309280.post-6995403671527880483</id><published>2011-12-26T10:52:00.000-08:00</published><updated>2011-12-26T11:06:36.896-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Economia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='crisi'/><title type='text'>ANALISI DELLA MOSSA DELLA BCE</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Chi ci segue ricorderà che davamo come altamente probabile nei prossimi mesi un fallimento  a grappolo di alcune grandi banche europee. Aggiungevamo che questi fallime&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-mriprfrJK-U/TvjFhw9cHfI/AAAAAAAALww/WCx477k0K_A/s1600/banchieri%2Btruffa-debito-pubblico.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 213px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-mriprfrJK-U/TvjFhw9cHfI/AAAAAAAALww/WCx477k0K_A/s320/banchieri%2Btruffa-debito-pubblico.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5690515313051573746" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;nti avrebbero a loro volta potuto causare un default combinato dei debiti sovrani, tra cui quello italiano. Col che addio all'euro e all'Unione europea. Alcuni ci hanno rimproverato per questo, "siete i soliti catastrofisti!".&lt;br /&gt;Il recente prestito di ben 489 miliardi di euro fatto dalla Bce di Draghi alle banche europee è la prova, invece, che avevamo ragione. La Bce non avrebbe elargito questo ingente prestito (operazione denominata Ltro, acronimo che sta per Long Term Refinancing Operation) se questo crollo non fosse imminente.&lt;br /&gt;Con la liquidità ottenuta il sistema bancario non collasserà. Almeno per ora. Capodanno senza botto, collasso rimandato. Rimandato, non sventato. A due giorni dall'operazione  lo affermano non solo gli analisti, ma molti traders nonché, a garanzia dell'anonimato, diversi banchieri.&lt;br /&gt;La conferma che il sistema bancario europeo, non solo quindi dei Piigs, è sull'orlo del precipizio, è venuta nelle ore immediatamente successive al prestito della Bce.&lt;br /&gt;Gli ottimisti affermavano che questi quattrini le banche li avrebbero finalmente immessi nel circuito economico, a finanziare "la crescita". Aspetta e spera! Altri, più realisti, si aspettavano che con questi soldi freschi le banche sarebbero giunte in soccorso degli Stati, acquistando o preparandosi ad acquistare fette grosse di titoli di stato, anzitutto dei paesi a rischio. «&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La Bce puntella i governi per interposta persona&lt;/span&gt;», scriveva Fabrizio Galimberti il 23 dicembre su Il Sole 24 Ore. In effetti un buon affare: le banche prendono dalla Bce all'1% per finanziarsi comprando Btp al 6-7%. Guadagni facili. Nulla di tutto questo!&lt;br /&gt;Ma cosa ci hanno fatto e ci stanno facendo le banche, anzitutto quelle italiane, con la montagna di soldi presi in prestito dalla Bce? Ci stanno ripianando, a conferma che lo spettro del fallimento aleggia, i loro bilanci scarcassati. Si tenga conto che le banche non sono meno indebitate degli stati. Ecco allora che esse con la liquidità appena ottenuta  rimborsano questi debiti, le obbligazioni in scadenza nel 2012. Solo le prime cinque banche italiane nell'anno entrante dovranno rifinanziare 88 miliardi di euro di obbligazioni. Non finisce qui «&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Alcune banche, confessa un direttore generale&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; di un medio istituto, useranno la liquidità anche per un altro motivo: ricomprare sul mercato le loro stesse obbligazioni a prezzi di saldo&lt;/span&gt;». [Morya Longo, Il Sole 24 Ore, 23 dicembre 2011]&lt;br /&gt;Basteranno i 116 miliardi di euro prelevati dalla Bce ad evitare un collasso nel 2012? Certo che no, dicono gli analisti. Questa cifra rappresenta solo il 5% della raccolta totale delle banche italiane. Così già sappiamo che "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;la Bce a fine febbraio organizzerà una nuova immissione di liquidità a tre anni&lt;/span&gt;". [Ibidem]&lt;br /&gt;Le banche italiane hanno un problema serissimo coi cosiddetti "crediti deteriorati". Nel 2008 i primi dieci istituti italiani avevano crediti dubbi per 48,8 miliardi, il 3% del totale degli impieghi. Adesso la situazione è ben peggiore. Al 30 settmbre 2011 i crediti deteriorati ammontavano a circa 103,4 miliardi, pari al 12% degli impieghi.&lt;br /&gt;Insomma ripatrimonializzarsi e ricapitalizzarsi è la prima priorità delle banche. Gli stati se la cavino da loro. Ricapitalizzare implica non comperare ma, al contrario, sbarazzarsi di tanti titoli di stato considerati "titoli spazzatura" o addirittura tossici.&lt;br /&gt;La coperta è corta. Per una falla tappata, quella bancaria, nell'anno entrante rischia di ri-aprirsi la voragine dei debiti sovrani.&lt;br /&gt;Se le banche non compreranno i titoli che gli Stati metteranno all'asta chi li acquisterà? Solo l'Italia dovrà riuscire a vendere, nell'anno entrante, circa 400 miliardi di euro. [&lt;a href="http://www.finanzautile.org/bond-nel-2012-il-tesoro-italiano-emettera-440-mld-di-titoli-novita-e-date-da-tenere-docchio.htm"&gt;Finanza utile&lt;/a&gt;]. Una montagna! Il problema è che anche gli altri stati dovranno finanziarsi. Si parla che gli Stati Uniti hanno bisogno di vendere nel 2012 titoli per 1200 miliardi di euro, e gli altri Stati dell'Unione per una cifra pari a 900 miliardi. Troveranno gli Stati i compratori? Qualcuno di essi, molto probabilmente, ci lascerà le penne.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Depositi delle banche europea presso la Bce&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;C'è un altro dato che indica fino a che punto le banche europee non si fidino della capacità degli Stati di rimborsare i titoli messi in vendita.  Ce lo spiega Zero Hedge:&lt;br /&gt;«&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il giorno dell'operazione LTRO a 3 anni (finanziamento a lungo termine della BCE alle banche), in un capriccio di fantas&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;ia ci siamo chiesti se, contrariamente a tutte le aspettative, le banche Europee invece di utilizzare il denaro per qualsiasi tipo di investimento reale (carry trade con i titoli di stato) o per una riduzione della leva finanziaria (passaggio da debiti costosi a debiti meno costosi), non l'avessero semplicemente parcheggiato nei depositi presso la BCE, un risultato che sarebbe il peggiore possibile, in quanto si ricicla il denaro della BCE semplicemente facendolo passare da una tasca &lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-aTlKgzUm8aI/TvbffmZoELI/AAAAAAAAB54/vrfXcqWPSZI/s1600/ECB+Facility+12.23.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-gKgusk7FATo/TvjFDS7Gz1I/AAAAAAAALwY/yFxDD4gn83A/s320/ECB%2BFacility%2B12.23.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5690514789592649554" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;all'altra senza alcun incremento di velocità di circolazione.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Come si può vedere, era uno scherzo solo a metà: da ieri, il giorno dopo la LTRO, le banche Europee hanno parcheggiato quasi la metà dei 210 miliardi di € disponibili (ricordo che mentre l'ammontare lordo del LTRO è stato di 489 miliardi €, il netto era di solo € 210, perché il resto è stato utilizzato per rifinanziare debiti in scadenza), e cioè € 82 miliardi, in depositi presso la BCE, che per inciso ha portato il totale al nuovo record del 2011 di € 347 miliardi, dai € 265 del giorno prima&lt;/span&gt;». [Zero Hedge]&lt;br /&gt;La metà dei soldi che le banche hanno preso dalla Bce, sono stati dunque ridepositati nei forzieri della Bce stessa. Quindi non solo la mossa della Bce non fa uscire l'economia dalla stretta creditizia. Tutti danno per scontato che il 2012 sarà un anno di dura recessione la quale accresce la probabilità di un crollo finanziario peggiore di quello del settembre 2008.&lt;br /&gt;Arriva la recessione? "Ognuno per se', Dio per tutti". Questa sembra essere la massima a cui si attengono i diversi comparti e le diverse frazioni del capitale. Ogni comparto cerca scampo a spese dell'altro, e cos¡ facendo e' impossibile al sistema trovare un suo equilibrio. Anzi, gli squilibri diventano antagonismi e questi ggravano i fattori di crisi sistemica.&lt;br /&gt;Il potere politico avrebbe in teoria la funzione di appianare i contrasti, invece rivela tutta la sua impotenza. E cos¡ e' destinato ad essere travolto dalle contraddizioni che e' incapace di governare.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Moreno Pasquinelli, &lt;a href="http://sollevazione.blogspot.com/2011/12/analisi-della-mossa-della-bce.html#more"&gt;Sollevazione&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6617010577768309280-6995403671527880483?l=laclasseoperaia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/feeds/6995403671527880483/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6617010577768309280&amp;postID=6995403671527880483' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/6995403671527880483'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/6995403671527880483'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/2011/12/analisi-della-mossa-della-bce.html' title='ANALISI DELLA MOSSA DELLA BCE'/><author><name>Riccardo Di Palma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07016977001527571666</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_ESHXVLfeB_E/SO5qOT68TuI/AAAAAAAAA0o/q2K88kT8llc/S220/Rickivariop.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-mriprfrJK-U/TvjFhw9cHfI/AAAAAAAALww/WCx477k0K_A/s72-c/banchieri%2Btruffa-debito-pubblico.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6617010577768309280.post-8050325634870191966</id><published>2011-12-26T01:37:00.000-08:00</published><updated>2011-12-26T01:55:23.939-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica Nazionale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Economia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica internaz.'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='crisi'/><title type='text'>BCE: IL PRESTATORE DI ULTIMA MATTANZA</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si discute sempre con maggiore enfasi, nell’agone politico, del ruolo della Bce e del suo scarso impulso sulle disastrate economie europee. Questo è il pensiero che più&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-Ytb8Lsnvn-E/TvhERsfB41I/AAAAAAAALwA/aecqheMtJFI/s1600/UE%2BBASTA%2BMACELLERIA%2BSOCIALE.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 206px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-Ytb8Lsnvn-E/TvhERsfB41I/AAAAAAAALwA/aecqheMtJFI/s320/UE%2BBASTA%2BMACELLERIA%2BSOCIALE.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5690373199972393810" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; o meno accomuna tutti da destra a sinistra; tutti vogliono che la Bce diventi “prestatore di ultima istanza”.&lt;br /&gt;Il pensiero comune di questa tesi prende ad esempio la Fed americana, la quale negli ultimi anni, è sempre stata prodiga nel soccorrere banche, società finanziarie e il Tesoro statunitense. Lo strumento monetario adoperato dalla Fed è quello del quantitative easing, ossia l’acquisto massiccio dei titoli di Stato con la creazione di nuova moneta. Adoperando questo strumento si contiene il costo del debito pubblico e si alleviano i tassi d’interesse. Questa però è solo una delle tante interpretazioni possibili da attribuire al termine “prestatore di ultima istanza”; infatti, nella vulgata monetarista/eurocratica lo stesso termine assume un significato ben diverso: la Bce, nel ruolo di &lt;a href="http://www.studiliberali.it/uploads/Finanza/RUOLO_DELLA_BCE.pdf"&gt;prestatore di ultima istanza&lt;/a&gt;, “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;in presenza di una temporanea crisi di liquidità delle banche, determinata per esempio da panico bancario&lt;/span&gt; (…), &lt;span style="font-style: italic;"&gt;deve fornire alle banche il contante necessario a restare solvibili fino a quando la situazione non si sia normalizzata&lt;/span&gt;”. Guai pensare che essa possa monetizzare “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;direttamente il debito degli Stati insolventi, acquistando i loro titoli&lt;/span&gt;”, proprio ora che nazioni “cicala” come la Grecia “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;stanno trasformando se stesse, dando peso alla cultura della stabilità&lt;/span&gt;”, come ebbe a &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=Qq7omxEXhR8"&gt;dire&lt;/a&gt; il sobrio premier Monti. Peccato che lo &lt;a href="http://www.firstonline.info/a/2011/12/22/spread-in-europa-dalla-grecia-alla-francia-austeri/9e5d9602-1651-4a82-a825-00f35b25ddc8"&gt;spread&lt;/a&gt; greco sia arrivato a toccare i 3.300 punti base, con tassi d’interesse sui titoli decennali intorno al 26%. Un vero successo! Questa è la concezione di Banca Centrale portata avanti dal suo Presidente: Mario Draghi. In teoria la Bce potrebbe fare come la Fed, cioè potrebbe acquistare i titoli degli Stati in crisi per far scendere gli spread, ma questo non avviene, poiché essa preferisce attuare la seconda ipotesi di “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;prestatore di ultima istanza&lt;/span&gt;”. Nel bilancio della Bce i titoli di Stato contano appena per 263 miliardi di euro, &lt;a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/getPDFarticolo.asp?currentArticle=17LBMT"&gt;rispetto&lt;/a&gt; ai 1249 miliardi (dato in euro) posseduti dalla Fed! La voce maggiore nei bilanci della Bce sono i prestiti alle banche, come quello del 20  dicembre, dove la Bce ha erogato 489 miliardi di euro, per rifinanziamenti delle banche commerciali a lunga scadenza, cioè a 3 anni. I tassi prefissati sono solo dell’1%, per fare in modo che le banche possano acquistare i titoli di Stato, &lt;a href="http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2011-12-21/richieste-boom-asta-anni-111802.shtml?uuid=AaEewFWE"&gt;lucrando&lt;/a&gt; così sui differenziali dei rendimenti. E’ questa la spirale perversa in cui la Bce, e soprattutto il suo presidente Draghi, stanno scagliando l’Europa; tutto questo, secondo il banchiere centrale, per “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;preservare la credibilità dell’istituto&lt;/span&gt;” e per imporre ai governi “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;politiche economiche serie&lt;/span&gt;”. E quando gli si risponde a Draghi che queste misure di rigore, imposte dalla Bce, portano alla recessione, egli fa notare che il problema è che queste manovre “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;non sono state abbastanza recessive, e non abbastanza generalizzate&lt;/span&gt;”.&lt;br /&gt;Quello che aspetta all’Italia nei pros&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-JYHOIlqx_9Y/TvhEYs1JOmI/AAAAAAAALwM/k2_MZh3Wo7U/s1600/draghi%2B%252B%2Bfacce%2B-large.gif"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 174px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-JYHOIlqx_9Y/TvhEYs1JOmI/AAAAAAAALwM/k2_MZh3Wo7U/s320/draghi%2B%252B%2Bfacce%2B-large.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5690373320324233826" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;simi anni sono due manovre da 40 miliardi per il 2012 e il 2013, più altre manovre correttive per pareggiare il bilancio nel 2013. Tutto ciò porterà l’Italia, insieme ad altri paesi europei, ad una recessione che avrà impatti fortissimi sull’occupazione e su tutto il tessuto sociale. Quindi siamo di fronte all’ineluttabile &lt;a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/19/lintervista-draghi-fine-delleuro/178594/"&gt;fallimento dell’Unione Europea e dell’euro&lt;/a&gt;. Chi spera che questa Europa possa cambiare, magari modificando i trattati o dando nuovi poteri alla Bce, si sbaglia di grosso, questo non avverrà mai. Oramai siamo di fronte ad uno dei più grandi fallimenti della storia europea degli ultimi 70 anni; un fallimento che è ideologico prima ancora che politico ed economico.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6617010577768309280-8050325634870191966?l=laclasseoperaia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/feeds/8050325634870191966/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6617010577768309280&amp;postID=8050325634870191966' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/8050325634870191966'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/8050325634870191966'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/2011/12/bce-il-prestatore-di-ultima-mattanza.html' title='BCE: IL PRESTATORE DI ULTIMA MATTANZA'/><author><name>Riccardo Di Palma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07016977001527571666</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_ESHXVLfeB_E/SO5qOT68TuI/AAAAAAAAA0o/q2K88kT8llc/S220/Rickivariop.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-Ytb8Lsnvn-E/TvhERsfB41I/AAAAAAAALwA/aecqheMtJFI/s72-c/UE%2BBASTA%2BMACELLERIA%2BSOCIALE.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6617010577768309280.post-870619276708284836</id><published>2011-12-25T02:36:00.000-08:00</published><updated>2011-12-25T02:54:02.509-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Economia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='crisi'/><title type='text'>ATTACCO ALL'EURO E ALCUNE POSSIBILI RIFLESSIONI</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Da altra parte abbiamo analizzato la cause che hanno posto in essere la cause della crescita esponenziale dei debiti sovrani negli ultimi anni e, in modo particolare,&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-50HzGlUv-Mg/Tvb9RQxm-sI/AAAAAAAALv0/_gk3GIN1Ja4/s1600/Euro%2Brotto.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 199px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-50HzGlUv-Mg/Tvb9RQxm-sI/AAAAAAAALv0/_gk3GIN1Ja4/s320/Euro%2Brotto.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5690013652231846594" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; in questi recenti, caratterizzati dalla crisi finanziaria. Ora vediamo di mettere in evidenza la cause che stanno alla base dell’attacco ai debiti sovrani dei paesi dell’area euro.&lt;br /&gt;Secondo la “nota vulgata” sarebbero i cosiddetti mercati finanziari che, sull’onda delle loro attività speculative, si sarebbero orientati sul disimpegno (vendita) dei titoli di stato dei paesi dell’area euro perché non affidabili, a rischio di default, rappresentativi di economie deboli, non in grado di garantire i debiti contratti né gli interessi da corrispondere agli speculatori. Si è cominciato con i bond di Irlanda, Portogallo e Grecia. Poi si è passiti a quelli di Spagna e Italia, per arrivare addirittura a togliere la tripla A a molte banche europee, tra cui anche la ricca e potente Bundes Bank.&lt;br /&gt;Come è notorio, chi decide il livello di affidabilità della Banche, delle varie economia internazionali e dell’affidabilità dei titoli di Stato sono le Società di rating internazionali, di cui tre sono quelle che di fatto giocano un ruolo primario, per non dire assoluto: Moody’s, Standard &amp;amp; Poor’s e Fitch, che detengono il 90% del mercato. Sono tutte e tre americane e la cosa, vedremo, ha la sua valenza sia in termini di interdipendenza con la finanza Usa, sia in termini di operatività sui mercati finanziari.&lt;br /&gt;Che i mercati (una decina di grandi Istituzioni finanziarie) facciano il loro sporco mestiere è evidente. E’ nella logica del capitalismo che quote più o meno rilevanti di capitale si stacchino dalla produzione reale per partecipare alle attività speculative, ovvero di accaparramento di plusvalore senza nulla produrre. Nella fasi di crisi economica questo processo di parassitismo si moltiplica sino a detonare come una bomba. I loro orientamenti operativi sono dettati dalla ricerca di plusvalenze facili, veloci e possibilmente sicure. Ne va del loro ruolo, dei loro immensi guadagni, fino a che il gioco regge. Devono rispondere ai loro azionisti e ad altre società di riferimento. Si muovono con la velocità dei neutrini, non guardano in faccia a nessuno, sono disposti a mettere sul lastrico intere economie e a condannare alla miseria milioni di proletari con le loro famiglie, pur di perseguire i loro interessi, come peraltro sta drammaticamente avvenendo. Dovrebbero fare il loro mestiere anche le Società di rating (quali elementi terzi a garanzia della qualità e affidabilità degli enti giudicati) e qui, però, il discorso si complica. La “Triade” o le “Tre sorelle”, come confidenzialmente vengono definite le tre maggiori agenzie, dovrebbero essere degli organismi super partes che emettono i loro giudizi sulla base di analisi scientifiche e su dati statistici attendibili. Possono sbagliare di qualche migliaio di dollari, possono non azzeccare qualche previsione, ma da questo a stravolgere qualsiasi comportamento logico e deontologico ce ne corre.&lt;br /&gt;Anche all’osservatore più disattento non sarà sfuggito come alla vigilia della crisi finanziaria del 2008, la “Triade” abbia continuato ad assegnare la massima quotazione, quindi la più assoluta affidabilità delle tre A, a AIG, Merrill Lynch, Lehman e Goldman Sachs fino a cinque minuti prima del crollo di queste aziende. Non si sarebbero minimamente accorte dell’incipiente crisi dei sub prime, dei titoli tossici presenti nelle banche americane e poi negli istituti di credito di mezzo mondo per un valore non ancora ufficialmente contabilizzato, ma di dimensioni colossali. Disattenzione? Possibile, ma difficile. Corruzione? Più facile, secondo molti operatori dell’ambiente quasi certo. Strumenti di un gioco finanziario internazionale? Assolutamente vero e coerente con lo svolgimento degli ultimi avvenimenti del mondo finanziario.&lt;br /&gt;Allo stesso osservatore non sarà passato inosservato come, invece, la stessa “Triade” non abbia sbagliato un colpo nei giudizi pesantemente negativi sui debiti sovrani dei paesi dell’area euro e sull’affidabilità dei loro titoli di stato. In rapida successione ,il declassamento dei titoli ha colpito praticamente tutti i paesi dell’euro, senza eccezione alcuna, Germania compresa. Non solo, ma gli stessi giudizi non sono stati emessi nei confronti di quei paesi che hanno una situazione economica ancora più grave di quelli colpiti, che hanno un debito pubblico ben più alto e, per legge transitiva, i loro titoli di Stato sono almeno altrettanto inaffidabili, se non peggio; con l’aggravante di avere, oltre al debito pubblico anche quello delle famiglie e delle imprese, che, sommati, fanno di questi paesi i più indebitati al mondo E’ il caso di Inghilterra e soprattutto degli Usa, anche se nel secondo caso, più per buttare fumo negli occhi dell’opinione pubblica internazionale che per altri motivi, c’è stato un timido declassamento, subito rientrato con tante scuse dopo le proteste del governo americano. In aggiunta, va sottolineato come la “Triade” soffra del più evidente dei conflitti di interessi. Molte degli Istituti finanziari, Fondi pensioni, Banche d’affari e Hedg Fund che dovrebbero essere controllati, sono azionisti delle prime e le stesse gestiscono consistenti pacchetti azionari delle seconde che, fatta salva qualche eccezione, fanno tutti riferimento a Wall Street, e ai suoi asset finanziari, al “sistema dollaro”. Anche in questo caso valgono le domande e le relative risposte di prima. Al che ci sembra già di sentire il coro degli ultra conservatori: “E’ la solita teoria del complotto”. Ma dimenticano lor signori che complottista è colui che fa il complotto e non chi lo denuncia.&lt;br /&gt;Al riguardo, vale la pena citare un &lt;a href="http://www.cadoinpiedi.it/2011/07/17/attacco_alleuro_per_tutelare_il_dollaro.html"&gt;articolo&lt;/a&gt; del Wall Street Journal, riportato da Stefania Limiti in “attacco Usa all’Europa” dell’8 febbraio 2010 (cadoinpiedi.it ), nel bel mezzo della bufera finanziaria provocata proprio dal crollo della finanza americana. Nel testo si legge di una riunione tenutasi nei locali di una piccola e sconosciuta banca d’affari (la Monnes Crespi and Hardt), alla quale hanno partecipato alti personaggi del mondo finanziario americano, tra cui il noto finanziere George Soros. Ovviamente non abbiamo a disposizione un resoconto stenografico, ma secondo il Wall Street Journal è notorio che in quella sede si è discusso dei mezzi più idonei a tamponare la crescente influenza dell’euro sui mercati commerciali e finanziari internazionali, di come risollevare le precarie sorti del dollaro, che vedeva erodere quotidianamente il suo ruolo e valore di prima divisa e bene di rifugio internazionali. Il terrore che colpiva le menti e i portafogli degli operatori finanziari americani era inizialmente dovuto alla concreta possibilità che, sull’onda negativa della crisi dei sub prime, gli operatori internazionali, le banche centrali e alcuni Hedge Funds di non stretta osservanza ai destini dell’economia americana, potessero dare il via ad un’ondata di vendite di dollari, deprimendo ulteriormente il valore e il ruolo della divisa Usa. Se ciò fosse avvenuto, per Wall Street, già sul rischio di fallimento, sarebbe stata la catastrofe. Se a muoversi “autonomamente” contro l’euro fossero state le note e sollecite agenzie di rating, sempre al servizio degli asset di Washington, si sarebbero mossi a tempo debito anche gli stessi soggetti finanziari americani e non si sarebbe dovuta esporre la Federal Reserve e il Presidente Obama avrebbe potuto, come in effetti ha fatto, dichiarare subdolamente di essere seriamente preoccupato per le sorti dell’euro e di adoperarsi per evitare il suo fallimento.&lt;br /&gt;Anche se il Wall Street Journal, peraltro fedele interprete degli interessi delle finanza americana, può aver raccontato delle bugie ed essersi inventato di sana pianta la storia della riunione di Soros e compagni, cosa di cui fortemente dubitiamo, rimane il fatto concreto che la “Triade” ha tempestivamente individuato l’area dell’euro come quella da colpire, puntando sui debiti sovrani, sul valore dei loro titoli di Stato, giocando al ribasso. Si sono centrati tutti gli “obiettivi sensibili” da Lisbona sino a Berlino, percorrendo tutta l’area euro, Belgio e Ungheria inclusi, senza nemmeno sfiorare l’Inghilterra, gli Usa e tutti quei paesi dell’area dollaro che presentano gli stessi fallimentari conti, se non peggio, in termini di debito pubblico e di incapacità alla ripresa economica. L’obiettivo è quello di far riguadagnare al dollaro le posizioni di prestigio di qualche anno fa, di rimetterlo in condizione di fungere da pompa di drenaggio di plusvalore altrove prodotto, di ritornare ad essere la divisa internazionale di riferimento come prima dell’entrata in vigore dell’euro e prima della crisi finanziaria di cui l’economia e la finanza americane sono state causa e vittime allo stesso tempo. In altri termini, in quell’otto febbraio del 2010, si è discusso di come esportare per l’ennesima volta le conseguenze della crisi sui mercati finanziari esteri, di come operare sulla periferia dell’area euro per poi colpirla al cuore.&lt;br /&gt;Come tutte le crisi del sistema economico capitalistico, anche questa, che è la più vasta e profonda dal secondo dopoguerra, sta ridefinendo i rapporti imperialistici su scala internazionale. In questo caso è il mercato finanziario ad essere lo scenario di uno scontro feroce, senza esclusione di colpi, i cui “effetti collaterali” finiscono per abbattersi sulla stessa economia reale, quella fatta di merci, di produzione e di forza lavoro salariata. Il dramma non è che sul campo rimangano cataste di capitale fittizio sotto forma di miliardi di dollari o di euro bruciati nell’arco di pochi mesi, quello che conta è che dentro e dietro queste macerie sono accatastate le miserie di milioni di famiglie proletarie, oggi chiamate a pagare il prezzo di questa crisi, domani cooptate a qualche altro macello sociale di ben più tragica portata.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Fabio Damen&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6617010577768309280-870619276708284836?l=laclasseoperaia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/feeds/870619276708284836/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6617010577768309280&amp;postID=870619276708284836' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/870619276708284836'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/870619276708284836'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/2011/12/attacco-alleuro-e-alcune-possibili.html' title='ATTACCO ALL&apos;EURO E ALCUNE POSSIBILI RIFLESSIONI'/><author><name>Riccardo Di Palma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07016977001527571666</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_ESHXVLfeB_E/SO5qOT68TuI/AAAAAAAAA0o/q2K88kT8llc/S220/Rickivariop.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-50HzGlUv-Mg/Tvb9RQxm-sI/AAAAAAAALv0/_gk3GIN1Ja4/s72-c/Euro%2Brotto.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6617010577768309280.post-6262793327856341744</id><published>2011-12-24T00:29:00.000-08:00</published><updated>2011-12-24T00:54:30.013-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='crisi'/><title type='text'>IL RE E' NUDO</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Azzardo alcune riflessioni preliminari di ordine filosofico ed esistenziale, q&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-o857VZoI5R4/TvWTLSd2zII/AAAAAAAALvo/1AoNAt7DfL0/s1600/crisi%2Bfine%2Bmese.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 283px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-o857VZoI5R4/TvWTLSd2zII/AAAAAAAALvo/1AoNAt7DfL0/s320/crisi%2Bfine%2Bmese.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5689615526397398146" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;uindi politico.&lt;br /&gt;Il re è nudo, si potrebbe osare. La realtà, che supera puntualmente ogni immaginazione, ispira e suggerisce un’elaborazione critica di straordinaria attualità storica.&lt;br /&gt;Per decenni il sistema di potere creato dalla borghesia capitalista ha predicato nel mondo, a partire dal secondo dopoguerra, quella che si potrebbe qualificare come la religione più diffusa e vincente di ogni tempo e luogo, la fede cieca e incondizionata nel dio mercato e nel totem della finanza, il culto idiota e mondano del denaro e del successo, il feticismo della merce e del profitto, la morale utilitaristica dell’avere e dell’apparire ad ogni costo in luogo dell’essere, sacrificando e calpestando tutto e tutti.&lt;br /&gt;Il corollario finale è stato l’avvento di una sottocultura di massa improntata al consumismo più esasperato, acritico ed alienante, all’edonismo ebete, individualista e conformista, quella che nell’età contemporanea è l’ideologia più ottusa e onnipotente, una mentalità autoritaria e pervasiva, più feroce e persuasiva rispetto a qualsiasi tipo di assolutismo e totalitarismo che si sia mai conosciuto nella storia millenaria dell’umanità.&lt;br /&gt;Negli ultimi cinquant’anni, alle popolazioni del mondo occidentale è stato imposto uno stile di vita ultraconsumista: ci hanno bombardato il cervello per convincerci che bisognava lavorare e produrre al massimo per guadagnare e consumare il più possibile con il risultato che gli individui sono in gran parte stressati, assai insoddisfatti e infelici.&lt;br /&gt;Pertanto, si potrebbe dedurre che la scelta più saggia sia quella di moderarsi in modo da lavorare il meno possibile e, di conseguenza, avvelenarsi il meno possibile, sentirsi meno stressati e puntare ad arricchirsi, non tanto sul versante strettamente materiale, quanto a livello umano, ossia affettivo e spirituale. In altri termini si può scegliere di condurre uno stile di vita più sobrio sul piano dei consumi in modo da permettersi un’esistenza più emancipata dal bisogno, ovvero più libera dallo stress e dalle tossine della vita moderna.&lt;br /&gt;Certo, se un individuo non si accontenta di un cellulare, ma ne vuole due di ultima generazione, se invece di un’auto per ogni famiglia si avverte il “bisogno” di un’auto a persona, se si desidera la villa in campagna e l’appartamento al mare, insomma si inseguono ossessivamente le mode consumistiche, si moltiplicano i falsi bisogni indotti dal mercato, è inevitabile che non basta uno stipendio, è inevitabile essere assoggettati ad un “benessere” fittizio, essere succubi del bisogno e del lavoro, infelici e stressati.&lt;br /&gt;Sia chiaro che tale ragionamento non inneggia alla filosofia, oggi in voga, della cosiddetta “decrescita”, né corrisponde ad una visione “pauperistica” o “francescana” del mondo, ma si limita a suggerire un’ipotesi che è tanto necessaria quanto realistica e praticabile, un’attitudine pragmatica che potrebbe rivelarsi utile per affrontare le gravi difficoltà legate all’attuale fase di austerità e di recessione dell’economia capitalista.&lt;br /&gt;Bisogna rendersi conto che la decrescita è già presente oggettivamente nella realtà dei fatti, sia in Italia che altrove, nel senso che il tasso di crescita economica del nostro Paese è in costante diminuzione da quasi mezzo secolo, a partire esattamente dal “boom economico” degli anni ‘60. Occorre prendere onestamente atto che la decrescita o, meglio ancora, il sottosviluppo e la miseria, sono le conseguenze di un sistema di distribuzione iniqua, irrazionale e distorta delle ricchezze sociali, sono il risultato delle contraddizioni strutturali insite nel funzionamento del modo di produzione capitalistico.&lt;br /&gt;Tornando al tema precedente, è ovvio che il discorso non vale in termini assoluti bensì relativi, per cui sono esclusi, ad esempio, coloro che versano in condizioni di estrema (o relativa) povertà o chi vive in realtà metropolitane in cui il costo della vita è altissimo e si è costretti a spendere oltre la metà dello stipendio per pagare l’affitto mensile. In questi casi temo che la filosofia “stoica” o la morale “francescana” servano a ben poco.&lt;br /&gt;E’ chiaro che la condizione proletaria non va idealizzata, bisogna battersi per l’abolizione del proletariato in quanto classe, e la sobrietà intesa come stile di vita, saggezza o moderazione, non va vissuta “stoicamente” ma come necessità contingente.&lt;br /&gt;Stiamo attraversando una fase in cui dobbiamo misurarci con le condizioni storicamente determinate, senza cedere alle mode consumistiche, né ad uno stile di vita francescano.&lt;br /&gt;E’ altresì evidente che lo sfruttamento e la violenza di classe non possono durare a lungo senza essere accettati dagli sfruttati. A questo compito era deputata in passato la religione. Ma oggi questo strumento di convincimento è vecchio e superato, inadatto allo scopo nell’epoca dell’economia di mercato. Una nuova forma di condizionamento e debilitazione morale è intervenuta: dall’idolatria trascendente all’idolatria delle merci.&lt;br /&gt;Le osservazioni esposte finora servono ad introdurre un ragionamento sul concetto di “proletariato” e sul significato (non solo simbolico) che assume oggi un vocabolo che per molti ha un sapore anacronistico e veterocomunista, di stampo addirittura ottocentesco.&lt;br /&gt;E’ noto che i proletari sono coloro che possiedono esclusivamente la prole, ossia i figli. Il termine indicava in origine una classe di lavoratori il cui ruolo, nel modo di produzione capitalistico, è di prestare la forza lavoro in cambio di un salario, ma nel corso del tempo il significato si è modificato, adeguandosi alle nuove circostanze storico-sociali.&lt;br /&gt;Se in passato il termine designava specificamente una classe di operai che hanno come sola ricchezza la prole, in seguito il senso letterale si è aggiornato ed è stato sostituito&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-RxMuGfugF-A/TvWRsEf2UpI/AAAAAAAALvE/Ao4WTpKN0TU/s1600/crisi%2BSalari%2BPensionati%2Bcavoli%2Bamari.bmp"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 214px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-RxMuGfugF-A/TvWRsEf2UpI/AAAAAAAALvE/Ao4WTpKN0TU/s320/crisi%2BSalari%2BPensionati%2Bcavoli%2Bamari.bmp" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5689613890560086674" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; da un’accezione più ampia che comprende la totalità dei salariati, inclusi i lavoratori intellettuali ridotti in uno stato di precarietà e che percepiscono un salario miserabile.&lt;br /&gt;E’ altresì indubbio che negli ultimi cinquant’anni il proletariato che vive nei Paesi sviluppati del mondo occidentale, si è imborghesito, in particolare sotto il profilo mentale e culturale. Nel contempo conviene ragionare sul fatto che l’attuale crisi recessiva sta producendo effetti di proletarizzazione dei ceti intermedi, un tempo agiati e benestanti, ed immiserisce in modo doloroso le classi operaie degli Stati occidentali.&lt;br /&gt;Non serve rammentare che un numero crescente di famiglie italiane (ma il discorso vale a maggior ragione per Greci, Irlandesi, Portoghesi e via discorrendo) non riesce ad arrivare alla fine del mese, se non proprio alla terza settimana, quando tutto va bene.&lt;br /&gt;Aggiungo una chiosa finale per chiarire che l’esperienza storica pregressa dovrebbe insegnarci che un rovesciamento radicale dell’ordine economico e sociale senza una corrispondente rivoluzione intellettuale in un senso antiautoritario, senza un processo di affrancamento culturale delle singole persone, non ha molto senso e rischia di rivelarsi fallimentare in quanto non produce un’effettiva emancipazione degli individui, come è accaduto nel caso delle rivoluzioni politiche e sociali compiute finora dal genere umano.&lt;br /&gt;In sostanza, la trasformazione dell’esistenza si compie attraverso processi rivoluzionari paralleli che investono l’assetto della sociètà nel suo insieme e la formazione etica, civile, psicologica e spirituale delle persone, che altrimenti rischiano di sottostare ad una nuova forma di oppressione che non è solo politica e materiale, ma altresì culturale.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Lucio Garofalo&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6617010577768309280-6262793327856341744?l=laclasseoperaia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/feeds/6262793327856341744/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6617010577768309280&amp;postID=6262793327856341744' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/6262793327856341744'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/6262793327856341744'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/2011/12/il-re-e-nudo.html' title='IL RE E&apos; NUDO'/><author><name>Riccardo Di Palma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07016977001527571666</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_ESHXVLfeB_E/SO5qOT68TuI/AAAAAAAAA0o/q2K88kT8llc/S220/Rickivariop.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-o857VZoI5R4/TvWTLSd2zII/AAAAAAAALvo/1AoNAt7DfL0/s72-c/crisi%2Bfine%2Bmese.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6617010577768309280.post-1444282526824409693</id><published>2011-12-23T08:37:00.000-08:00</published><updated>2011-12-23T09:41:13.369-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Repressione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica Nazionale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica internaz.'/><title type='text'>DAI COLONNELLI AI BANCHIERI</title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255); font-weight: bold;"&gt;Cosa succede quando al capitalismo la democrazia liberale sta stretta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;IL PREGIUDIZIO SUL CAPITALISMO DEMOCRATICO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Una delle favole moderne vuole che il capitalismo vada sempre d’acc&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-XijGt-Ml0aQ/TvS6DdlZicI/AAAAAAAALt8/A-YRSfS_fsU/s1600/Repressione%2Bstato%2Bdi%2Bpolizia.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 198px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-XijGt-Ml0aQ/TvS6DdlZicI/AAAAAAAALt8/A-YRSfS_fsU/s320/Repressione%2Bstato%2Bdi%2Bpolizia.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5689376797919644098" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ordo con la cosiddetta democrazia liberale. La democrazia liberale è quella forma di governo in cui gli scontri di parte presenti in ogni società vengono dominati e incanalati in una forma rappresentativa istituzionale intermedia. La democrazia liberale è in ultima istanza una democrazia rappresentativa, con il parlamento, l’esecutivo e la magistratura. La democrazia liberale non è affatto una bella cosa, anzi come ogni forma di governo anche essa presenta delle contraddizioni. Filosoficamente, prima che politicamente, la neutralità nella realtà concreta non esiste, la delega che viene data alle istituzioni è utilizzata da queste per garantire sempre gli interessi dei potenti. Questi vengono garantiti con delle istituzioni coercitive la cui punta di diamante sono le carceri e i tribunali. Insomma la favola del capitalismo democratico e liberale non è mai una storia a lieto fine.&lt;br /&gt;Ma non è questo ora che ci interessa. Quello che invece in questa sede occorre sottolineare è il pregiudizio secondo cui il capitalismo sia sempre liberale e democratico. Sappiamo che non è così. L’economia fascista era in ultima istanza un’economia capitalistica. La stessa ideologia del fascismo, se pur con una certa dose di statalismo, è collocabile all’interno del pensiero capitalista. Ma nessuno può certo sostenere che il fascismo era un regime democratico e liberale, nonostante fosse capitalista. Il fascismo non è un’eccezione: il capitalismo ha da sempre utilizzato forme di governo dittatoriali, ha da sempre ordito golpe, ha da sempre scatenato guerre insensate e immotivate per interessi imperiali o anche solo per mero profitto. Anche all’interno delle stesse società liberali, con il loro parlamento e le loro istituzioni, il capitalismo “in casa propria”, nelle aziende, nei consigli di amministrazione, nel sistema della finanza e nella Borsa non si può certo dire che segua norme di tipo democratico e liberale (non conta ad esempio il principio “una testa un voto”).&lt;br /&gt;Il capitalismo è democratico come e quando gli interressa. Ci sono contingenze storiche in cui il capitalismo si esprime in forma democratica, altre invece in cui preferisce altri tipi di regime.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;LA GRECIA, DAI COLONNELLI AI BANCHIERI&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;In Grecia, ad esempio, il regime democratico non era certo in grado di contenere le spinte rivoluzionarie di quel paese. Pertanto il capitalismo ha scelto di imporre per anni il cosiddetto “regime dei colonnelli”. Il regime dei colonnelli non è certo stato un affronto al capitalismo mondiale. Non era nemmeno un regime fascista e antiamericano. Il regime dei colonnelli era foraggiato, sponsorizzato e sostenuto dalla più grande potenza capitalista mondiale, gli Stati Uniti.&lt;br /&gt;Quando le spinte rivoluzionare in quel paese erano state ormai sterilizzate, quel regime non è stato più sostenuto. La rivolta, assolutamente legittima e sacrosanta, del popolo greco e in particolare degli studenti, già allora con grande componente anarchica, ha portato al crollo del regime, ma non ha instaurato una società post-capitalista. Il capitalismo ha semplicemente cambiato veste politica. Ne erano consapevoli gli stessi partiti pseudo rivoluzionari, come il KKE, che tradirono presto la rivolta, una volta ottenuta la democrazia liberale. Sono gli stessi che oggi tradiscono la rivolta contro i sacrifici imposti dalla Banca Centrale Europea, schierandosi a difesa del parlamento con mazze e caschi, e che insieme alla polizia picchiano i manifestanti.&lt;br /&gt;Il capitalismo però non è un mostro razionale e &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-XZkyEJILDqQ/TvS4_2sqq-I/AAAAAAAALtk/LuBHRDqgZ0s/s1600/grecia%2Bcittadino%2Bmanette.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 262px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-XZkyEJILDqQ/TvS4_2sqq-I/AAAAAAAALtk/LuBHRDqgZ0s/s320/grecia%2Bcittadino%2Bmanette.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5689375636429908962" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;invincibile. Le sue contraddizioni hanno portato morte e miseria, hanno saccheggiato la Grecia riducendola alla bancarotta. Oggi la situazione è di nuovo ingestibile per la democrazia liberale. Si impone quindi un nuovo cambio di regime. Non credo che esista una stanza dei bottoni che dietrologicamente comandi il mondo. Credo anzi che “le capocce” del capitalismo mondiale siano in gravi difficoltà. Stanno procedendo a tentoni, stanno sperimentando sulla nostra pelle nuove forme di dominio. Tentativi autoritari si affacciano, ma ancora si cerca di respingerli, come quando sono stati decapitati i vertici delle forze armate per paura di un nuovo colpo di stato. Ma sembra che la nuova forma politica del capitalismo debba essere differente rispetto alle precedenti dittature militari.&lt;br /&gt;In Grecia il governo politico non era più in grado di gestire la protesta, che stava ormai assumendo veri e propri caratteri insurrezionali. E’ stato quindi sostituito dal governo dei banchieri, guidato dall’ex vicepresidente della Banca Centrale Europea. Il governo dei banchieri è un governo diverso dal governo di una democrazia liberale. In una democrazia liberale, almeno all’apparenza, le banche e in generale la grande borghesia sono solo una parte della torta. Ufficialmente la politica deve cercare di rappresentare tutte le componenti della società. Sappiamo ovviamente che non è cosi. Sappiamo che le banche da sempre dominano i governi politici. Fino ad oggi però il loro dominio era nascosto, la loro era una potente lobby che cercava di influenzare la politica. Oggi sono al vertice della politica.&lt;br /&gt;Siamo di fronte ad una nuova frattura fra la democrazia liberale e il capitalismo. Come ai tempi dei colonnelli, oggi il capitalismo non si trova più “a suo agio” sotto la veste politica di una democrazia liberale. Pertanto cerca forme di regime diverse: non più il regime dei colonnelli, ma quello dei banchieri. Il regime dei banchieri è un regime qualitativamente differente da quello liberale. Lo dimostra la vicenda del referendum sui sacrifici imposti dalla BCE: quel referendum è stato cancellato, la democrazia liberale viene ufficialmente sospesa dal regime dei banchieri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;L’ITALIA, DA BERLUSCONI AI BANCHIERI&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Anche in Italia stiamo assistendo ad un mutamento della veste politica del regime liberale. L’Italia in questo, purtroppo, si è dimostrata all’avanguardia rispetto ad altri paesi. Da quasi venti anni, con la discesa in campo di Berlusconi, abbiamo assistito alla fine del regime democratico inteso in senso classico. Generalmente, in una demo&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-t822_fkdqVQ/TvS6OKLM_LI/AAAAAAAALuI/kbwqgPVdzN8/s1600/Monti%2BALTRO%2BCAVALIERE.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 238px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-t822_fkdqVQ/TvS6OKLM_LI/AAAAAAAALuI/kbwqgPVdzN8/s320/Monti%2BALTRO%2BCAVALIERE.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5689376981688057010" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;crazia liberale, il governo è in mano apparentemente alla politica, mentre la borghesia, nell’ombra, cerca di influenzarlo. Con Berlusconi abbiamo avuto un “pezzo da novanta” della borghesia che in prima persona, con i propri soldi, le proprie televisioni, i propri interessi privati, si fa politica.&lt;br /&gt;In questo senso, se pensiamo che Berlusconi minacciava di gestire l’Italia come se fosse una sua azienda, possiamo ben vedere che il nuovo governo del banchiere Mario Monti è in perfetta continuità. Non facciamoci prendere in giro dalle apparenze, dal bunga-bunga, dalla sobrietà di Monti di fronte alla sfacciataggine di Berlusconi, ecc. La sostanza è che Berlusconi rappresentava una sospensione della democrazia liberale e la discesa in campo di un grande capitalista, e Monti allo stesso modo è un grande cervello del capitalismo europeo che occupa il potere in maniera non democratica. Quindi Monti rappresenta la continuazione della sospensione della democrazia liberale già iniziata con Berlusconi.&lt;br /&gt;Il nuovo governo Monti supera tutte le fantasie e tutte le dietrologie dei complottisti. Quante volte abbiamo sentito fantasticherie su un governo dei banchieri che dietro ai governi politici da ordini, implementando la volontà di qualche misteriosa plutocrazia? Quelle fantasie oggi sono superate per eccesso dalla realtà stessa: non c’è più un covo di massoni e banchieri che comanda il governo, è il governo stesso che è in mano a banchieri, a massoni, a pezzi grossi del Vaticano.&lt;br /&gt;In Italia, come in Grecia, il regime democratico non è più in grado di governare le contraddizioni sociali: la sua nuova veste politica è il regime dei banchieri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;CROLLO DELL’EUROPA LIBERALE E ASCESA DEL REGIME DEI BANCHIERI&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Proviamo a generalizzare, ad operare un’induzione a partire dai casi particolari di cui abbiamo parlato. Noi assistiamo ad una profonda crisi del capitalismo europeo. Tale crisi si osserva sia sul piano esterno, come potenza o coordinamento di potenze di natura imperialistica, sia sul piano interno.&lt;br /&gt;Sul piano estero. Le rivoluzioni che stanno infiammando numerose città del mediterraneo denunciano il fallimento total&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-kHkR1NbkO_E/TvS600pjfOI/AAAAAAAALuU/EWefzU4YAHw/s1600/Monti%2Bbilderberg%2Bgoldman%2Bbanche.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 209px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-kHkR1NbkO_E/TvS600pjfOI/AAAAAAAALuU/EWefzU4YAHw/s320/Monti%2Bbilderberg%2Bgoldman%2Bbanche.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5689377645924678882" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;e delle strategie imperialistiche dell’Europa. In Egitto il governo filo-americano e filo-israeliano di Mubarak è stato spazzato via dalla rivoluzione e proprio in questi giorni il potere dei militari che hanno sostituito il vecchio dittatore è di nuovo scosso da durissime rivolte. La rivoluzione tunisina, la più sociale e “socialista” delle rivoluzioni arabe di questo infiammatissimo 2011, è avvenuta nell’impotenza totale della Francia, la vecchia potenza coloniale. Solo in Libia l’imperialismo franco-americano ha tentato di gestire la rivolta a proprio piacimento, riuscendo nel suo intento immediato (far fuori Gheddafi) con molto ritardo e comunque impantanandosi in una situazione di caos difficilmente gestibile.&lt;br /&gt;Sul piano interno la situazione è, se possibile, ancora più complicata. Il tentativo delle lobby europeiste di fare la Nazione Europea è decisamente affondato nei rivoli della crisi. Di fatto assistiamo al governo tedesco di un’Europa ingovernabile. La rivolta in Val Susa è un esempio empirico emblematico del fallimento della Nazione Europea: l’Alta Velocità, un classico progetto imperiale come per i Romani la costruzione delle grandi strade che dovevano unire l’Impero, non riesce ad imporsi sulla testa dei montanari che giustamente non vogliono che la loro Valle venga distrutta dalle lobby dell’acciaio e dalla prepotenza imperiale europea.&lt;br /&gt;Ma è nella crisi che il capitalismo tenta l’ennesimo cambiamento della forma politica. In questo l’Europa è, nostro malgrado, all’avanguardia persino nei confronti degli Stati Uniti. In America, per lo meno, il capitalismo finanziario ha un “testa” centrale, la Fed, controllata dallo Stato. In Europa assistiamo alla prima banca centrale della storia del capitalismo che non solo non ha uno Stato che la controlla, ma che è essa stessa a dettare agli Stati propri vassalli le linee guida della propria azione economica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;LE INSURREZIONI POPOLARI E IL MUTAMENTO DI FORMA DEI MOVIMENTI DI PROTESTA&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Ma non è solo il dominio a cambiare la propria forma politica. Anche i movimenti di protesta stanno subendo una speculare trasformazione. Se, da un lato, di fronte alla crisi il capitalismo cambia la propria forma politica da regime democratico e liberale a regime dei banchieri, sul fronte opposto i movimenti democratici si vanno trasformando in movimen&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-BGeEFDEpv9o/TvS7zraX_4I/AAAAAAAALus/59G5LN_1lBY/s1600/sCONTRI%2Broma11.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 226px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-BGeEFDEpv9o/TvS7zraX_4I/AAAAAAAALus/59G5LN_1lBY/s320/sCONTRI%2Broma11.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5689378725776850818" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ti popolari di tipo insurrezionale. Per capire di cosa sto parlando si guardi alla manifestazioni in Grecia. Il 15 Ottobre romano in questo senso è solo un assaggio. Fanno un po’ ridere (e un po’ piangere) Vendola e Bernocchi nelle loro condanne. E’ come se cercassero di fermare il treno della storia a testate.&lt;br /&gt;La mia non è un posizione etica, tanto meno estetica. La mia è un’analisi. Le stesse analisi, con gli stessi risultati, le stanno facendo anche gli organi di polizia. L’analisi prevede che, di fronte al dilagare della crisi, anche le proteste diventeranno ingestibili, in primo luogo dai loro stessi leader. La disperazione sociale a cui ha portato la gestione capitalistica della crisi non può più essere incanalata nel dibattito politico. Paradossalmente è il dominio stesso che sta provocando questa contraddizione: con la sospensione della democrazia liberale e l’avvento dei regime dei banchieri, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;il movimento di protesta non avrà più sponde politiche istituzionali e non potrà che diventare movimento di rivolta&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Il regime dei banchieri, appena nato, già denuncia le sue contraddizioni: l’incapacità di rappresentare, anche fosse solo in maniera fittizia come nelle democrazie liberali, l’antagonismo popolare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;DI FRONTE AD UN REGIME CHE CAMBIA FORMA OCCORRE TROVARE STRUMENTI DI LOTTA DIFFERENTI&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Abbiamo detto che il cambio di regime politico (dalla democrazia liberale al regime dei banchieri) provoca un cambio di forma politica anche nei movimenti di protesta, non più democratici ma con tratti sempre più marcatamente insurrezionali. Questo per quanto riguarda l’analisi per così dire “imparziale” e oggettiva degli eventi.&lt;br /&gt;In ogni caso non si capisce perché di fronte ad un regime che cambia veste politica (e in peggio) non dovremmo avere il diritto di &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-f0Wv5M-ZnXU/TvS87f792OI/AAAAAAAALu4/9JaADekNC8Q/s1600/Scontri%2Bacab%2Bcamionetta%2Bin%2Bfiamme%2B15%2Bottobre.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 214px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-f0Wv5M-ZnXU/TvS87f792OI/AAAAAAAALu4/9JaADekNC8Q/s320/Scontri%2Bacab%2Bcamionetta%2Bin%2Bfiamme%2B15%2Bottobre.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5689379959647099106" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;cambiare anche noi gli strumenti di opposizione. Non si sono fatti tanti scrupoli etici i padroni del mondo quando hanno sospeso la democrazia liberale, non ce li faremo certo noi nel rispettare i residui di legalità borghese che sono sopravvissuti.&lt;br /&gt;L’opposizione al fascismo era differente dall’opposizione ai regimi democratici. Oggi che i regimi democratici sono stati sostituiti dal regime dei banchieri, anche la nostra opposizione dovrà trovare forme e modalità diverse. Chi oggi, tardivamente, ci propone uscite elettoralistiche dalla crisi o è un infame o non ha capito nulla di cosa sta succedendo.&lt;br /&gt;La legalità democratica è finita. Per tutti.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Michele Fabiani&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6617010577768309280-1444282526824409693?l=laclasseoperaia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/feeds/1444282526824409693/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6617010577768309280&amp;postID=1444282526824409693' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/1444282526824409693'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/1444282526824409693'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/2011/12/dai-colonnelli-ai-banchieri.html' title='DAI COLONNELLI AI BANCHIERI'/><author><name>Riccardo Di Palma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07016977001527571666</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_ESHXVLfeB_E/SO5qOT68TuI/AAAAAAAAA0o/q2K88kT8llc/S220/Rickivariop.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-XijGt-Ml0aQ/TvS6DdlZicI/AAAAAAAALt8/A-YRSfS_fsU/s72-c/Repressione%2Bstato%2Bdi%2Bpolizia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6617010577768309280.post-8395016817187074335</id><published>2011-12-22T09:51:00.000-08:00</published><updated>2011-12-23T08:33:41.030-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica Nazionale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sindacato'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='salari'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CCNL'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavoro'/><title type='text'>INCHIESTA SUI SALARI IN ITALIA</title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153); font-weight: bold;"&gt;Quando la lotta di classe la fanno loro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-FxF0XYbayqw/TvMbYaeo2qI/AAAAAAAAB3c/sSm_3RmatAw/s1600/salari-OCSE.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 206px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-vymE1EWYes8/TvNu9kyP1ZI/AAAAAAAALs0/Ibns-92YfXw/s320/salari-OCSE.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5689012758424573330" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il Corriere della Sera di oggi, 22 dicembre, a firma  di Enrico Marro, pubblica un &lt;a href="http://www.corriere.it/economia/11_dicembre_22/marro-inflazione-tasse-busta-paga_97d727ae-2c6a-11e1-a06d-72efe21acfe6.shtml"&gt;breve studio sui salari e gli stipendi &lt;/a&gt;nel nostro paese. La morale della favola è che occorre più flessibilità, più deregolamentazione, così si avrà più produttività. Peccato che la morale faccia a pugni con la favola.&lt;br /&gt;Delle sciocchezze e delle bugie vere e proprie che vengono diffuse a man bassa sulla questione della produttività del lavoro in Italia ce ne eravamo occupati a suo tempo, nell'&lt;a href="http://sollevazione.blogspot.com/2010/10/contro-inchiesta-sulla-produttivita-e.html"&gt;articolo&lt;/a&gt; Contro-inchiesta sulla produttività e il costo del lavoro. [SOLLEVAZIONE, 10 ottobre 2010]&lt;br /&gt;In questa occasione ci occupiamo, velocemente, dei salari, sui quali possono essere dette in effetti meno menzogne, visto che ogni lavoratore, al riparo dalla diavolerie econometriche, sa fare un po' di conti.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Il caso italiano&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Si parte dai dati diffusi recentemente dall'Ocse [Vedi tabella n.1]. Le retribuzioni dei lavoratori dipendenti italiani si collocano al 22esimo posto su 34 nella classica dei salari. SI tenga conto che il confronto è fatto anche con paesi come il Messico, la Turchia o il Cile. In pratica mille euro in meno della media dei paesi Ocse e quasi 4mila in meno della media dell'Unione europea (che comprende paesi come la Lettornia o Cipro).&lt;br /&gt;Il secondo dato eclatante fornito dall'Ocse è che le retribuzioni dei lavoratori italiani, negli ultimi 15 anni, hanno continuato a perdere terreno rispetto a quelle dei lavoratori degli altri paesi. Perché l'anno perso? Scrive la Banca d'Italia nella sua relazione annuale: «Nel settore privato tra il 1996 e il 2010 le retribuzioni reali di fatto per unità di lavoro, sono aumentate dello 0,7% all'anno. quelle contrattuali dello 0,4%». Tenendo conto dell'inflazione sempre sopra l'1,5%, questo significa che i salari sono diminuiti.&lt;br /&gt;Secondo l'Ires-Cgil l'incessante aumento delle imposte sulle retribuzioni a sottratto ai salri lordi più di 200 euro all'anno dal 200o al 2010.&lt;br /&gt;Nel 2011, sempre secondo l'Ires, uno stipendio medio perderà circa 260 euro di potere d'acquisto rispetto all'inflazione e 306 euro a causa del fiscal drag. 556 euro in totale.&lt;br /&gt;Stiamo parlando di un quindicennio, di ben tre lustri. La curva dei salari italiani non solo è scesa in maniera ben più decisa di quanto sia calato il Pil a causa delle recessione del 2009 e delle sue ripercussioni. Così, se la media dei salari italiani è scesa sia rispetto ad altri paesi Ocse, la sua curva si è mossa in maniera inversa rispetto ai profitti. In poche parole un gigantesco spostamento di ricchezza dal lavoro al capitale.&lt;br /&gt;I dati Ocse ci dicono un'ultima cosa sull'Italia. Che le politiche neoliberiste di flessibilizzazione e deregolamentazione, nei fatti avallate dai sindacati "operai", hanno letteralmente polverizzato il proletariato italiano. Il salario medio del 10% più ricco è oltre dieci volte quello del 10% più povero: 49.300 euro contro 4.877. Il divario è aumentato: negli anni novanta era di 8 a 1. L'Ocse chiama poor workers questi lavoratori ormai precipitati sotto la soglia della povertà. Milioni di cittadini che non hanno difese, costretti a vendersi in condizioni neo&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-hxiax4wT_NE/TvM02DkkE3I/AAAAAAAAB4A/4EwFh1FP2Gc/s1600/Sperequazioni-salariali-ita.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 271px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-Wxu7UPA6wwc/TvNvkzjo2UI/AAAAAAAALtA/jr4TPJKlqRo/s320/Sperequazioni-salariali-ita.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5689013432404728130" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;-schiviste e che nessuno ad oggi ha il coraggio di rappresentare, tanto meno politicamente. Operai poveri e invisibili, non rappresentabili da forze politiche e sindacali ammanicate col capitale ed espressione dell'aristocrazia operaia.&lt;br /&gt;Ma le sperequazioni non finiscono qui. Esse sono profonde anche tra gli operai non considerati poor. Come si vede dalla tabella n.2 i lavoratori delle microimprese percepiscono una retribuzione media annua pro capite di 18,4 mila euro, il 65% in meno di quella percepita in media dai dipendenti delle imprese con 250 addetti e oltre (28,1 mila euro. Un differenziale enorme. Enorme anche la dimensione del problema sociale, se si tiene conto che le aziende con più 250 dipendenti sono appena 3.502 su un totale di 4,3 milioni —quelle con meno di dieci addetti 4,1 milioni. In sostanza il 90% dei lavoratori dipendenti lavora, privo di garanzie e diritti, in aziende piccole o piccolissime. E ciò la dice lunga sul carattere in gran parte strumentale della attuale rinverdita polemica sull'Art. 18, un articolo che tutela oramai solo un'infima minoranza, e che la casta sindacale, oramai diventata un vero e proprio organo dello Stato capitalista, usa come paravento per nascondere i suoi misfatti.&lt;br /&gt;La tabella n.2 mette in mostra infine le differenze tra le retribuzioni degli operai con quelle de gli impiegati, dei quadri e dei dirigenti. Sproporzioni che fanno spavento, e che tengono fuori il rapporto coi guadagni spropositati dei manager e dei membri dei consigli di amministrazione.&lt;br /&gt;Tutto questo indica il segno di classe e neoliberista delle politiche seguite dai governi, di centro-destra e centro-sinistra, e quale sia stata l'effettiva funzione dei grandi sindacati istituzionali. I primi hanno legiferato per favorire gli interessi del capitale, i secondi hanno svolto la funzione, non più solo di pompieri, ma di veri e propri tutori degli interessi padronali e solo in seconda battuta di garanti della pace nei luoghi di lavoro. Non ci si deve dunque stupire se i lavoratori hanno voltato le spalle ai sindacati, se la conflittualità aziendale tradizionale è crollata, se gli scioperi sono sempre meno partecipati. Le vecchie modalità di resistenza hanno fatto fiasco, assieme a chi le ripropone. Nuove modalità di lotta vedranno la luce, secondo chi scrive più radicali e incontrollabili delle precedenti. Fiammate che prima o poi innescheranno un incendio generale.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Disunione europea&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Concludiamo questa breve inchiesta tornando a battere sul tasto dell'Unione europea. Nata per porre rimedio agli squilibri l'Unione e l'euro hanno finito per ingrandirli. Si parla da mesi dello spread, dei differenziali di produttività, delle disparità tra i sistemi fiscali. La setta dei neoliberisti, comè noto, insiste affinché l'Italia e i cosiddetti Piigs si adeguino agli standard tedeschi e dei paesi più "virtuosi". LorSignori si guardano bene da chiedere che anche i salari italiani siano equiparati a quelli dei paesi nordici. Essi vogliono le nozze coi fichi secchi: alta imposizione fiscale, alta produttività e i bassi salari. Non hanno la più pallida idea di come evitare il collasso dell'euro e dell'Unione, né di come usicre dalla depressione. Una cosa ce l'hanno tuttavia ben chiara, che occorre aumentare il tasso di sfruttamento, sola leva per accrescere quello dei profitti. E poi? Poi ci penserà la Provvidenza.&lt;br /&gt;Tornando all'Unione europea. Scorporando i dati Ocse e Banca d'Italia saltano agli occhi le profonde differenze tra le retribuzioni italiane e quelle degli altri paesi. Quelle italiane sono più vicine a quelle dell'Estonia che a quelle del Lussemburgo. Le retribuzioni italiane sono 14.600 euro più basse che in Lussemburgo. 10mila sotto a quelle dell'Olanda. In Germania i lavoratori ricevono una retribuzione di 5mila euro annui più alta che in Italia, in Francia 2mila. Anche in Spagna i lavoratori guadagnano 1.5oo euro in più di quelli italiani.&lt;br /&gt;Rispetto alla stessa media Ue abbiamo che i salari italiani sono 4mila euro inferiori.&lt;br /&gt;Ancora più clamorose sono le differenze salariali con paesi non euro, come il Regno Unito, o esterni anche all'Unione, come Svizzera e Norvegia. Solo dei ciechi possono negare la connessione tra sovranità monetaria nazionale mantenuta, livello delle retribuzioni dei lavoratori dipendenti, qualità del walfare e diritti sociali acquisiti.&lt;br /&gt;I paladini dell'Unione europea e dell'euro, se solo si togliessero le fette di prosciutto dagli occhi, avrebbero di che riflettere. L'introduzione dell'euro non ha solo approfondito i differenziali di rendimento dei titoli pubblici, non ha solo aumentato i divari nell&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-1k9hqxc8DWw/TvMq7EjOs7I/AAAAAAAAB30/cWnbcFubudQ/s1600/salari-Ue.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 206px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-79X0WywdEfg/TvNvsoF3EMI/AAAAAAAALtM/7Sg0bpcXnAU/s320/salari-Ue.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5689013566765994178" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;e politiche di bilancio e di welfare. L'euro è stato concausa della forbice tra i salari italiani e quelli degli altri paesi.&lt;br /&gt;Diciamo concausa, perché una causa non meno importante è stata la protervia della classe capitalista italiana, che la lotta di classe non ha mai cessato di condurla. L'ha condotta e l'ha vinta per essere esatti, con l'ausilio, diretto e indiretto di tutti quei partiti, sindacati, intellettuali e lobbies culturali che da più di vent'anni ce la menano con  il mantra che nell'era postmoderna la lotta di classe avrebbe cessato di operare e che la storia sarebbe finita.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Moreno Pasquinelli, &lt;a href="http://sollevazione.blogspot.com/2011/12/inchiesta-sui-salari-in-italia.html"&gt;Sollevazione&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6617010577768309280-8395016817187074335?l=laclasseoperaia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/feeds/8395016817187074335/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6617010577768309280&amp;postID=8395016817187074335' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/8395016817187074335'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/8395016817187074335'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/2011/12/inchiesta-sui-salari-in-italia.html' title='INCHIESTA SUI SALARI IN ITALIA'/><author><name>Riccardo Di Palma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07016977001527571666</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_ESHXVLfeB_E/SO5qOT68TuI/AAAAAAAAA0o/q2K88kT8llc/S220/Rickivariop.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-vymE1EWYes8/TvNu9kyP1ZI/AAAAAAAALs0/Ibns-92YfXw/s72-c/salari-OCSE.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6617010577768309280.post-6076853428502472573</id><published>2011-12-22T04:33:00.000-08:00</published><updated>2011-12-22T04:42:45.842-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica Nazionale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sindacato'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='salari'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pensioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavoro'/><title type='text'>UN SACCONI CON LACRIMA</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il coccodrillo ha finito le lacrime. E si prepara a un pasto molto più sostanzioso.&lt;br /&gt;Le pensioni, in fondo, erano una preda facile, visto che i partiti voleva&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-5MYwsyTm6Kc/TvMkTjrGBsI/AAAAAAAALsc/2jeAR_X_lsE/s1600/Fornero%2Blacrime-di-coccodrillo.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 218px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-5MYwsyTm6Kc/TvMkTjrGBsI/AAAAAAAALsc/2jeAR_X_lsE/s320/Fornero%2Blacrime-di-coccodrillo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5688930672711173826" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;no farla ma non pagarla elettoralmente. E i sindacati confederali erano disponibili da tempo a “cedere” su questo punto.&lt;br /&gt;La cosa meno sopportabile del ministro Elsa Fornero è il suo parlare berlusconiano. Con la menzogna incorporata, come se ogni cosa che ci viene tolta fosse fatta soltanto “per il nostro bene”. Lacrima compresa.&lt;br /&gt;Sulle pensioni l'abbiamo sentita parlare spesso di “equità intergenerazionale”, mentre Confindustria – più onestamente – parlava di “equità attuariale” (di puri numeri, insomma). Anche se ha lasciato fuori le casse professionali (che contengono quasi per intero la classe dirigente), i magistrati e i militari. Insomma i pilastri del potere, uomini che monopolizzano la ricchezza e l'uso della forza repressiva. Una fetenzia sfacciata, camuffata da “equità”.&lt;br /&gt;Ma ormai la ministra sembra a suo agio in questa parte da killer compassionevole. E vuol metter mano al mercato del lavoro, agli ammortizzatori sociali e alla formazione.&lt;br /&gt;Il ragionamento, anche su questo fronte, è particolarmente perverso. Parte addirittura dalla denuncia di un presunto “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;patto implicito tra aziende e lavoratori anziani a scapito dei giovani&lt;/span&gt;”. Che carogne 'sti lavoratori... Sanno che quando diventano anziani le imprese tendono a sbarazzarsene e – autentici “vampiri” - accettano di buon grado il prepensionamento!&lt;br /&gt;La Fornero sa bene, per professione, che la cassa integrazione è una misura pensata per aiutare le imprese, non i lavoratori. Perché è lo stato ad assumersi l'onere degli stipendi per il periodo di crisi. Sa anche dunque, che gli “ammortizzatori sociali” - come mobilità e prepensionamenti – sono stati elaborati allo stesso scopo: liberare le aziende di forza lavoro non più occupabile (nessuna azienda assume ultra-cinquantenni, tranne forse che nelle figure professionali più elevate) ed evitare le tensioni sociali conseguenti. Se è persona esperta, dunque, sa bene di mentire.&lt;br /&gt;Di quale “patto” va dunque cianciando? E perché mai il prepensionamento sarebbe “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;a scapito dei giovani”&lt;/span&gt;? Se le imprese stanno strutturalmente bene, possono assumere tutti i giovani che vogliono al posto di anziani “prepensionati”. Ma la Fornero ha fatto di più: ha allungato l'età pensionabile fino a 67 anni, con vista sui 70. Questo significa disincentivare per anni le assunzioni di giovani, perché quei posti di lavoro restano occupati più a lungo a dispetto dei lavoratori che vorrebbero ritirarsi e delle imprese che vogliono liberarsene. Se c'è qualcuno che vuol tenere “i giovani” lontani dal lavoro, dunque, è lei e tutto il governo di cui fa parte.&lt;br /&gt;Ma non è finita qui. Il primo punto della sua ipotesi di “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;riforma del mercato del lavoro&lt;/span&gt;” è l'abrogazione dell'art. 18 dello Statuto dei lavoratori. Lo chiedono le imprese, perché con il “licenziamento individuale” possono risolvere molti “problemini” fastidiosi. Per esempio mandar via i disabili, i sindacalisti e i lavoratori più combattivi, gli inidonei. Ovvero i “lesionati” fisicamente per colpa delle mansioni svolte; solo alla Fiat di Melfi ce ne sono 2.200 su poco più di 5.000. Senza l'art. 18 potrebbero venir messi fuori, magari alla spicciolata, per non dare nell'occhio. E il governo della sign&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-zu2SSwzbUko/TvMkalvVTGI/AAAAAAAALso/CxdtfSSsnP4/s1600/FORNERO%2BKLEENEX%2BDOPO%2BPENSIONI%2BLAVORO.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-zu2SSwzbUko/TvMkalvVTGI/AAAAAAAALso/CxdtfSSsnP4/s320/FORNERO%2BKLEENEX%2BDOPO%2BPENSIONI%2BLAVORO.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5688930793524907106" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ora Fornero, per evitare guai alle aziende e spese aggiuntive per l'assistenza sociale – con l'art. 6 della manovra Monti - ha abrogato la “causa di servizio”. Cosa significa? Che quei lavoratori non potranno vedersi riconosciuta una “diminuita capacità lavorativa” per colpa del lavoro che hanno fatto. Quindi: l'azienda non gli dovrà dare un risarcimento, lo Stato non dovrà pagargli una pensione anticipata, nessun altro imprenditore gli darà un lavoro proprio perché “inidonei”. Non bisogna avere molta immaginazione per vedere come andranno a finire...&lt;br /&gt;Ma alla signora Fornero piace dirla in un altro modo: «&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Giovani e donne sono i più penalizzati perché la via italiana alla flessibilità ha riguardato solo loro, risparmiando i lavoratori più anziani e garantiti&lt;/span&gt;». Prima – con Treu, Sacconi, Ichino et alii – hanno creato una fascia sociale senza più alcuna certezza (“flessibilissima”), poi vorrebbero anche usarla contro “il solito settore ipergarantito”, che sarebbe poi quella frazione residua dei loro padri che ancora non ha perso il lavoro grazie anche all'art. 18.&lt;br /&gt;Menzogna, incitamento alla “guerra tra poveri”, macelleria sociale. Qual è la differenza tra il predecessore Sacconi e il ministro Fornero? Ah, già, la lacrima....&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Dante Barontini&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6617010577768309280-6076853428502472573?l=laclasseoperaia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/feeds/6076853428502472573/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6617010577768309280&amp;postID=6076853428502472573' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/6076853428502472573'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/6076853428502472573'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/2011/12/un-sacconi-con-lacrima.html' title='UN SACCONI CON LACRIMA'/><author><name>Riccardo Di Palma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07016977001527571666</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_ESHXVLfeB_E/SO5qOT68TuI/AAAAAAAAA0o/q2K88kT8llc/S220/Rickivariop.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-5MYwsyTm6Kc/TvMkTjrGBsI/AAAAAAAALsc/2jeAR_X_lsE/s72-c/Fornero%2Blacrime-di-coccodrillo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6617010577768309280.post-6880116162656700735</id><published>2011-12-20T10:12:00.000-08:00</published><updated>2011-12-20T10:33:25.735-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica Nazionale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pensioni'/><title type='text'>UNO STILLICIDIO DI BALZELLI E SACRIFICI A SENSO UNICO</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sono sempre più numerosi gli analisti ufficiali e gli esperti di economia che ipotizzano il caso, ovviamente deprecabile, in cui saremmo di nuovo costretti a sacrifici giu&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-bo7NuZoarzU/TvDUFx71DNI/AAAAAAAALsE/TXDCun5JdVA/s1600/Monti%2Blacrime%2Besangue%2Bsalari%2Be%2Bpensioni.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-bo7NuZoarzU/TvDUFx71DNI/AAAAAAAALsE/TXDCun5JdVA/s320/Monti%2Blacrime%2Besangue%2Bsalari%2Be%2Bpensioni.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5688279525137648850" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;stificati in virtù di circostanze di “emergenza nazionale” derivanti da una ripresa degli assalti speculativi dei mercati azionari, per cui non sarebbe valsa a nulla la manovra “salva Italia” varata da Monti, che attinge dalle tasche dei cittadini oltre 30 miliardi di euro, ma secondo le stime della Confartigianato gli introiti varrebbero addirittura 63 miliardi.&lt;br /&gt;Le risorse estorte ai pensionati e ai lavoratori non sarebbero nemmeno sufficienti a pagare gli interessi accumulati, per cui è facile prevedere in anticipo l’eventualità in cui possa degenerare la crisi del debito pubblico, preannunciando l’approvazione quasi imminente di ulteriori piani di intervento, vale a dire nuovi sacrifici e nuove operazioni estorsive ad esclusivo discapito delle classi lavoratrici e dei ceti sociali meno abbienti.&lt;br /&gt;Supposto che  Monti possa eseguire il lavoro sporco che gli è stato dettato dall’alta finanza mondiale, quanto tempo trascorrerà prima che si renda necessaria una nuova manovra? Persino un avvenimento apparentemente insignificante potrebbe rimettere in moto la spirale schizofrenica dei mercati azionari e saremmo di nuovo punto e daccapo.&lt;br /&gt;Vi sono Paesi i cui titoli di stato sono valutati carta straccia e non sono marginali: il capitale finanziario internazionale sposta il denaro sulle economie più solide (si pensi ad esempio alla Germania) per garantirsi, per cui i titoli degli Stati più deboli sono costretti a pagare interessi crescenti e a spremere ulteriormente le masse popolari di quei Paesi.&lt;br /&gt;Fino a che punto sarà possibile lo sfruttamento dei proletari prima che una violenta reazione di massa renda impraticabile il meccanismo architettato per l’espropriazione?&lt;br /&gt;La cautela “democristiana” di Monti, l’invocazione di un’equità sostanzialmente falsa, il calmiere psicologico dell’eliminazione di alcuni odiosi privilegi di cui godono le cosiddette “caste”, non saranno sufficienti ad assicurare quell’atteggiamento di muta rassegnazione popolare di cui il potere ha bisogno per imporre la miseria obbligatoria. I sensori del potere sono in stato di allerta verso quanto affiora dalle viscere più profonde della società europea. La repressione potrà essere diffusa o parziale, ma non basterà.&lt;br /&gt;L’Europa è il cuore del mondo: una rivolta delle masse popolari nel continente di più antica tradizione borghese scatenerebbe squilibri irreparabili, innescando una catena di azioni incontrollabili. Non possono evitare che ciò accada, possono solo cercare di rallentare o ritardare i prossimi avvenimenti, ma non hanno neanche il tempo per farlo.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-SQKaRqCxMik/TvDTq1J2SZI/AAAAAAAALr4/vu4RLCbcDmE/s1600/MONTI%2BMANOVRA%2BEQUA.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 288px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-SQKaRqCxMik/TvDTq1J2SZI/AAAAAAAALr4/vu4RLCbcDmE/s320/MONTI%2BMANOVRA%2BEQUA.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5688279062145288594" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Tutto ciò non sfugge al proconsole italiano dell’alta finanza internazionale, ossia Monti.&lt;br /&gt;Ogni giorno si consuma un frammento dell’economia capitalista, sono chiusi o delocalizzati gli impianti produttivi, falliscono le fabbriche, crolla il potere d’acquisto dei salari. Oggi il capitalismo può solo provare a sopravvivere il più a lungo possibile, spegnendosi lentamente, ma non esistono le basi economico-sociali per una sua effettiva rinascita. Il processo ha un andamento diverso a seconda della struttura nazionale dei singoli Paesi in cui esplode la crisi. Quando la curia cattolica, con la millenaria sapienza del suo potere, suggerisce di sottrarre alle folli oscillazioni del mercato i beni di primaria importanza come cibo, medicine ed altro, è perché sente vacillare il mondo.&lt;br /&gt;Ovviamente, non è ipotizzabile che il sistema collassi all’improvviso e nello stesso tempo in tutto il globo, ma la tendenza in atto è appunto una lenta, inesorabile, atroce agonia.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Lucio Garofalo&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6617010577768309280-6880116162656700735?l=laclasseoperaia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/feeds/6880116162656700735/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6617010577768309280&amp;postID=6880116162656700735' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/6880116162656700735'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/6880116162656700735'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/2011/12/uno-stillicidio-di-balzelli-e-sacrifici.html' title='UNO STILLICIDIO DI BALZELLI E SACRIFICI A SENSO UNICO'/><author><name>Riccardo Di Palma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07016977001527571666</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_ESHXVLfeB_E/SO5qOT68TuI/AAAAAAAAA0o/q2K88kT8llc/S220/Rickivariop.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-bo7NuZoarzU/TvDUFx71DNI/AAAAAAAALsE/TXDCun5JdVA/s72-c/Monti%2Blacrime%2Besangue%2Bsalari%2Be%2Bpensioni.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6617010577768309280.post-7737706728876329334</id><published>2011-12-19T10:16:00.000-08:00</published><updated>2011-12-19T10:22:22.344-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='precariato'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sindacato'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='manifestazioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sciopero'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pensioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CCNL'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavoro'/><title type='text'>CARO BABBO NATALE</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Caro Babbo Natale,&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-8PJaEgj_dJE/Tu-ACGmM4DI/AAAAAAAALrU/1K1_i25Wy1c/s1600/almeno-risiko.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 231px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-8PJaEgj_dJE/Tu-ACGmM4DI/AAAAAAAALrU/1K1_i25Wy1c/s320/almeno-risiko.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5687905628011159602" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;quest’anno vorremmo che portassi da parte nostra un bel regalo alle varie burocrazie confederali ma siamo un po’ indecisi. Sappiamo bene che chiederti i tre volumi de Il Capitale sarebbe davvero volere troppo, allora magari potresti portargli solo quello in cui si spiega che i rapporti tra Capitale e Lavoro non sono dati una volta per sempre, ma cambiano in virtù dei rapporti di forza tra le classi. Così forse comprenderebbero che tutti gli accordi al ribasso che hanno firmato in questi anni in nome della concertazione sono serviti solo ad indebolire i lavoratori e a ridurre il loro peso e la loro forza contrattuale. Ma a pensarci bene è meglio di no. Non glielo portare, sarebbe solo fatica e carta sprecata. Tanto sappiamo tutti che non se lo leggerebbero e non saprebbero che farsene. Quindi se te ne avanza qualche copia faresti meglio a regalarla a quei lavoratori che hanno intenzione di autorganizzarsi, di unirsi e ricominciare a lottare. Potresti invece portare loro una bella confezione di Risiko, questo forse si. Così almeno almeno imparerebbero un po’ di tattica e strategia. Negli ultimi decenni CGIL, CISL e UIL hanno deciso di difendere (male, malissimo) solo una parte dei lavoratori, quella che potremmo definire dei “garantiti”, rinunciando a farsi carico di quelli che efeumisticamente venivano invece definiti “atipici”. Erano convinti che i vari interinali, co.co.co, co.co pro, part time, intermittenti, a tempo determinato, nonchè i migranti, i lavoratori a nero, i disoccupati rappresentassero un’aporia destinata ad essere riassorbita col tempo. Per cui hanno accettato di buon grado il fatto che per loro non fossero previsti gli stessi diritti che invece per gli altri erano “normalità” (ammortizatori sociali, pensione, ferie, tutele sindacali, ecc) scavando essi stessi un solco tra lavoratori stabili e lavoratori precari. Il risultato di questa (sciagurata) scelta strategica è stato quello di veder assottigliate le truppe su cui poter contare, tanto che adesso gli unici “carriarmatini” che possono disporre sul tavolo da gioco si riducono a pensionati e lavoratori a tempo indeterminato, il cui numero, per l’appunto, si riduce ogni giorno che passa. Eppure le “carte obiettivo” del padronato erano abbastanza chiare: erodere quel poco di unità di classe residua, accerchiare le c&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-PNUIX06Il_Y/Tu-AvBcIaCI/AAAAAAAALrg/E4VKtJeYxuw/s1600/Fornero%2Bsculacciate%2Bart%2B18.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-PNUIX06Il_Y/Tu-AvBcIaCI/AAAAAAAALrg/E4VKtJeYxuw/s320/Fornero%2Bsculacciate%2Bart%2B18.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5687906399720859682" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ittadelle nemiche e poi muover all’attacco degli ultimi “garantiti” riportando le “relazioni industriali” a prima del ventennio delle lotte operaie (1960-1980) e imponendo come orizzonte la precarizzazione di massa. Con i sindacati confederali sempre più concertativi, quando non direttamente collaborazionisti, e arroccati a difendere la Kamchatka con sempre meno carriarmatini, il governo della BCE ha avuto dunque gioco facile ad imporre l’ennesima controriforma delle pensioni. E adesso, stando alle dichiarazioni del ministro Fornero riportate ieri dal Corsera, proverà ad attaccare l’articolo 18 e la contrattazione collettiva forte del fatto che, grazie all’insipienza della triplice, sicuramente non troverà le resistenze che invece incontrò Berlusconi solo 8 anni fa, quando scesero in piazza milioni di lavoratori. Tutto sommato, caro Babbo Natale, risparmiati pure il Risiko. Questi non si meritano niente. Anzi se incontri la Befana digli che per loro ci vorrebbe il carbone. Ma non un sacchetto, un’intera miniera. In cui ovviamente mandarli a scavare. E digli pure che alla pala e al piccone ci pensiamo noi.&lt;br /&gt;con affetto,&lt;br /&gt;i lavoratori.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Militant&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6617010577768309280-7737706728876329334?l=laclasseoperaia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/feeds/7737706728876329334/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6617010577768309280&amp;postID=7737706728876329334' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/7737706728876329334'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/7737706728876329334'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/2011/12/caro-babbo-natale.html' title='CARO BABBO NATALE'/><author><name>Riccardo Di Palma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07016977001527571666</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_ESHXVLfeB_E/SO5qOT68TuI/AAAAAAAAA0o/q2K88kT8llc/S220/Rickivariop.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-8PJaEgj_dJE/Tu-ACGmM4DI/AAAAAAAALrU/1K1_i25Wy1c/s72-c/almeno-risiko.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6617010577768309280.post-8683961584098371179</id><published>2011-12-17T02:32:00.000-08:00</published><updated>2011-12-17T02:45:51.462-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica Nazionale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pensioni'/><title type='text'>UN GOVERNO DI CLASSE, NEL SENSO CHE STA DALLA PARTE DEI FORTI</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quale prova inequivocabile ed esemplare di “equità” e “rigore” offertaci dall’esecutivo in carica, abbiamo assistito all’immediato e prevedibile dietrofront, con la classi&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-shHjAx59YFc/Tuxwm4s3_iI/AAAAAAAALq8/MUL2-QNH4PY/s1600/Monti%2Bgoverno%2Bbanchieri%2Bdi%2BDio.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 190px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-shHjAx59YFc/Tuxwm4s3_iI/AAAAAAAALq8/MUL2-QNH4PY/s320/Monti%2Bgoverno%2Bbanchieri%2Bdi%2BDio.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5687044242820038178" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ca coda tra le gambe, in materia di cosiddette “liberalizzazioni”, uno storico cavallo di battaglia esaltato dall’ideologia bocconiana che è ascesa direttamente al governo della nazione.&lt;br /&gt;Misero e tapino il professor Monti, vittima suo malgrado (si fa per dire) dei poteri forti, ha dovuto arrendersi alle micidiali pressioni e ai ricatti esercitati dai “peones” della politica, ma soprattutto ha ceduto alle ingerenze e alle richieste provenienti puntualmente dalle lobby parlamentari dei farmacisti (sempre in prima linea) e degli altri ordini corporativi che s’intromettono costantemente nelle vicende politiche nazionali, così come ha preservato e addirittura consolidato in partenza gli interessi costituiti degli evasori fiscali, delle principali banche d’affari e delle lobby finanziarie, dell’esercito e degli alti gradi militari, delle innumerevoli caste dei privilegiati e dei corrotti che infestano ed infettano la società, dei centri di potere più o meno occulti.&lt;br /&gt;Come volevasi dimostrare, il governo Monti si è confermato estremamente “forte con i deboli e debole con i forti”, l’ennesimo governo che rivela una vocazione e un’indole “equa e rigorosa” con i “soliti noti”, ma palesemente incerta e titubante con i potenti.&lt;br /&gt;E’ troppo facile bastonare i più deboli, le fasce meno protette della società e nel contempo rinunciare a stangare le categorie più forti solo perché hanno qualcuno che li rappresenta e li difende nelle aule parlamentari con un’inaudita esibizione di arroganza. In questo riflesso di ambiguità e di ipocrisia, ma non solo in questa ostentata debolezza, è inevitabile cogliere un segno di continuità con il governo Berlusconi, con l’aggiunta di ignobili aggravanti di ordine morale e politico che sono ingiustificabili nel caso specifico.&lt;br /&gt;E’ troppo facile massacrare i pensionati e macellare i lavoratori dipendenti e nel contempo esitare, abdicare o ammutolire di fronte ai poteri forti, esentare il Vaticano che detiene il patrimonio immobiliare più ricco e più vasto del pianeta, mantenere le franchigie corporativistiche degli ordini professionali più chiusi e inaccessibili che agiscono come una vera palla al piede, per poi professarsi “liberisti” solo a chiacchiere.&lt;br /&gt;E’ troppo facile esigere sacrifici crescenti dai “poveri cristi” e nel contempo introdurre le solite deroghe a favore degli interessi di classe egemoni nel nostro sgangherato Paese.&lt;br /&gt;E’ troppo facile spogliare ed immiserire ulteriormente chi già possiede poco e nel contempo sovvenzionare le grandi &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-h1ui7ekyajE/Tuxyxau2ryI/AAAAAAAALrI/stS4SmGvNPw/s1600/mONTI%2Bculetto%2Bcos%25C3%25AC.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 236px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-h1ui7ekyajE/Tuxyxau2ryI/AAAAAAAALrI/stS4SmGvNPw/s320/mONTI%2Bculetto%2Bcos%25C3%25AC.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5687046622777093922" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;banche d’affari, finanziare le scuole private dopo aver espropriato quelle pubbliche, rilanciare la corsa agli armamenti grazie alle ingenti risorse estorte alle masse popolari, alla sanità pubblica, agli enti locali, arricchire gli speculatori, gli affaristi e gli evasori fiscali, la curia pontificia romana, l’establishment economico-militare, gli ordini corporativi superprivilegiati, il ceto politico dominante, mentre s’affossa e s’impoverisce la parte sana del Paese, quella che lavora e produce, in modo particolare la classe operaia a cui viene sottratto tutto, reddito, dignità e diritti.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Lucio Garofalo&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6617010577768309280-8683961584098371179?l=laclasseoperaia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/feeds/8683961584098371179/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6617010577768309280&amp;postID=8683961584098371179' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/8683961584098371179'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/8683961584098371179'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/2011/12/un-governo-di-classe-nel-senso-che-sta.html' title='UN GOVERNO DI CLASSE, NEL SENSO CHE STA DALLA PARTE DEI FORTI'/><author><name>Riccardo Di Palma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07016977001527571666</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_ESHXVLfeB_E/SO5qOT68TuI/AAAAAAAAA0o/q2K88kT8llc/S220/Rickivariop.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-shHjAx59YFc/Tuxwm4s3_iI/AAAAAAAALq8/MUL2-QNH4PY/s72-c/Monti%2Bgoverno%2Bbanchieri%2Bdi%2BDio.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6617010577768309280.post-6456264294408472756</id><published>2011-12-15T09:14:00.000-08:00</published><updated>2011-12-15T09:56:32.588-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica Nazionale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='crisi'/><title type='text'>DA EQUITALIA A EQUIVITTIMA (CONSERVANDO L'AVARIZIA)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I pacchi-bomba corrispondono alla fase finanziaria ed usuraia del vittim&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-miqjDBTciZg/TuosvQ2DE-I/AAAAAAAALqU/QuUEWkDb7nc/s1600/equitalia%2Bcravattari.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 217px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-miqjDBTciZg/TuosvQ2DE-I/AAAAAAAALqU/QuUEWkDb7nc/s320/equitalia%2Bcravattari.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5686406669995807714" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ismo del potere. Negli anni '70 si era in piena guerra fredda ed in un'economia in cui la produzione era ancora centrale, così il vittimismo di Stato si trovò costretto a correre il rischio di aprirsi strumentalmente ad un vero attacco armato, e si dimostrò pronto a sacrificare sul serio vari esponenti del potere intermedio, fra cui magistrati, politici, giornalisti, poliziotti, militari: una scia di morti sacrificati sull'altare della rilegittimazione del potere.&lt;br /&gt;Oggi invece possono bastare un misero pacco-bomba e la voce mediatica di una falange scalfita per trasformare Equitalia in Equivittima. Un vittimismo a costo zero. Un vittimismo avaro, nel quale rientrano a pieno titolo anche le tante lettere con pallottole spedite in questo ultimo decennio: più che di pallottole si tratta di economiche medagliette di latta elargite per fregiarsi del titolo di vittima del terrorismo ad honorem.&lt;br /&gt;Dall'1 ottobre ultimo scorso gli accertamenti di Equitalia sono diventati immediatamente esecutivi appena decorsi i sessanta giorni, senza neppure emettere l'avviso di mora, quindi riducendo a zero le possibilità di difesa dei contribuenti che non abbiano a disposizione agguerriti &lt;a href="http://www.altalex.com/index.php?idnot=16465"&gt;studi legali&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;La manovra finanziaria di maggio ha escogitato questa contromisura verso le difese che i contribuenti avevano organizzato nei confronti dei falsi accertamenti di Equitalia. Questa è stata la risposta a quanti chiedevano una "umanizzazione" del rapporto di Equitalia con i contribuenti.&lt;br /&gt;Il problema è che anche&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-x5jFKbF6b9s/Tuos2Jb8GBI/AAAAAAAALqg/D4kf5YTQau0/s1600/eQUITALIA%2BNO%2BPACCO%2BBABBO%2BNATALE.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-x5jFKbF6b9s/Tuos2Jb8GBI/AAAAAAAALqg/D4kf5YTQau0/s320/eQUITALIA%2BNO%2BPACCO%2BBABBO%2BNATALE.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5686406788266334226" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; l'usura e la mistificazione sono fenomeni specificamente umani. L'umanesimo di Equitalia prevede perciò un terrorismo senza freni e senza scrupoli nei confronti dei contribuenti deboli e, nello stesso tempo, auto-attentati molto soffici ed indolori nei propri confronti, in modo da poter vestire, senza particolari rischi, i panni della vittima.&lt;br /&gt;Il Presidente del Consiglio Monti ha ovviamente avallato il vittimismo di Equitalia, affermando che questo organismo non farebbe altro che applicare la "legge". Ma legge non significa automaticamente legalità, dato che la legge istitutiva di Equitalia, la 248/2005, manifesta un'evidente valenza torbida e criminogena. Si assiste infatti al nonsenso di due enti pubblici, l'Agenzia delle Entrate e l'Inps, che si costituiscono rispettivamente come il socio di maggioranza ed il socio di minoranza di una società per azioni; un tipo di società che, in quanto tale, dovrebbe obbedire a norme di diritto privato, ma per svolgere le medesime funzioni pubbliche che spetterebbero alla stessa Agenzia delle Entrate. Nel 2005 la società per azioni in questione si chiamava ancora Riscossione SpA; solo nel 2007 qualche mente superiore ebbe l'illuminazione di &lt;a href="http://www.camera.it/parlam/leggi/05248l.htm"&gt;ribattezzarla&lt;/a&gt; col cacofonico nome di Equitalia.&lt;br /&gt;Si tratta in effetti di una privatizzazione attuata in modo subdolo, che consente ad un organismo che svolge una funzione pubblica di avvalersi delle scappatoie derivanti dal poter giocare sulle norme del diritto privato. Oggi Equitalia è talmente potente da potersi consentire addirittura di andare a colonizzare i suoi azionisti. L'azionista di minoranza, l'INPS, si ritrova alla presidenza il vicepresidente esecutivo di Equitalia, cioè Antonio Mastrapasqua; mentre l'azionista di maggioranza, l'Agenzia delle Entrate, ha ora al vertice l'ex presidente della stessa Equitalia, Attilio Befera. Va sottolineato che Befera iniziò la sua luminosa carriera co&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-dIHmlc6QXdM/Tuos83fvrAI/AAAAAAAALqs/qPq6LJIqNhM/s1600/Equitalia%2Bbomba%2Bboom%2Bentrate.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 292px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-dIHmlc6QXdM/Tuos83fvrAI/AAAAAAAALqs/qPq6LJIqNhM/s320/Equitalia%2Bbomba%2Bboom%2Bentrate.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5686406903709543426" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;me banchiere privato, in Efibanca.&lt;br /&gt;Che legge non significhi di per sé legalità, è confermato dal fatto che l'attuale normativa sul segreto di Stato, sancita dalla Legge 124/2007 (concepita dalla mente luciferina dell'allora ministro degli Interni Giuliano Amato), appare confezionata in base all'esigenza di tutelare interessi economici e finanziari di carattere privato. L'&lt;a href="http://www.altalex.com/index.php?idnot=41541"&gt;allegato alla legge&lt;/a&gt;, che individua i casi in cui si può applicare il segreto di Stato, presenta addirittura come primo obiettivo del segreto "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La tutela di interessi economici, finanziari, industriali, scientifici, tecnologici, sanitari ed ambientali&lt;/span&gt;".&lt;br /&gt;Il fatto che anche gli interessi di Equitalia risultino tutelati e coperti dal Segreto di Stato, ovviamente non può autorizzare in nessun modo a sospettare che i pacchi-bomba siano un espediente vittimistico curato da qualche servizio segreto. Se le parole trascritte in quelle leggi hanno un senso, più che sospettare, occorrerebbe infatti riconoscere l'evidenza.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Comidad&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6617010577768309280-6456264294408472756?l=laclasseoperaia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/feeds/6456264294408472756/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6617010577768309280&amp;postID=6456264294408472756' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/6456264294408472756'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/6456264294408472756'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/2011/12/da-equitalia-equivittima-conservando.html' title='DA EQUITALIA A EQUIVITTIMA (CONSERVANDO L&apos;AVARIZIA)'/><author><name>Riccardo Di Palma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07016977001527571666</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_ESHXVLfeB_E/SO5qOT68TuI/AAAAAAAAA0o/q2K88kT8llc/S220/Rickivariop.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-miqjDBTciZg/TuosvQ2DE-I/AAAAAAAALqU/QuUEWkDb7nc/s72-c/equitalia%2Bcravattari.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6617010577768309280.post-9157613494730504170</id><published>2011-12-14T10:15:00.000-08:00</published><updated>2011-12-14T10:30:37.227-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica Nazionale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pensioni'/><title type='text'>IMPRECANDO CONTRO MONTI PRENDE A MARTELLATE SPORTELLO INPS</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si è &lt;a href="http://www.parmaoggi.it/2011/12/14/pensionato-mancato-prende-a-martellate-il-computer-dellinps/"&gt;avventato&lt;/a&gt; contro il computer dell'addetta allo sportello  dell'Inps di Parma e lo ha distrutto a martellate imprecando contro la  manovra Monti che lo avreb&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-oQto8UXszs4/TujrJWFT8wI/AAAAAAAALqI/7QZ3wAapJZc/s1600/grecia%2Bcittadino%2Bmanette.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 262px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-oQto8UXszs4/TujrJWFT8wI/AAAAAAAALqI/7QZ3wAapJZc/s320/grecia%2Bcittadino%2Bmanette.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5686053075334460162" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;be obbligato a ritardare la tanto agognata  pensione. A compiere il   gesto è stato un sessantenne parmigiano, ora  denunciato per danneggiamento a cui è stato comunicato che la riforma  Monti avrebbe ritardato la sua pensione. Lunedì scorso l'uomo è arrivato  nella sede parmigiana dell'istituto di previdenza, ha ritirato il suo  numero e si è seduto in sala di attesa. Poi, una volta scattato il suo  turno, si è avvicinato allo sportello, ha salutato l'addetta ma a quel  punto ha sfoderato un martello dalla tasca e ha iniziato a colpire il  computer di servizio, distruggendo prima la tastiera e poi il monitor.  Pochi seconda di rabbia con l'uomo che imprecava contro la manovra Monti  che lo avrebbe obbligato a lavorare ancora qualche anno e non solo per  pochi giorni.  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;p.s. non era un black block...&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: right;"&gt;&lt;a href="http://www.controlacrisi.org/notizia/Politica/2011/12/14/18096-imprecando-contro-monti-prende-a-martellate-sportello-inps/"&gt;Contro la Crisi&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6617010577768309280-9157613494730504170?l=laclasseoperaia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/feeds/9157613494730504170/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6617010577768309280&amp;postID=9157613494730504170' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/9157613494730504170'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/9157613494730504170'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/2011/12/imprecando-contro-monti-prende.html' title='IMPRECANDO CONTRO MONTI PRENDE A MARTELLATE SPORTELLO INPS'/><author><name>Riccardo Di Palma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07016977001527571666</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_ESHXVLfeB_E/SO5qOT68TuI/AAAAAAAAA0o/q2K88kT8llc/S220/Rickivariop.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-oQto8UXszs4/TujrJWFT8wI/AAAAAAAALqI/7QZ3wAapJZc/s72-c/grecia%2Bcittadino%2Bmanette.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6617010577768309280.post-7624733378133870524</id><published>2011-12-12T09:37:00.000-08:00</published><updated>2011-12-12T10:11:49.657-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica Nazionale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Economia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica internaz.'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='crisi'/><title type='text'>LE DECISIONI DEL VERTICE EUROPEO</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Scrivevo giovedì scorso, mentre aveva inizio il Vertice europeo del 8-9 dicembre: «&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Scommetto dunque che il Summit sarà l'ennesimo fiasco. Se una pezza verrà messa, allo&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-NIY8eWk3zAU/TuZDaLxUlUI/AAAAAAAALpY/nas4izQgZdQ/s1600/EURO%2Bdefault-ireland-greece.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 240px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-NIY8eWk3zAU/TuZDaLxUlUI/AAAAAAAALpY/nas4izQgZdQ/s320/EURO%2Bdefault-ireland-greece.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5685305696717149506" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;ntanerà il collasso non di un anno, ma di un mese. Ammesso che una pezza venga messa o che, nel loro sbandamento, i governanti europei non se ne escano addirittura con una pezza peggiore del buco&lt;/span&gt;». [&lt;a href="http://sollevazione.blogspot.com/2011/12/euro-de-profundis.html#more"&gt;Euro de profundis&lt;/a&gt;]. Questo giudizio si basava sulla certezza che il summit, vista anche la tetragona ma ben fondata opposizione tedesca, non avrebbe: (1) né permesso alla Bce di stampare moneta a gogò, (2) né consentito alla Bce di comprare ad libitum titoli di Stato, (3) né rimpolpato il Fondo salva-banche-salva-stati ben oltre i 500-600 miliardi, (4) né accettato di fare cassa comune emettendo eurobond. Così è stato infatti.&lt;br /&gt;Concludevo affermando che ci sarebbe forse stato un compromesso abborracciato, il quale non avrebbe tuttavia retto alla prova dei "mercati": «&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La prova del nove sarà la reazione dei mercati finanziari, non fra un mese o una settimana, ma lunedì 12 dicembre. Se il summit europeo disattenderà le aspettative dei bi&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;scazzieri dell'alta finanza, è sicura un'ondata di vendite di obbligazioni e azioni, con un crollo delle borse di magnitudine più grande di quelli dell'estate e autunno scorsi. La strada per il tracollo dell'euro sarà spianata&lt;/span&gt;». [Ibidem]&lt;br /&gt;Che il compromesso raggiunto, ovvero che la pezza rattoppata è stata peggiore del buco, come era facile prevedere, ce lo dicono i mercati finanziari —quelli che elargiscono il contante senza il quale banche e stati europei andrebbero in default.&lt;br /&gt;Questa mattina, lunedì 12 dicembre, dopo l'effimero rimbalzo di sabato, tutte le borse europee sono in ribasso. Piazza Affari cede oltre due punti percentuali. La definitiva condanna delle decisioni arzigogolate prese del vertice europeo l'ha fornita l'importante agenzia di rating Moody's. Se venerdì 9/12 aveva declassato i colossi bancari francesi infatti, ieri Moody's ha commentato che «&lt;span style="font-style: italic;"&gt;... l'assenza di misure per stabilizzare i mercati nel breve termine significa, per la zona euro e l'Ue più in generale, restare soggetti a nuovi shock e che la coesione della zona euro rimane sotto una minaccia costante&lt;/span&gt;». [&lt;a href="http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2011-12-12/vertice-salvaeuro-convinto-moodys-080734.shtml?uuid=AaHuDUTE&amp;amp;fromSearch"&gt;Il Sole24ore.com&lt;/a&gt;, 12 dicembre 2011]&lt;br /&gt;Nell'eccesso di zelo verso i governi nazionali e gli oligarchi europei, la grande stampa italiana ha espresso invece giudizi all'insegna dell'ottimismo, facendo credere che le misure adottate, quello che ha passato il convento, sono state un "decisivo passo avanti". Bastava spulciare tra le righe per capire che alle spalle dell'ostentato ottimismo prevale lo sconforto.&lt;br /&gt;Quella di Romano Prodi è stato il &lt;a href="http://www.romanoprodi.it/notizie/londra-impedisce-scientificamente-passi-avanti-ue-ha-vinto-la-germania-ora-faccia-da-locomotiva_4255.html"&gt;titolo&lt;/a&gt; più tartufesco: «&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Un progresso, anche se non una rivoluzione&lt;/span&gt;». Per Prodi il modesto rafforzamento del Fondo salva-stati, le regole di controllo dei bilanci, e l'ulteriore cessione di sovranità degli Stati a favore del rafforzamento dei poteri sovranazionali di Bruxelles e Francoforte, sono un "progresso". Prodi sa, mente sapendo di mentire, visto che, come detto sopra, quattro erano le misure "rivoluzionarie" che gli europeisti come lui si sarebbero attesi: (1) permettere alla Bce di stampare denaro in deroga ai Tratti di Maastricht e Lisbona (2) consentire alla Bce, anche in questo caso in deroga ai Tratti, di comprare ad libitum titoli di debito degli Stati al limite dell'insolvenza, (3) consolidare il Fondo salva-banche-salva-stati ben oltre i 500-600 miliardi, (4) emettere finalmente i benedetti eurobond.&lt;br /&gt;Sia detto per inciso. Queste quattro misure, spacciate come "europeiste", sono le stesse perorate dalla speculazione finanziaria globale e dalle banche, europee comprese. Questo connubio tra le richieste degli "europeisti" e quelle dei grandi squali della finanza può sorprendere solo certi sciocchi di sinistra. Il fatto è che per evitare default seriali combinati di banche e Stati europei c'è bisogno di finanziare sia le prime che i secondi, e questi quattrini si debbono appunto spillare ai "mercati", convincendoli che prestare soldi all'Europa è un buon affare e non un rischio mortale.&lt;br /&gt;La pezza rattoppata dal summit europeo reggerà? Se sì per quanto tempo? O forse non è peggiore del buco? Risposta: reggerà per qualche settimana perché è peggiore del buco. Dato che le quattro misure (il bazooka era stato definito) cruciali non sono stat prese, quali sono state le decisioni adottate? «Una tela ingarbugliata» l'ha definita qualcuno [Maximillian Cellino, Il Sole 24 Ore, 10 dicembre 2011]. Fosse solo una "tela ingarbugliata"!&lt;br /&gt;In verità si è prodotta una fratturazione che potrebbe avere conseguenze letali per L'Unione europea. Stiamo parlando della spaccatura col Regno Unito.&lt;br /&gt;Davanti alla richiesta carolingia, sostenuta dall'Italia, di andare ad una modifica dei Trattati per costringere gli Stati ad una decisiva cessione di sovranità verso gli organismi comunitari, Cameron ha deciso il veto. Il governo inglese non solo vuole tenersi stretta la propria sovranità politica e monetaria, non vuole saperne di imbrigliare la City londinese, vero e proprio tempio della iper-deregulation finanziaria, sottomettendola alle normative continentali. Si tratta del primo passo verso la secessione britannica dall'Unione. Che questa serva poi a salvare l'euro nessuno scommetterebbe un soldo bucato. Se il giudizio dei "mercati" è cruciale, si rammenti che la presenza inglese nell'Unione e quindi il peso debordante sempre avuto dalla borsa londinese nelle decisioni comunitarie, sono sempre stati considerati dai medesimi mercati finanziari una specie di polizza assicurativa, uno Swap politico di prima grandezza. La secessione inglese, funzionale alla City e alla finanza globale,  rende più difficile che questa venga in soccorso delle banche continentali e dei debiti sovrani.&lt;br /&gt;Perché quella decisa a Bruxelles sia una "tela ingarbugliata" è presto detto. Dato che le norme comunitarie affermano che per cambiare i Trattati occorre l'unanimità e dato che il veto inglese l'ha esclusa, i continentali hanno deciso di aggirare l'ostacolo e di proseguire scegliendo la strada dell'Accordo inter-governativo, che dovrà essere firmato entro marzo. In poche parole a vecchi Trattati invariati i paesi dell'eurozona (17), più gli altri dieci dell'Unione ma con proprie monete che volessero, potranno adottare, in deroga ai  medesimi, un nuovo Trattato giuridicamente vincolante.&lt;br /&gt;Ma di che stiamo parlando? «&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Che gli Stati dovranno cedere ulteriormente la propria sovranità sulle politiche macroeconomiche e di bilancio&lt;/span&gt;» [Adriana Cerretelli, &lt;a href="http://www.selpressmm.com/falck/esr_visualizza.asp?chkIm=40"&gt;Il Sole 24 Ore, 10 dicembre&lt;/a&gt;].  Che in soldoni significa «&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il rigore draconiano e l'intrusione diretta di Francoforte e Bruxelles nelle politiche di bilancio e nelle decisioni dei parlamenti nazionali, che investirà tutti ma in particolare un Paese pesantemente indebitato come l'Italia, senza dare in contropartita una sicura solidarietà collettiva&lt;/span&gt;». [Ibidem]&lt;br /&gt;Una vittoria tedesca, come è stato detto, e come c'era da aspettarsi. Ma si rivelerà una Vittoria di Pirro se, come chi scrive ritiene, i "mercati" finanziari continueranno a sbarazzarsi delle obbligazioni europee e dei titoli di debito sovrano, avvicinando il momento del redde rationem del collasso dell'euro, quindi dell'Unione che su quel pilastro si regge in piedi.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il default italiano, e non solo italiano, che lo si voglia o no, è nel novero delle probabilità. Non è più oramai questione di come evitarlo, ma di come pilotarlo e programmarlo.&lt;/span&gt; Monti,  i suoi mandanti e i suoi giannizzeri non possono dirlo ma lo sanno, e si stanno preparando alla bisogna. La manovra appena adottata non è che l'antipasto di una tremenda e infinita cura da cavallo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Moreno Pasquinelli, &lt;a href="http://sollevazione.blogspot.com/2011/12/le-decisioni-del-vertice-europeo.html#more"&gt;Sollevazione&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6617010577768309280-7624733378133870524?l=laclasseoperaia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/feeds/7624733378133870524/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6617010577768309280&amp;postID=7624733378133870524' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/7624733378133870524'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/7624733378133870524'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/2011/12/le-decisioni-del-vertice-europeo.html' title='LE DECISIONI DEL VERTICE EUROPEO'/><author><name>Riccardo Di Palma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07016977001527571666</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_ESHXVLfeB_E/SO5qOT68TuI/AAAAAAAAA0o/q2K88kT8llc/S220/Rickivariop.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-NIY8eWk3zAU/TuZDaLxUlUI/AAAAAAAALpY/nas4izQgZdQ/s72-c/EURO%2Bdefault-ireland-greece.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6617010577768309280.post-5691761423979622637</id><published>2011-12-11T10:13:00.000-08:00</published><updated>2011-12-11T10:26:17.941-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Economia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica internaz.'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='crisi'/><title type='text'>IL WELFARE TEDESCO E L'ESPANSIONISMO ECONOMICO DELLA GERMANIA</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’esclusione del Regno Unito dalle decisioni assunte nel corso dell’ultimo vertice europeo in materia di regime fiscale, è un segno inequivocabile dell’egemonia tede&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-c_KLC-uj4OI/TuT1K0_lBNI/AAAAAAAALoc/noghicNEBNI/s1600/mERKEL%2BCASALINGA%2BMONTI.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 226px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-c_KLC-uj4OI/TuT1K0_lBNI/AAAAAAAALoc/noghicNEBNI/s320/mERKEL%2BCASALINGA%2BMONTI.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5684938196021216466" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;sca nell’area dell’euro ed avvalora la tesi secondo cui è sempre più diffuso e prevalente un orientamento politico a favore di una “germanizzazione” dell’eurozona, dietro cui si riparano e si consolidano gli interessi del grande capitale finanziario internazionale.&lt;br /&gt;Il progetto egemonico tedesco era evidente fin dall’inizio. Attestare i capitali dietro lo scudo tedesco (finché regge) non è solo un’operazione di auto-difesa. Nel breve periodo la Germania disporrà di una massa di capitali tale da far pendere la bilancia dalla parte dei suoi interessi divenendo l’interlocutore europeo privilegiato del capitale finanziario mondiale, tramite il quale sarà possibile “normalizzare” l’Europa, ovvero inquadrarne le politiche economiche in modo funzionale agli interessi del grande capitale finanziario.&lt;br /&gt;Ma la stabilità tedesca dipende dalla tenuta di tutti i Paesi dell’eurozona e per consentirle di reggere esige che i Paesi economicamente  precari siano espunti dall’area o ridotti a ruoli marginali e ininfluenti. Per tale ragione si è limitato al massimo il tetto degli aiuti erogati ai Paesi in crisi e si sono poste condizioni draconiane a tutti i Paesi dove più grave appariva il rischio di uno sforamento del patto di stabilità dell’euro, ultima in ordine di tempo l’Italia. Non accettare il diktat della BCE significava uscire automaticamente dall’area dell’euro e vedere ridotti a carta straccia i titoli di stato.&lt;br /&gt;Dunque, per restare nell’area dell’euro è stata posta la condizione di soddisfare subito il pagamento degli interessi sui debiti pubblici e ridurre progressivamente tale debito fino alla solvibilità dei singoli Stati. Il carro armato tedesco, al riparo del quale si colloca il grande capitale finanziario in Europa, non può frenare la sua marcia, ma deve avanzare travolgendo tutto ciò che rischia di pregiudicare o compromettere la solidità dell’euro.&lt;br /&gt;Il ripiegamento dell’espansione dell’area dell’euro ha il preciso scopo di rafforzare le possibilità di resistenza alla crisi in una roccaforte da cui i Paesi più forti in Europa possono scaricare i più deboli, quelli meno capaci di far pagare la crisi ai proletari e che invocano aiuti per reggersi ancora. Non a caso, Germania e Francia rifiutano di emettere Eurobond, poiché esse dovrebbero coprire e garantire eventuali default degli altri Stati.&lt;br /&gt;Di ripresa non se ne parla, anzi prosegue sistematica ed inarrestabile la liquidazione dell’industria e quant’altro. Dunque, la conclusione è questa, chiara ed inequivocabile.&lt;br /&gt;L’obiettivo tedesco è di alleggerire la nave dell’euro scaricando le zavorre inutili e per restarci le condizioni sono precisamente quelle esposte in precedenza. Ma bisogna riflettere sui limiti di una simile operazione. La forza della Germania risiede soprattutto in due aspetti: un welfare all’avanguardia e l’attivo della bilancia  commerciale con gli altri Paesi. E’ noto che essa esporta principalmente all’interno del mercato europeo.&lt;br /&gt;Proviamo a chiederci per q&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-2v_c_nrqnyw/TuT1Q9dcwMI/AAAAAAAALoo/i13ot5xKhc0/s1600/Merkel%2Bnazi%2Beuro.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 236px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-2v_c_nrqnyw/TuT1Q9dcwMI/AAAAAAAALoo/i13ot5xKhc0/s320/Merkel%2Bnazi%2Beuro.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5684938301373202626" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;uali ragioni storiche la Germania possiede un welfare robusto.&lt;br /&gt;Bismarck fu l’inventore del welfare tedesco e la stessa politica sociale di Hitler dovrebbe essere studiata meglio: i pensionati non pagavano tasse, lo Stato pagava la metà del prezzo d’acquisto di una casa, la scuola era gratuita, le vacanze erano gratis per tutti i giovani. Chi pagava? Prima gli Ebrei, spogliati di tutto, poi i Paesi occupati dal Terzo Reich. Ma all’interno della Germania la compattezza intorno al nazional-socialismo era di ferro. Il popolo tedesco sapeva bene la provenienza di quel benessere.&lt;br /&gt;Oggi il welfare tedesco è addirittura progredito, ed era già il migliore. Che si inietti miseria negli altri Paesi dell’eurozona, che questa miseria divenga un motivo di debolezza utile al dominio del mondo finanziario, ben venga, secondo i capitalisti tedeschi. Anche Hitler lavorava per i capitalisti tedeschi, ma oggi il padrone è il capitale finanziario internazionale, vale a dire le grandi banche d’affari e i gruppi economico-finanziari sovranazionali. Una parte di questo padrone mondiale è senza dubbio tedesco.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Lucio Garofalo&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6617010577768309280-5691761423979622637?l=laclasseoperaia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/feeds/5691761423979622637/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6617010577768309280&amp;postID=5691761423979622637' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/5691761423979622637'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/5691761423979622637'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/2011/12/il-welfare-tedesco-e-lespansionismo.html' title='IL WELFARE TEDESCO E L&apos;ESPANSIONISMO ECONOMICO DELLA GERMANIA'/><author><name>Riccardo Di Palma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07016977001527571666</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_ESHXVLfeB_E/SO5qOT68TuI/AAAAAAAAA0o/q2K88kT8llc/S220/Rickivariop.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-c_KLC-uj4OI/TuT1K0_lBNI/AAAAAAAALoc/noghicNEBNI/s72-c/mERKEL%2BCASALINGA%2BMONTI.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6617010577768309280.post-6162495666027213234</id><published>2011-12-11T01:10:00.000-08:00</published><updated>2011-12-11T01:30:42.582-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica Nazionale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pensioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Economia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica internaz.'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='crisi'/><title type='text'>DALLE PENSIONI SI SPREME ASSISTENZIALISMO PER BANCHIERI</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Molti commentatori hanno notato che la presenza di esponenti di Banca Intesa San Paolo nel governo Monti configura alcuni evidenti conflitti d'interessi, in partico&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-wEw67mjFCB8/TuR36d6jCLI/AAAAAAAALoE/5hALbHzomYo/s1600/Pensioni%2B%2Bgoverno%2Btoglie%2Bla%2Bprima.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 308px; height: 311px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-wEw67mjFCB8/TuR36d6jCLI/AAAAAAAALoE/5hALbHzomYo/s320/Pensioni%2B%2Bgoverno%2Btoglie%2Bla%2Bprima.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5684800475994720434" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;lare nel settore delle infrastrutture, data la partecipazione della banca al business dell'alta velocità. Un aspetto che invece è stato poco messo in evidenza concerne la riforma pensionistica, poiché da tempo le banche offrono ai clienti una serie di opzioni di previdenza integrativa privata, costituendo così una concorrenza alla previdenza pubblica. Intesa San Paolo &lt;a href="http://www.intesasanpaolo.com/scriptIbve/retail20/RetailIntesaSanpaolo/ita/prev_complem/ita_prev_complem.jsp"&gt;non fa eccezione&lt;/a&gt; a riguardo, anzi è una delle banche più presenti nel settore della previdenza integrativa.  C'è da osservare però che in Italia la previdenza integrativa privata non ha mai riscosso particolare successo: solo il 23% di media, contro il 91% all'estero. La constatazione è stata fatta, con rammarico, dal presidente dell'INPS, Antonio Mastrapasqua, il quale qualche giorno fa &lt;a href="http://archiviostorico.corriere.it/2011/dicembre/02/Mastrapasqua_rendite_integrative_avanti_piano_co_8_111202005.shtml"&gt;ha invitato&lt;/a&gt; bruscamente i lavoratori italiani ad adeguarsi alla previdenza integrativa privata, da ritenersi, secondo lui, ormai "obbligatoria". Che il presidente dell'ente pubblico INPS abbia assunto una posizione così sfacciata a favore della privatizzazione della previdenza, non risulta poi tanto sorprendente, poiché Antonio Mastrapasqua è anche &lt;a href="http://www.inps.it/portale/default.aspx?lastMenu=4923&amp;amp;iMenu=1&amp;amp;iNodo=4923%3f"&gt;vicepresidente&lt;/a&gt; esecutivo di Equitalia SpA, l'agenzia di esazione e di recupero crediti. In questa unione di cariche, così apparentemente incompatibili, c'è in effetti un messaggio molto evidente.  Si delinea quindi una precisa volontà, per la quale la previdenza pubblica viene messa in condizione di non erogare più il servizio per il quale era nata; infatti il sistema contributivo pubblico non corrisponde più al traguardo di percepire una pensione, ma si configura come un tributo tout court. Il servizio previdenziale dovrà quindi essere pagato privatamente, e le varie "riforme" delle pensioni vanno appunto nel senso di quanto dichiarato da Mastrapasqua: rendere "obbligatoria" quella previdenza privata che i lavoratori non gradiscono, e ciò semplicemente negando la previdenza pubblica, che diventa nient'altro che una fiscalità mascherata. Viene così creato artificiosamente e forzosamente un business ad uso delle banche e delle compagnie assicurative: il solito assistenzialismo per ricchi.  Risulta infatti evidente dal bilancio dell'INPS, fornito dallo stesso Mastrapasqua, che i dati utilizzati per parlare di pensioni sono ampiamente truccati, come del resto si sa da sempre. A carico dell'INPS vi sono una serie di voci "improprie" che costituiscono il passivo dell'ente: il pagamento dei TFR anche delle aziende che falliscono - che sono invece un prestito forzoso dei lavoratori alle aziende -, i prepensionamenti, l'assistenza (handicap e non autosufficienza). Ma fanno la loro parte soprattutto i "fondi speciali", come la mitica "cassa di previdenza dei dirigenti d'azienda" (l'ex INPDAI) che, una volta fallita, &lt;a href="http://archiviostorico.corriere.it/2011/ottobre/02/Pensioni_Salvate_dai_Precari_co_9_111002009.shtml"&gt;è stata caricata&lt;/a&gt; sulle spalle del bilancio dei lavoratori dipendenti, che risulta invece in attivo. C'è anche però chi fa notare che, fondi speciali o meno, prima dell'arrivo di Equitalia il bilancio dell'INPS era sempre stato positivo per parecchi miliardi. Ma ciò che dovrebbe screditare maggiormente l'emergenza-pensioni riguarda proprio la storia dell'ideologia bancaria, così come risulta dai protocolli e dalle dichiarazioni del Fondo Monetario Internazionale. Questa istituzione, fondata ufficialmente nel 1946 per accordi già presi nei due anni precedenti, ha costituito sin dall'inizio un tempio del lobbying bancario, dato che da sempre tutto il suo personale dirigente proviene dalle grandi banche d'affari internazionali. Un saggio storico del 1975, "I Limiti della Potenza Americana" di Joyce e Gabriel Kolko, illustrava vari documenti del FMI e consentiva di riscontrare che le "misure di risanamento" proposte ed imposte nel 1946 erano le stesse di adesso: pareggio di bilancio, privatizzazioni e libertà di licenziamento. Anche allora la libertà di licenziamento veniva presentata come una misura per la crescita, poiché la disoccupazione era spacciata come condizione indispensabile per aumentare i livelli di produttività; mentre in realtà la disoccupazione serve solo ad aumentare i livelli di indebitamento delle masse. Queste misure furono imposte dal FMI anche al governo laburista che c'era allora in Gran Bretagna. A scompaginare le pretese del FMI intervenne l'esasperarsi delle guerra fredda. L'anticomunismo pretestuoso e propagandistico del periodo 1947/1948 prese improvvisamente corpo e concretezza nel 1949 con l'&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-M_z7afdMtRY/TuR4DOApLBI/AAAAAAAALoQ/yL9gqu55E8Q/s1600/pensione%2B%2Be%2Bvita%2Bdi%2Bmerda.bmp"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 299px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-M_z7afdMtRY/TuR4DOApLBI/AAAAAAAALoQ/yL9gqu55E8Q/s320/pensione%2B%2Be%2Bvita%2Bdi%2Bmerda.bmp" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5684800626344143890" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ascesa di Mao in Cina, e con la guerra di Corea nel 1950, che comportò uno scontro diretto tra Cina ed USA. Nel 1954 i comunisti vinsero anche in Vietnam, ed allora le oligarchie occidentali provarono davvero paura. La minaccia dell'espansione del blocco comunista determinò quindi la necessità di reperire consenso sociale in Occidente. Grazie al feticcio del pareggio di bilancio i banchieri possono tenere in ostaggio il debito degli Stati, ma sotto la spinta della minaccia comunista negli anni '50 il feticcio fu messo da parte, e si aprì così la strada al compromesso socialdemocratico che ha retto sino agli anni '70. Gli storici si sono incaricati di costruire il mito del piano Marshall per giustificare lo sviluppo dell'Europa, ma, in base ai programmi ufficiali del FMI, quello sviluppo non era affatto previsto.  Caduta venti anni fa la remora della guerra fredda, il lobbying bancario non solo si è ripresentato negli stessi termini del 1946, ma non ha trovato più nessun contrasto a livello politico. Da venti anni la NATO non incontra più ostacoli da parte di Russia e Cina, e può comportarsi nel mondo come la faina nella stia dei polli; quindi l'Occidente non ha più la necessità di cercarsi consenso sociale con il Welfare. Non si tratta di rimpiangere un blocco comunista già eroso dall'interno dalla fame di affari e di privilegi delle sue nomenklature, ma semplicemente di constatare che ogni passo avanti dell'imperialismo comporta un automatico passo indietro delle garanzie sociali; e ciò dovrebbe far riflettere gli "equidistantisti" nel momento in cui la NATO prepara aggressioni alla Siria o all'Iran.  C'è anche da osservare che sotto qualsiasi longitudine o latitudine, ed in qualunque momento storico, le ricette del FMI non cambiano mai: pareggio di bilancio, privatizzazioni, licenziamenti; e ciò va a sfatare anche il mito dei "tecnici", visto che basta la terza elementare per ripetere sempre la stessa filastrocca.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Comidad&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6617010577768309280-6162495666027213234?l=laclasseoperaia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/feeds/6162495666027213234/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6617010577768309280&amp;postID=6162495666027213234' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/6162495666027213234'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/6162495666027213234'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/2011/12/dalle-pensioni-si-spreme.html' title='DALLE PENSIONI SI SPREME ASSISTENZIALISMO PER BANCHIERI'/><author><name>Riccardo Di Palma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07016977001527571666</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_ESHXVLfeB_E/SO5qOT68TuI/AAAAAAAAA0o/q2K88kT8llc/S220/Rickivariop.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-wEw67mjFCB8/TuR36d6jCLI/AAAAAAAALoE/5hALbHzomYo/s72-c/Pensioni%2B%2Bgoverno%2Btoglie%2Bla%2Bprima.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6617010577768309280.post-8969035332364348206</id><published>2011-12-09T09:01:00.000-08:00</published><updated>2011-12-09T09:08:20.627-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica Nazionale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica internaz.'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='crisi'/><title type='text'>UNO SPETTRO S'AGGIRA PER L'EUROPA: LA RIVOLTA DEI PROLETARI</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il capitale internazionale ha individuato nella Germania il suo punto di forza e di riferimento, il bastione politico dietro cui si riparano gli interessi delle tecnocrazie&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-7osr7h6tvFU/TuI_bnfdtoI/AAAAAAAALng/5dbp_4UJ_Do/s1600/sBIRRI%2BDONNA%2BPUNTA%2BDITO%2BA%2BSBIRRO.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 209px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-7osr7h6tvFU/TuI_bnfdtoI/AAAAAAAALng/5dbp_4UJ_Do/s320/sBIRRI%2BDONNA%2BPUNTA%2BDITO%2BA%2BSBIRRO.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5684175423384958594" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; e delle élite finanziarie mondiali. Se la Germania è l’interlocutore privilegiato del grande capitale all’interno dell’area dell’euro, la conseguenza è esattamente l’imposizione dall’alto di una linea politica di “germanizzazione” di tutti i Paesi che fanno parte dell’euro, perciò chi non si adegua agli “standard” richiesti dai vertici della BCE rischia di essere emarginato dall’euro, oppure di retrocedere in una “categoria” inferiore.&lt;br /&gt;Per continuare a restare nell’euro si esige la condicio sine qua non di soddisfare subito il pagamento degli interessi sul debito pubblico e ridurre progressivamente tale debito fino alla solvibilità dei singoli Paesi. In nome di questo “totem” vengono sacrificate le conquiste che in passato l’Europa ha ottenuto in termini di progresso civile, diritti, democrazia e stato sociale, e si scatena l’ennesima offensiva capitalistica contro gli interessi della classe operaia, colpendo e tartassando puntualmente le masse proletarie.&lt;br /&gt;I sacrifici imposti al popolo italiano dall’emissario della BCE, Mario Monti, al solo scopo di assicurare il pagamento degli interessi sul debito pubblico al grande capitale finanziario, possono garantire al massimo un breve periodo di ripresa dei titoli italiani.&lt;br /&gt;Oltre il 97% di questi titoli sono incettati dalle banche che esigono pagamenti immediati, pena il tanto temuto default: sono gli usurai dell’economia globale, i signori del denaro e dell’alta finanza, i padroni delle grandi banche mondiali, a cui la BCE e le banche italiane sono consociate. Ecco a  chi  vanno i soldi estorti ai proletari italiani ed europei.&lt;br /&gt;In questo contesto storico ha un peso enorme una variabile che è un elemento imponderabile anche per il grande capitale, ossia il punto oltre il quale rischia di venir meno e di esaurirsi la rassegnazione dei proletari, rendendo imprevedibile ed ingovernabile il corso della crisi. Il tenore di vita del proletariato europeo sta precipitando verso livelli di paurosa indigenza: solo in Italia sono 18 milioni le famiglie che versano in condizioni di pauperismo, ma negli altri Paesi che si trovano in bilico tra il permanere nel&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-RmbeRgs0vyw/TuI_wQEsh0I/AAAAAAAALn4/xqKhkhGJ96U/s1600/Scontri%2BRoma%2Bbancomat%2Bspacca.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 251px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-RmbeRgs0vyw/TuI_wQEsh0I/AAAAAAAALn4/xqKhkhGJ96U/s320/Scontri%2BRoma%2Bbancomat%2Bspacca.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5684175777875920706" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;l’area dell’euro e il default, la situazione risulta addirittura peggiore.&lt;br /&gt;Le dimensioni sociali della disoccupazione raggiungono ormai cifre inquietanti, mentre il precariato è diventato uno status permanente per milioni di giovani in tutta Europa. Per i proletari indigenti non ha alcuna importanza la risalita degli indici di borsa: essi misurano la loro esistenza su ciò di cui hanno bisogno e di cui non riescono a privarsi.&lt;br /&gt;Una prossima dichiarazione di insufficienza della bilancia dei pagamenti, con il relativo varo di nuove manovre estorsive che impongano ulteriori sacrifici alle masse popolari, potrebbe non incontrare più quello spirito di rassegnazione che si richiede ai proletari.&lt;br /&gt;La repressione potrebbe non essere sufficiente, ma la preoccupazione principale del potere è che cominci a rompersi la catena dell’obbedienza al comando capitalistico.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Lucio Garofalo&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6617010577768309280-8969035332364348206?l=laclasseoperaia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/feeds/8969035332364348206/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6617010577768309280&amp;postID=8969035332364348206' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/8969035332364348206'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/8969035332364348206'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/2011/12/uno-spettro-saggira-per-leuropa-la.html' title='UNO SPETTRO S&apos;AGGIRA PER L&apos;EUROPA: LA RIVOLTA DEI PROLETARI'/><author><name>Riccardo Di Palma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07016977001527571666</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_ESHXVLfeB_E/SO5qOT68TuI/AAAAAAAAA0o/q2K88kT8llc/S220/Rickivariop.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-7osr7h6tvFU/TuI_bnfdtoI/AAAAAAAALng/5dbp_4UJ_Do/s72-c/sBIRRI%2BDONNA%2BPUNTA%2BDITO%2BA%2BSBIRRO.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6617010577768309280.post-3181051469786857295</id><published>2011-12-09T08:32:00.000-08:00</published><updated>2011-12-09T08:57:49.707-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Economia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica internaz.'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='crisi'/><title type='text'>EURO DE PROFUNDIS</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quando leggerete questo articolo saranno già note le conclusioni della riunione della Bce in corso oggi, 8 dicembre.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-Oi8X49_jzOI/TuI9uNpQPOI/AAAAAAAALnU/fTV6iYWCoHU/s1600/Euro%2Brotto.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 199px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-Oi8X49_jzOI/TuI9uNpQPOI/AAAAAAAALnU/fTV6iYWCoHU/s320/Euro%2Brotto.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5684173543840955618" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;E' dato per certo che la Banca centrale di Mario Draghi abbasserà il tasso di sconto di 25 punti base, portandolo all'1%, il livello più basso da quando esiste l'euro. Ma sarà la riunione del Consiglio d'Europa (composto dai capi di governo o di Stato dei singoli paesi dell'Unione) quella veramente decisiva per le sorti della moneta unica nonché della Ue.&lt;br /&gt;Draghi ha spiegato che la decisione della Bce di vendere denaro ad un prezzo più basso è un atto necessario data la "moderata recessione" in cui l'economia europea tutta è entrata nell'ultimo trimestre. In verità «&lt;span style="font-style: italic;"&gt;E' la situazione del sistema bancario, che si intreccia con la crisi del debito sovrano, a destare in questo momento le maggiori preoccupa&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;zioni all'Eurotower. Le banche hanno difficoltà enormi a finan&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;ziarsi sul mercato, l' interbancario è paralizzato, e questo sta producendo una stretta creditizia&lt;/span&gt; [credit crunch] &lt;span style="font-style: italic;"&gt;che a sua volta può peggiorare l'andamento dell'economia&lt;/span&gt;». [Alessandro Merli, &lt;a href="http://rassegna.governo.it/testo.asp?d=73828285"&gt;Il Sole 24 Ore, 8 dicembre 2011&lt;/a&gt;].&lt;br /&gt;Questo nel linguaggio felpato dell'analista. Detto fuori dai denti lo spettro che fa davvero paura è il default seriale di alcune grandi banche europee, alle prese con crediti inesigibili, da una parte, e col fatto che un mucchio di loro asset è composto proprio da titoli di stato che potrebbero deprezzarsi ancora, sulla strada per diventare carta straccia, non utilizzabili come collaterale, non scambiale sui mercati finanziari.&lt;br /&gt;Questo spettro aleggia sul summit europeo di domani, assieme all'altro, ad esso intrecciato, del rischio di default dei debiti sovrani di alcuni paesi, tra cui l'Italia. Non un summit ordinario dunque, ma decisivo per molti aspetti. Gli analisti, tutti o quasi convergono nel sostenere che, o il vertice riuscirà a prendere misure straordinarie o l'euro è destinato a soccombere. Nel loro gergo evocativo o big bazooka o la fine della moneta unica.&lt;br /&gt;Ma cos'è questo big bazooka? Molto semplice. «&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il mercato&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; si è messo in testa un bazooka tra i 1.000 e i 2.000 miliardi e&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; smuoverlo da questa impresa ciclopica appare allo stato attuale un'impresa ciclopica&lt;/span&gt;». [Isabella Bufacchi, I mercati mettono i leader alle strette. &lt;a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-12-07/mercati-mettono-leader-strette-230908.shtml"&gt;Il Sole 24 Ore, 8 dicembre 2011&lt;/a&gt;]&lt;br /&gt;In altre parole, i grandi predoni della finanza globale, incluse le stesse banche d'affari, non solo americane ed inglesi ma pure continentali, ritengono che &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;solo se l'Unione metterà assieme un congruo fondo salva-stati (per proprietà transitiva salva-banche) di quella dimensione si eviterà il crollo&lt;/span&gt;, con un botto ben più grande di quello dell'autunno 2008.&lt;br /&gt;Non basta. I "mercati" chiedono che la Bce, in deroga ai Trattati europei, avvii una aggressiva politica di Quantitative easing (Qe), sullo stile della Fed nordamericana. Chiedono che la Bce stampi euro in quantità industriali, che si trasformi finalmente in "prestatore di ultima istanza", prestando soldi agli Stati oltre che alle banche.&lt;br /&gt;«&lt;span style="font-style: italic;"&gt;L'opinione comune è che la Bce stia facendo troppo poco e quel poco troppo tardi. Il modello di banca centrale che i mercati hanno in mente è la Fed che &lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-CXZuuNLV8Z0/TuI8wxxzGQI/AAAAAAAALmM/wt4WrhCyk5k/s1600/euro%2Bcrack.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 192px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-CXZuuNLV8Z0/TuI8wxxzGQI/AAAAAAAALmM/wt4WrhCyk5k/s320/euro%2Bcrack.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5684172488388581634" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;negli ultimi anni, forse decenni, è stata sempre prodiga nel soccorrere banche, società finanziarie e Tesoro americano. Di tutti gli strumenti monetari, il p&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;iù apprezzato è stato e rimane il quantitative easing, ossia l'acquisto massiccio di titoli di Stato sul mercato, creando nuova moneta. Contrabbandato come aiuto all'economia, il Qe ha soprattutto l'effetto di contenere il costo del debito pubblico, tenendo bassi i tassi interesse, di aiutare l'export, poiché comprime il cambio del dollaro, e di immettere liquidità sui mercati con la quale gli investitori comprano azioni, commodity e soprattutto titoli di Stato. Così il circolo si chiude e Tesoro, banche, aziende e mercati vivono tutti felici e, per il momento, pare anche tranqu&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;illi&lt;/span&gt;». [Walter Riolfi, &lt;a href="http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2011-11-29/prestatore-ultima-istanza-221746.shtml?uuid=AaXpksPE"&gt;La Bce è già prestatore di ultima istanza,&lt;/a&gt; Il Sole 24 Ore,30 novembre 2011]&lt;br /&gt;Hanno ragione la gran parte degli analisti, che fanno eco agli squali della finanza speculativa e alle banche d'affari? Chi scrive ritiene di sì. Le cause strutturali della crisi delle economie occidentali non saranno rimosse con il Quantitative easing, ma esso allontanerebbe il default combinato di debiti sovrani e banche. Il metadone non cura il tossicodipendente, ma di certo gli evita di beccarsi un collasso a causa della crisi d'astinenza. Così la pensano, in uno strano connubio, sia neokeynesiani che neoliberisti (che divergono solo sull'uso della spesa pubblica): "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;che si stampi moneta che poi... Dio provvede&lt;/span&gt;" —ove la Provvidenza è l'aspettativa di ripresa del ciclo economico.&lt;br /&gt;Il fatto è che, alle spalle delle sceneggiate congiunte Merkel-Sarkozy, la Germania, forse sarebbe meglio dire la Grande Germania, si oppone cocciutamente al Quantitative easing, che considera alla stregua della italiana Finanza allegra ai tempi di Agostino De Pretis e Francesco Crispi.&lt;br /&gt;«&lt;span style="font-style: italic;"&gt;A 24 ore dall'inizio di un verti&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;ce cruciale per il futuro dell'Unione monetaria la Germania ieri ha sottolineato ancora una volta la necessità di riformare i Trattati adottando un nuovo assetto istituzionale per salvare la moneta unica. L'opposizione è guardata con grande timore dagli altri paesi dell'Unione, combattuti tra il desiderio di dare una risposta ambiziosa alla crisi e il timore di creare nuove incertezze&lt;/span&gt;». [Beda Romano, &lt;a href="http://mobile.ilsole24ore.com/sole24orem/post/99?url=AaFRTNSE"&gt;Merkel alza la posta sui Trattati&lt;/a&gt;, Il Sole 24 Ore, 8 dicembre 2011]&lt;br /&gt;In poche parole: la Germania non vuole saperne di cacciare la grana, di fare cassa comune, di collettivizzare i debiti sovrani e delle banche. O meglio, non dice un no categorico, ma vincola questa possibilità al cambiamento dei Trattati europei, ovvero all'obbligo per tutti i paesi di politiche di rigore ancora più stringenti.&lt;br /&gt;Due qui sono i problemi. Che politiche stringenti di rigore spingerebbero i paesi meno "virtuosi" nell'abisso di una recessione ancor più profonda, col rischio del pauperismo di massa e grandi conflitti sociali. In secondo luogo, la modifica dei Trattati, date le procedure di revisione, chiede molto tempo —la procedura di revisione può essere ordinaria o semplificata ma in ogni caso è necessaria l'unanimità e la ratifica da parte di tutti gli Stati membri—, tempi che il crollo alle porte non concede.&lt;br /&gt;Per spiegare questa refrattarietà tedesca alla terapia di Quantitative easing suggerita da tutte le parti, la sola che potrebbe evitare la fine ravvicinata dell'euro, in molti ricorrono alla spiegazione che, "&lt;span style="font-style: italic;"&gt;i governanti tedeschi sono stupidi, poiché se l'euro viene giù, saranno guai grossi anche per la Germania&lt;/span&gt;".&lt;br /&gt;Il sottoscritto dissente.&lt;br /&gt;I tedeschi non sono "stupidi", semplicemente sono loro per primi che ritengono che il gioco non valga la candela, che anche con politiche monetarie espansive la moneta unica non verrebbe salvata. Questo in primo luogo. In secondo luogo la grande borghesia tedesca fa i suoi propri interessi e non si fa irretire dalla retorica europeista. Nel vortice di una crisi dell'Unione che mette in luce i suoi difetti strutturali e congeniti, il governo tedesco, la BundesBank e da un po' di tempo la gran parte della classe dominante, pensano, in sintonia con la gran parte della loro opinione pubblica ammaestrata, anzitutto a salvare la loro baracca. Berlino non vuole né barattare né svendere la propria sovranità nazionale, che in questo decennio, alle spalle di tanti discorsi demagogici, hanno strenuamente difeso.&lt;br /&gt;Ora che tutti i nodi sono venuti al pettine, che per salvare l'Unione si dovrebbe davvero passare ad un'entità statuale e politica effettivamente sovranazionale europea, facendo una cessione decisiva di sovranità; ebbene a questo punto Berlino risponde Nein danke!&lt;br /&gt;Il fatto è, e sarebbe ora che le sinistre fideisticamente europeiste ne prendessero finalmente atto, che dentro l'Unione, gli stati-nazione, coi loro specifici interessi, le loro ambizioni geopolitiche, non sono affatto scomparsi. Dovrebbero anzi prendere atto che la crisi sistemica, mentre sfascia quella fragile e paradossale costruzione politica che è l'Unione, ha teso non solo ad allargare le distanze tra gli Stati (vedi la vicenda dello spread), ma li ha riportati in auge come i soli strumenti di autodifesa per proteggersi dal crollo generale. Solo le servili élite sinistrorse italiane ancora non vogliono prenderne atto.&lt;br /&gt;Chi scrive scommette dunque che il Summit di domani sarà l'ennesimo fiasco. Se una pezza verrà messa, allontanerà il collasso non di un anno, ma di un mese. Ammesso che una pezza venga messa o che, nel loro sbandamento, i governanti europei non se ne escano addirittura con una pezza peggiore del buco.&lt;br /&gt;Una prova del nove sarà rappresentata dalla sorte dell'Esm (Meccanismo di stabilità europeo), il fondo che dovrebbe sostituire il mai davvero decollato Efsf (Fondo salva stati europeo). Abbiamo detto che  i "mercati" ritengono che per salvare la moneta unica servono dai mille ai duemila miliardi. Quanti soldi i governi daranno in dote all'Esm? 400-600 miliardi, questa è la cifra di cui si parla. Sarebbe come dare al tossico, non il metadone, ma un'aspirina. Questa sarebbe la pezza? Il compromesso massimo che i tedeschi accetteranno? Allora prepariamoci al de profundis della moneta unica.&lt;br /&gt;Scrivevamo su SOLLEVAZIONE il 13 dicembre dell'anno passato, alle porte di un altro summit:&lt;br /&gt;«&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Lo scontro non è tra chi vu&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;ole salvare gli interessi delle banche e della speculazione finanziaria e chi vuole punirle.  La divisione è tra tedeschi e francesi, pronti a tutto pur di salvare i loro, e solo i loro, rispettivi sistemi bancari e finanziari (pieni fino all’inverosimile di titoli-carta-straccia), e gli “sfigati”, capeggiati dall’Italia, che propongono un salvataggio generalizzato,erga omnes, con una distribuzione dei costi direttamente proporzionale al portafogli di ciascuno. Due soluzioni diverse con la medesima logica alla base: socializzare le perdite, facendo pagare alle masse lavoratrici le perdite di banche e gruppi finanziari, affinché sia salvata la giostra impazzita del capitalismo-casinò.&lt;/span&gt; (...)&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Dubitiamo che la riunione del Consiglio Europeo del 16-17 dicembre riuscirà a dirimere la questione. Con molta probabilità avremo uno stallo. Si prenderà tempo, nella speranza che giunga il contagio opposto, che l&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;a crescita tedesca si estenda ai paesi a rischio. Non solo noi, ma anche i più autorevoli analisti, per non parlare dei guru-banchieri, credono che la “ripresa” non ci sarà, e che di qui a breve l’Unione sarà posta invece di fronte al dilemma se salvare o no Portogallo e Spagna, con a ruota l’esplosione del bubbone italiano, e dunque la fine dell’euro. E perché ne sono convinti? Perché la speculazione finanziaria si sta già muovendo in questa direzione, cercando di trarre dal default dei PIIGS il massimo guadagno. La più classica delle profezie che si autoavverano. La cosiddetta “politica”, i governi, riusciranno a fermare la &lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-wZSACObqYt0/TuI9ik1Cl5I/AAAAAAAALnI/_fiS1htAmhA/s1600/euro%2Bbrucia.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 255px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-wZSACObqYt0/TuI9ik1Cl5I/AAAAAAAALnI/_fiS1htAmhA/s320/euro%2Bbrucia.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5684173343905978258" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;tempesta in arrivo? No, visto che questi governi sono da decenni Comitati d’affari del capitalismo finanziario, non possono avere una cura, dal momento che sono concausa della malattia&lt;/span&gt;». [&lt;a href="http://sollevazione.blogspot.com/2010/12/eurobond-no-eurocrack.html"&gt;Eurobond? Non eurocrack!&lt;/a&gt;]&lt;br /&gt;Lo stallo, un compromesso abborracciato, era possibile l'anno scorso. Ora non più. La prova del nove sarà la reazione dei mercati finanziari, non fra un mese o una settimana, ma lunedì 12 dicembre. Se il summit europeo disattenderà le aspettative dei biscazzieri dell'alta finanza, è sicura un'ondata di vendite di obbligazioni e azioni, con un crollo delle borse di magnitudine più grande di quelli dell'estate e autunno scorsi. La strada per il tracollo dell'euro sarà spianata.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Moreno Pasquinelli, &lt;a href="http://sollevazione.blogspot.com/2011/12/euro-de-profundis.html"&gt;SOLLEVAZIONE&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6617010577768309280-3181051469786857295?l=laclasseoperaia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/feeds/3181051469786857295/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6617010577768309280&amp;postID=3181051469786857295' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/3181051469786857295'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/3181051469786857295'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/2011/12/euro-de-profundis.html' title='EURO DE PROFUNDIS'/><author><name>Riccardo Di Palma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07016977001527571666</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_ESHXVLfeB_E/SO5qOT68TuI/AAAAAAAAA0o/q2K88kT8llc/S220/Rickivariop.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-Oi8X49_jzOI/TuI9uNpQPOI/AAAAAAAALnU/fTV6iYWCoHU/s72-c/Euro%2Brotto.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6617010577768309280.post-102694269402572531</id><published>2011-12-08T12:10:00.000-08:00</published><updated>2011-12-08T12:47:30.100-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica Nazionale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pensioni'/><title type='text'>GIRO DI VITE SULLE PENSIONI</title><content type='html'>&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(51, 51, 255);"&gt;Ci risiamo: “lacrime e sangue”… Ma cosa non si farebbe per il “bene com&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-XWwO9QNMMv0/TuEeVAafaLI/AAAAAAAALlo/rQzJdeCWlHs/s1600/Monti%2Bpensioni%2Blavoratori%2Ba%2Bvita.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 257px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-XWwO9QNMMv0/TuEeVAafaLI/AAAAAAAALlo/rQzJdeCWlHs/s320/Monti%2Bpensioni%2Blavoratori%2Ba%2Bvita.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5683857550955473074" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(51, 51, 255);"&gt;une”!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;All’insegna dei sacrifici e dei risparmi piovono le randellate dei gestori del capitale, questa volta in vesti “tecniche”. Nei provvedimenti del professore Monti — presentati come “ultima spiaggia” e destinati a mettere in riga il proletariato per ridare un po’ di ossigeno al capitale finanziario (visto che quello “produttivo” non ce la fa più) — spiccano gli “interventi severi sulle pensioni” (metodo contributivo, età elevata a 62 anni per le donne che possono però lavorare anche fino a 70 anni come gli uomini, la cui età pensionabile viene elevata a 66 anni). Dunque “pensioni flessibili” (finalmente liberi i lavoratori di “fare quello che vogliono”, meno il suicidio ufficializzato, condannato dal Vaticano il quale ammicca dalla cupola di San Pietro !) per “premiare” chi dal lavoro salariato proprio non si vuol separare se non in punto di morte… Quantitativamente saranno pensioni da sopravvivenza, sempre se arriveranno, visto che riguardo all’anzianità sono previsti ben 42 anni ed un mese di contributi per gli uomini e 41 anni e 1 mese di contributi per le donne (traguardi, per così dire, irraggiungibili!). Altrimenti si pagheranno “piccole penali”. Per caramella, si parla di un accorpamento nell’Inps di alcuni enti previdenziali: immediatamente, artigiani, agricoltori e commercianti gridano allo scandalo.&lt;br /&gt;Dulcis in fundo, e ancora per i pensionati, stop agli adeguamenti delle pensioni all’inflazione: le lacrime del ministro Fornero avrebbero risparmiato “le pensioni minime” e quelle fino a 960 euro. Dopo di che si entrerebbe nelle fasce dei “pensionati agiati” e quindi resi disponibili (sempre per decreto legge) ai sacrifici per salvare l’Italia (il capitale e la borghese società).&lt;br /&gt;Poteva poi mancare la ormai famosa liberalizzazione sia di vendita farmaci della fascia C sia di apertura di nuovi negozi? Avremo una farmacia ogni 4.000 abitanti, la quale, pagando s’intende, ci fornirà pastiglie e altro per compensare le conseguenze dei digiuni forzati…&lt;br /&gt;Quindi, un’accelerazione della riforma degli ordini professionali: riduzione del tirocinio forense per gli avvocati ed eliminazione delle loro tariffe minime. E sale l’imposta di fabbricazione sulla benzina e sul diesel: aumenti previsti al consumo, Iva compresa, di altri 10 centesimi per la verde e 13,6 per il gasolio. Aumenti anche per il gpl.&lt;br /&gt;Naturalmente qualche sostegno va pur concesso alle imprese, e prontamente ecco una decina di miliardi euro di interventi per finanziare lo “sviluppo”; deducibilità integrale dell’Irap sul costo del lavoro; favori fiscali nella raccolta di capitale di rischio con un apposito meccanismo per aiutare la patrimonializzazione delle imprese (1 miliardo di euro nel 2012, 1,5 nel 2013, 3 nel 2014); altri incentivi fiscali e garanzie sui prestiti alle piccole e medie imprese (20 miliardi di credito). E le Banche? Lo Stato garantirà le loro passività, con scadenza da 3 mesi fino a 5 anni.&lt;br /&gt;Rullano i tamburi: ritorna l’imposta municipale sulla prima casa. Infine, una tantum (1,5%) sui capitali rientrati in Italia con lo “scudo fiscale” e piccole tasse sui “beni di lusso” (auto di grossa cilindrata, barche e aerei). Per… equità, dal 1° settembre potrebbe aumentare l’Iva di altri due punti percentuali. Vietato l’uso del contante oltre i 1.000 euro; qualche intervento sulle Province e poi… “tiriamo a campà”.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-3MmKgcbTZAk/TuEf90a2hUI/AAAAAAAALmA/nWLQxceUSA8/s1600/Monti%2Bgoverno%2Bsupposta%2Bsbagliata.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 201px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-3MmKgcbTZAk/TuEf90a2hUI/AAAAAAAALmA/nWLQxceUSA8/s320/Monti%2Bgoverno%2Bsupposta%2Bsbagliata.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5683859351622026562" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Che il governo tecnico del proff. Monti si sia posto l’arduo problema di “salvare l’Italia” (là dove le litigiose fazioni borghesi, e i partiti che le rappresentano in questo democratico paradiso italico, annaspavano attorno ai loro privati interessi di bottega) è più che lapalissiano. E dietro il ricatto, ma non poi tanto astratto…, di un default non soltanto nazionale, ecco che come sempre il proletariato paga. L’altare dei sacrifici viene debitamente incensato, mentre qualche buffetto sulle guance viene riservato a pochi strati della borghesia, i più deboli. Quella che per lo più figurerebbero in frange del ceto medio ormai proletarizzate. Per la più alta borghesia si accenna invece ad un “primo abbozzo di patrimoniale” in fase di un pensamento sofferto e che in partenza fa già ridere il pollame di questo Bel Paese: una patrimoniale, precisa Monti, sarebbe inapplicabile perché — udite, udite! -&lt;br /&gt;"&lt;span style="font-style: italic;"&gt;le grandi ricchezze non sono facili da cogliere fiscalmente…&lt;/span&gt; [Non solo, ma] &lt;span style="font-style: italic;"&gt;il capitale fuggirebbe immediatamente all’estero…&lt;/span&gt;"&lt;br /&gt;Quindi, affinché la borghesia italiana non venga “derisa” in campo europeo per la sua… debolezza, non c’è da fare altro che mettere in mutande il proletariato, invitandolo a “stringere la cinghia” (dopo avergli portato via anche quella) e per di più chiedendogli “uno scatto d’orgoglio”! Dopo tutto, si tratterebbe di “costi psicologici” che — se proprio si vogliono definire sacrifici — non possono far altro che strappare una lacrima al Ministro del Lavoro e delle Pari Opportunità.&lt;br /&gt;E mentre Calderoli (autore dell’ormai famoso “porcellum” parlamentare) grugnisce e i giornalisi “ragliano” (sempre secondo la Lega), con la consueta dose di ipocrisia una buona parte dell’intellighenzia borghese di ogni settore commenta a denti stretti:&lt;br /&gt;“&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Non serviva un tecnico come Monti per varare una manovra vecchio stile (…) Dal governo dei professori ci saremmo aspettati qualcosa di più…&lt;/span&gt;” (Giannini su &lt;a href="http://www.repubblica.it/economia/2011/12/05/news/molte_tasse_poca_crescita-26099701/"&gt;Repubblica&lt;/a&gt;, )&lt;br /&gt;Senza parlare della Lega o della destra più becera (con Ferrara in tuta mimetica e bretelle rosse) che sbraita: “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;si è defraudato il Popolo Sovrano; si è sospesa la politica e la democrazia&lt;/span&gt;”! Semmai è il potere del Capitale che per un momento ha gettato la maschera, affrettando i tempi per le sue necessità impellenti. Non poteva perdersi in chiacchiere sul come meglio lisciare la schiena dei proletari o addirittura facendo scegliere ai diretti interessati le parti del corpo che meglio potevano essere colpite. E i partiti, fingendosi — relativamente — indignati, in realtà si fregano le mani per aver fatto togliere da altri le castagne dal fuoco.&lt;br /&gt;Ebbene, cari signori, Monti serviva, e come! Si trattava — in piena e conclamata “democrazia borghese” — di togliere dall’impaccio partiti politici che nel Parlamento non sapevano pi&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-bGeZgzUnrcg/TuEeg-D5n0I/AAAAAAAALl0/flDWTg_8mV8/s1600/monti%2Bpensioni%2Bpaletti.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-bGeZgzUnrcg/TuEeg-D5n0I/AAAAAAAALl0/flDWTg_8mV8/s320/monti%2Bpensioni%2Bpaletti.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5683857756482281282" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ù che pesci pigliare, rischiando di perdere voti preziosi a destra e a sinistra. Il problema era, ed è sempre, quello di “fare cassa”, la sola esigenza prioritaria da soddisfare. Forse qualche personaggio politico sapeva cosa fare diversamente da quel che sta facendo il professore? Se la sarebbe sentita di mettere le mani in tasca — apertamente — al proprio elettorato di fiducia, specialmente quel ceto borghese che ha pervaso con le sue ideologie conservatrici gran parte dello stesso proletariato? Dunque, si lasci “lavorare” il professore, al di sopra delle parti (?) dopo aver stabilito, ad evitare malintesi, che rendite finanziarie e patrimoni non si toccano, manco meno gli “invisibili” del sistema tributario… I “prelievi”, per quando ridicoli, cominciano a partire dai 75.000 euro, magari sostenendo che questo “è anche il bacino sociale del lavoro dipendente”. Ma in che razza di mondo vive questa gente, prendendoci — scusate — letteralmente per il culo? A proposito sempre di “parti basse” del nostro corpo: poteva mancare un “grazie” alla Gelmini e a Marchionne per aver saputo “ridurre un poco l’handicap dell’Italia nel formare studenti, nel fare ricerca, nel fabbricare automobili”?&lt;br /&gt;Proletari, sveglia! O si deve proprio toccare il fondo del barile?&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Delta&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6617010577768309280-102694269402572531?l=laclasseoperaia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/feeds/102694269402572531/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6617010577768309280&amp;postID=102694269402572531' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/102694269402572531'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/102694269402572531'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/2011/12/giro-di-vite-sulle-pensioni.html' title='GIRO DI VITE SULLE PENSIONI'/><author><name>Riccardo Di Palma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07016977001527571666</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_ESHXVLfeB_E/SO5qOT68TuI/AAAAAAAAA0o/q2K88kT8llc/S220/Rickivariop.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-XWwO9QNMMv0/TuEeVAafaLI/AAAAAAAALlo/rQzJdeCWlHs/s72-c/Monti%2Bpensioni%2Blavoratori%2Ba%2Bvita.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6617010577768309280.post-46826372116863812</id><published>2011-12-07T12:32:00.000-08:00</published><updated>2011-12-07T12:37:08.670-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica Nazionale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pensioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavoro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='crisi'/><title type='text'>LACRIME LORO, SANGUE NOSTRO</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le lacrime del ministro Fornero sono l'immagine della consapevolezza del “lavoro sporco” messo in atto con la manovra approntata dal governo Monti. Rintracciare elem&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-Wugd0pTFA-g/Tt_N8wd1ipI/AAAAAAAALlE/51Su212j96U/s1600/Fornero%2Blacrime%2Bnoi%2Bsacrifici%2Bsangue.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 258px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-Wugd0pTFA-g/Tt_N8wd1ipI/AAAAAAAALlE/51Su212j96U/s320/Fornero%2Blacrime%2Bnoi%2Bsacrifici%2Bsangue.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5683487698450746002" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;enti di equità in questa manovra diventa impossibile anche non avendo a disposizione tutti i dettagli (dentro cui si nasconde sempre il diavolo) o le quantificazioni degli effetti delle singole misure sui vari settori sociali.&lt;br /&gt;I dati all'ingrosso parlano di 17 miliardi di nuove imposte e per 13 miliardi di tagli alla spesa pubblica e sociale. Quanto viene rispettivamente tolto al lavoro o alla rendita dentro tale composizione, azzera qualsiasi pretesa di equità e conferma la logica della lotta di classe dall'alto verso il basso.&lt;br /&gt;Dopo una esibita incertezza se agire sulle imposte dirette (Irpef, Ici) o su quelle indirette (Iva), la soluzione è stata quella di agire su entrambe colpendo in proporzione i redditi da lavoro assai più di quelli dovuti a capitale. Se la Confindustria è stata accontentata con la riduzione dell'Irap, questo sconto viene compensato con i tagli e i nuovi ticket sulla sanità.&lt;br /&gt;Il caso delle pensioni è poi emblematico. Gli effetti della manovra si sentiranno già a breve sui trattamenti pensionistici di operai, impiegati e quadri intermedi, mentre lasciano intonsi e senza la perdita di un euro quelli dei dirigenti.&lt;br /&gt;L'altra vittima consacrata sull'altare della manovra imposta dalla Bce è la concertazione, sia sul piano politico che sindacale. I partiti che pure sostengono il governo, come i sindacati “di mercato” che spesso hanno stampellato i governi precedenti, sono ormai tagliati fuori. Al massimo devono ratificare le decisioni prese dall'alto cercando di salvaguardare qualche interstizio che ne legittimi l'esistenza.&lt;br /&gt;Indicativo è il fatto è che a strepitare di più questa volta siano proprio Cisl e Uil, dando voce alle rimostranze dei settori moderati, mentre la Cgil della Camusso rappresenta plasticamente lo stallo del suo azionista di riferimento, il Pd. Il rischio è evidente: lasciare che sia la destra, anche sindacale, a gestire il malcontento sociale.&lt;br /&gt;Il paese, più che commissariato, è ormai “invaso” da poteri decisionali alieni da qualsiasi relazioni sociali non oligarchiche e quello che farà la differenza - già da oggi - è tra chi se n'è accorto e chi no. In un certo senso fanno pena le ambizioni dei partiti che sostengono il governo Monti, i quali affermano di accettare oggi il “lavoro sporco” perchè domani - quando torneranno loro a governare - ripristineranno le normali relazioni politiche, parlamentari, sindacali. E' una sanguinosa illusione. Il pareggio di bilancio in Costituzione, ad esempio, sta lì a certificare che dal 2013 le priorità, i criteri e i sistemi di governance saranno quelli indicati dal governo dei professori e dal direttorio dell'Unione Europea, indipendentemente da chi avrà la responsabilità formale del governo nazionale.&lt;br /&gt;Se è vero che la differenza è tra chi ha fatto tana da subito al governo Monti e ai suoi mandanti europei e chi ancora si crogiola nel rimpianto di una realtà che non esiste più, la responsabilità dei primi è di entrare rapidamente in campo con iniziative di resistenza, interdizione, organizzazione conflittuale dei settori sociali devastati dalla crisi e dalle manovre economiche imposte dalla Bce e dai “mercati”. Si parla di sciopero generale. Bene. Prima si organizza meglio è, ma è evidente che uno sciopero rituale, di poche ore e limitato solo ai settori del lavoro salariato ancora stabile, non avrebbe la forza di rappresentare gli interessi della composizione sociale che ha tutto da perdere dalla manovra del governo Monti e dalla subalternità dell'Italia ai diktat dell'Unione Europea.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Sergio Cararo&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6617010577768309280-46826372116863812?l=laclasseoperaia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/feeds/46826372116863812/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6617010577768309280&amp;postID=46826372116863812' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/46826372116863812'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/46826372116863812'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/2011/12/lacrime-loro-sangue-nostro.html' title='LACRIME LORO, SANGUE NOSTRO'/><author><name>Riccardo Di Palma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07016977001527571666</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_ESHXVLfeB_E/SO5qOT68TuI/AAAAAAAAA0o/q2K88kT8llc/S220/Rickivariop.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-Wugd0pTFA-g/Tt_N8wd1ipI/AAAAAAAALlE/51Su212j96U/s72-c/Fornero%2Blacrime%2Bnoi%2Bsacrifici%2Bsangue.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6617010577768309280.post-4942793944261930021</id><published>2011-12-06T09:38:00.000-08:00</published><updated>2011-12-06T10:09:21.394-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica Nazionale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pensioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Economia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='crisi'/><title type='text'>"SALVA ITALIA"? SALVABANCHE</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'omino della Trilateral lo ha implorato: lo si deve chiamare «Salva Ital&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-9bLm0yWhfro/Tt5Xw64QoCI/AAAAAAAALkg/lCivA9gmbzg/s1600/NEWS_7056.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 238px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-9bLm0yWhfro/Tt5Xw64QoCI/AAAAAAAALkg/lCivA9gmbzg/s320/NEWS_7056.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5683076277738709026" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ia». Ma il suo decreto passerà alla storia più prosaicamente come «Salvabanche». Per uno che è stato messo lì proprio per questo non è poi così disdicevole. Che poi le salvi veramente è tutto da vedere, diciamo che si sta impegnando.&lt;br /&gt;Tuttavia è questa la sostanza che va afferrata. Il decreto della domenica sera non salverà né l'Italia, né l'euro, tanto meno le condizioni di vita degli italiani. Di certo non quelle del popolo lavoratore. Cercherà invece di dissetare i vampiri della City e di Wall Street, i sadici banchieri di Francoforte, i quasi coniugi Merkozy. E darà un po' di respiro, non sappiamo per quanto, alle grandi banche del Belpaese, più o meno tutte con l'acqua alla gola, a partire da quella Banca Intesa che ha «prestato» al governo il signor Passera e la signora Fornero. A proposito del famoso conflitto d'interessi tanto evocato, ma oggi dimenticato, dagli antiberlusconiani alla Scalfari...&lt;br /&gt;Da domenica sera anche i più duri di comprendonio dovrebbero avere inteso alcune cosette. &lt;span style="color: rgb(51, 102, 255);"&gt;&lt;br /&gt;Primo&lt;/span&gt;, che il governo Monti è il governo più classista ed antipopolare della storia repubblicana. &lt;span style="color: rgb(51, 102, 255);"&gt;&lt;br /&gt;Secondo&lt;/span&gt;, che la sbandierata «equità» altro non era che una scadente mercanzia propagandistica ad uso dei gonzi.&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 102, 255);"&gt;Terzo&lt;/span&gt;, che il massacro sociale iniziato con le manovre d'estate ha compiuto un decisivo salto di qualità.&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 102, 255);"&gt;Quarto&lt;/span&gt;, che il disastro che si dice di voler evitare è in realtà già iniziato.&lt;br /&gt;La luna di miele del commissario Monti volge già al termine. Le sue carte sono ormai scoperte, ma questo non vuol dire che la stagione degli inganni sia finita. Anzi, il dibattito parlamentare alle porte ce ne offrirà un campionario vasto quanto non appassionante. «&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Noi siamo per correggerla un pochino&lt;/span&gt;», questa la frase più ardita del noto smacchiatore di leopardi di Piacenza. Un vero monumento alla specchiata qualità del politicantume attualmente in commercio.&lt;br /&gt;Mentre Monti salvava le banche - pardon, l'Italia - la signora «equità», al secolo Elsa Fornero, piangeva sul blocco, da lei stessa appena approvato, all'adeguamento delle pensioni all'inflazione, aggiudicandosi in tal modo l'edizione 2011 del Coccodrillo d'oro. Non risulta peraltro, dalle attente cronache giornalistiche, che la suddetta signora abbia avuto qualcosa da obiettare sulla cancellazione del modesto incremento alla aliquota Irpef della fascia più ricca, una misura data per certa fino alla domenica pomeriggio...&lt;br /&gt;Ma veniamo alla sostanza del decreto. Secondo le cifre ufficiali si tratterebbe di un intervento da 30 miliardi, 20 dei quali destinati alla riduzione del deficit statale, 10 a non meglio precisate misure per la mitica «crescita». Molte sono le misure odiose e classiste, dall'aumento dell'IVA di ben due punti e mezzo, alla reintroduzione dell'Ici sulla prima casa, al taglio agli Enti locali che si riverserà inevitabilmente su sanità e trasporti. Ma il vero simbolo del massacro sociale compiuto è quello contenuto nel capitolo pensioni.&lt;br /&gt;Avevamo scritto - passando per esagerati, secondo alcuni - che la ministra Fornero sognava una sorta di Soluzione finale per le pensioni dei lavoratori italiani. Ci chiedevamo piuttosto in quale misura il governo avrebbe accolto quel sogno. Ora lo sappiamo: in maniera pressoché integrale. Passaggio per tutti al contributivo, eliminazione delle pensioni di anzianità, superamento di gran carriera della soglia dei 40 anni, soglia minima per la pensione di vecchiaia a 66 anni (per gli uomini dal 2012, per le donne dal 2018), blocco delle rivalutazioni delle pensioni in essere sopra i 935 euro mensili. E chi più ne ha più ne metta.&lt;br /&gt;Non si tratta della solita controriforma, quanto piuttosto della mazzata finale alla pensione come momento di diritto sacrosanto all'ozio o, se si preferisce, al riposo. Il meccanismo di indicizzazione alla longevità, insieme a quello dei disincentivi spinge ormai verso la soglia dei 70 anni. Uno scenario da incubo, inimmaginabile anche solo qualche mese fa.&lt;br /&gt;Uno scenario che ora ha preso forma grazie al «governo dei professori», insediato dal golpista Napolitano, il noto «My favourite communist» di Henry Kissinger, fondatore di quella Trilateral che aveva come presidente europeo, fino al fatidico 13 novembre scorso, proprio l'ineffabile Mario Monti. E dite voi se non siamo alla quadratura del cerchio...&lt;br /&gt;Ma torniamo per un attimo alle pensioni, perché sicuramente qualcuno ci accuserà di nuovo di esagerare. Purtroppo non è così. La controriforma Dini aveva diviso i lavoratori italiani in due fasce: i giovani, ai quali si imponeva il più svantaggioso sistema contributivo, ma assicurandogli che lo avrebbero vantaggiosamente integrato con la previdenza complementare; i meno giovani, ai quali si sottraevano di colpo 5 anni di pensione, ma con la promessa di mantenere il più conveniente sistema retributivo.&lt;br /&gt;Mentre le garanzie per i più giovani si sono volatilizzate da tempo - a proposito, è piuttosto illuminante che alcuni Fondi pensione integrativi abbiano sospeso nelle ultime settimane le periodiche comunicazioni sul loro andamento, evidentemente falcidiato dalla debacle dei mercati finanziari - con la Soluzione finale della professoressa Fornero anche i «meno giovani» del 1995 sono ormai sistemati.&lt;br /&gt;Chi sperava di andare in pensione dopo 40 anni di lavoro (pensate un po' che privilegiati!), aveva già visto spostarsi la lancetta di un anno con la truffa delle «finestre». Ora l'asticella è salita a 42 anni (per le donne 41), ai quali si deve aggiungere un mese all'anno a partire dal 2012. Ma non basta, anche queste soglie sono soggette alla revisione periodica in base all'aspettativa di vita. La conseguenza pratica, giusto per fare un esempio, è che un lavoratore oggi quarantasettenne maturerà il diritto alla pensione (definita, pensate un po', «anticipata») con circa 45 anni di contributi. Alla faccia dell'anticipo! E poi, con quale pensione? Una pensione decurtata dal contributivo ed ulteriormente tagliata dai meccanismi disincentivanti (un 2% annuo per gli anni mancanti alla soglia di vecchiaia).&lt;br /&gt;Il combinato disposto di questi meccanismi è appunto la fine della pensione, intesa come periodo della vita da dedicare al riposo, all'ozio, alla famiglia, a quel che ognuno vuole, avendo un minimo di sicurezza economica. La Soluzione finale del governo Monti cancella sia il tempo della pensione, sempre più lontano, sempre più incerto, sia la sicurezza del suo importo. Una fine che segna anche simbolicamente la morte &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-S0orsfsLPXk/Tt5ZV45_4KI/AAAAAAAALk4/iIBOi0PKk6U/s1600/monti%2Bpensioni%2Baccelera1.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-S0orsfsLPXk/Tt5ZV45_4KI/AAAAAAAALk4/iIBOi0PKk6U/s320/monti%2Bpensioni%2Baccelera1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5683078012375916706" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;del cosiddetto Welfare State, giusto a proposito di simboli dell'Europa (e delle conquiste del movimento operaio europeo) che se ne vanno nel tritacarne del capitalismo casinò e della follia della moneta unica.&lt;br /&gt;Ora molti si chiedono se questo massacro servirà a salvare l'euro. La risposta è no, non servirà. Il vertice europeo di giovedì sembra incanalato sulla solita strada: molto fumo, nessun arrosto. L'attivismo del duo Merkel-Sarkozy non sta a significare lo sforzo di salvare la moneta unica, quanto piuttosto la volontà di salvaguardare, nello sfascio alle porte, i rispettivi interessi nazionali. Interessi da imporre, grazie a questo duopolio, agli altri paesi, tra i quali ovviamente l'italietta appena messa nelle mani del liquidatore fallimentare Mario Monti.&lt;br /&gt;Se ancora le classi dirigenti europee credessero veramente alla possibilità di evitare il naufragio dell'euro, ben altre misure si sarebbero imposte. Nella UE si sarebbe accelerato sulla riscrittura dei trattati, mentre invece sono stati accantonati anche i ben più modesti eurobond, facendo della Bce una vera banca centrale in grado di far fronte alle turbolenze dei mercati finanziari; in Italia - in questo momento l'epicentro della crisi - si sarebbe messa mano ad una mega-patrimoniale di cui invece non c'è neppure l'ombra.&lt;br /&gt;Difficile credere che i decisori di cui sopra credano davvero a quel che giurano di credere. Ma allora, ci si chiederà, perché insistono sulla strada dei sacrifici, che qualcuno continua a chiamare con un insopportabile eufemismo «austerità»? Semplice, per due motivi. Il primo è che vogliono garantire con ogni mezzo - fosse pure l'affamamento di interi popoli - gli strozzini che hanno in mano i titoli del debito statale. Il secondo, ovviamente collegato al primo, è che mentre sono disposti a sacrificare la vita di milioni di persone, non intendono sacrificare nessuna banca.&lt;br /&gt;Mentre parlano di «crescita», sanno benissimo di stare conducendo l'eurozona, e l'Italia in particolare, in una recessione paurosa di cui già si vedono i primi sintomi. Disoccupazione, chiusura di attività produttive, impoverimento generale sono la prospettiva dei prossimi anni. Ed a proposito di disoccupazione, ma davvero non si trova proprio nessun economista sfaccendato che ne calcoli all'ingrosso l'aumento generato dal mancato turn over prodotto dal blocco dell'accesso alla pensione?&lt;br /&gt;Sanno benissimo quel che stanno facendo, ma non possono fare altro, dato che quella è la loro mission. Se parliamo di decreto salvabanche non è però solo per queste considerazioni. E' anche perché il decreto contiene un preciso capitolo sulle garanzie che lo Stato darà al debito bancario. In pratica lo Stato si farà garante delle emissioni obbligazionarie delle banche italiane, secondo un indirizzo europeo che sembrava  però dovesse realizzarsi con «&lt;span style="font-style: italic;"&gt;uno schema mutualistico all'interno della UE&lt;/span&gt;», per dirla con le parole del Sole 24 Ore. Ma anche in questo caso, come per gli eurobond, come per il fondo EFSF, la mitica «solidarietà» europea si è rivelata assai poco solidale...&lt;br /&gt;Perché queste garanzie siano così impellenti è presto detto. Su scala globale il 2012 sarà l'Annus Horribilis della finanza mondiale. Ben 12mila miliardi di euro di titoli del debito (statale, bancario, e aziendale in genere) andranno in scadenza. Circa il 70% in più del 2011, anno in cui le difficoltà del rifinanziamento sono già emerse in tutta evidenza. In testa alla graduatoria dei cacciatori di capitali (preferibilmente a buon prezzo) gli Stati Uniti e il Giappone, mentre in Europa l'Italia farà la parte del leone.&lt;br /&gt;Ma non ci sono solo i debiti statali. Ci sono anche quelli privati. E qui sono le banche ad essere affamate. Si pensi al caso già citato di Banca Intesa, il cui ex ad dice di aver sacrificato il suo mega-stipendio per salvare il paese, entrando a far parte del governo Monti. Nel 2012 Banca Intesa avrà in scadenza titoli per ben 24 miliardi: chi glieli riacquisterà? Ed, eventualmente, a quale prezzo? Domande da incubo, alle quali il prode gladiatore della Trilateral, ovviamente con il disinteressato apporto del «tecnico» Passera (che, detto tra parentesi, qualcuno vorrebbe come futuro candidato premier del centrosinistra) ha risposto con il decreto di domenica sera. E a questo punto si sarà capito per quale motivo va rinominato come decreto salvabanche.&lt;br /&gt;Ieri, lunedì, la Borsa di Milano ha fatto segnare un +2,9%, ovviamente tra gli osanna dei repubblichini di Repubblica, che hanno visto in questo (peraltro modestissimo) dato la riprova della bontà della Montinomics. Se i repubblichini - che definiamo tali, tanto per il contributo instancabile che hanno assicurato alla Seconda Repubblica bipolare e maggioritaria (appunto una repubblichetta nelle mani di lorsigno&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-eHrXqze6Q-o/Tt5X7b3B6fI/AAAAAAAALks/-BoENlXv1Gc/s1600/ItaliaInfo.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 305px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-eHrXqze6Q-o/Tt5X7b3B6fI/AAAAAAAALks/-BoENlXv1Gc/s320/ItaliaInfo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5683076458390612466" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ri), quanto per il loro appoggio incondizionato alle pretese della Germania - avessero guardato gli indici delle singole società quotate avrebbero visto che la crescita è tutta da attribuirsi al traino dei titoli bancari, così beneficiati dal decreto domenicale.&lt;br /&gt;Lo Stato sarebbe davvero in grado di garantire i debiti nel caso del crac di una grossa banca nazionale? Ne dubitiamo, ma qualora avvenisse, altro non sarebbe che una gigantesca trasformazione di un debito privato in un debito pubblico, da scaricare nuovamente sul popolo lavoratore di questo disgraziato Paese. E con questo chiudiamo, sperando che si sia capito che quando si parla di «governo unico delle banche» si opera sì una semplificazione, visto che le banche altro non sono che il luogo centrale della forma che il capitalismo reale ha assunto nel suo sviluppo plurisecolare, ma si tratta di una semplificazione che tratteggia assai bene la sostanza di quel che sta avvenendo. Non un semplice slogan, dunque, ma una fotografia assai attendibile della realtà.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Leonardo Mazzei, &lt;a href="http://www.antimperialista.it/index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=1835:lsalva-italiar-salvabanche&amp;amp;catid=78:italia"&gt;Campo Antimperialista&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6617010577768309280-4942793944261930021?l=laclasseoperaia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/feeds/4942793944261930021/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6617010577768309280&amp;postID=4942793944261930021' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/4942793944261930021'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/4942793944261930021'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/2011/12/salva-italia-salvabanche.html' title='&quot;SALVA ITALIA&quot;? SALVABANCHE'/><author><name>Riccardo Di Palma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07016977001527571666</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_ESHXVLfeB_E/SO5qOT68TuI/AAAAAAAAA0o/q2K88kT8llc/S220/Rickivariop.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-9bLm0yWhfro/Tt5Xw64QoCI/AAAAAAAALkg/lCivA9gmbzg/s72-c/NEWS_7056.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6617010577768309280.post-5986153138991420692</id><published>2011-12-05T11:46:00.000-08:00</published><updated>2011-12-05T12:34:34.489-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica Nazionale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pensioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='crisi'/><title type='text'>NON CI SALVERANNO LE LACRIME</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lavorare per la Finanza? Anche No!&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-g6z2NArAeBE/Tt0gd2To-pI/AAAAAAAALj8/szQrI5nXyXo/s1600/Fornero%2Blacrime-di-coccodrillo.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 218px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-g6z2NArAeBE/Tt0gd2To-pI/AAAAAAAALj8/szQrI5nXyXo/s320/Fornero%2Blacrime-di-coccodrillo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5682734001977621138" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Eppure è proprio questo che ci viene richiesto dal nuovo governo di tecnici, tra qualche lacrimuccia ben recitata in diretta (ma non era finita l'era televisiva berlusconiana?), l'ingiunzione a tirare la cinghia, l'obbligo a lavorare di più e il populismo del neo-premier che rinuncia allo stipendio per "dare il buon esempio".&lt;br /&gt;Il governo "più amato dagli italiani" ci fa il suo bel regalo di Natale. Si sa, i tempi stringono e i mercati (queste impersonali autorità tratteggiate come novelli oracoli) chiedono "riforme strutturali" che i politici di casa nostra hanno fatto finora a gara sul chi le sostiene più convintamente.&lt;br /&gt;La manovra è stata presentata oggi ai media, arriverà in commissione Bilancio alla Camera martedì prossimo, il 13 andrà in aula per arrivare al voto a Montecitorio il 17 e in Senato prima di Natale. “I saldi devono essere quelli stabiliti, all’interno di quelli magari si potrà proporre qualche aggiustamento” aveva detto uno dei tanti neo-(sotto)segretari che compongono il nuovo esecutivo. E sì, perché il tanto stimato (soprattutto dai Mercati) professor Monti non ha ancora smesso di ripetere una litania tanto ossessiva quanto velelitaria ma al contempo molto pericolosa per il contenuto di metodo che sottintende: "pareggio di bilancio entro il 2013". Un obiettivo tanto agognato da volerlo addirittura istituire come nuovo principio costituzionale. Una mossa che qualche settimana fa veniva proposta (con l'orrore di molti) dai falchi del berlusconismo decadente.  Assumere a valore &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-Ojcn1MwwlMo/Tt0qwuAYpII/AAAAAAAALkU/KK-h_kYfxvs/s1600/Monti%2Bfornero%2Btesta%2Bcuore%2Boperai%2Bculo.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 190px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-Ojcn1MwwlMo/Tt0qwuAYpII/AAAAAAAALkU/KK-h_kYfxvs/s320/Monti%2Bfornero%2Btesta%2Bcuore%2Boperai%2Bculo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5682745321283167362" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;di riferimento il pareggio di bilancio significa abdicare a qualunque idea di politica economica, subordinandola di fatto (e di diritto) alle esigenze - ben poco "naturali" - dell'economia politica.&lt;br /&gt;Le dichiarazioni e i punti toccati oggi confermano -in peggio- quanto ci si poteva aspettare: aumento dell'età pensionabile, ritorno dell'Ici e aumenti dell'Iva (un bel tassemento "uguale per tutti" - che ovviamente colpisce i meno abbienti!), qualche piccola tassa per i super-ricchi per fare scena. Manca invece l'atteso intervento sulla patrimoniale che resta invece appena accennato, suscitanto qualche disapprovazione del Pd e il niet convinto della Cgil che parla di "manovra insopportabile". I tagli saranno invece pesanti sugli enti locali, Comuni e soprattutto Regioni che certamente non mancheranno di sforbiciare sui servizi fondamentali come la Sanità, velocizzando di fatto il processo già in atto di privatizzazione di un settore che già fa molta gola alle multinazionali della Salute.&lt;br /&gt;Lacrime e paroline di circostanza mostrano però forse anche le prime difficoltà di un governo nominato a larghe intese ma già consapevole dell'impopolarità che potrebbe incontare se perseguirà l'unica direttrice dell'obbedienza ai mercati. Nella manovra non c'è infatti ancora nulla (per ora) sul mercato del lavoro. È il settore, ha spiegato il premier Mario Monti, "nel quale è più necessaria la concertazione", "un pò meno necessaria nella previdenza e un pò meno ancora nella politica economica". Come dire che su spesa pubblica, fiscalità e salute hanno già deciso perché non c'era contro-parte (leggi: partiti "d'opposizione") a far da ostacolo.&lt;br /&gt;Se la cornice è questa tanto vale allora assumere e dichiarare apertamente che per  parte nostra opteremo per direzioni altre &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-f3-x8Wrz0lo/Tt0iJmqYhKI/AAAAAAAALkI/tJby595XRYE/s1600/Fornero%2Blacrime%2Bnoi%2Bsacrifici%2Bsangue.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 258px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-f3-x8Wrz0lo/Tt0iJmqYhKI/AAAAAAAALkI/tJby595XRYE/s320/Fornero%2Blacrime%2Bnoi%2Bsacrifici%2Bsangue.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5682735853203915938" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;e differenti, contro quel primato dell'economico che negli utili trent'anni d'indiscussa egemonia ha prodotto un sostanziale impoverimento (quantitativo e qualitativo) delle condizioni di vita. In questo senso sì - come alcuni dicono - "la crisi può essere un'occasione"... ma a patto di aver chiaro che il compito primo e ultimo del nostro lavoro politico dev'essere la costruzione di aggregati forti e di relazioni sociali ricche capaci d'incidere e sottrarci al ricatto del debito.&lt;br /&gt;Perché per poco che ci capiamo di economia e finanza, ci sembra di scorgere nelle quotidiane cronache di queste settimane l'avvicendarsi di storie sempre uguali che ci raccontano di un capitalismo ridotto alla sua essenza predatoria e di rapina. Basta vedere i nuovi capitoli della vicenda Fiat-Marchionne o le ultime puntate dell'infinita Tangentopoli italica per aver chiaro verso quale Fine c'indirizza l'elite economica e la tecno-struttura che la sostiene.&lt;br /&gt;Di intelligenza, rabbia e determinazione avremo bisogno, non di lacrime...&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Maelzel&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6617010577768309280-5986153138991420692?l=laclasseoperaia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/feeds/5986153138991420692/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6617010577768309280&amp;postID=5986153138991420692' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/5986153138991420692'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/5986153138991420692'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/2011/12/lavorare-per-la-finanza-anche-no-eppure.html' title='NON CI SALVERANNO LE LACRIME'/><author><name>Riccardo Di Palma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07016977001527571666</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_ESHXVLfeB_E/SO5qOT68TuI/AAAAAAAAA0o/q2K88kT8llc/S220/Rickivariop.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-g6z2NArAeBE/Tt0gd2To-pI/AAAAAAAALj8/szQrI5nXyXo/s72-c/Fornero%2Blacrime-di-coccodrillo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6617010577768309280.post-2382403995116785989</id><published>2011-12-05T08:28:00.000-08:00</published><updated>2011-12-05T10:25:07.671-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica Nazionale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='salari'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pensioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='crisi'/><title type='text'>LE LACRIME DELLA FORNERO E LE "MEDICINE AMARE" DEL DOTTOR MONTI</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Prime impressioni a caldo circa le “medicine amare” prescritte in conferenza stampa dal dottor Monti e dalla sua “equipe medica”. Temo che i dubbi siano legittimi e fondati.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-y8N6-MAo8hQ/Ttz06g-rS9I/AAAAAAAALjw/2GeQdYnobyw/s1600/monti%2Bmacelleria%2B-da-marietto.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 171px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-y8N6-MAo8hQ/Ttz06g-rS9I/AAAAAAAALjw/2GeQdYnobyw/s320/monti%2Bmacelleria%2B-da-marietto.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5682686115957132242" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Siamo di fronte ad una sorta di cane che si morde la coda, per cui non trascorrerà molto tempo prima che l’andamento schizofrenico della speculazione nel settore dei mercati azionari travolga nuovamente l’Italia. Di conseguenza, servirà un’altra manovra finanziaria che stangherà puntualmente e inevitabilmente le fasce sociali più deboli, ossia i proletari. I quali non potranno sopportare troppo a lungo il peso e gli effetti provocati da una serie perpetua di manovre estorsive che costituiscono una sorta di rapina istituzionale reiterata ai loro danni. Prima o poi &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;esploderà una reazione popolare, come minimo qualche rivolta sociale di massa&lt;/span&gt;. Né serviranno i blandi sedativi morali somministrati dal governo in carica, come il goffo tentativo, o più semplicemente l’annuncio propagandistico di abolire, o quanto meno ridurre, le franchigie concesse alle varie caste privilegiate, in primis le immunità e i favori riservati alla “casta” dei politici.&lt;br /&gt;Ho assistito in diretta al pianto di commozione della ministra del Welfare durante la conferenza stampa di ieri sera e mi è balzata in mente una riflessione “maligna” (sono scettico e diffidente, perciò le interpreto sospettosamente come lacrime di coccodrillo).&lt;br /&gt;Monti e i suoi ministri rappresentano ipocritamente il volto “umano” ed “elegante” di un modello di organizzazione dei rapporti politici, materiali e sociali, di fatto fallimentare.&lt;br /&gt;Il governo Monti è il “curatore fallimentare” di un assetto iniquo ed irrazionale, arido e disumano, in grado di generare solo debito, crisi, guerra, miseria e sottosviluppo. Un sistema ingordo e famelico, che stenta a funzionare e giace ormai in condizioni di lenta agonia, alla stregua di un malato terminale a cui non si stacca la spina e sopravvive a malapena in funzione vegetativa grazie a continue trasfusioni di sangue o a trattamenti intensivi che si traducono in semplici cure palliative. O come chi è sprofondato in uno stato di coma irreversibile e riceve forzatamente una sorta di accanimento terapeutico.&lt;br /&gt;Il capitalismo è (appunto)&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-tvsuxwQVqGk/Ttz0pQuplOI/AAAAAAAALjk/zy_FanQW_GU/s1600/Fornero%2Bpiange%2Bper%2Bcetrioli.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 219px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-tvsuxwQVqGk/Ttz0pQuplOI/AAAAAAAALjk/zy_FanQW_GU/s320/Fornero%2Bpiange%2Bper%2Bcetrioli.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5682685819537167586" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; una compagine moribonda, che si regge a fatica su un meccanismo di potere cinico e sprezzante, quanto abulico e autoreferenziale, che non ha più alcun fondamento di legittimità democratica e si avvita inesorabilmente su se stesso, varando politiche spregiudicate di emergenza permanente al fine di imporre e innescare una spirale infinita di manovre economiche estorsive a danno soprattutto delle classi lavoratrici e popolari. E’ facile prevedere che non possa durare troppo a lungo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Lucio Garofalo&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6617010577768309280-2382403995116785989?l=laclasseoperaia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/feeds/2382403995116785989/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6617010577768309280&amp;postID=2382403995116785989' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/2382403995116785989'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/2382403995116785989'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/2011/12/la-medicina-amara-del-dottor-monti.html' title='LE LACRIME DELLA FORNERO E LE &quot;MEDICINE AMARE&quot; DEL DOTTOR MONTI'/><author><name>Riccardo Di Palma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07016977001527571666</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_ESHXVLfeB_E/SO5qOT68TuI/AAAAAAAAA0o/q2K88kT8llc/S220/Rickivariop.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-y8N6-MAo8hQ/Ttz06g-rS9I/AAAAAAAALjw/2GeQdYnobyw/s72-c/monti%2Bmacelleria%2B-da-marietto.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6617010577768309280.post-4503285309424244933</id><published>2011-12-03T03:27:00.000-08:00</published><updated>2011-12-03T03:36:47.649-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='crisi'/><title type='text'>NESSUN SACRIFICIO PER ARRICCHIRE SPECULATORI E SFRUTTATORI</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Negli ultimi anni si è assistito alla trasformazione delle società cosiddette “opulente” ed “occidentali” in masse di lavoratori proletarizzati, con la liquidazione &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-H4nwiqFis7o/TtoJPMY7BeI/AAAAAAAALi0/2B_7MjzCDUw/s1600/phpThumb_generated_thumbnail.jpeg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 214px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-H4nwiqFis7o/TtoJPMY7BeI/AAAAAAAALi0/2B_7MjzCDUw/s320/phpThumb_generated_thumbnail.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5681864036509746658" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;degli strati sociali intermedi. In altre parole, siamo giunti a quella situazione storica in cui la società si è drasticamente polarizzata, come aveva previsto Engels, tra il proletariato e i cosiddetti “tagliatori di cedole”, ossia il capitale finanziario. E poiché i proletari, per mancanza di reddito, non riescono più ad acquistare tutte le merci che hanno prodotto, l’attuale risultato è semplicemente un misero (e, aggiungo, vano) tentativo di sopravvivenza del capitalismo sulla base delle sperequazioni materiali esistenti tra i vari Paesi del mondo.&lt;br /&gt;Ma è una fase che durerà poco, se pensiamo che oggi sono le ex colonie a soccorrere gli ex Paesi colonialisti: ad esempio, l’Angola sta acquistando i grandi beni immobiliari di Lisbona e il Portogallo sta sopravvivendo grazie agli aiuti (in termini di risorse alimentari) forniti dal Brasile, oppure la Spagna viene soccorsa dall’Argentina. E’ evidente che le ex colonie dispongono di autentiche ricchezze materiali, infatti l’Angola possiede ingenti risorse minerali, mentre l’Argentina è assai ricca di prodotti alimentari.&lt;br /&gt;Nel contempo brucia un’inimmaginabile ricchezza virtuale giocata nelle borse, che sono in preda agli andamenti schizofrenici degli indici, incluso il famigerato “spread”. Di passaggio, ricordo con il vecchio barbuto di Treviri che lo “spread”, ossia il rendimento dei titoli di stato, è semplicemente il plusvalore che il capitale finanziario estrae dai titoli di ogni Paese e la preoccupazione del capitalismo finanziario internazionale è difendere o addirittura accrescere questi profitti che non generano alcun reddito reale.&lt;br /&gt;Se non si può definire fallito, impazzito, dunque in profonda crisi, un sistema economico come il capitalismo, temo si debbano rivedere concetti essenziali quali (appunto) “crisi”, “fallimento” e così via. Se queste ed altre disfunzioni strutturali, insite nella natura stessa del capitalismo, non inducono a ritenerlo un sistema che produce solo crisi, miseria, guerra e sottosviluppo, dunque un modello fallimentare e rovinoso, da cancellare definitivamente dalla scena storica, francamente non saprei aggiungere altro.&lt;br /&gt;Sia chiaro una volta per tutte. Il sottoscritto (come tutti i proletari coscienti e incazzati) non è disposto a subire alcun sacrificio per salvare gli interessi e le franchigie di ba&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-qaI5qFe1JNY/TtoJUfan5hI/AAAAAAAALjA/sim-hxNnzwo/s1600/studenti_08_10_2011.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 206px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-qaI5qFe1JNY/TtoJUfan5hI/AAAAAAAALjA/sim-hxNnzwo/s320/studenti_08_10_2011.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5681864127516501522" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;nche, capitali finanziari, evasori fiscali, nonché le rendite e prebende delle caste privilegiate.&lt;br /&gt;Preferisco il crollo dell’euro e del capitalismo, piuttosto che pagare i debiti accumulati da un sistema di affaristi, parassiti, speculatori e delinquenti istituzionali. Monti ha annunciato provvedimenti di “equità”, ma simili promesse fanno solo ridere (o piangere) se pensiamo per un solo istante a come il nostro Paese sia scombinato, iniquo e corrotto.&lt;br /&gt;E non mi riferisco banalmente al solo ceto politico, bensì all’intera classe “digerente”.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Lucio Garofalo&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6617010577768309280-4503285309424244933?l=laclasseoperaia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/feeds/4503285309424244933/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6617010577768309280&amp;postID=4503285309424244933' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/4503285309424244933'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/4503285309424244933'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/2011/12/nessun-sacrificio-per-arricchire.html' title='NESSUN SACRIFICIO PER ARRICCHIRE SPECULATORI E SFRUTTATORI'/><author><name>Riccardo Di Palma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07016977001527571666</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_ESHXVLfeB_E/SO5qOT68TuI/AAAAAAAAA0o/q2K88kT8llc/S220/Rickivariop.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-H4nwiqFis7o/TtoJPMY7BeI/AAAAAAAALi0/2B_7MjzCDUw/s72-c/phpThumb_generated_thumbnail.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6617010577768309280.post-970925076189053083</id><published>2011-12-02T05:08:00.000-08:00</published><updated>2011-12-02T05:12:40.303-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='precariato'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica Nazionale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='società'/><title type='text'>UNA FUORIUSCITA NON DALL'EURO, MA DAL CAPITALISMO</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I mezzi di comunicazione ufficiali e la stragrande maggioranza dei partiti p&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-M7tyHA7INvw/TtjONyrWo_I/AAAAAAAALio/fiHsj35n9Xw/s1600/capitalism_canniblism.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 274px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-M7tyHA7INvw/TtjONyrWo_I/AAAAAAAALio/fiHsj35n9Xw/s320/capitalism_canniblism.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5681517666265113586" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;olitici si mostrano asserviti ai poteri forti ed insistono nel raccontarci una moltitudine di ipocrisie e luoghi comuni (oltretutto banali) sulla crisi, sulle cause, sugli effetti e sui presunti rimedi, spacciati come “riforme”, ma che sono controriforme reazionarie che tendono ad abolire le più avanzate conquiste di civiltà e di progresso ottenute dai popoli europei, un bagaglio di preziosi successi storici conseguiti grazie alle lotte dei movimenti di massa sorti nel ‘68: stato sociale, diritti e tutele a beneficio del mondo del  lavoro, ecc.&lt;br /&gt;Questi servi prezzolati professano (a chiacchiere) il nobile intento di scongiurare un duro “scontro generazionale” tra padri e figli, ma nei fatti agiscono per aizzare l’odio sociale attraverso drastiche controriforme che hanno precarizzato il mercato del lavoro ed hanno impoverito notevolmente le condizioni di lavoro e di vita di intere generazioni. Mi riferisco a quegli interventi legislativi assolutamente iniqui e devastanti (cito il pacchetto Treu e la Legge 30, meglio nota come “Legge Biagi”) rispetto ai quali le responsabilità dei governi succedutisi negli ultimi 15 anni, di centro-destra e “centro-sinistra”, sono praticamente trasversali agli schieramenti parlamentari. Gli stessi organi di informazione che ieri hanno preparato il terreno ideologico per promuovere le suddette controriforme, oggi agitano lo spauracchio propagandistico dello spread per esigere ulteriori sacrifici dei padri a favore dei figli, in nome di un presunto “patto generazionale” che è l’ennesimo raggiro istituzionale contro le famiglie dei lavoratori.&lt;br /&gt;Un’altra menzogna propinata dai mezzi di comunicazione, è lo stereotipo secondo cui la crisi finanziaria sarebbe esplosa in quanto “abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità”. In realtà, le famiglie dei lavoratori, sia i padri che a maggior ragione i figli, negli ultimi 15 anni hanno visto ridursi drammaticamente il proprio reddito e il proprio tenore di vita, per cui la percentuale di chi ha effettivamente vissuto al di sopra delle proprie possibilità si riferisce a ristrette élite che fanno capo alle rendite e ai profitti capitalistici che hanno origine nell’alta finanza, ovvero nei giochi virtuali delle borse.&lt;br /&gt;A coronamento di queste colossali bugie si propone la classica ciliegina sulla torta, vale a dire la persuasione comune, assolutamente falsa e mistificatoria, che solo il governo Monti “può salvarci dalla catastrofe”. Ma in che modo? Si pretende di curare il malato (nella fattispecie l’economia italiana, tuttavia il discorso è valido anche per altri Paesi) prescrivendo lo stesso trattamento farmacologico applicato finora, che si traduce in una serie di politiche basate sulle privatizzazioni e sulle liberalizzazioni selvagge, sulla restrizione dei diritti e degli spazi di libertà, sull’abbattimento dei salari e del potere d’acquisto dei lavoratori in seguito a scelte politiche (non “tecniche”) che produrranno una spirale viziosa e inarrestabile di rincari dei prezzi e delle imposte indirette, insomma tutte le “terapie ultraliberiste” che hanno provocato la malattia, ossia la crisi.&lt;br /&gt;Si esigeranno sacrifici crescenti da parte delle masse popolari su cui si scaricheranno gli effetti dolorosi della crisi, inasprendo la pressione fiscale tramite l’aumento dell’IVA, la reintroduzione dell’ICI, il balzo dei prezzi dei generi di prima necessità ed altre misure di austerità che deprimeranno ulteriormente i consumi e serviranno solo ad acuire e accelerare la recessione, le cui radici affondano nelle contraddizioni strutturali insite nel sistema stesso, riconducibili a fenomeni ciclici di sovrapproduzione e sottoconsumo.&lt;br /&gt;Un’altra idea ingannevole è lo “spread”, che implica l’esistenza di un’identità nazionale degli acquirenti dei titoli di stato, che ovviamente non ha alcun fondamento, nel senso che in un’economia globale non può esistere, né si può concepire, un’identità nazionale degli indici di borsa, delle transazioni finanziarie e delle operazioni speculative sui mercati azionari, che per natura e per definizione sono sovranazionali. Lo spread, ossia il rendimento dei titoli di stato, è semplicemente il plusvalore che il capitale  finanziario estrae da ogni Paese e l’assillo dei detentori del potere nell’alta finanza è conservare o accrescere questo plusvalore, poiché negli ultimi anni i profitti industriali sono calati del 40% in Europa a causa del trasferimento delle produzioni manifatturiere in quei Paesi (ad esempio Brasile, Cina e India) dove il costo della manodopera è assolutamente irrisorio.&lt;br /&gt;Il capitale finanziario internazionale ha dovuto esporre direttamente i suoi emissari, in Grecia e in Italia, per salvaguardare l’estrazione di plusvalore e mantenerlo esente da tasse. Ma se i provvedimenti annunciati da Monti non hanno determinato finora significative variazioni nell’andamento dei mercati azionari, vuol dire che neanche i suoi mandanti hanno la garanzia che riesca a compiere il piano di macelleria sociale che gli hanno commissionato. I governi europei, in evidente difficoltà di fronte alla crisi che incalza, pretendono sacrifici sempre maggiori dai lavoratori, ma nel contempo temono la minaccia di un default, addirittura il rischio di un crollo “catastrofico” dell’euro. Ma che senso ha tutto ciò per i proletari, per quei lavoratori precari a vita che non hanno nulla da perdere, se non le loro catene, e un avvenire senza dubbio migliore da guadagnare?&lt;br /&gt;Se le élite finanziarie hanno deciso di impossessarsi direttamente del governo di alcuni Stati nazionali (vedi Italia e Grecia) rimuovendo ogni mascheramento politico dei propri interessi ed esautorando l’autorità politica per sostituirsi ad essa ed essere artefice in prima persona della società capitalistica, vuol dire che principi costituzionali come “democrazia”, “sovranità popolare”, “stato sociale”, non hanno più ragion d’essere.&lt;br /&gt;Dopo che sarà svanita l’immagine apparentemente “tecnica” del governo (un concetto che implica un presupposto di neutralità che è assolutamente inesistente, e non potrebbe essere altrimenti) nel lungo periodo sarà evidente che la lotta politica non è contro la “destra berlusconiana”, bensì contro i signori del denaro e dell’alta finanza, cioè le nuove oligarchie economiche che ormai spadroneggiano in Europa e nel mondo.&lt;br /&gt;Al punto in cui siamo, urge una fuoriuscita non dall’euro, ma dal capitalismo stesso. Il superamento di un sistema corrotto e fallito come il capitalismo, non potrà avvenire solo con l’indignazione, ma serve una lotta cosciente e volontaria per eliminarlo. Servono l’azione e la creatività politica dell’odierno proletariato precario per elaborare la coscienza comune di questa necessità ed immaginare uno sbocco rivoluzionario in un’altra formazione storica. Per assurdo, il proletariato potrà vincere solo nel momento in cui abolirà se stesso in una realtà sociale senza antagonismi o divisioni tra le classi.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Lucio Garofalo&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6617010577768309280-970925076189053083?l=laclasseoperaia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/feeds/970925076189053083/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6617010577768309280&amp;postID=970925076189053083' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/970925076189053083'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/970925076189053083'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/2011/12/una-fuoriuscita-non-dalleuro-ma-dal.html' title='UNA FUORIUSCITA NON DALL&apos;EURO, MA DAL CAPITALISMO'/><author><name>Riccardo Di Palma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07016977001527571666</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_ESHXVLfeB_E/SO5qOT68TuI/AAAAAAAAA0o/q2K88kT8llc/S220/Rickivariop.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-M7tyHA7INvw/TtjONyrWo_I/AAAAAAAALio/fiHsj35n9Xw/s72-c/capitalism_canniblism.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6617010577768309280.post-3258593071927409538</id><published>2011-11-30T09:20:00.000-08:00</published><updated>2011-11-30T10:06:39.723-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica Nazionale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pensioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tfr'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lavoro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='crisi'/><title type='text'>ELSA FORNERO: L'IMBROGLIONA SIGNORA "EQUITA'"</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;Dal governo dei «professori» il più grave attacco ai diritti pensionistici&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Si dice che gli italiani non sopportassero un parlamento di "nominati". B&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-r8wheq62L_U/TtZwlX4oHvI/AAAAAAAALic/BRDIUTs-a9M/s1600/Fornero%2Bla-riforma-finale.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 233px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-r8wheq62L_U/TtZwlX4oHvI/AAAAAAAALic/BRDIUTs-a9M/s320/Fornero%2Bla-riforma-finale.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5680851767343455986" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ene, ora oltre allo stesso parlamento di prima, hanno anche un governo di "nominati". Professori e manager che nessuno ha eletto, ma che i vampiri della finanza hanno selezionato e scelto con cura.&lt;br /&gt;Tra questi si distingue la signora Fornero, professoressa di economia, consigliera di Confindustria, editorialista del Sole 24 Ore, vice presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo (ma guarda un po'), vice presidente della Compagnia di Sanpaolo, e (per gli amanti del gossip), moglie dell'economista Mario Deaglio.&lt;br /&gt;Per avere un'idea di cosa si sia occupata fino ad oggi la neo-ministra, basti ricordare il suo ruolo di componente della commissione della Banca Mondiale incaricata di «&lt;span style="font-style: italic;"&gt;valutare l'attuazione delle riforme previdenziali nei paesi con "economie in transizione&lt;/span&gt;"». Un &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Elsa_Fornero"&gt;ruolo&lt;/a&gt; che è tutto un programma.&lt;br /&gt;Ce ne occupiamo per tre motivi. Il primo è che le pensioni (quelle attuali e quelle future) sono nuovamente nel mirino dei tagliatori di Stato, sanguisughe superpagate per accanirsi con la povera gente. Il secondo è che tutto ciò ci verrà presentato come «equo», paroletta che nella neo-lingua orwelliana è l'equivalente della parola «pace» sulla bocca dei peggiori guerrafondai. Il terzo è che la sinistra del capitale (Pd, ma anche Sel) ha già deciso una plateale apertura di credito nei confronti della titolare del Ministero del Lavoro.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;La scoperta dell'acqua calda, l'ennesimo imbroglio, gli applausi di Vendola e &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;Bersani&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Giovedì scorso Fornero parlando davanti ad un'assemblea della Cna sintetizza in questo modo il suo &lt;a href="http://www.corriere.it/economia/11_novembre_24/pension-fornero-accelerare-riforma_e5f31d12-1694-11e1-a1c0-69f6106d85c1.shtml"&gt;messaggio&lt;/a&gt;: «&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La riforma delle pensioni è stata già fatta, ma va accelerata&lt;/span&gt;». Questa frasetta è quanto di più disonesto si possa immaginare. La prima parte - «&lt;span style="font-style: italic;"&gt;la riforma delle pensioni è stata già fatta&lt;/span&gt;» - è la più classica scoperta dell'acqua calda, la seconda - «&lt;span style="font-style: italic;"&gt;ma va accelerata&lt;/span&gt;» - contiene l'imbroglio ed il succo del nuovo devastante attacco alle condizioni di vita di milioni di persone che si va preparando.&lt;br /&gt;Di (contro) riforme delle pensioni ne sono state fatte diverse, da Dini in poi. Gli ultimi ritocchi sono avvenuti nelle manovre estive del precedente governo. Tutti sanno che i conti dell'Inps sono in ordine, che il Fondo lavoratori dipendenti ha un notevole attivo, che oggi in Italia l'età del pensionamento effettivo, già notevolmente superiore a quella dei lavoratori francesi, ha raggiunto quella dei tedeschi e che andrà ben oltre a legislazione attuale nei prossimi anni. Tutte realtà spesso ricordate dallo stesso presidente dell'Inps Mastrapasqua.&lt;br /&gt;Ma allora perché l'ulteriore attacco ai diritti pensionistici dei lavoratori italiani? Semplice, perché &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;i soldi che servono a garantire la finanza internazionale&lt;/span&gt; (Monti e soci sono stati messi lì per questo) &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;da qualche parte andranno presi. E non c'è nessuna intenzione di colpire i ricchi&lt;/span&gt;, tant'è che non vi sarà alcuna patrimoniale degna di questo nome. Dunque, per l'ennesima volta, le pensioni sono sotto attacco. Ma naturalmente in nome dell'«equità».&lt;br /&gt;L'imbroglio è così sfacciato che è perfino avvilente doversene occupare. Eppure, ma non deve sorprendere, esso è stato addirittura esaltato dal politicantume di centrosinistra. Se il segretario del Pd&lt;a href="http://www.asca.it/news-GOVERNO__BERSANI__NOTEVOLE_INTERVENTO_FORNERO-1069959-POL-1.html"&gt; ha parlato&lt;/a&gt; di «&lt;span style="font-style: italic;"&gt;intervento veramente notevole sia nel merito che nei toni&lt;/span&gt;», per il &lt;a href="http://www.sinistraecologialiberta.it/comunicati-stampa/pensioni-vendola-bene-fornero-ha-ridimensionato-il-tema-fino-a-ieri-era-oggetto-di-isteria-ideologica-collettiva/"&gt;leader&lt;/a&gt; di Sel «&lt;span style="font-style: italic;"&gt;bene la ministra che ha ridimensionato la portata del tema pensioni&lt;/span&gt;».&lt;br /&gt;Ora, lasciando perdere le lodi sperticate di Bersani, non sappiamo dove sia il ridimensionamento ravvisato da Vendola. Quest'ultimo, con ogni probabilità, non sa neppure di cosa si sta parlando, ma deve cogliere ogni occasione per rim&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-HadOITyQaaI/TtZup18Gm0I/AAAAAAAALh4/fApkNq8bncQ/s1600/pensioni-%2B1%2Beuro%2Ba%2Bcazzata.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 265px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-HadOITyQaaI/TtZup18Gm0I/AAAAAAAALh4/fApkNq8bncQ/s400/pensioni-%2B1%2Beuro%2Ba%2Bcazzata.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5680849645107321666" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;anere interno ai giochi di potere. Aggrapparsi ad una parola è il loro esercizio quotidiano, in modo da poter sempre aggirare le questioni. Lasciamoli perdere ed entriamo nel merito.&lt;br /&gt;Sabato 26 novembre, la Repubblica, un giornale così estasiato dal «governo delle élite» da non sapersi ormai più trattenere dal manifestare la gioia di poter infilzare il popolo lavoratore al posto del buffone di Arcore, si è preso la briga di presentare ai suoi lettori il Fornero-pensiero, pubblicando ampi stralci di un suo articolo uscito pochi giorni prima della nomina a ministro.&lt;br /&gt;Non sappiamo in quale percentuale il governo Monti saprà tradurre in interventi legislativi la ricetta antipopolare della professoressa, ma sta di fatto che tutti i giornali discutono dei prossimi interventi governativi a partire dalle idee della Fornero. Idee devastanti, della cui gravità ancora non ci si rende conto.&lt;div style="text-align: center; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La «soluzione finale»&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Come ovvio (ci mancherebbe!), la ministra giudica positivamente tutti i tagli fin qui effettuati, ma li considera insufficienti, uno «spezzatino» a cui dare ordine con una sorta di «soluzione finale». Per costei ci sono ancora troppi privilegi. Già, ma quali? I privilegiati sarebbero coloro che ancora godono dei benefici del sistema retributivo. Più esattamente, come l'autrice &lt;a href="http://www.agi.it/in-primo-piano/notizie/201111261021-ipp-rt10009-pensioni_fornero_contributivo_per_tutti_e_alt_a_privilegi?overrideStyleTemplateId=root/import/style/style-articolo-dettaglio-newson---mobile;overrideTemplateId=root/import/articolo/articolo-mobile"&gt;precisa&lt;/a&gt;, si tratta dei «&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"salvati" oggi ancora attivi nel mercato del lavoro, ossia i lavoratori nati tra il 1950 e il 1962&lt;/span&gt;».&lt;br /&gt;Il caso vuole che si tratti proprio della stessa generazione protagonista delle lotte degli anni settanta. Che si consumi in questo modo un'ennesima vendetta di classe? Quel che è certo è che si tratta di una fascia di lavoratori che ha già pagato abbondantemente le controriforme degli ultimi anni, come dimostreremo più avanti.&lt;br /&gt;Ora&lt;a href="http://www.tgcom24.mediaset.it/economia/articoli/1029230/pensioni-contributivo-per-tutti.shtml"&gt; lasciamo parlare&lt;/a&gt; la Fornero, che se non altro ha il pregio della chiarezza:&lt;br /&gt;«&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Si tratterebbe di applicare, a partire dal 2012, il metodo contributivo pro-rata per tutti i lavoratori, rendendo subito effettive un'età minima di pensionamento pari a sessantatré anni e una "fascia di flessibilità" che incoraggi il lavoratore a ritardare l'uscita fino ai sessantotto (settanta) anni, con un incremento di pen&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;sione che - secondo calcoli matematici, e non in base ad arbitrari criteri politici - tenga conto dei maggiori contributi versati e della maggiore età. I requisiti minimi e massimi sarebbero successivamente indicizzati alla longevità, così come già previsto dalla normativa vigente&lt;/span&gt;».&lt;br /&gt;In poche righe ecco il cuore della proposta, riassumibile in quattro punti: contributivo per tutti, abolizione definitiva delle pensioni di anzianità, meccanismo premiale per incentivare la permanenza al lavoro, il tutto integrato dall'indicizzazione alla longevità in base alla legislazione vigente.&lt;br /&gt;Vediamo brevemente le conseguenze micidiali di questi quattro aspetti.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Contributivo per tutti&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Questa misura ci viene presentata come il massimo dell'equità. Il ragionamento è semplice: poiché il sistema retributivo è più vantaggioso di quello contributivo, azzeriamo questa differenza portando tutti al contributivo. Ora, se di equità si trattasse, logica vorrebbe che ad un peggioramento per i «privilegiati» del 1950-1962 corrispondesse un miglioramento per gli altri lavoratori. Peccato che un simile meccanismo non sia stato neppure preso in considerazione.&lt;br /&gt;A questa banale osservazione ne va aggiunta un'altra, probabilmente meno evidente della prima. Bisogna sapere che la differenziazione tra queste fasce di lavoratori, decisa dalla controriforma Dini del 1995, venne motivata con il fatto che i lavoratori meno giovani - ai quali rimaneva il sistema retributivo - non avrebbero avuto il tempo di costruirsi un'adeguata pensione integrativa, possibilità che veniva riservata ai più giovani, passati fin da allora al contributivo.&lt;br /&gt;Naturalmente questa divisione servì a far meglio digerire la legge Dini e quella differenziazione, accettata da Cgil-Cisl-Uil, fu una vera infamia. Ma che forse vi si ripara in questo modo? No, se si volesse un minimo di giustizia, bisognerebbe riconoscere il fallimento, peggio la truffa, delle pensioni integrative. Ma è inutile dire che di questo argomento non vi è la minima traccia nelle riflessioni forneriane.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Abolizione definitiva delle pensioni di anzianità&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Questa misura è semplicemente odiosa. Essa colpisce in maniera particolare chi ha iniziato a lavorare in giovane età, ma danneggia pesantemente anche i giovani disoccupati che avranno sempre più difficoltà a trovare un'occupazione.&lt;br /&gt;Quel che molti non sanno è che già oggi le pensioni di anzianità propriamente dette sono di fatto già quasi abolite del tutto. A beneficiarne, con le regole attuali, sono ormai pochi lavoratori, peraltro in diminuzione anno dopo anno. Quel che finora è rimasto è invece il diritto alla pensione dopo 40 anni di contribuzione. Quaranta anni che diventano quarantuno con la cosiddetta «finestra», ed in realtà quarantuno più un mese dal 2012, quarantuno più due mesi dal 2013, eccetera...&lt;br /&gt;Cosa resterà di questo diritto che anche Attila-Dini aveva preservato? Non lo sappiamo. La Fornero non lo esplicita, ma scrive che l'età minima del pensionamento dovrà essere portata da subito a 63 anni. In realtà sul Sole 24 Ore di ieri, 28 novembre, veniva avanzata l'ipotesi di lasciare il diritto alla pensione dopo i 40 anni, ma imponendo in quel caso una maxi decurtazione della pensione con l'applicazione del calcolo contributivo su tutta la vita lavorativa.&lt;br /&gt;Cerchiamo di capire quanto sia aberrante l'eliminazione delle pensioni di anzianità, facendo un caso concreto. Si prenda un lavoratore nato nel &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-9UG-nY8XHH0/TtZu1pBLGQI/AAAAAAAALiE/8jV4ISIywDk/s1600/pensioni%2Bmanovra-%2Bnon%2Bvedo%2Bpensione.png"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 280px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-9UG-nY8XHH0/TtZu1pBLGQI/AAAAAAAALiE/8jV4ISIywDk/s400/pensioni%2Bmanovra-%2Bnon%2Bvedo%2Bpensione.png" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5680849847797356802" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;1955, con 38 anni di anzianità contributiva. Quando ha cominciato a lavorare, all'età di 18 anni, nel lontano 1973, sapeva di poter accedere alla pensione dopo 35 anni. Nel 1995 la sua vita lavorativa è stata allungata di altri 5 anni, mentre gli interventi successivi hanno aggiunto ancora un anno e tre mesi. Attualmente, se ha avuto la fortuna di lavorare in maniera continuativa, riceverebbe la sua prima pensione (cosa diversa, come abbiamo visto, dalla semplice maturazione del diritto) nel 2014, dopo 41 anni e tre mesi di lavoro effettivo.&lt;br /&gt;Calcolando una pensione lorda di 25mila euro annui ed una contribuzione media all'Inps di 10mila euro annui, questo lavoratore ha già dato alle casse dello stato 156.250 euro di mancata pensione e 62.500 euro di contributi aggiuntivi, per un totale di 218.750 euro! Si noti che essendo il debito pubblico pro-capite pari a circa 33mila euro, questo «privilegiato», per la Fornero un inqualificabile percettore di «regali», ha già pagato quasi sette volte la sua quota parte di debito. Ma evidentemente non basta.&lt;br /&gt;Ed infatti la neo-ministra vuole spostargli la data del pensionamento dai 59 ai 63 anni come minimo. A questo punto il lavoratore del nostro esempio - sono centinaia di migliaia le persone in questa situazione - arriverebbe a lavorare 45 anni e passa, ottenendo oltretutto una pensione più bassa a causa del passaggio pro-quota dal 2012 al contributivo.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center; color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Meccanismo premiale e indicizzazione alla longevità&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;La Fornero non è donna da porsi dei limiti. Ed infatti non appena raggiunti i 63 anni mira ai 68, guardando ai 70. Ma perché fermarsi a questa soglia psicologica? In fondo non viviamo in quel Paese in cui l'ex  primo ministro, da poco defenestrato, dichiarava di puntare ad allungare la vita fino a 120 anni? Ed allora vai con i «premi» a chi ritarda il pensionamento.&lt;br /&gt;Premi che sono un insulto a tanti lavoratori, premi che negano qualsiasi principio di equità. Già oggi alcune categorie - queste sì privilegiate - possono ritardare il momento del pensionamento. Lo possono fare grazie ad un lavoro assai poco usurante. Ma se questa è la condizione di magistrati e docenti universitari, che dire degli operai di fabbrica, dei muratori, di chi comunque deve sgobbare per 8 e più ore al giorno?&lt;br /&gt;Signora «equità» la faccia finita. E la facciano finita i pagliacci che la applaudono. Vedrà che i lavoratori che pagheranno per le «sue idee» applaudiranno di meno.&lt;br /&gt;Ma i premi da soli potrebbero non bastare, ed ecco allora la provvidenziale indicizzazione all'aspettativa di vita, un lascito del vecchio governo ben accetto dal nuovo. La signora «equità», questa imbrogliona di turno, arriverebbe così alla sua soluzione finale.&lt;br /&gt;Ma siccome sull'«equità» questo governo non scherza, e tanti allocchi dell'antiberlusconismo formato Scalfari magari ci credono davvero, è arrivata sui giornali di ieri la ciliegina sulla torta pensionistica. Dato che l'obiettivo è fare cassa, di cosa discute il governo degli «equi»? Niente meno che del blocco degli aumenti delle pensioni. Per arraffare i miliardi che non si vogliono prendere a lorsignori, cosa c'è di meglio che gettarsi sulle già misere pensioni di milioni di persone?&lt;br /&gt;E che dire della brillante idea di finanziare la riduzione delle tasse per le aziende con un nuovo aumento dell'IVA? Equità, gente, equità!, che gli italiani sono dei gonzi. Almeno fin che dura.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Leonardo Mazzei, &lt;a href="http://www.campoantimperialista.it/index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=1823:elsa-fornero-limbrogliona-signora-lequitar&amp;amp;catid=13:italia-cat&amp;amp;Itemid=21"&gt;Campo Antimperialista&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6617010577768309280-3258593071927409538?l=laclasseoperaia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/feeds/3258593071927409538/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6617010577768309280&amp;postID=3258593071927409538' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/3258593071927409538'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/3258593071927409538'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/2011/11/elsa-fornero-limbrogliona-signora.html' title='ELSA FORNERO: L&apos;IMBROGLIONA SIGNORA &quot;EQUITA&apos;&quot;'/><author><name>Riccardo Di Palma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07016977001527571666</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_ESHXVLfeB_E/SO5qOT68TuI/AAAAAAAAA0o/q2K88kT8llc/S220/Rickivariop.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-r8wheq62L_U/TtZwlX4oHvI/AAAAAAAALic/BRDIUTs-a9M/s72-c/Fornero%2Bla-riforma-finale.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6617010577768309280.post-4022592949760854174</id><published>2011-11-29T14:45:00.000-08:00</published><updated>2011-11-29T14:49:29.088-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Economia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='crisi'/><title type='text'>BTP DAY: 2,6 MILIARDI AI POLLI</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Successone del Btp day: le banche si sono liberate di un bel pò di titoli tossici&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-1ZYktbzASR4/TtVhSd9Y0wI/AAAAAAAALhg/9HMULX_Tfcs/s1600/btp%2Bday%2Bsadomaso.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 259px; height: 194px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-1ZYktbzASR4/TtVhSd9Y0wI/AAAAAAAALhg/9HMULX_Tfcs/s400/btp%2Bday%2Bsadomaso.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5680553474905395970" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Gli italiani ci sono cascati. Ma (forse) non è tutta colpa loro. Almeno non direttamente.&lt;br /&gt;Ci sono giorni in cui anche solo semplicemente mettendo in ordine - o anche in ordine sparso - le cose che accadono, si ha l’impressione che veramente si stia vivendo in un incubo. Che non vi possa essere altro che ipnosi collettiva nell’incoscienza generale veicolata da un mondo alla rovescia. E dal fatto che nessuno (o pochissimi) lo faccia notare.&lt;br /&gt;Ma andiamo con ordine, o almeno proviamo.&lt;br /&gt;Prima notizia: nel Btp Day di ieri gli italiani che si sono recati in banca per acquistare dei titoli di Stato del nostro Paese, dunque per acquistare fette del nostro debito, si sono portati a casa due miliardi e settecento milioni. Di fregature.&lt;br /&gt;Vediamo. Tanto per iniziare non si trattava di un’asta, ma di vendita diretta delle Banche, che per l’occasione, lanciando mediaticamente la corsa come Btp Day, hanno acconsentito a effettuare le transazioni "rinunciando" a guadagnare sulla commissione. Che buone che brave? Niente affatto: il loro guadagno è stato totale. Perché queste stesse Banche, Unicredit in primis, al momento hanno un solo obiettivo: liberarsi dei titoli di stato italiani che hanno in pancia. Il motivo? Non valgono praticamente quasi nulla, visto che nella migliore delle ipotesi si andrà fatalmente a un haircut anche per il nostro Paese (nella peggiore al default totale). Dunque queste Banche avevano la disperata necessità di trovare dei polli ai quali rivendere il "pacco" che avevano acquistato a suo tempo. E chi meglio degli italiani?&lt;br /&gt;Gioco perfettamente riuscito, a quanto pare. E parliamo proprio dei singoli risparmiatori, in quanto i dati appena diramanti rilevano che si è trattato di un numero elevatissimo di transazioni. La cosa ha una unica motivazione: ad acquistare sono stati tantissimi singoli risparmiatori e pochissime società. Per un motivo molto semplice: le società hanno utilizzato il poco sale in zucca che hanno, nel cercare di limitare i danni, e si sono ben guardate dall’acquistare il pacco che invece i risparmiatori singoli, poveri fessi, si sono accaparrati senza battere ciglio.&lt;br /&gt;I mercati non li vogliono e allora ce li comperiamo noi. Diabolica stupidità umana.&lt;br /&gt;Seconda notizia: le "Borse hanno volato". Incrementi del 4% per cento e oltre. E questo malgrado l’agenzia Fitch abbia dichiarato senza mezzi termini che a rischiare è l’Europa intera, con i default concatenati dei vari Paesi, possibilità praticamente dietro l’angolo. Gli speculatori sono impazziti? Niente affatto: sanno benissimo che le sole "voci" circolate sull’aiuto dell’Fmi all’Italia, anche se smentite, sono tutt’altro che voci. E sanno benissimo che in un modo o in un altro (e ora vedremo perché) al vertice europeo una soluzione per non far naufragare tutto - almeno temporaneamente - comunque ci sarà. La si "dovrà" trovare. E la si troverà. Per quale questa possa essere - BCE come prestatore di ultima istanza o altro - in ogni caso una cosa è certa: verranno prese misure tanto grandi e inaudite, ovvero al di fuori di qualsiasi logica democratica o istituzionale, o anche semplicemente intuitivamente corretta, che comunque a esse verranno abbinati, facendoli passare come necessità ineluttabili, sacrifici enormi all’Europa intera. Meglio: ai cittadini europei. Cioè a noi. E dunque i rialzisti hanno preso a scommettere.&lt;br /&gt;Ma ancora: Obama, dall’altra parte dell’Oceano, in un incontro con i "vertici europei", non ha trovato di meglio che rilasciare una dichiarazione che è la dimostrazione vivente di come l’ipocrisia possa prendere le forme di carne e ossa: "i problemi europei stanno contagiando gli Stati Uniti" e dunque noi, qui nel vecchio continente, dobbiamo "sbrigarci a intervenire". Come se il tutto non fosse partito proprio dal focolaio principale del cancro economico e finanziario del mondo, ovvero gli Stati Unti d’America.&lt;br /&gt;La giornata si è chiusa in bellezza, tanto per aumentare il rincoglionimento del popolo bue, con la notizia che Berlusconi va verso la prescrizione nell’unico processo che poteva realmente vederlo condannato - quello Mills - mentre ha dichiarato che si "batterà contro i comunisti" - arraffandosi una solita fetta di italiani pronti ad accorrere al richiamo di Arcore - e che "con la Lega è tutto a posto" mentre questa rispondeva picche: "tra noi è tutto finito", per voce di Calderoli. Il quale ha proseguito, però, con un: "per ora".&lt;br /&gt;Ci torna in mente Flaiano: "ma la signorina è incinta!". "Sì, ma appena appena".&lt;br /&gt;Ora è veramente difficile dare torto a chi sostiene che quello che accade in fondo ce lo meritiamo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Valerio Lo Monaco.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6617010577768309280-4022592949760854174?l=laclasseoperaia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/feeds/4022592949760854174/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6617010577768309280&amp;postID=4022592949760854174' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/4022592949760854174'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/4022592949760854174'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/2011/11/btp-day-26-miliardi-ai-polli.html' title='BTP DAY: 2,6 MILIARDI AI POLLI'/><author><name>Riccardo Di Palma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07016977001527571666</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_ESHXVLfeB_E/SO5qOT68TuI/AAAAAAAAA0o/q2K88kT8llc/S220/Rickivariop.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-1ZYktbzASR4/TtVhSd9Y0wI/AAAAAAAALhg/9HMULX_Tfcs/s72-c/btp%2Bday%2Bsadomaso.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6617010577768309280.post-3423287999363300521</id><published>2011-11-29T06:09:00.000-08:00</published><updated>2011-11-29T06:35:12.596-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica Nazionale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Economia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='crisi'/><title type='text'>PATRIMONIALE: IL DILEMMA DEL GOVERNO MONTI</title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0); font-weight: bold;"&gt;Gna fa o nun 'gna fa?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 51, 255); font-style: italic;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102);"&gt;Questo articolo ci è giunto in redazione ieri sera, 28 novembre. Oggi, 29, lo spread è schizzato a 510 punti, tanto da spingere il Corriere della Sera a titolare questa mattina&lt;/span&gt; «&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.corriere.it/economia/11_novembre_29/venti-giorni-esame-bce-fubini_c3c29030-1a52-11e1-a0da-00d265bd2fc6.shtml"&gt;Ve&lt;/a&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-S6tSs3oE9j0/TtTtHirht2I/AAAAAAAALhU/CqEdqbaBIRg/s1600/Monti%2Bqlcs%2Bdi%2Bdiverso.jpeg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 171px; height: 162px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-S6tSs3oE9j0/TtTtHirht2I/AAAAAAAALhU/CqEdqbaBIRg/s400/Monti%2Bqlcs%2Bdi%2Bdiverso.jpeg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5680425743845275490" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.corriere.it/economia/11_novembre_29/venti-giorni-esame-bce-fubini_c3c29030-1a52-11e1-a0da-00d265bd2fc6.shtml"&gt;nti giorni per salvare l'Italia (e l'euro)&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 102); font-style: italic;"&gt;». Solo strumentale allarmismo? L'autore spiega di no, che il crollo è alle porte, a meno che.....&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«&lt;a href="http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2011-11-28/moodys-misure-subito-rischio-080952.shtml?uuid=AaE7tIPE"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Moody's: misure subito o rischio default multipli Paesi euro&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;». Questo il titolo inequivocabile con cui Il Sole di ieri dava la notizia dell'ultimo warning  dell'agenzia di rating americana.&lt;br /&gt;Sotto il titolo il riassunto: «&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La grave crisi finanziaria attualmente in corso mette a rischio i rating nell'intera Unione Europea: è il monito lanciato dall'agenzia Moody's, secondo cui «il prolungato e rapido incremento della crisi dei debiti sovrani e bancari nell'Eurozona minaccia le posizioni di tutti i Paesi europei&lt;/span&gt;». Moody's nota in particolare come le situazioni di incertezza politica in Grecia e in Italia, abbinate al peggioramento delle prospettive economiche complessive nell'Eurozona, abbiano dato luogo alla «&lt;span style="font-style: italic;"&gt;verosimiglianza di scenari persino più negativi&lt;/span&gt;», e dunque «&lt;span style="font-style: italic;"&gt;la probabilità di default multipli per i Paesi dell'Eurozona non è ulteriormente trascurabile&lt;/span&gt;». Dal punto di vista dell'agenzia di rating americana, «&lt;span style="font-style: italic;"&gt;più a lungo continua la crisi di liquidità, più rapidamente cresceranno le probabilità di default&lt;/span&gt;». In tale contesto, è la conclusione, «diventa sempre più verosimile che uno o più Stati membri dell'Eurozona siano costretti a uscirne». [Il Sole 24 Ore on line del 28 novembre 2011]&lt;br /&gt;Sono realistiche le previsioni di Moody's? Chi scrive ritiene di sì. Ritiene che senza misure drastiche l'eurozona andrà in frantumi, innescando default multipli o, come certi economisti dicono "a grappolo". Ritengo anche che crolli per insolvenza (default) riguarderanno in prima battuta alcune banche sistemiche, che a loro volta manderanno in stato di insolvenza alcuni debiti sovrani.&lt;br /&gt;Questa è la tendenza obiettiva. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La direzione di marcia dell'eurozona è verso il crollo&lt;/span&gt;, un crollo che avrà decisive conseguenze sociali, politiche e istituzionali. Solo in questa cornice si può capire perché Monti è arrivato al governo, e quindi quel'è la sua missione.&lt;br /&gt;Condivido&lt;a href="http://sollevazione.blogspot.com/2011/11/vi-spiego-perche-monti-fallira.html"&gt; l'analisi e il pronostico di Pasquinelli&lt;/a&gt;, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Monti non ce la farà&lt;/span&gt;. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;L'Italia si avvia verso la catastrofe.&lt;/span&gt; Penso occorra meglio spiegare il perché. Ci sono però, come tutti gli analisti sottolineano, due piani intrecciati del discorso, due leve sulle quali si deve agire: uno europeo e uno specificamente italiano. Ammesso che Monti riesca a porre in essere un draconiano piano di rientro dal debito pubblico, onde evitare il crollo c'è bisogno che l'Unione europea compia in corsa quattro salti indispensabili: passare ad un sistema fiscale unico o almeno omogeneo (quindi ad un vero e proprio governo economico europeo), fare cassa comune aumentando di molto la dote del fondo salva-stati, permettere alla Bce di soccorrere le banche comprando loro le ingenti quantità di titoli di stato che possiedono e, infine consentire alla Bce di seguire la linea della Fed americana (quantitative easing), ovvero stampare ingenti quantità di moneta per impedire che manchi moneta circolante (credit crunch)&lt;br /&gt;Ammesso e non concesso che questi quattro salti siano sufficienti a superare il precipizio, non sembra che essi verranno compiuti. La Grande-Germania, ovvero l'economia tedesca più i suoi satelliti "virtuosi", si oppongono a queste misure. Lo fanno con argomenti apparentemente anche legittimi. Ma non di questo voglio parlare. Basti segnalare che anche ove Monti riuscisse nella sua impresa, ciò non metterebbe l'Italia al riparo dall'insolvenza. Non basta insomma saziare gli squali della finanza globale, offrendo loro un succoso bottino, per evitare un crollo italiano. Occorrono contestualmente i radicali mutamenti a scala europea di cui sopra.&lt;br /&gt;Luigi Zingales, noto fanatico liberista, il 13 novembre scorso, definì Monti un "&lt;a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-11-13/monti-mandato-curatore-fallimentare-081017.shtml?uuid=AaA1a6KE"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;curatore fallimentare&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;" [Il Sole 24 ore]. Metafora forse iperbolica ma prossima alla realtà. L'Italia non è già al fallimento, ma in una situazione di pre-fallimento. Che significa? Significa che &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;il governo deve appunto rastrellare contanti per accontentare i creditori, se non lo farà allora essi manderanno l'Italia in default.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;C'è una sola maniera per trovare la montagna di danaro (che diversi analisti quantificano in 300-400 miliardi nell'arco di un quinquennio: un quarto del Pil): una seria imposta  patrimoniale. Ricordiamo i dati forniti nel 2009 da Bankitalia:&lt;br /&gt;«&lt;span style="font-style: italic;"&gt;L’ammontare dei patrimoni diretti e indiretti che cadono sotto la sua giurisdizione sono, procapite, tra i più ingenti del pianeta&lt;/span&gt; —&lt;span style="font-style: italic;"&gt;il patrimonio finanziario totale degli italiani, ha un valore pari a 3.565 miliardi, due volte e mezza il Pil, ed è così composto: obbligazioni, titoli esteri, fondi d'investimento: 44,2%; Titoli di stato italiani: 5%; contante, cc, depositi bancari e risparmio postale: 29,8%; assicurazioni e fondi pensione: 17,7%; altro: 3%&lt;/span&gt;». [citato in: &lt;a href="http://sollevazione.blogspot.com/2011/11/debito-pubblico.html"&gt;Cinque ragioni  favore del default&lt;/a&gt;, SOLLEVAZIONE, 25 novembre]&lt;br /&gt;Mario Monti sa bene dove si annida il malloppo. La domanda è la seguente: vorrà andare a prendere i quattrini a chi ce li ha? O continuerà a rapinare il popolo lavoratore? Vedremo nei prossimi giorni la sua "manovra", ma tutto indica che seguirà la solita strada, quella di tartassare proletariato e ceto medio. Vedi le tre misure di cui si parla: aumento dell'iva, "riforma" del sistema pensionistico, Ici aumentata anche sulla prima casa. In altre parole Monti applica sì una patrimoniale, ma solo sulle classi popolari. Non colpirà né rendite né risparmi.&lt;br /&gt;Si dirà che i berluscones, dei cui voti Monti non può fare a meno se non vuole soccombere —cani da guardia delle classi sociali che possiedono patrimoni mobiliari e immobiliari, che detengono rendite che fruttano lauti interessi— non gli permetteranno di attuare una seria patrimoniale. Vero.&lt;br /&gt;Ma questo è appunto il dilemma del governo Monti. Affamare il p&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-VgA9lZjnqiw/TtTsKjGStoI/AAAAAAAALg8/hTevoe_Nl_Y/s1600/patrimoniale%252Bvincino.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 260px; height: 237px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-VgA9lZjnqiw/TtTsKjGStoI/AAAAAAAALg8/hTevoe_Nl_Y/s400/patrimoniale%252Bvincino.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5680424695985518210" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;opolo lavoratore avendo la certezza che questa rapina non frutterà un bottino sufficiente a saziare i pescecani della finanza globale, o fare sul serio, mettendo le mani nei portafogli dei ricchi. Per fare sul serio, ammesso che voglia fare sul serio, ha bisogno di una maggioranza blindata, non di quella posticcia da "larghe intese" fasulle di cui dispone oggi. In teoria egli può spaccare il Pdl, ma corre il rischio, così facendo, di spingere i berluscones all'opposizione. Deve cioè correre il rischio di fronteggiare un doppio nemico: oltre alla resistenza del popolo lavoratore, la "rivolta reazionaria della borghesia", anzitutto padana.&lt;br /&gt;Tra Scilla e Cariddi, Monti può solo galleggiare rapinando i soliti noti e  sperando che le correnti non lo affonderanno. Così facendo il default, il momento della verità, si avvicina. Non è questione di anni, ma di mesi.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Piemme, &lt;a href="http://sollevazione.blogspot.com/2011/11/patrimoniale-il-dilemma-del-governo.html"&gt;Rivoluzione Democratica&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6617010577768309280-3423287999363300521?l=laclasseoperaia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/feeds/3423287999363300521/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6617010577768309280&amp;postID=3423287999363300521' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/3423287999363300521'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/3423287999363300521'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/2011/11/patrimoniale-il-dilemma-del-governo.html' title='PATRIMONIALE: IL DILEMMA DEL GOVERNO MONTI'/><author><name>Riccardo Di Palma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07016977001527571666</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_ESHXVLfeB_E/SO5qOT68TuI/AAAAAAAAA0o/q2K88kT8llc/S220/Rickivariop.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-S6tSs3oE9j0/TtTtHirht2I/AAAAAAAALhU/CqEdqbaBIRg/s72-c/Monti%2Bqlcs%2Bdi%2Bdiverso.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6617010577768309280.post-6011127159222631215</id><published>2011-11-28T12:11:00.000-08:00</published><updated>2011-11-28T12:50:18.403-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Economia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='crisi'/><title type='text'>LIBERTA' VS DEBITO</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' davvero incredibile la velocità con la quale sia oggi possibile generalizzare&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-kN8sZX-4NEU/TtPz8ZMAF_I/AAAAAAAALgw/tgvEl3EfnfI/s1600/nOI%2BLA%2BCRISI%2BNON%2BLA%2BPAGHIAMO%2Bscritta.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 181px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-kN8sZX-4NEU/TtPz8ZMAF_I/AAAAAAAALgw/tgvEl3EfnfI/s400/nOI%2BLA%2BCRISI%2BNON%2BLA%2BPAGHIAMO%2Bscritta.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5680151773923252210" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; l'utilizzo di termini e concetti fino a poco tempo prima confinati nel mondo ostile degli addetti ai lavori. Qualche mese fa un articolo infarcito di termini economici come spread, bond, differenziali e via dicendo avrebbe portato i più a voltare pagina. Oggi gli stessi termini sono entrati nel linguaggio comune e sono oggetto di discussione anche nei luoghi più impensabili, magari nella fugacità di una pausa pranzo. Questo tipo di dinamica ha certamente dei risvolti positivi perchè  consente di riflettere e cimentarsi con concetti e categorie prima sconosciuti o appena sfiorati.&lt;br /&gt;Occorre, però, fare attenzione perchè i linguaggi non sono mai neutri ed ogni volta che si “socializza” un termine si diffonde anche un'idea ed un dato tipo di approccio interpretativo alla realtà. Il linguaggio economico e giuridico è un linguaggio di parte, di quella parte che controlla l'economia e l'assetto normativo che le necessita. Non è il nostro linguaggio. Partire da questo presupposto ci è utile a tenere costantemente presente che l'utilizzo dei termini appartenenti ad un “discorso” che ci è fisiologicamente nemico porta sempre con sé una problematicità. Tale problematicità non è risolvibile con una semplice riconversione “a tavolino” del loro contenuto: spesso è necessario adottare un altro linguaggio.&lt;br /&gt;L'insolvenza, ad esempio, più volte richiamata nel dibattito di questi mesi, è un concetto mutuato dal linguaggio giuridico di matrice privatistica-fallimentare e configura prima di ogni altra cosa uno stato (lo stato di insolvenza per l'appunto), ovvero la condizione del debitore che si trova nell'impossibilità di fare fronte al debito contratto. L'insolvenza è la proiezione giuridica di una condizione materiale in cui il debitore è assolutamente il soggetto debole, ed è attraverso tale proiezione che il debitore, proprio in ragione della sua condizione di insolvente, viene espropriato delle prerogative di autonomia gestionaria: le conseguenti procedure esecutive o fallimentari con l'intervento di soggetti terzi incaricati di recuperare coattivamente il credito e di coordinare la spartizione tra i creditori delle risorse ancora disponibili sono la concreta rappresentazione della rimozione formale e sostanziale dell'insolvente da ogni margine di scelta.&lt;br /&gt;L'insolvenza non è l'oggetto disponibile di una “dichiarazione” del debitore ma è il frutto di un accertamento normalmente attivato proprio dai creditori e fisiologicamente sottratto al suo controllo. In sostanza l'insolvenza non segna il momento in cui il debitore si affranca dal debito ma, al contrario, la sua soccombenza alla situazione debitoria con conseguente assunzione di poteri straordinari da parte dei creditori.&lt;br /&gt;In questo scenario la rivendicazione di un “diritto all'insolvenza” appare poco comprensibile: in primo luogo perchè la condizione di insolvenza è primariamente uno stato di fatto che si determina o non si determina a prescindere dalla rivendicazione di un diritto; in secondo luogo perchè la condizione di insolvente non è affatto una condizione liberatoria ma, al contrario, una condizione di maggiore precarizzazione nel contesto della quale il debitore subisce un'ulteriore espropriazione di beni e diritti. Si potrebbe obiettare che il ragionamento muove dal contenuto più strettamente tecnico-giuridico del concetto di insolvenza, ma si tratterebbe di un'obiezione poco sensata in quanto lo stato di insolvenza è esattamente questo e la sua concettualizzazione, che ha radici antiche, non appartiene al linguaggio dei movimenti ma a quello del “credito organizzato”, delle sue disposizioni normative ed esecutive.&lt;br /&gt;E' del tutto evidente che l'utilizzo di un termine non può prescindere dal suo significato e rispondere ad un mero parametro di fascinazione fonetica. D'altra parte, non è certo la rielaborazione teorica del concetto di insolvenza a modificare la condizione materiale in cui è costretto il debitore insolvente, sottoposto alla coercizione ed alle espropriazioni delle procedure di recupero del credito.  Si potrebbe dire che il diritto all'insolvenza implicherebbe il diritto del debitore a non essere sottoposto alle procedure esecutive del creditore: ma in questo caso non si tratterebbe di diritto all'insolvenza bensì di diritto alla cancellazione del debito, o meglio, volendo mantenere la fascinazione fonetica, di diritto alla dissolvenza del debito e non all'insolvenza del debitore, il che è ben altra cosa ed apre un ragionamento di segno profondamente diverso.&lt;br /&gt;Se, in ultimo, per diritto all'insolvenza si volesse genericamente intendere il diritto a non pagare il debito, anche in questo caso dovremmo fare delle distinzioni. Le pratiche sociali di resistenza/sottrazione al debito si determinano nel mondo materiale indipendentemente da qualsivoglia legittimazione formale o teorica e si diffondono in maniera direttamente proporzionale ai rapporti di forza di volta in volta messi in campo. Per affermare che tali pratiche sono legittime non occorre alcuna sovrastrutturazione teorica che, anzi, rischia di diventare ideologica e di rendere statico ciò che invece è naturalmente dinamico, omologando dentro categorie precostituite situazioni profondamente diverse.&lt;br /&gt;Ricorrendo per esemplificare ad una estremizzazione è evidente che c'è assoluta continuità nella pratica del lavoratore che da un lato nella posizione di debitore resiste al credito e dall'altro nella posizione di creditore della retribuzione agisce, anche utilizzando gli strumenti giudiziari, per conseguirne il pagamento. Ma nella trasposizione ideologica di tale pratica all'interno di categorie  precostituite, come ad esempio il diritto all'insolvenza, tale continuità si spezza e l'elaborazione teorica si inceppa magari di fronte ad un piccolo imprenditore che, versando in cattive acque, rivendichi a sua volta un diritto all'insolvenza ed il conseguente mancato pagamento delle retribuzioni.&lt;br /&gt;Ma lo scarto tra ragionevolezza della pratiche e separatezza della teoria diventa ancora più evidente quando si associa il diritto all'insolvenza al tema del debito sovrano. Il debito sovrano non è la sommatoria di tanti debiti individuali: è un debito con caratteristiche ed implicazioni proprie che non si limita a riproporre su scala maggiore le stesse dinamiche che si producono nel debito privato. Il debito sovrano produce una condizione di “debitanza” generalizzata che prescinde dall'effettiva condizione di indebitamento del singolo e che risponde a dinamiche non codificate, prodotte dall'interazione di interessi dislocati su dimensione globale.&lt;br /&gt;Nonostante i numerosi interventi sul tema del default ed il temibile diffondersi di improbabili economisti che nei ritagli di tempo dettano le ricette per gestire il fallimento degli Stati, nessuno è realmente in grado di fare una prognosi credibile sugli scenari che deriverebbero dal collasso finanziario di un'economia di importanti dimensioni inserita nel quadrante monetario dell'euro e nelle attuali dinamiche economico-finanziarie globalizzate. Certamente ad oggi non esistono dispositivi codificati in grado di imporre allo Stato insolvente procedure esecutive di rivalsa da parte dei creditori, ma è altrettanto vero che nell'attuale dimensione economico-finanziaria le strategie di rivalsa possono essere molteplici e ben più violente di quelle codificate.&lt;br /&gt;Nel generale contesto di incertezza è tuttavia possibile individuare alcuni indicatori che consentono, anche a chi economista non è né pretende di diventarlo con qualche ora di navigazione da internauta, di porre alcuni interrogativi significativi. Chi sostiene l'opzione del default non fa mistero del fatto che gli ipotizzati effetti benefici di medio e lungo periodo sarebbero comunque anticipati da una prima fase ad ampio impatto sociale. Considerato che non stiamo parlando di qualche esperimento da laboratorio ma di scelte che coinvolgono milioni di persone, questa “prima fase” quanto durerebbe? Dieci, quindici, vent'anni, una generazione? Quali sarebbero le conseguenze sulla vita reale e sulle dimensioni produttive? Come si può escludere il rischio che l'impatto iniziale determini una precipitazione tale da mettere in crisi anche le prospettive di medio e lungo periodo?&lt;br /&gt;La certezza dell'entità del contraccolpo è tale da indurre i sostenitori dell'opzione default a parlare non di un default tout court ma di un default selettivo e pilotato. Questa prospettiva, tuttavia, solleva un problema di non poco conto: chi sarà il “pilota”? Dove e come verranno prese le decisioni che attengono alla gestione del default? Quali saranno realmente gli interessi tutelati? Certo è difficile immaginare che una simile dinamica  possa tradursi in un'estensione degli spazi di democrazia piuttosto che in un potenziamento dei dispositivi esecutivi e della loro infrastrutturazione emergenzialista. Per quanto il raffronto con i precedenti storici non possa che essere inadeguato non esistendo nel passato una dimensione economica, finanziaria e monetaria paragonabile a quella attuale, è innegabile che quando il default è stato praticato nel contesto di economie di consistenti proporzioni, esso non ha prodotto un'effettiva liberazione dal debito, è stato gestito da esecutivi a vocazione autoritaria ed ha comportato enormi sacrifici a carico delle popolazioni coinvolte.&lt;br /&gt;In un simile contesto, dominato da profonde incertezze, non si comprende perchè il nostro ragionamento dovrebbe a tal punto assumere il linguaggio dell'economia finanziaria da porre a fondamento delle sue prospettive le due principali componenti negative di quel linguaggio ovvero proprio l'insolvenza ed il default. In sostanza non si comprende perchè la nostra reazione al debito dovrebbe configurarsi come rivendicazione dello stato di insolvenza che si risolve, comunque, in una condizione negativa, sia nella dimensione del debito privato, dove l'insolvenza si traduce nell'espropriazione più o meno giudiziaria ai danni del debitore dei beni residui, sia nella dimensione del debito sovrano, dove l'insolvenza si risolverebbe in un default pilotato, possiamo immaginare da chi, ad enormi costi sociali.&lt;br /&gt;Credo che siamo in molti a non essere in grado di valutare oggi se in futuro (che oramai può anche indicare uno spazio temporale di poche settimane) il default si renderà necessario o se l'insolvenza in determinati contesti si rivelerà conveniente: di certo, però, non è su questo piano che possiamo individuare il fondamento, addirittura costituente, di una nuova stagione dei diritti. Contro l'oppressione del debito non  dobbiamo rivendicare il diritto al “fallimento” ma libertà e diritto alla ridistribuzione delle ricchezze. Liberarsi dal debito può comprendere il rifiuto di pagarlo ma non può ridursi ad esso: chi i debiti li ha veramente sa bene che è così.&lt;br /&gt;Nel diritto romano (arcaico) il debitore insolvente subiva una procedura esecutiva personale e diventava un addictus, cioè uno schiavo per debiti. Nel corso dei secoli i dispositivi di rivalsa del creditore nei confronti del debitore sono stati ridimensionati e patrimonializzati, ma ciononostante permangono con la loro carica coercitiva e sono in grado di determinare una condizione di costante “persecuzione” a cui il debitore riesce a sottrarsi solo riducendo le proprie risorse all'indispensabile per vivere. In questo di libertà c'è ben poco.&lt;br /&gt;Parlare contro il debito il linguaggio della libertà significa misurarsi con il problema della costruzione di un'alternativa capace di fare i conti con i molteplici fattori in gioco, di costruire i percorsi progettuali e conflittuali per una reale liberazione dalla condizione di debitanza e, soprattutto, capace di affermare contro la logica dello stratagemma economicistico la necessità di una soluzione politica alla crisi del debito sovrano.&lt;br /&gt;Liberarsi dal debito è un processo che costruisce conflittualmente le soluzioni ed in questo, contro ogni determinismo catastrofista, costruisce la speranza: la cultura del tracollo, qualunque ne sia la rielaborazione, non conquista gli animi ma concorre a diffondere la paura. In questa prospettiva le tensioni costituenti che percorrono i movimenti devono riuscire ad agire tutti gli spazi che il moto sussultorio della crisi finisce con l'aprire anche nei “luoghi” che fino a poco tempo fa sembravano solidi ed impenetra&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-FUHTmQeORiQ/TtPtq4PzjiI/AAAAAAAALgk/BJQa4xZBZ80/s1600/1465418465.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 312px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-FUHTmQeORiQ/TtPtq4PzjiI/AAAAAAAALgk/BJQa4xZBZ80/s400/1465418465.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5680144875953294882" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;bili.&lt;br /&gt;La necessità da parte della governance finanziaria dell'Unione di definire nuovi ed efficaci dispositivi di sussunzione degli Stati membri sta portando rapidamente ad una revisione del Trattato europeo. Si tratta di una prospettiva che già da subito  apre nuovi spazi all'interno dei quali possiamo e dobbiamo prendere la parola per rovesciare il tema delle istituzioni totali della finanza in quello dei nuovi statuti dei diritti, condizione costituente di una nuova dimensione della cittadinanza europea.&lt;br /&gt;Ed è proprio all'interno di un ragionamento sui nuovi statuti dei diritti che va ricollocato il tema dell'insolvenza non come diritto allo stato di insolvente ma come diritti nello stato di insolvenza, ovvero come ridefinizione nella sfera privata ed in quella pubblica di quell'insieme di beni e diritti che devono considerarsi indisponibili, assolutamente insuscettibili ad essere utilizzati per il pagamento del debito, sia che si tratti di una spiaggia per far fronte al debito sovrano sia che si tratti di 1/5 della già miserabile retribuzione per far fronte al debito privato.&lt;br /&gt;Processi costituenti, nuovi statuti dei diritti, istituzioni altre compongono un'unica matassa con la quale è realmente possibile tessere il filo dell'alternativa, un filo che inevitabilmente si dipana nello spazio europeo e che tuttavia necessita di una trama concreta e materiale all'interno delle specifiche articolazioni statuali che non sono riducibili a meri residui di epoche passate ma (come dimostra il governo Monti) sono già oggi strumenti aggiornati di esercizio della governance finanziaria e di legificazione (addirittura costituzionale) delle sue direttive.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Paolo Cognini &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6617010577768309280-6011127159222631215?l=laclasseoperaia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/feeds/6011127159222631215/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6617010577768309280&amp;postID=6011127159222631215' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/6011127159222631215'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6617010577768309280/posts/default/6011127159222631215'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://laclasseoperaia.blogspot.com/2011/11/liberta-vs-debito.html' title='LIBERTA&apos; VS DEBITO'/><author><name>Riccardo Di Palma</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07016977001527571666</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://2.bp.blogspot.com/_ESHXVLfeB_E/SO5qOT68TuI/AAAAAAAAA0o/q2K88
